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Riforma Obama. I soldi dell’industria sanitaria e il voto del congresso

Inserito da on 26 aprile 2010 – 07:32Un commento

Daniela Balzi e Marco Geddes

La trasparenza dei finanziamenti ricevuti dai singoli parlamentari, nonché la loro pubblicazione, offre ai cittadini e, in particolare agli elettori, un elemento importante di conoscenza e di giudizio.


Il Washington Post ha pubblicato i dati sul comportamento elettorale dei parlamentari americani in occasione della votazione alla Camera sulla riforma sanitaria e sui finanziamenti ricevuti.

Nella tabella accessibile cliccando qui sono riportati i comportamenti di voto di ciascun parlamentare in relazione a:

  1. Partito di appartenenza
  2. Contributi ricevuti dall’industria della salute nel 2009
  3. Percentuale di non-assicurati nel proprio distretto elettorale

La valutazione dell’informazione contenuta non è facilmente decifrabile, ma abbiamo fatto qualche ipotesi e qualche “misurazione” sul voto finale.

Partiamo dal dato complessivo: i voti a favore della riforma sanitaria sono stati 219, tutti da parte democratica; questo ne ha consentito l’approvazione, per la quale erano necessari 216 voti.

Tutti i repubblicani hanno votato contro (178 voti), mentre 34 democratici hanno votato no insieme ai repubblicani (totale voti contrari 212).

Ci siamo pertanto chiesti se potesse emergere, dall’analisi dei dati pubblicati, un’ influenza del finanziamento sul comportamento dei votanti. Ecco alcune, preliminari, risposte, sulla base dei dati disponibili:

  1. Fra i democratici che hanno votato SI (219) e quelli che hanno votato NO (34), la differenza dei contributi finanziari ricevuti non è significativa (media: votanti No = $344.118; votanti Si = $390.345). Potremmo dedurre che su tale scelta, peraltro più complessa rispetto a quella di un deputato repubblicano (voto differente dal proprio partito e dalle indicazioni del proprio presidente), abbiano pesato convinzioni profondamente radicate ovvero un rapporto con il proprio elettorato che esprimeva un forte orientamento in tal senso.
  2. Ovviamente una parallela analisi sui repubblicani non è possibile avendo votato tutti contro la riforma; e avendo mostrato un comportamento omogeneo (eccetto un rappresentante) anche nella precedente votazione.
  3. Fra i democratici che hanno votato SI (219) e i repubblicani che hanno votato NO (178) vi è una notevole differenza nella media dei finanziamenti ricevuti ($390,345 vs. $491,908). Tale differenza è significativa (p=0.037) e a questo proposito si possono ovviamente fare due ipotesi:
    – i finanziamenti hanno orientato i voti del ricevente;
    – i finanziamenti si sono orientati prevalentemente su coloro che, per diversi motivi, avevano espresso la volontà di votare contro la riforma.
  4. Un’ultima analisi è stata effettuata dividendo il campione in quartili in base ai contributi ricevuti e verificando come si distribuivano i voti NO e i voti SI. Il risultato è il seguente:

Distribuzione percentuale dei voti nei quartili estremi di finanziamento ricevuto (Repubblicani = voto NO; Democratici = voto SI). p = 0.030

Quartile di finanziamento Voto NO Voto SI
BASSO ($73 – 41.665) 37 (37%) 64 (63%)
ALTO ($561.609 – 3.867.249) 53 (53%) 47 (47%)

Distribuzione percentuale dei voti nei quartili estremi di finanziamento ricevuto. Tutti i voti NO (repubblicani e democratici) e voto SI. p = 0.071

Quartile di finanziamento Voto NO Voto SI
BASSO ($73 – 41.665) 44 (41%) 64 (59%)
ALTO ($561.609 – 3.867.249) 60 (56%) 47 (44%)

L’influsso (o l’orientamento) del finanziamento appare evidente,  nella seconda tabella, anche se ai limiti della significatività statistica.

Infine, la percentuale di non assicurati nel distretto elettorale non appare influenzare il voto.

Da questa breve analisi non possiamo trarre che una conclusione, oltre alle riflessioni già esplicitate. La trasparenza dei finanziamenti ricevuti dai singoli parlamentari, nonché la loro pubblicazione, offre ai cittadini e, in particolare agli elettori, un elemento importante di conoscenza e di giudizio.
Un insegnamento per il nostro Paese!

Nota. Daniela Balzi – Servizio di Epidemiologia – Azienda sanitaria di Firenze.

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Un commento »

  • luciano pletti ha detto:

    Mi piacerebbe conoscere di preciso chi sono i soggetti paganti (health industry) per capire che interesse (ufficialmente) esprimono.
    Detto questo, come prima impressione, senza dubbio appare apprezzabile la trasparenza data ai fatti, ma resta un po’ di amaro in bocca pensando che le scelte politiche di questa portata e ricaduta necessitino di essere “oliate” e che ciò sia talmente accettato da essere pubblicizzato.

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