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Gli effetti psicologici delle diseguaglianze

23 Gennaio 2019 – 09:02 |

Enrico Materia

Nei paesi dove più ampie sono le diseguaglianze di reddito, l’ansia sociale, legata al timore che le persone hanno di essere valutate per la propria posizione economica, lavorativa e sociale, risulta essere più elevata. Ne deriva un ventaglio di possibili effetti psicologici quali bassa stima di sé, insicurezza e depressione, ma anche l’“aumento dell’io” e il narcisismo come risposta all’ansia valutativa. Non solo: tanto maggiore è l’ansia derivante dal proprio stato sociale, tanto maggiore la ritrosia a interagire con altre persone e a partecipare alla vita associativa; più ampie le distanze sociali, più grande la diffidenza e il timore degli altri. Numerosi studi mostrano infatti che la fiducia civica e la propensione delle persone a essere coinvolte in associazioni civiche e di volontariato siano più deboli nei paesi con distribuzione delle risorse molto diseguale.

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Innovazione e management

Innovazioni organizzative, tecnologiche e gestionali nei sistemi sanitari

Migrazioni e salute

Le migrazioni attraverso le condizioni di salute dei migranti

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La salute “senza confini” in un mondo globalizzato e interdipendente

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Come affrontano la questione sanitaria i diversi paesi del mondo

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L’epidemia di obesità può aspettare

21 Gennaio 2019 – 09:16 |

Adriano Cattaneo

Negli USA, epicentro dell’epidemia di obesità, si fa di tutto per evitare la tassazione dei cibi e delle bevande che l’hanno innescata. Anche ricorrendo a una sorta di referendum preventivo, per impedire che a qualche sconsiderato amministratore pubblico possa venire in mente, ora o in futuro, questa balzana idea. Gli USA non sono l’unico paese in cui la lobby dello zucchero e delle bibite zuccherate ha fatto e sta facendo pressione contro la sovrattassa di cui sopra. Anni fa anche in Italia era stata ventilata la proposta di una sovrattassa sulle bibite zuccherate, con immediata retromarcia dopo le minacce della lobby. Ci ha timidamente provato anche l’attuale governo nella stesura della legge di bilancio 2019, ma dopo le pressioni dei soliti noti, la proposta è stata ritirata.

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9 minuti di paura. Trump, il muro e i migranti

14 Gennaio 2019 – 09:47 |

Marzia Ravazzini

9 minuti per dire ancora una volta agli americani che lungo il “border” con il Messico è necessaria una barriera fisica: non è più un muro di cemento, ma d’acciaio. Nel suo discorso, Trump ha reiterato la consueta retorica. Un mix di allarmi infondati e affermazioni false per alimentare ancora una volta la paura. Ma le bugie del presidente vengono ormai sistematicamente smascherate dai media americani. Nella loro replica al messaggio del presidente, i democratici hanno denunciato le politiche migratorie di Trump: separare le famiglie di migranti e riempire i centri di detenzione, dove oggi si trovano quasi 15 mila ragazzi e bambini.

Demografia, demagogia e democrazia

9 Gennaio 2019 – 09:48 | 2 commenti

Pier Luigi Lopalco

La situazione demografica italiana è preoccupante e complessa e non può essere gestita a botta di slogan demagogici. Saremo capaci di invertire il processo di contrazione della popolazione? Se ciò non avvenisse, volenti o nolenti, una seria politica immigratoria sarà necessaria. Altro che invasione. Perché un Paese in decrescita demografica è un Paese che si avvita in una spirale di crisi economica inevitabile.

Sono pazzi questi Americani

7 Gennaio 2019 – 08:06 | 3 commenti

Gavino Maciocco

Lo smantellamento della riforma sanitaria voluta da Barack Obama è stato in testa alle promesse elettorali di Donald Trump. Un obiettivo che però nel tempo si è progressivamente allontanato, fino a diventare un miraggio. Ma una recente sentenza della Corte federale texana ha decretato l’incostituzionalità della riforma. Una sentenza non esecutiva, ma sufficiente a riaprire la battaglia sui destini della sanità americana. E anche l’occasione per fare un bilancio della riforma, le sue molte luci e anche le ombre.

Lettera aperta al Ministro della salute Giulia Grillo

19 Dicembre 2018 – 09:55 | 5 commenti

Gentile Ministro Giulia Grillo,

tra pochi giorni si potrà celebrare formalmente il quarantesimo anniversario dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Era infatti il 23 dicembre 1978 quando il parlamento approvò a larghissima maggioranza la legge N. 833 che trasformava radicalmente – in senso universalistico – il sistema sanitario italiano. Oggi si parla molto di “cambiamento”, ma quell’anno, il 1978, fu un tempo di autentico “cambiamento” per la sanità e la salute della popolazione italiana. Oltre alla Legge 833 nello stesso anno furono approvate la Legge 180 (“legge Basaglia”) e la Legge 194 (sull’interruzione volontaria di gravidanza). Tutte e tre le leggi portarono la firma di Tina Anselmi, prima donna ministro nella storia della Repubblica italiana, una figura politica straordinaria.

I limiti dello screening per il tumore al seno

17 Dicembre 2018 – 11:02 |

Andrea Maurizzi

Sottoponendo 2000 donne a screening mammografico regolare è possibile prevenire una morte, ma allo stesso tempo 10 donne verranno sottoposte ad accertamenti, interventi e terapie inutili, con effetti collaterali e aumento relativo della mortalità per cause cardiovascolari e per altri tumori. La mammografia permette quindi di trattare tempestivamente e con interventi meno estesi i tumori a stadi precoci, ma circa un terzo di questi non avrebbero necessitato di quel tipo di trattamento. I falsi allarmi e lo stress. La necessità di rivedere le strategie.

Il Sistema sanitario albanese  

12 Dicembre 2018 – 12:29 |

Arber Behari

I cambiamenti del sistema sanitario albanese rispecchiano le trasformazioni sociali e culturali dell’Albania di oggi. Prima c’era il collettivismo comunista che garantiva a tutti un minimo di sicurezza sociale (e anche di assistenza sanitaria), ma non la libertà e lo sviluppo economico. Oggi c’è una forte crescita economica e anche una assai maggiore offerta di prestazioni sanitarie rispetto al passato, ma la distribuzione della ricchezza è concentrata nella mani di pochi e le grandi diseguaglianze  socio-economiche si riflettono anche sul sistema sanitario. Le cui gravi criticità spingono molti albanesi a ricercare le cure in Italia, e la formula più usata per ricevere l’assistenza è quella dell’STP (Stranieri Temporaneamente Presente), generalmente utilizzata dai migranti più poveri.   

Un’assurda invasione di campo

10 Dicembre 2018 – 09:48 |

Antonio Panti

Ha fatto notevole scalpore la decisione dell’Ordine dei Medici di Bologna di radiare l’Assessore alla Sanità della Regione Emilia (per caso un medico) reo, a avviso del Consiglio, di favoreggiamento all’esercizio abusivo della professione per aver firmato una delibera della Giunta Regionale con la quale si affidavano a infermieri, ovviamente dopo il superamento di apposito corso, il soccorso su ambulanze del 118 nei casi previsti da appositi protocolli operativi approvati dalla Regione e sempre seguiti da un medico operante in centrale. Una decisione che in un paese normale avrebbe provocato l’immediato commissariamento dell’Ordine.

Come condizionare le scelte dei medici

5 Dicembre 2018 – 09:55 |

Gavino Maciocco

Nel settore della sanità sono in gioco forti interessi economici. Per questo imparare a riconoscere le condizioni di conflitto di interesse è la base per avviare una seria politica di prevenzione, o di identificazione precoce delle situazioni di rischio che possono arrecare danno alla salute delle persone o compromettere la fiducia dei cittadini. Il libro spiega le strategie messe in atto per influenzare le scelte dei professionisti e dei cittadini, sottolineando la necessità di elaborare strategie per ridurre al minimo i rischi. Per affrontare il conflitto d’interesse la parola d’ordine è: costruire consapevolezza.

Mortalità evitabile e qualità dei servizi

3 Dicembre 2018 – 10:50 |

Marta Tilli

Nei paesi a basso e medio livello di sviluppo si stima che 8,6 milioni di morti siano dovuti ai fallimenti dei sistemi sanitari: 5 milioni attribuiti alla scarsa qualità dell’assistenza e 3,6 milioni causati dall’inaccessibilità dei servizi.  L’obiettivo dei programmi e degli investimenti in sanità non può essere esclusivamente l’estensione della copertura, ma deve includere valutazioni più approfondite sull’organizzazione e i mezzi dei sistemi sanitari, nonché sulle capacità professionali degli operatori impiegati. Inoltre, l’azione dei governi dovrebbe cercare di scongiurare il dramma delle partenze degli operatori sanitari più qualificati verso paesi ad alto reddito, che assume numeri impressionanti.

No a questa Italia incattivita

28 Novembre 2018 – 10:45 | 2 commenti

Gavino Maciocco

L’Italia si è incattivita. La lunga crisi l’ha impoverita materialmente e moralmente, mentre si sono dilatate le diseguaglianze socio-economiche che gli ultimi governi non hanno in alcun modo saputo e voluto mitigare. Così il peso della presenza straniera si è scaricato, quasi ovunque, sugli strati popolari più disagiati della società, quelli che maggiormente hanno patito la crisi. Così hanno avuto buon gioco coloro che hanno indicato negli stranieri i responsabili  della scarsità dei servizi a disposizione.  Ma cosa succederà quando quei cittadini si accorgeranno che la cattiveria praticata e ostentata da parte del Governo contro i migranti non avrà migliorato in alcun modo la loro condizione – l’accesso alla sanità, all’istruzione, alla casa, ai  trasporti -, e neppure la loro sicurezza?

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