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La popolazione mondiale nel 2050

Inserito da on 20 gennaio 2011 – 09:43Lascia un commento

Gavino Maciocco

Dagli anni 60 del secolo scorso è iniziato un processo di “convergenza” mondiale, verso minori livelli di fertilità e maggiori livelli di longevità, che sta producendo due fondamentali conseguenze: a) il rallentamento nella crescita della popolazione mondiale e insieme una redistribuzione del numero degli abitanti tra i vari continenti; b) il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale.


Mentre scriviamo questo post il Demometro di Neodemos segna 6.921.221.873. Tali sono in questo momento gli abitanti del pianeta e il contatore avanza alla velocità di +140 abitanti al minuto. E’ molto probabile che verso la fine del 2011 (chissà, forse a Natale) venga alla luce il primo nato del Settimo Miliardo.
Si stima che il numero degli abitanti della Terra fosse di circa 250 milioni attorno all’anno Mille, di circa 500 milioni nel 1650 per raggiungere, agli inizi dell’Ottocento, il miliardo. La velocità di accrescimento è aumentata nel tempo: il tasso di incremento annuo è stato inferiore allo 0,5% dal 1650 al 1850, crescendo al 0,69% nel periodo 1850-1950. La massima espansione della popolazione mondiale si è registrata nel periodo 1950-2000, dove l’incremento annuo è stato dell’1,79%. Gli anni di massimo incremento sono stati il 1961-1962: +2,2%. Nella Tabella 1 è riportata l’evoluzione della popolazione mondiale dal 1650 al 2050 e nella Tabella 2 la progressione cronologica dal primo miliardo del 1800, agli attuali (2011) 7 miliardi, fino alle più probabili stime di 9 miliardi nel 2045.

Tabella 1. Crescita della popolazione mondiale dal 1650 al 2050
anno abitanti % crescita sul periodo % crescita annua
1650 500
1750 795 59.0 0.46
1850 1265 59.1 0.47
1950 2516 98.9 0.69
2000 6115 143.0 1.79
2050* 9150 49.6 0.81

Fonte: Nazioni Unite. *Proiezioni

Tabella 2. Da 1 a 9 miliardi la popolazione mondiale, dal 1800 al 2045.
1800 1930 1960 1974 1987 1999 2011 2024 * 2045*
1 mld 2 mld 3 mld 4 mld 5 mld 6 mld 7 mld 8 mld 9 mld

Fonte: Nazioni Unite. *Proiezioni

Le previsioni demografiche

Il massimo livello della crescita demografica mondiale, come abbiamo visto, si è verificata agli inizi degli anni 60 dello scorso secolo, quando la popolazione mondiale era nettamente divisa in due parti: da una parte il mondo occidentale industrializzato (circa un miliardo di abitanti) ricco, molto longevo e poco prolifico; dall’altra la restante parte del mondo, i paesi cosiddetti in via di sviluppo (circa due miliardi di abitanti) poveri, poco longevi e molto prolifici. Dagli anni 60 è iniziato un processo di “convergenza” mondiale, verso minori livelli di fertilità e maggiori livelli di longevità che ha interessato soprattutto i paesi asiatici (in primo luogo il paese più popoloso del mondo, la Cina) – Figure 1 e 2. (vedi Video Hans Rosling on global population growth). E’ un processo che estendendosi a tutti i continenti e a tutti i paesi, sia pure con diverse velocità e con persistenti, profonde diseguaglianze, sta producendo due fondamentali conseguenze: a) il rallentamento nella crescita della popolazione mondiale e insieme una redistribuzione del numero degli abitanti tra i vari continenti; b) il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale.

Figura 1. Tasso di fertilità (n. figli per donna). Mondo e regioni in relazione allo sviluppo.

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Fonte: U.N. World Ageing Population, 2009

Figura 2. Speranza di vita alla nascita. Mondo e regioni in relazione allo sviluppo.

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Fonte: U.N. World Ageing Population, 2009

a. Il rallentamento nella crescita della popolazione mondiale e la redistribuzione del numero degli abitanti tra i vari continenti.

Se erano stati necessari meno di 40 anni (dal 1960 al 1999) per produrre il raddoppio della popolazione mondiale (da 3 a 6 miliardi di abitanti), la progressiva riduzione della fertilità e della conseguente contrazione della massa di donne in età fertile sta fortemente rallentando il ritmo di crescita della popolazione della Terra, che tuttavia è diseguale nelle varie regioni del mondo: fortemente contenuto in Europa, ancora molto sostenuto in Africa.
Le più attendibili proiezioni delle Nazioni Unite ci consegnano per il 2050 una Terra con poco più di 9 miliardi di persone, in cui cresce la percentuale di popolazione africana (+8,4% rispetto al 2000) e si contrae ulteriormente la percentuale della popolazione europea (solo il 7,6% della popolazione mondiale, – 4,3% rispetto al 2000) – Tabella 3.

Tra le 10 nazioni più popolose nel 2050 troviamo ancora in testa i due giganti asiatici (ma l’India scavalca nettamente la Cina) e fanno il loro ingresso ben tre paesi africani: Nigeria, Repubblica Democratica del Congo e Etiopia (Tabella 4). Dal novero dei 10 paesi più popolosi nel 1950, nel 2050 non troviamo più: Russia, Giappone, Germania, Regno Unito e Italia. L’unico paese “occidentale” che rimane in classifica sono gli USA, terzi nel 1950 (158 milioni di abitanti) e ancora terzi nel 2050 (397 milioni di abitanti).

Tabella 10.3 (Milioni). Popolazione mondiale. Distribuzione per continenti. Anni 2000-2050
Anno Mondo Asia Africa Europa America Latina Nord America Oceania
2000 6,115 3,698 (60.5%) 819 (13.4%) 727 (11.9%) 521 (8.5%) 319 (5.2%) 31 (0.5%)
2005 6,512 3,937 (60.5%) 921 (14.1%) 729 (11.2%) 557 (8.6%) 335 (5.1%) 34 (0.5%)
2010 6,909 4,167 (60.3%) 1,033 15.0%) 733 (10.6%) 589 (8.5%) 352 (5.1%) 36 (0.5%)
2015 7,302 4,391 (60.1%) 1,153 (15.8%) 734 (10.1%) 618 (8.5%) 368 (5.0%) 38 (0.5%)
2020 7,675 4,596 (59.9%) 1,276 (16.6%) 733 (9.6%) 646 (8.4%) 383 (5.0%) 40 (0.5%)
2025 8,012 4,773 (59.6%) 1,400 (17.5%) 729 (9.1%) 670 (8.4%) 398 (5.0%) 43 (0.5%)
2030 8,309 4,917 (59.2%) 1,524 (18.3%) 723 (8.7%) 690 (8.3%) 410 (4.9%) 45 (0.5%)
2035 8,571 5,032 (58.7%) 1,647 (19.2%) 716 (8.4%) 706 (8.2%) 421 (4.9%) 46 (0.5%)
2040 8,801 5,125 (58.2%) 1,770 (20.1%) 708 (8.0%) 718 (8.2%) 431 (4.9%) 48 (0.5%)
2045 8,996 5,193 (57.7%) 1,887 (21.0%) 700 (7.8%) 726 (8.1%) 440 (4.9%) 50 (0.6%)
2050 9,150 5,231 (57.2%) 1,998 (21.8%) 691 (7.6%) 729 (8.0%) 448 (4.9%) 51 (0.6%)

Fonte: Nazioni Unite

Tabella 10.4 (Migliaia). Proiezioni della popolazione mondiale al 2050. Le dieci nazioni più popolose .
1950 2000 2015 2025 2050
1 India 357,561 1,008,937 1,230,484 1,351,801 1,572,055
2 Cina 554,760 1,275,133 1,410,217 1,470,787 1,462,058
3 USA 157,813 283,230 321,225 346,822 397,063
4 Pakistan 39,659 141,256 204,267 250,981 344,170
5 Indonesia 79,538 212,092 250,068 272,911 311,335
6 Nigeria 29,790 113,862 165,313 202,957 278,788
7 Bangladesh 41,783 137,439 183,159 210,823 265,432
8 Brasile 53,975 170,406 201,393 218,980 247,244
9 R. D. Congo 12,184 50,948 84,045 114,876 203,527
10 Etiopia 18,434 62,908 89,765 113,418 186,452

Fonte: Nazioni Unite
b. Il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale.

Nel 1950 c’erano nel mondo 205 milioni di soggetti con età pari o superiore ai 60 anni (8,1% della popolazione mondiale. A quel tempo solo tre paesi avevano più di 10 milioni di persone anziane: Cina (41 milioni), India (20 milioni) e USA (20 milioni).

Nel 2009 il numero degli ultra sessantenni è cresciuto di tre volte e mezzo arrivando a 737 milioni (10,8 della popolazione mondiale) e ci sono 12 paesi che contano più di 10 milioni di anziani, tra cui Cina (160 mln), India (89 mln), USA (56 mln), Giappone (38 mln), Russia (25 mln), Germania (21 mln), Italia (15 mln).

Le proiezioni per il 2050 parlano di circa due miliardi di ultras sessantenni (circa il 22% della popolazione mondiale) con Cina (440 mln), India (316 mln), USA (111 mln), Indonesia (72 mln) e Brasile (64 mln) le nazioni con il più alto numero di anziani.

Il dato che impressiona è il ritmo d’invecchiamento della popolazione (che interessa tutti i continenti), molto più rapido della crescita della popolazione generale. Tale tendenza è iniziata negli anni 70 e si è via via accentuata: nei prossimi decenni il tasso annua di crescita della popolazione generale si attesterà al di sotto del + 1%, mentre quello della popolazione ultrasessantenne sarà del + 2-3%. Con importanti conseguenze su vari fronti: sui sistemi sanitari (malattie croniche) e su quelli previdenziali (pensioni di vecchiaia). Tutti i vari indici che misurano l’invecchiamento della popolazione (indice di vecchiaia, indici di dipendenza) accentueranno la loro tendenza verso l’alto. Le Nazioni Unite ne hanno aggiunto un altro che è l’inverso dell’indice di dipendenza anziani, ovvero pone al numeratore i soggetti in età lavorativa (15-64 anni) e al denominatore i soggetti di 65 anni e oltre (x 100): rapporto di supporto potenziale (potential support ratio). E’ un indice che misura quanti adulti si possono prendere carico di un anziano (in termini previdenziali, assistenziali). La Figura 3 ci dice che a livello mondiale il rapporto crollerà del 50% entro il 2050 (da 10 a 5) e che nei paesi più ricchi passerà nello stesso periodo da 5 a 3.

Figura 3. Rapporto di supporto potenziale. Mondo e regioni in relazione allo sviluppo. Fonte: U.N. World Ageing Population, 2009

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Gavino Maciocco. Dipartimento di Sanità pubblica, Università di Firenze
Nota. Un grazie a Riccardo Maciocco per la consulenza statistica.

Risorse
Video Hans Rosling on global population growth
United Nation Population Division

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