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L’assenteismo dei medici nei paesi in via di sviluppo

7 dicembre 2016 – 10:04 |

Enrico Tagliaferri

L’assenteismo dei medici in Uganda è un fenomeno rilevante che ha un impatto sulla salute materno-infantile. Formare personale sanitario, compresi i medici, in numero sufficiente, e incentivarli perché restino a lavorare nel loro paese, comprese le zone rurali, è sicuramente una parte della soluzione. Questo permette di ridurre il carico di lavoro del singolo medico e affiancargli figure cui possa delegare alcune mansioni.

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Innovazione e management

Innovazioni organizzative, tecnologiche e gestionali nei sistemi sanitari

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Le migrazioni attraverso le condizioni di salute dei migranti

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La salute “senza confini” in un mondo globalizzato e interdipendente

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Come affrontano la questione sanitaria i diversi paesi del mondo

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Il conflitto tra razionalità e umanità in Medicina

5 dicembre 2016 – 09:00 | Un commento

medico-pazienteAndrea Lopes Pegna

“I medici devono ascoltare e vedere i loro pazienti nella completezza della loro umanità allo scopo di diminuire le loro paure, di dare spazio alla speranza (anche se limitata), di spiegare i sintomi e le diagnosi in un linguaggio adatto al particolare paziente, per testimoniargli coraggio e resistenza e per accompagnarlo nella sofferenza”.

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Il Referendum sull’Epatite C

1 dicembre 2016 – 10:20 | 2 commenti

Gavino Maciocco

“Ci sono tante persone con Epatite C e con i nuovi farmaci si guarisce, che bello, evviva! Perché in Lombardia ci si mette 3 mesi per liberare il farmaco e in altre Regioni, per esempio al Sud, 3 anni? Perché i sistemi sono diversi, con la riforma cambia il titolo V e il livello di assistenza dev’esser in Lombardia come in Calabria.” Naturalmente si tratta di una balla di dimensioni ciclopiche, dello spregiudicato, strumentale uso di una malattia e di un numeroso gruppo di malati a fini elettorali.

Da Obamacare a Trumpcare

28 novembre 2016 – 10:47 |

Gavino Maciocco

Obamacare ha influito sulla vittoria di Trump? Certamente più di 20 milioni americani, per lo più appartenenti alle fasce più povere, si sono giovati della riforma di Obama, ma per un numero molto superiore, la working class, Obamacare ha significato un aumento degli oneri in termini di crescita delle franchigie assicurative e di copagamento delle prestazioni. Quella working class – prevalentemente bianca, impoverita dalla globalizzazione – che ha voltato le spalle al Partito Democratico decretando il trionfo di Trump.

Epidemia di Ebola in Sierra Leone. La valutazione di un intervento

23 novembre 2016 – 10:08 |

Giovanni Putoto e Chiara Di Benedetto

Il lavoro sul campo è stato svolto tra il 2014 e il 2015, durante la fase drammatica della più grande epidemia di Ebola mai registrata, in cui si è lavorato da un lato al contenimento del virus e dall’altro si è mantenuto il funzionamento dei servizi sanitari di base, cosa non scontata in un contesto emergenziale. La preparazione del sistema sanitario a rispondere alle emergenze e la consapevolezza della popolazione giocano un ruolo vitale nel successo dell’intervento.

I muri anti-migranti

21 novembre 2016 – 11:19 |

Maurizio Murru

Uno degli aspetti più visibili e simbolicamente significativi dell’irrigidimento delle politiche nei confronti di migranti e rifugiati è la costruzione di muri e barriere fra uno stato e l’altro, che la storia ci dice essere iniqui e comunque non risolutivi. Oppure c’è ’idea di “delocalizzare” la difesa dei confini affidando a governi che non rispettano i diritti umani il compito di arginare le partenze dei loro cittadini e di accettare i rimpatri. Esistono alternative che non richiedono la rinuncia a valori e principi sui quali, ancora, si fonda la nostra convivenza civile.

Voto Trump e non mi vaccino

18 novembre 2016 – 09:39 | 3 commenti

Pier Luigi Lopalco

Se lo scetticismo vaccinale, nato sul web, viene alimentato perfino da forze politiche emergenti che raccolgono consensi sempre crescenti, allora l’impegno e le strategie da mettere in campo da parte della sanità pubblica devono essere di alto livello. Serve maggiore ricerca per disegnare strategie efficaci. Probabilmente bisognerà ripartire dalla scuola.

Io Daniel Blake

16 novembre 2016 – 09:27 |

Loretta De Nigris e Gavino Maciocco

Un film da non perdere. Ci si emoziona e ci si sdegna per il destino del protagonista, che passa della malattia all’indigenza e alla fine muore stritolato più dalle vessazioni subite che dalla malattia. Non un caso umano, ma un caso politico. Che inizia nel 2007, quando il New Labour di Tony Blair decide di riformare il welfare britannico – in particolare la sanità e la previdenza – attraverso l’iniezione di generose dosi di privato.

Le mamme canguro. Meglio di un’incubatrice

9 novembre 2016 – 11:22 |

Adriano Cattaneo
Il metodo della madre canguro è stato ideato verso la metà degli anni ’70 in Colombia per sopperire all’insufficienza di incubatrici nella gestione dei neonati pretermine. Si è però subito rivelato meglio di un’incubatrice …

Il fumo negli occhi

7 novembre 2016 – 09:49 | Un commento

Gavino Maciocco

Legge di bilancio in discussione al parlamento. Leggendo con attenzione gli articoli riguardanti la sanità si deduce che l’unico soggetto che ha ragione di brindare è l’industria farmaceutica. I casi “biosimilari” e “epatite C”. C’è più di un motivo per ritenere che nella scala delle priorità del governo vengano prima gli interessi delle lobby e dopo quelli dei cittadini.

Rifugiati: nessuno all’altezza della situazione?

3 novembre 2016 – 13:20 |

Maurizio Murru

La confusione fra “migranti”, “profughi” e “rifugiati” viene spesso usata strumentalmente per aggirare le leggi internazionali e offuscare le norme morali. È ovvio che non tutti i “migranti” abbiano i requisiti per essere considerati “rifugiati”. E’ altrettanto ovvio che è ben difficile stabilire chi sia un rifugiato e chi no senza un (lungo) processo di identificazione ed accertamento. Molte delle misure prese da molti paesi e molte che sono in preparazione, tendono ad espellere, o escludere, tutti i “migranti” o “profughi” o comunque li si voglia chiamare, in assenza di ogni procedura di identificazione ed accertamento.

Le recessioni fanno male alla salute

2 novembre 2016 – 10:24 | Un commento

Giacomo Galletti

Diventa sempre più necessario dotarsi di strumenti in grado di monitorare in modo tempestivo ed efficace la “tenuta” dei sistemi sanitari. Osservare che l’accesso alle prestazioni assistenziali essenziali sia garantito a tutti i cittadini, in modo equo e universale, è un’azione strategica, ed etica, per evitare che quello che resta del celebre pollo di Trilussa venga addentato dai soli pochi fortunati.

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