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Genova, 2001 e 2018.

24 settembre 2018 – 09:15 |

Gavino Maciocco

C’è un filo che lega i due terribili sfregi che ha subito la città di Genova: quello recentissimo, il crollo del ponte Morandi, e quello più lontano nel tempo (luglio 2001) in occasione del G8: giorni di terribile violenza che impedirono che si desse voce alle 300mila persone che si erano pacificamente riunite per denunciare di fronte ai “Grandi della Terra”  i deleteri effetti della globalizzazione e delle politiche neo-liberiste, tra cui l’esproprio dei poteri dello Stato, l’attacco al welfare state e la spinta alla privatizzazione del patrimonio pubblico.  

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Innovazione e management

Innovazioni organizzative, tecnologiche e gestionali nei sistemi sanitari

Migrazioni e salute

Le migrazioni attraverso le condizioni di salute dei migranti

Salute globale

La salute “senza confini” in un mondo globalizzato e interdipendente

Sistemi sanitari internazionali

Come affrontano la questione sanitaria i diversi paesi del mondo

Formazione in salute globale

Pensare e agire la salute per generare cambiamenti

Aree, Sistemi sanitari internazionali »

Reddito di salute! Una proposta “indecente”?

19 settembre 2018 – 09:47 | Un commento

Marco Geddes

Rapporto Rbm – Censis ci spiega che:  “…sulla base delle simulazioni condotte, la scelta di sottoscrivere una Polizza Sanitaria o di aderire ad un Fondo Integrativo risulta decisamente più conveniente per il cittadino rispetto al pagamento di tasca propria delle cure private”. Questo confronto fra spesa out of pocket e la sua benefica sostituzione con Polizze e Fondi sanitari si basa su tre presupposti, ovvero su tre affermazioni, completamente false.

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Umanità in alto mare

17 settembre 2018 – 10:12 |

Chiara Boninsegna

È una società, la nostra, con lo sguardo corto e basso e con il cuore chiuso che non esita a distinguere in modo assolutamente categorico i migranti “economici” dai richiedenti protezione internazionale, ritenendo che i primi non abbiano alcun diritto di arrivare nel nostro paese. Ma davvero qualcuno può pensare che il “problema immigrazione” si possa risolvere chiudendo i porti, pattugliando le frontiere di terra e le coste, respingendo o riportando in Libia chi viene intercettato in mare? In questi mesi non si è sentito praticamente nessuno fare ragionamenti seri sulle cause profonde del fenomeno delle migrazioni, sulle politiche nazionali e internazionali che si possono attivare per ridurre la necessità per tanta gente di lasciare il proprio paese.

Il finanziamento all’OMS. La sfida di Tedros

12 settembre 2018 – 10:10 |

Nicoletta Dentico

Nel 2017 circa l’80% dei fondi ricevuti dall’OMS erano earmarked, destinati cioè a coprire specifici progetti selezionati dai donatori. Progetti che non sempre collimano con la pianificazione dell’organizzazione, né con le esigenze prioritarie dell’agenda internazionale della salute.   Così, qualcun altro fa il bello e cattivo tempo. La Bill & Melinda Gates Foundation si è affermata come primo finanziatore dell’Oms in termini assoluti nel 2013, e primo donatore volontario nel 2015. L’Oms deve smettere di operare come service provider di molti singoli donatori. La sfida di Tedros sarà convincere gli stati membri a fare il loro mestiere.

Chi ha paura delle malattie croniche?

10 settembre 2018 – 07:12 |

Enrico Materia

L’influenza dell’industria dolciaria e di Big Soda nel condizionare la posizione dei governi negli organismi internazionali si è più volte palesata negli ultimi anni. Stati Uniti e Italia non hanno approvato la lista aggiornata degli interventi per la prevenzione e controllo delle malattie croniche adottata dall’Assemblea Mondiale della Sanità in nome di una supposta non provata efficacia degli interventi regolatori sullo zucchero. Nondimeno, decine di paesi a vario livello di reddito hanno già applicato disincentivi fiscali per ridurre il consumo delle bevande zuccherate allo scopo di contrastare l’epidemia di obesità e diabete. Quale sarà la posizione dell’Italia alla prossima, cruciale riunione di New York?

La lunga estate VAX

3 settembre 2018 – 10:24 | 2 commenti

Marco Geddes

Tra circolari ministeriali (“autocertificazione”), emendamenti alla legge mille-proroghe (“rinvio delle sanzioni”) e disegni di legge (“obbligo flessibile”) la questione vaccini è stata ancora una volta al centro del dibattito politico e delle polemiche. La questione su cui si sono focalizzate le critiche riguarda in particolare un articolo del disegno di legge governativo che introduce quello che è stato definito un “obbligo flessibile”. Il termine “obbligo flessibile” è probabilmente fuorviante, poiché potrebbe far intendere una “flessibilità soggettiva”, mentre il testo fa riferimento a un criterio di obbligo modulato nell’intensità, nel tempo e anche a livello territoriale, in relazione allo scostamento dagli obiettivi fissati di coperture vaccinali o a situazioni epidemiologiche.

Compiti per le vacanze

25 luglio 2018 – 10:13 |

Salute Internazionale va in vacanza: ci rivediamo a settembre!
Per i più volenterosi ecco i compiti per le vacanze estive a cura di Gavino Maciocco: i dati statistici dell’OECD 2017 sui sistemi sanitari di 46 paesi industrializzati a partire dai quali si possono preparare utili grafici.

40 anni da Alma-Ata. Cure primarie: ora o mai più

23 luglio 2018 – 10:46 | 3 commenti

Gavino Maciocco

Nella ricorrenza dei 40 anni della Dichiarazione di Alma-Ata, è giusto e anche doveroso ricordare due medici – Julian Tudor Hart e Barbara Starfield (entrambi recentemente scomparsi) – che da diverse prospettive, differenti ruoli, e anche differenti continenti, hanno contribuito allo sviluppo delle cure primarie e a documentarne i risultati: più salute, più equità, meno costi. E come titolava un Rapporto dell’OMS del 2008, oggi dovremmo ripetere: “Le cure primarie. Oggi più che mai”. (O meglio ancora: “Cure primarie: ora o mai più”.)

La salute globale nelle mani dei super-ricchi?

18 luglio 2018 – 10:27 | 2 commenti

Adriano Cattaneo

Per finanziare gli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile (OSS) promossi dalle Nazioni Unite servono tanti soldi. Dove trovarli? Circola l’idea di chiedere un contributo ai super-ricchi. La Banca Mondiale dovrebbe ispirare i miliardari a depositare la loro crescente ricchezza in fondi filantropici a sostegno degli OSS. Bill Gates sta già facendo questo, con risultati storici, per la salute.

Julian Tudor Hart. Ricerca clinica e passione politica

16 luglio 2018 – 05:53 |

Angelo Stefanini

Julian Tudor Hart è stato un leader visionario che ha unito la lotta per un’equa assistenza sanitaria di base e la giustizia sociale a forti critiche al mercato nella sanità. Influenzato da maestri come Archie Cochrane e Richard Doll, è stato un pioniere nel combinare metodo epidemiologico e pratica clinica. La sua ricerca ha dimostrato il valore dell’anticipatory preventive care che in Italia ha trovato la sua espressione nella “medicina d’iniziativa” in cui “il medico si prende cura in maniera attiva delle persone, invitandole a sottoporsi ai controlli e offrendo loro un insieme di interventi personalizzati che, iniziando prima dell’insorgere della malattia, o prima che essa si manifesti o si aggravi, possano curarla nel corso degli anni e rallentarne l’evoluzione”.

Accesso alle cure negli USA. Gli effetti dell’Obamacare

11 luglio 2018 – 10:17 |

Fabrizio Toscano, Davide Golinelli, Andrea Bucci

I risultati ottenuti dalla riforma sanitaria di Obama sono decisamente incoraggianti quando si guarda al numero di persone messe nelle condizioni di accedere economicamente all’offerta di servizi sanitari. Nonostante questo, per via della struttura particolarmente articolata del sistema sanitario statunitense, i non-assicurati continuano ad incontrare difficoltà nell’accesso alle cure, dovendo spesso ripiegare su quei servizi strutturati come “rete di sicurezza”, non presenti in tutte le comunità.

Spesa pubblica e mortalità infantile nella “Sala d’attesa di Dio”

9 luglio 2018 – 09:08 |

Giacomo Galletti

Lo studio dimostra che le politiche specificatamente indirizzate alla salute dei neonati riducono la mortalità infantile in modo significativo. Gli autori arrivano a questa conclusione dopo aver considerato la spesa sanitaria dello stato della Florida non nel suo complesso (con effetti statisticamente non significativi), ma solo nella sua componente relativa ai programmi finalizzati alla salute infantile. Nel caso di targeted programs, un incremento di spesa del 10% ridurrebbe la mortalità del 2,1% circa. Se si guarda poi ai solo neonati di colore, l’effetto è addirittura il doppio (4,04%).

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