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La salute globale nelle mani dei super-ricchi?

18 luglio 2018 – 10:27 |

Adriano Cattaneo

Per finanziare gli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile (OSS) promossi dalle Nazioni Unite servono tanti soldi. Dove trovarli? Circola l’idea di chiedere un contributo ai super-ricchi. La Banca Mondiale dovrebbe ispirare i miliardari a depositare la loro crescente ricchezza in fondi filantropici a sostegno degli OSS. Bill Gates sta già facendo questo, con risultati storici, per la salute.

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Innovazione e management

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Le migrazioni attraverso le condizioni di salute dei migranti

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La salute “senza confini” in un mondo globalizzato e interdipendente

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Come affrontano la questione sanitaria i diversi paesi del mondo

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Julian Tudor Hart. Ricerca clinica e passione politica

16 luglio 2018 – 05:53 |

Julian Tudor Hart (1927-2018)

Angelo Stefanini
Julian Tudor Hart è stato un leader visionario che ha unito la lotta per un’equa assistenza sanitaria di base e la giustizia sociale a forti critiche al mercato nella sanità. Influenzato da maestri come Archie Cochrane e Richard Doll, è stato un pioniere nel combinare metodo epidemiologico e pratica clinica. La sua ricerca ha dimostrato il valore dell’anticipatory preventive care che in Italia ha trovato la sua espressione nella “medicina d’iniziativa” in cui “il medico si prende cura in maniera attiva delle persone, invitandole a sottoporsi ai controlli e offrendo loro un insieme di interventi personalizzati che, iniziando prima dell’insorgere della malattia, o prima che essa si manifesti o si aggravi, possano curarla nel corso degli anni e rallentarne l’evoluzione”.

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Accesso alle cure negli USA. Gli effetti dell’Obamacare

11 luglio 2018 – 10:17 |

Fabrizio Toscano, Davide Golinelli, Andrea Bucci

I risultati ottenuti dalla riforma sanitaria di Obama sono decisamente incoraggianti quando si guarda al numero di persone messe nelle condizioni di accedere economicamente all’offerta di servizi sanitari. Nonostante questo, per via della struttura particolarmente articolata del sistema sanitario statunitense, i non-assicurati continuano ad incontrare difficoltà nell’accesso alle cure, dovendo spesso ripiegare su quei servizi strutturati come “rete di sicurezza”, non presenti in tutte le comunità.

Spesa pubblica e mortalità infantile nella “Sala d’attesa di Dio”

9 luglio 2018 – 09:08 |

Giacomo Galletti

Lo studio dimostra che le politiche specificatamente indirizzate alla salute dei neonati riducono la mortalità infantile in modo significativo. Gli autori arrivano a questa conclusione dopo aver considerato la spesa sanitaria dello stato della Florida non nel suo complesso (con effetti statisticamente non significativi), ma solo nella sua componente relativa ai programmi finalizzati alla salute infantile. Nel caso di targeted programs, un incremento di spesa del 10% ridurrebbe la mortalità del 2,1% circa. Se si guarda poi ai solo neonati di colore, l’effetto è addirittura il doppio (4,04%).

L’importanza della qualità delle cure (anche nei paesi a basso o medio reddito)

5 luglio 2018 – 10:03 |

Gino Sartor

Specialmente nei paesi a basso o medio reddito il tempo che i medici dedicano al paziente è minimo, anche quando visitano pochi pazienti al giorno. Questo determina un certo grado di know-do gap, cioè una discrepanza tra come il medico dichiara di comportarsi di fronte ad un paziente con determinate caratteristiche cliniche e come poi realmente agisce quando vede tale paziente, proprio perché non gli dedica sufficiente attenzione o tempo. Spesso invece i provider senza formazione medica, proprio perché dedicano più tempo al paziente, riescono a colmare il gap teorico con i medici qualificati.

Gli immigrati. Il futuro che arriva

2 luglio 2018 – 10:28 | Un commento

Ernesto Balducci

Si potrebbe dire, dunque, che gli immigrati sono qui con pieno diritto perché altro non fanno che chiederci conto della refurtiva. Ma il diritto degli immigrati non è soltanto di ordine morale. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e l’insieme dei documenti che essa in più di quarant’anni ha generato ci fanno obbligo di considerare ogni abitante del pianeta come un soggetto di diritti in forza dei quali, ad esempio, nessun uomo è veramente straniero in nessuna parte della Terra. A dispetto di tutto, l’insediamento degli immigrati tra di noi è una grandiosa occasione per avviare una civiltà veramente planetaria, il cui principio sia la diversità nell’uguaglianza e l’uguaglianza nella diversità.

Insidiosa barbarie

27 giugno 2018 – 10:21 |

Rodolfo Saracci

Alla riduzione del numero di migranti che tentano la traversata fa riscontro un netto aumento del rischio di perdere la vita per quelli che tentano. È possibile che al rafforzarsi delle barriere alla migrazione solo i più disperati, in peggiori condizioni globali e a più alto rischio di morte siano disposti a tentare la ventura. Qualunque sia la spiegazione la mortalità in aumento indica che l’insieme dei dispositivi di salvataggio in mare è inadeguato e solleva la questione : la priorità operativa dell’UE è, come dichiarato, “salvare le vite in mare “ o di fatto solo bloccare i flussi?

Emergenza migranti. Quella falsa e quella vera

25 giugno 2018 – 10:20 | Un commento

Gavino Maciocco

La vera emergenza sta nel fatto che ai migranti “forzati” è impedito di esercitare il loro sacrosanto diritto a muoversi attraverso canali legali e sicuri, e a causa di ciò dover subire ogni genere di vessazione, fino alla morte, nel tentativo di fuggire da condizioni insostenibili. La vera emergenza è che milioni di persone debbano abbandonare le loro case, e spesso anche il loro paese, per un insieme ben note di cause: guerre, regimi dittatoriali, neo-colonialismo, sfruttamento delle risorse naturali, cambiamenti climatici.

Docs Not Cops (Medici non poliziotti)

20 giugno 2018 – 09:53 | 2 commenti

Jessica Potter, Federica Turatto, Jacopo Bianchi e Chiara Milani

La recente stretta sui migranti nel Regno Unito ci aiuta a capire i rischi di una strumentalizzazione dell’immigrazione per giustificare politiche di tagli alla sanità, ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione, favorendo quello che è uno scontro fra poveri. Docs Not Cops (Medici non Poliziotti) è una rete di attivisti a cui hanno aderito operatori sanitari, studenti, insegnanti e pazienti, migranti e cittadini inglesi, che si batte contro le nuove leggi sull’immigrazione e per reclamare il valore dei principi fondanti il sistema sanitario britannico.

I primi 40 anni della Legge 180. La sfida continua

17 giugno 2018 – 23:25 |

Davide Bruno
Oggi gli operatori della salute mentale si trovano invece sempre più spesso soli di fronte ai pazienti, alle loro famiglie, e alle responsabilità legate al proprio lavoro, spesso in relazione ad una sempre maggiore aziendalizzazione della sanità pubblica, più attenta a “far quadrare i conti” che alle esigenze di malati e curanti. Così è possibile ravvisare nuovi “piccoli manicomi” laddove vengono creati servizi poveri, latitanti, abbandonati, che soddisfano le esigenze del risparmio piuttosto che quelle della cura e del prendersi cura.

I controlli alla frontiera/La frontiera dei controlli

13 giugno 2018 – 07:43 |

Giovanni Baglio, Maria Elena Tosti, Maurizio Marceca

Adesso che Linea guida sui “Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela per i migranti ospiti nei centri di accoglienza” è stata adottata dalla conferenza Stato-Regioni, la prossima sfida che attende il Servizio sanitario nazionale è quella della sua implementazione. Ciò implica lo sviluppo di un piano d’azione, organico e capillare, da articolare su due livelli, nazionale e loca-le. Localmente, si tratta di promuovere la creazione di percorsi clinico-organizzativi che sappiano tradurre nella pratica corrente le raccomandazioni contenute nella linea guida.

Welfare Day. Ma dai…

11 giugno 2018 – 11:11 |

Marco Geddes

La Società per Azioni RBN Salute che è, per raccolta premi e per numero di assicurati, la più grande compagnia italiana specializzata nell’assicurazione sanitaria, vuole apparire quale garante del diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della nostra Carta costituzionale. Ciò che renderebbe effettivo tale diritto è, per i promotori del Welfare Day, lo sviluppo generalizzato per tutti i cittadini della sanità privata.

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