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Spesa sanitaria dei Paesi OCSE: trend e riflessioni

Inserito da on 29 aprile 2010 – 07:38Un commento

Chiara de Waure

E’ necessario investire maggiormente nel controllo dei fattori di rischio e nella prevenzione primaria, dedicando maggiori risorse all’assistenza territoriale, investendo in innovazioni organizzative volte a sviluppare nuovi modelli assistenziali.


La spesa sanitaria è in aumento in gran parte dei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) sia in termini relativi, rispetto al prodotto interno lordo (PIL), sia in termini assoluti. Le risorse stanziate per la salute saranno tuttavia in grado di rispondere effettivamente alle esigenze dei cittadini e dei pazienti?

Attraverso la valutazione dei sistemi di allocazione delle risorse cercheremo di enucleare ed evidenziare le esigenze per una sanità competente e rispondente ai reali bisogni del cittadino nel nostro Paese e in Europa.

La spesa sanitaria in termini di percentuale del PIL

Analizziamo il contesto. La percentuale di risorse dedicate alla sanità è passata in Italia, dal 2002 al 2007, dall’8.3% all’8.7% del PIL con un incremento del 4.82% (Tabella 1).

Tabella 1. La spesa sanitaria in termini di percentuale del PIL (EU15)

Nazioni 2002 2007 Variazione percentuale Variazione annuale media
Austria 10.1 10.1 0.00% 0.00%
Belgium 9 10.2* 13.33% 2.50%
Denmark 8.8 9.8 11.36% 2.20%
Finland 7.8 8.2 5.13% 1.00%
France 10.5 11 4.76% 0.90%
Germany 10.6 10.4 -1.89% -0.40%
Greece 9.1 9.6 5.49% 1.10%
Ireland 7.1 7.6 7.04% 1.40%
Italy 8.3 8.7 4.82% 0.90%
Luxembourg 6.8 n/a n/a n/a
Netherlands 8.9 9.8* 10.11% 1.90%
Portugal 9 n/a n/a n/a
Spain 7.3 8.5 16.44% 3.10%
Sweden 9.3 9.1 -2.15% -0.40%
United Kingdom 7.6 8.4 10.53% 2.00%

*Stime

Anche negli altri Paesi dell’OCSE si è assistito a un aumento della percentuale del PIL dedicata alla salute con un incremento medio del 6.21%. Sono poche le nazioni che hanno fatto registrare, dal 2002 al 2007, una riduzione della spesa sanitaria in termini relativi rispetto al PIL, tra queste Svizzera, Norvegia, Svezia, Islanda, Ungheria, Germania e Repubblica Ceca. Andando però a fare un focus sulle nazioni dell’Unione Europea a quindici (EU15) ci accorgiamo che ben otto di esse hanno investito, nel 2007, in sanità una percentuale del PIL superiore rispetto all’Italia, con il nostro Paese che si è mantenuto addirittura sotto la media dei Paesi OCSE. Dai dati disponibili al 2007 risulta che Spagna, Finlandia, Irlanda e Regno Unito hanno, invece, riservato alla sanità una quota inferiore di risorse rispetto all’Italia sempre in riferimento al PIL.

La spesa sanitaria pro capite pubblica e privata

Dall’analisi della spesa espressa in dollari pro capite (Tabella 2) possiamo constatare come, tra le nazioni dell’Unione Europea a 15, solo la Spagna, nel 2007, abbia riservato alla sanità una quota inferiore di risorse rispetto all’Italia che fa peraltro registrare uno dei più bassi incrementi percentuali tra i 30 Paesi OCSE (20.83% di incremento della spesa pro capite dal 2002 al 2007).

Tabella 2. La spesa sanitaria pro capite espressa in $ US PPP (OCSE30)

Nazioni 2002 2007 Variazione assoluta Variazione percentuale
Australia 2573 n/a n/a n/a
Austria 3057 3763 706 23.09%
Belgium 2685 3595* 910 33.89%
Canada 2876 3895 1019 35.43%
Czech Republic 1195 1626 431 36.07%
Denmark 2696 3512 816 30.27%
Finland 2144 2840 696 32.46%
France 2922 3601 679 23.24%
Germany 2937 3588 651 22.17%
Greece 1965 2727 762 38.78%
Hungary 1114 1388 274 24.60%
Iceland 3156 3319 163 5.16%
Ireland 2367 3424 1057 44.66%
Italy 2223 2686 463 20.83%
Japan 2137 n/a n/a n/a
Korea 997 1688 691 69.31%
Luxembourg 3081 n/a n/a n/a
Mexico 584 823 239 40.92%
Netherlands 2833 3837* 1004 35.44%
New Zealand 1842 2510 668 36.26%
Norway 3629 4763 1134 31.25%
Poland 733 b 1035 302 41.20%
Portugal 1657 n/a n/a n/a
Slovak Republic 730 1555 825 113.01%
Spain 1745 2671 926 53.07%
Sweden 2697 3323 626 23.21%
Switzerland 3673 4417* 744 20.26%
Turkey 483 n/a n/a n/a
United Kingdom 2190 2992 802 36.62%
United States 5453 7290 1837 33.69%

*Stime

Nell’insieme dei Paesi dell’OCSE, si registra un incremento sensibile della spesa privata in sanità, pari al 17.61% medio, a fronte di un aumento medio del 5.41% della spesa pubblica, il tutto espresso in percentuale del PIL. Nei Paesi dell’EU15, tuttavia, l’incremento percentuale medio della spesa privata è stato del solo 1.08%, mentre quello della spesa pubblica del 7.12%. Lo sforzo dei singoli governi e delle assicurazioni sociali per il finanziamento delle attività sanitarie sembra quindi essere stato sufficiente a limitare l’incremento della spesa privata out of pocket, delle assicurazioni private e delle fondazioni, almeno in Europa. In termini di spesa pro capite si riportano, in Tabella 3, i dati relativi a quella pubblica e privata con le variazioni percentuali annue: è interessante osservare come l’Italia sia stato uno dei Paesi a minore incremento della spesa privata pro capite e come, invece, le Repubbliche Ceca e Slovacca abbiano fatto registrare un incremento notevole della spesa pubblica.

Tabella 3. Spesa sanitaria pubblica e privata pro capite espressa in $ US PPP (OCSE30)

Spesa pubblica Spesa privata
Nazioni 2002 2007 Δ% annuo 2002 2007 Δ% annuo
Australia 1716 n/a n/a 857 n/a n/a
Austria 2317 2875 4.40% 740 888 3.70%
Belgium n/a n/a n/a 666 n/a n/a
Canada 2001 2726 6.40% 874 1169 6.00%
Czech Republic 1081 1385 5.10% 114 241 16.20%
Denmark 2236 2968 5.80% 460 545 3.40%
Finland 1550 2120 6.50% 594 720 3.90%
France 2328 2844 4.10% 594 756 4.90%
Germany 2327 2758 3.50% 610 830 6.40%
Greece 1140 1646 7.60% 825 1081 5.60%
Hungary 782 980 4.60% 332 408 4.20%
Iceland 2584 2739 1.20% 571 580 0.30%
Ireland 1795 2762 9.00% 572 661 2.90%
Italy 1656 2056 4.40% 567 630 2.10%
Japan 1741 n/a n/a 396 n/a n/a
Korea 505 927 12.90% 492 761 9.10%
Luxembourg 2782 n/a n/a 299 n/a n/a
Mexico 256 372 7.80% 328 451 6.60%
Netherlands 1769 n/a n/a 1064 n/a n/a
New Zealand 1435 n/a n/a 407 n/a n/a
Norway 3029 4005 5.70% 600 758 4.80%
Poland 521 b 733 7.10% 211 b 302 7.40%
Portugal 1197 n/a n/a 460 n/a n/a
Slovak Republic 650 1040 9.90% 80 516 45.20%
Spain 1244 1917 9.00% 501 753 8.50%
Sweden 2213 2716 4.20% 484 607 4.60%
Switzerland 2121 2618* 4.30% 1552 1799* 3.00%
Turkey 340 n/a n/a 143 n/a n/a
United Kingdom 1750 2446 6.90% 440 547 4.40%
United States 2404 3307 6.60% 3048 3982 5.50%

*Stime

La distribuzione delle risorse dedicate ai vari settori del sistema sanitario.

L’assistenza ai singoli individui è indubbiamente il settore di maggiori investimenti; in Italia la percentuale della spesa dedicata, infatti, alla cura, alla riabilitazione, all’assistenza infermieristica long-term, ai servizi ancillari e ai farmaci ammonta al 94,5%. E cosa resta per quello che in Italia è definito Livello Essenziale di Assistenza “Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica”? Nel nostro Paese solo lo 0,1% del PIL viene investito per la salute collettiva con una spesa pro capite di 31 $ US PPP nel 2007. In Figura 1 ritroviamo la quota annua pro-capite in riferimento alle voci che, al 2007, coprivano più del 95% della spesa pro-capite espressa in $ US PPP

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Nota. Le voci “inpatient care”, “medical goods” e “outpatient care” rientrano nella spesa per la salute individuale mentre “Public Health and Prevention” e “Health administration and insurance” rappresentano voci della spesa collettiva.

Lo scenario non muta sostanzialmente a livello Europeo, dove l’ammontare di risorse destinate alla Sanità Pubblica negli anni 2002-2007 è stato irrisorio con quote che hanno oscillato dallo 0.6% della spesa sanitaria totale, come in Italia, allo 6.9% del Canada e al 5.4% della Finlandia. Va ricordato in questa sede che la spesa per la Prevenzione e la Sanità Pubblica copre gli interventi diretti verso la comunità (come le vaccinazioni) e rientra nella spesa per la salute collettiva.

Ma come affronteremo le dinamiche dei cambiamenti di salute dei prossimi anni senza interventi solidi di Sanità Pubblica? Le malattie cronico-degenerative costituiranno indubbiamente il maggior carico di malattia nei prossimi anni nei Paesi dell’EU15 e dell’OCSE e ciascuna Nazione si dovrà preparare al meglio per garantire cure e assistenza ai cittadini. Come? Investendo maggiormente nel controllo dei fattori di rischio e nella prevenzione primaria, dedicando maggiori risorse all’assistenza territoriale, investendo in innovazioni organizzative volte a sviluppare nuovi modelli assistenziali, promuovendo l’educazione sanitaria nella sua accezione più ampia di insieme di interventi volti a mettere il cittadino nella condizione di salvaguardare e migliorare il proprio stato di salute evitando anche, là dove possibile, il ricorso a medicalizzazioni non necessarie. Tutto ciò richiederà probabilmente una ridistribuzione ragionata e razionale delle risorse.

Nel 2007, in Italia, il 44.8% della spesa sanitaria totale è stato dedicato ai ricoveri ospedalieri con un incremento dal 2002 al 2007 (da 43.1% al 44.8%); c’è da notare che in nessuna nazione dell’EU15, di cui sono disponibili dati, tale percentuale ha superato nel 2007 il 40% (dati mancanti per Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, UK). Il 30.5% della spesa sanitaria, invece, è stata dedicata ai servizi ambulatoriali con un incremento di 1.2 punti percentuali dal 2002.

Il giudizio di adeguatezza dei servizi sanitari

Dall’indagine Censis 2003-2006 risulta che il giudizio di adeguatezza dei servizi sanitari si è mantenuto pressoché immodificato nel tempo per la medicina di base e i ricoveri ospedalieri mentre è peggiorato per la medicina specialistica, il pronto soccorso e l’assistenza domiciliare (Tabella 4). Ciò avvalora la necessità di ridistribuire in maniera oculata le risorse focalizzando l’attenzione sull’assistenza primaria, cosa che peraltro già è in atto nel nostro Paese, e sulle attività che hanno come target la collettività. A tal proposito, ulteriori sforzi dovrebbero inoltre essere fatti per misurare la percezione della qualità e la performance dei servizi offerti alla comunità intera, oltre che al singolo.

Tabella 4. Percezione dell’adeguatezza dei servizi sanitari (rapporto Censis 2003-2006)

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A conclusione di questo excursus potremmo asserire che sarebbe opportuno un approccio sistemico alla salute del cittadino in cui i diversi livelli dell’assistenza possano essere integrati in un sistema paziente-centrico. Tale approccio, la cui realizzazione è vincolata alla presenza di figure professionali specificatamente formate, come medici manager in grado di promuovere il cambiamento, potrebbe condurre a un’ottimizzazione dell’impiego delle risorse che, a sua volta, potrebbe consentire di affrontare e risolvere aspetti ancora carenti, come la valutazione di qualità, l’informatizzazione e la centralità del paziente.

Nota. Chiara de Waure, medico, Istituto di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma

Bibliografia

  1. OECD Health Data 2009, June 2009.
  2. Indagine Censis 2003-2006.
  3. Disponibile online da: Health Consumer Powerhouse.
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One comment on “Spesa sanitaria dei Paesi OCSE: trend e riflessioni

  1. Come mai non si riesce facilmente a conoscere l’entita’ in Euro della spesa sanitaria globale e quella della sola spesa farmaceutica ?
    Sarei interessato a chi mi puo’ rispondere sul QUANTO spendiamo in euro in Italia su questi due fronti.
    grazie a chi mi rispondera’
    G. Paolo Vanoli – indo@vanoli.net

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