Vaccinazioni. Frodi, fedi ed evidenze scientifiche

Pier Luigi Lopalco

Chi sono movimenti anti-vaccinisti in Europa? Si tratta di una variegata galassia molto attiva con cui è difficile dialogare perché le motivazioni che sottendono l’atteggiamento “negazionista” sono estremamente diverse e quindi non è quasi mai possibile utilizzare gli stessi argomenti.  


Quando, poche settimane fa, mi è capitato di leggere su questo blog il post “MMR e Autismo. La frode. Atto secondo” , da ingenuo italiano temporaneamente residente all’estero (suona meglio che emigrato), ho pensato si trattasse di un grossolano errore editoriale. Certo, ero stato informato da amici e colleghi sulla vicenda della sentenza del Tribunale di Rimini, ma onestamente giudicavo quell’accaduto come una terribile svista che aveva portato ad un errore di giudizio. Un caso isolato insomma, probabilmente passibile di rettifica nei successivi gradi di giudizio. Chi mai in Europa, mi chiedevo, nel 2012 si sognerebbe di tirare fuori la storia obsoleta che il vaccino triplo morbillo-parotite-rosolia scatena l’autismo? Dopo tonnellate di rigorosi studi scientifici e revisioni sistematiche e la radiazione di Mr. Wakefield dall’albo dei medici del Regno Unito per frode, anche i gruppi anti-vaccinisti più incalliti in Europa avevano abbandonato da tempo questo argomento dirigendo le proprie attenzioni verso altri misfatti, veri o presunti.

Certamente, però, questo fatto insieme alle lunghe discussioni che ne sono succedute – riaccende l’annoso dibattito intorno alle campagne vaccinali. Dico riaccende perchè la questione non è mai sopita, nè in Italia, nè all’estero.

Quella dei gruppi anti-vaccinisti infatti è una variegata galassia molto attiva in Europa. Essi rappresentano una visione estremamente minoritaria (ne è prova il fatto che le coperture vaccinali in tutti i paesi europei sono mediamente superiori al 90% per tutti i vaccini raccomandati nei programmi di immunizzazione), ma altrettanto attiva. Molti di essi agiscono in comunità chiuse, trattandosi di minoranze religiose o seguaci di particolari filosofie di vita. Per gli altri, l’esplosione del web e dei social network hanno rappresentato un’ottima opportunità per far sentire la propria voce ed amplificare il messaggio.

Dialogare con una così tanto variegata galassia non è semplice. Le motivazioni che sottendono all’atteggiamento anti-vaccini sono infatti estremamente diverse e quindi non è quasi mai possibile utilizzare gli stessi argomenti e lo stesso approccio comunicativo per tutti.

Fra i gruppi religiosi che negli ultimi decenni hanno fatto registrare importanti epidemie di malattie prevenibili da vaccini, spiccano i seguaci delle chiese cristiane riformiste olandesi. Si tratta di comunità religiose piuttosto vaste che in Olanda occupano quella che è stata rinominata “The Bible Belt”. Cristiani riformisti integralisti che in larga misura non accettano alcun intervento umano che possa mutare il destino deciso da Dio; i vaccini rientrano appunto fra quegli interventi che impedirebbero il compiersi di un destino che, in quanto direttamente discendente da Dio, deve essere accettato come tale. I cristiani riformisti olandesi in realtà sono, a loro volta, parte di una costellazione di chiese e catechismi in parte differenti, per cui al loro interno si distinguono gruppi più o meno integralisti nei confronti delle vaccinazioni[1,2]. Pur rappresentando una minoranza, il loro ruolo è comunque rilevante nell’ambito delle strategie di eliminazione. Gli ultimi casi di poliomielite in Europa si sono verificati proprio in queste comunità ed oggi esse rappresentano in Olanda il principale ostacolo all’eliminazione del morbillo.

Ebrei ortodossi e conservatori rappresentano anch’essi una minoranza in Europa (sono più rappresentati in Nord America). Molti di essi rifiutano il ricorso alla medicina moderna e, di conseguenza, sono spesso esclusi dalle campagne di vaccinazione. Negli anni recenti importanti epidemie di morbillo sono state registrate fra gruppi appartenenti a queste confessioni[3].

Molto attivi nelle aree germanofone, ma anche presenti in Scandinavia e in minor misura in sud Europa, sono le comunità antroposofiche. La dottrina antroposofica rappresenta un percorso spirituale e filosofico basato sugli insegnamenti di Rudolf Steiner (1912). Da questa dottrina si è successivamente sviluppata una medicina antroposofica. Questa, non basata sul metodo scientifico, limita l’utilizzo di farmaci e vaccini ritenendo che alcune malattie (fra cui proprio il morbillo) sono indispensabili per il corretto sviluppo psicofisico del bambino. I farmaci utilizzati dai medici antroposofici sono in parte assimilabili a farmaci omeopatici[4].

I gruppi attivisti contro le vaccinazioni fanno proprie alcune affermazioni appena citate (malattia migliore del vaccino, vaccini contenenti sostanze tossiche) ma le coloriscono spesso con elementi complottisti (governi corrotti, case farmaceutiche che vogliono minare lo stato di salute dei bambini per poter meglio vendere i farmaci, etc). Questi attivisti rappresentano una sparuta minoranza, ma molto vocale. Grazie ad internet e ai social media i loro messaggi rimbalzano e si amplificano attraverso un network abbastanza efficiente. Gli argomenti portati a discredito delle vaccinazioni sono spesso completamente infondati: presenza di mercurio o alluminio nei vaccini antimorbillo, connessioni con effetti collaterali gravi di cui si è ampiamente dimostrata ogni infondatezza, etc. Tali inesattezze scientifiche sono comunque spesso mescolate sapientemente con argomenti di sicuro impatto comunicativo. Primo fra tutti, la libertà di decisione su scelte mediche che fa particolarmente presa specialmente dove (come negli Stati Uniti e in molti paesi dell’Est Europa) senza un certificato vaccinale in ordine non si è ammessi alla scuola.

Ma il maggiore impatto di tali movimenti anti-vaccinisti risiede nella capacità di insinuare sospetti, creare confusione nei genitori che cercano di informarsi prima di fare scelte sui loro figli e, non ultimo, indurre un dibattito sulla base credere/non credere nelle vaccinazioni.

Credere nelle vaccinazioni. Nulla di più sbagliato. Nessuno si sognerebbe di dire “io credo negli antibiotici” o “credo negli antipertensivi”. Eppure, quando si tocca il tema della profilassi vaccinale, capita anche ai migliori di cadere nel tranello di affrontare l’argomento con un senso di trasporto messianico. Pro o contro. Con me o contro di me.

A parziale discolpa degli apostoli delle vaccinazioni è doveroso menzionare la frequenza e la violenza dei continui attacchi cui il mondo della sanità pubblica viene sottoposto da parte degli attivisti anti-vaccinisti e dei loro fiancheggiatori più o meno inconsapevoli. Molto spesso la stampa, infatti, non fa un gran servizio e indugia amplificando sospetti e teorie complottiste. Non solo, le scelte vaccinali spesso coinvolgono non solo i propri figli, ma anche i figli degli altri. Questo aspetto sociale e solidaristico delle vaccinazioni è spesso purtroppo dimenticato e scelte individuali possono mettere a rischio intere strategie di sanità pubblica.

Mi piacerebbe davvero che nessuno avesse la necessità di credere nelle vaccinazioni. I medici e i genitori sono alleati in questa scelta. Per dipanare la confusione spesso creata dagli allarmismi basta poco: una chiara e semplice comunicazione basata sulle evidenze scientifiche. Davanti alle evidenze nessun genitore sceglierebbe di porre il proprio figlio davanti a rischi inutili.

Il medico non deve credere nelle vaccinazioni. Deve solo tenere fede al giuramento di Ippocrate e consolidare l’alleanza con i propri utenti e pazienti guidandoli verso le scelte più giuste, basandosi esclusivamente sulla migliore evidenza scientifica disponibile. Deve confidare nel metodo scientifico, nella consapevolezza che esso, pur non essendo infallibile, rappresenta l’unica garanzia contro l’errore e la superstizione.

 

Pier Luigi Lopalco, Capo del programma malattie prevenibili da vaccino, ECDC – Stoccolma,  Professore Associato di Igiene – Università di Bari

 

Bibliografia

  1. Netherlands Reformed Church Resource: Web Site
  2. Ruijs WLM, et al. Religious subgroups influencing vaccination coverage in the Dutch Bible belt: an ecological study. BMC Public Health, 2011, 11: 102
  3. Muscat M, et al. Measles in Europe: an epidemiological assessment. Lancet 2009; 373:383
  4. La medicina antroposofica

14 commenti

  1. far passare le persone anti-vacciniste per adepti di una setta onestamente lo trovo molto offensivo. Probabilmente lei non ha mai davvero provato a dialogare con chi decide di non vaccinare perchè altrimenti si accorgerebbe che non sono ( perlomeno tutti) estremisti cattaloci o ebrei o che so io…Lei le ha mai guardate in faccia le famiglie distrutte da un vaccino fatto a sproposito? io credo di no, altrimenti si sarebbe accorto di come quel bambino potrebbe benissimo essere suo figlio. Non siamo una setta, siamo gente normalissima che ha deciso di darsi una svegliata e di farsi delle domande, per noi la medicina non è un dogma ma una scienza in evoluzione. A me il complottismo non interessa, interessa la tutela della salute di mio figlio prima di tuttto ma anche di altri bambini. Lei cita il giuramento di Ippocrate e mi auguro davvero che nella sua vita di medico e studioso possa sempre tenerlo a mente come un faro che illumini la sua carriera di onestà e di etica.

    1. La risposta di rossanalib NON ha bisogno di nessuna aggiunta.
      Io NON ho ancora figli.
      Io NON ho riportato DANNI da vaccini.

      Io da PROFANO, senza sapere né leggere e né scrivere, dico che sparare una ESAVALENTE nel corpicino di un essere con pochi mesi di vita è un ATTENTATO alla VITA.

      Chi lo fa è un POTENZIALE ASSASSINO! Non lo dico io che sono il signor NESSUNO lo dicono le sentenze… lo dice il ministero della salute… lo dicono migliaia di genitori DANNEGGIATI da gente che cita anche il giuramento di Ippocrate ma che evidentemente l’ingordigia in cui sguazzano gli ha annebbiato oltre alla vista anche il cervello per cui come la Politica Italiana è scollegata dai problemi da affrontare e si autocelebrano il loro funerale così questa gentaglia autoreferenziale, oggi la stragrande maggioranza della classe medica al soldo di BIG PHARMA, si sta autocelebrando il proprio di funerale.

      Non si può essere mansueti con chi “filosofeggiando” mette a rischi l’integrità della Vita di così tanti bambini.

      Questi sono solo alcuni degli articoli che lei caro Pier Luigi Lopalco, Capo del programma malattie prevenibili da vaccino, ECDC – Stoccolma, Professore Associato di Igiene – Università di Bari:

      http://www.corriere.it/salute/12_ottobre_24/vaccini-novartis-vietati_a47f8d88-1dc4-11e2-8b20-1919d504f212.shtml

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/tribunale-rimini-vaccino-morbillo-causa-lautismo-insorge-comunita-medica/204717/

      http://internetepolitica.blogosfere.it/2012/04/vaccino-e-autismo-il-tribunale-di-rimini-condanna-il-ministero-della-salute.html

      http://magazine.liquida.it/2012/09/12/vaccini-e-autismo-le-sentenze-e-le-polemiche/

      SOLO GLI STUPIDI NON CAMBIANO MAI IDEA… lei caro Professore è ancora in tempo…
      con affetto e con la speranza di aver fatto insorgere in lei almeno il dubbio…

  2. nessun genitore farebbe correre rischi inutili al proprio figlio,appunto io non glieli ho fatti correre facendolo vaccinare,anzi avvelenare. Vada a parlare con tutti quei bimbi danneggiati dai vaccini, dalle famiglie distrutte…E poi ci sono leggi dello stato che riconoscono i danni da vaccino quindi vuol dire che sono una realtà

  3. VISTO CHE LEI E’ SICURO DELLE PROVE SCIENTIFICHE LE FACCIO UNA DOMANDA…STATISTICAMENTE 1 BAMBINO SU MILIONE MUORE O VA’ IN COMA IRREVERSIBILE DOPO VACCINAZIONE. SE LEI O UN SUO FIGLIO SAREBBE QUELL’UNO SUL MILIONE LO FAREBBE IL VACCINO?…

    1. 1 su un milione sono i bambini che contraggono complicazioni come encefalite in seguito al vaccino trivalente (parotite morbillo rosolia). Il rischio di andare incontro a encefalite dopo aver contratto il morbillo in maniera naturale invece è 1/1000 . Faccia lei i conti…

  4. Rispondo ai precedenti commenti semplicemente ribadendo quanto scritto:
    “Il medico non deve credere nelle vaccinazioni. Deve solo tenere fede al giuramento di Ippocrate e consolidare l’alleanza con i propri utenti e pazienti guidandoli verso le scelte più giuste, basandosi esclusivamente sulla migliore evidenza scientifica disponibile. Deve confidare nel metodo scientifico, nella consapevolezza che esso, pur non essendo infallibile, rappresenta l’unica garanzia contro l’errore e la superstizione.”

    Non credo di offendere nessuno e sono certo di aiutare i genitori a fare la scelta giusta dicendo che l’unica via è quella di seguire il metodo scientifico. Ogni preconcetto, in un senso e nell’altro può solo fare male alla conoscenza.

    Un caro saluto a tutti

  5. Caro Pier Luigi,
    Sottoscrivo al 100% quanto da lei ribadito.
    Il problema, secondo me, è proprio la mancanza di evidenza scientifica a supporto di quanto segue:

    1) efficacia dei vaccini
    2) rapporto rischi/benefici < 1
    3) scomparsa, grazie alle vaccinazioni, delle malattie per cui si è introdotta la vaccinazione
    4) dimostrazione che l'effetto gregge esista

    Francamente non vedo l’esistenza di “tonnellate di rigorosi studi scientifici” a supporto della vaccinazione (compresa la faccenda vaccini/autismo. Le “tonnellate” di studi prodotti per smentire il legame vaccini/autismo, a partire dai tanto citati Studi Danesi, sono stati tutti rigorosamente smontati e trovati metodologicamente fallaci – quando non addirittura manipolati in modo fraudolento).

    Potremmo proseguire a colpi di articoli reperibili su PubMed. Non finiremmo mai. L’ho già fatto in passato (più volte) e non è mia intenzione ficcarmi in un altro batti e ribatti del genere.
    La mia personale conclusione è che: anni passati a setacciare le pubblicazioni scientifiche mi hanno convinto che non c’è alcuna solida ragione scientifica a sostegno di quello che mi sembra essere più un dogma che una realtà dimostrata: i vaccini sono efficaci, i rischi sono inferiori ai benefici, hanno debellato le malattie del passato e, chi non si vaccina mette a rischio la comunità perché compromette l’effetto gregge.

    L’immunità di gregge è una teoria, non un fatto dimostrato scientificamente.

    L’efficacia è dubbia, ed in molti casi non si sa neppure quale sia la durata della copertura (ammesso che ce ne sia una: nel caso del tetano, per esempio, addirittura si ipotizza che la vaccinazione sia completamente inutile).

    Sui rischi/benefici è impossibile esprimersi, visto che mancano completamente studi rigorosi (ed a lungo termine) che paragonino gruppi mai vaccinati con gruppi vaccinati. Ci sono studi su cavie e scimmie che evidenziano probabili alti rischi di danni indotti dai cicli vaccinali. Studi che però, purtroppo, non sono mai stati approfonditi, ripetuti, ampliati (e mi sono sempre chiesto il perché).

    La scomparsa di malattie del passato è unicamente attribuita ai vaccini, ma l’evidenza scientifica dov’è? Grafici di casi di malattia in crescita fino all’introduzione del vaccino, e da lì in poi in decrescita, non li ho mai visti (ne me li hanno procurati gli “esperti” a cui li ho chiesti). Ho sempre solo visto grafici con trend negativo a cui, prossimi allo zero, si sono aggiunte anche le vaccinazioni.
    E pure su vaiolo, polio, pertosse, … si trovano analisi storico/scientifiche altrettanto ragionevoli e fondate, da far sospettare che siano sparite per motivi che coi vaccini hanno ben poco a che fare.

    Gli interessi economici delle case farmaceutiche sono un dato di fatto, non una teoria del Complotto. Per tale motivo i dati scientifici a supporto dell’utilizzo di farmaci (come i vaccini) dovrebbero essere davvero pretesi a tonnellate (per non lasciare margini di dubbio su efficacia, pericolosità, …).
    Per non parlare poi delle “perle”: l’anti epatite-B è stato introdotto in Italia a seguito di una tangente di 600 milioni. ALmeno in questo caso è stato accertato che vacciniamo per corruzione, non per efficacia scientifica.

    Condivido completamente quanto detto da lei: il dover confidare sul metodo scientifico.
    Ma ad oggi, guardando ai dati scientifici disponibili ed al mondo dominato da interessi economici che ci circonda, mi sento di dire che l’astensione sia la scelta più sicura per me ed i miei figli.

    Un saluto

      1. Sig. Gavino,
        il mio vaneggiare senza bibliografia è voluto. Di riferimenti che potrei citare ne ho centinaia. Tutti reperibili in rete da chi ha la voglia e la curiosità di cercare pazientemente. Nessuno che dimostri in modo scientificamente inattaccabile che i vaccini siano una colossale bufala, naturalmente. Ma tutti in grado di gettare dubbi scientifici sulla presunta scientificità dei 4 punti da me elencati nel commento precedente.
        L’efficacia (e soprattutto la sicurezza) dei vaccini non è scientificamente dimostrata. E’ questo il punto.

        E siccome qui il ruolo di complottista sciocco, semplicione, ignorante e disinformato la recito già io, a lei spetta quella dell’individuo razionale e scientifico che con metodo e raziocinio scova le fonti attendibili. Mica la posso imboccare con il cucchiaino. Non ci farebbe una bella figura.

        Ma guardiamo il grafico linkato da lei (e prendiamolo per buono, anche se non sono citate le fonti dei dati, non è chiaro se sono graficati i casi di polio o le morti per polio, non è indicato che sia relativo all’Italia o a qualche altro paese, …).
        Nei corsi di fisica statistica mi hanno insegnato una cosa: il diavolo, quando c’è, si nasconde nei dettagli. E tutta la faccenda della poliomielite, di dettagli inquietanti che vale la pena guardare con attenzione, ne nasconde davvero tanti. Gliene mostro un paio.

        Alla fine degli anni 50 (e precisamente nel 1954-55 in USA e poco più tardi in Europa), contemporaneamente all’introduzione del vaccino Salk, accaddero due cose:

        1) Prima la Poliomielite veniva diagnosticata secondo gli standard OMS: “Segni e sintomi di poliomielite non paralitica con l’aggiunta di paralisi parziale o completa di uno o più gruppi muscolari, rilevata da due esami almeno a 24 ore di distanza l’uno dall’altro”. Dopo, per essere classificato come caso di poliomielite, il paziente doveva presentare sintomi paralitici per almeno 60 giorni successivi all’insorgere della paralisi. Diversamente era classificato come paralisi non-polio (quando prima sarebbe stato conteggiato come polio)

        2) Prima non erano richieste conferme di laboratorio (ricerca del poliovirus sospetto nelle feci) per diagnosticare un caso di Poliomielite. La diagnosi era affidata unicamente alle osservazioni della sintomatologia clinica. Dopo, vennero riportati come casi di polio solo quelli in cui nelle feci veniva trovato anche il virus incriminato (e quindi classificati come Acute Flaccide Paralisys (polio-AFP)). Se il virus della poliomielite non veniva riscontrato, venivano eseguiti ulteriori test per trovare altri virus (e il caso non era più riportato come polio). Negli stessi anni, il miglioramento della tecnologia di analisi, permise di isolare altri virus responsabili di sintomi del tutto indistinguibili dalla polio: il Cocksakie virus, meningococco, … Questi casi vennero inseriti nella generica famiglia di Paralisi Flaccide Acute Non-Polio (NPAFP). Le ricordo che AFP e NPAFP, prima dell’introduzione delle analisi delle feci, erano sintomatologicamente indistinguibili, e tutti genericamente classificati come Polio.

        Lo vede il “diavolo”? Il dettaglio che sfugge osservando superficialmente il suo grafico, è il seguente:
        1) i numeri riportati prima della fine degli anni ‘50 sono la totalità dei casi diagnosticati genericamente come Polio: AFP + NPAFP
        2) i numeri riportati dopo la fine degli anni ’50 sono solo i casi di AFP con esame delle feci “positivo” al poliovirus (e coerenti con il nuovo metodo di diagnosi a 60 giorni). Tutti i casi di paralisi NPAFP (meningite asettica, …) sono stati scorporati (casi che, se non fossero stati cambiati i criteri diagnostici, avrebbero continuato ad essere contati come casi di polio-AFP). (Lo mostrano abbastanza chiaramente i dati CDC in USA: prima del 1955 i casi di meningite asettica erano ZERO. Dal 1955 in avanti, al ridursi di casi diagnosticati come polio, corrisponde un progressivo aumento di casi diagnosticati come meningite asettica)

        Quindi il suo grafico presenta “con una buona probabilità” dati incongruenti, che fanno apparire la diminuzione di casi di polio (a partire dalla fine degli anni ’50) come unica conseguenza del vaccino. Peccato che non sia così. L’incidenza del vaccino, probabilmente, andrebbe di parecchio ridimensionata.

        Questo dimostra che il vaccino sia una totale bufala? Non mi spingo certo così lontano. Ma questa semplice osservazione (e se ne potrebbero fare molte altre guardando con attenzione i dati storici del CDC e del WHO e le cronache del periodo), a mio parere, getta ombre inquitanti su tutta la faccenda della polio, e sulla presunta scientificità dell’affermazione: la polio è stata debellata dai vaccini.

        Se lo ricordi: il diavolo si nasconde nei dettagli, e di dettagli omessi, manipolati, taciuti … intorno ai vaccini ce n’è quanti ne vuole.

        E chiudo con un commento sull’analisi delle comunità religiose contenuto nel post: a guardar bene i veri religiosi (attaccati ai dogmi vaccinali) sono forse coloro che gridano slogan “vaccinatevi” – “i vaccini sono sicuri” – “hanno debellato vaiolo, polio, …”, e non quelli come me che vengono superficialmente additati come complottisti.

        Saluti

        1. Il diavolo sta soprattutto nell’ignoranza. E la discussione sarebbe certamente più aperta e produttiva se uno – rinunciando all’anonimato – si assumesse la responsabilità delle proprie affermazioni.
          GM

          1. Non sono molto d’accordo.
            La discussione sarebbe più aperta e produttiva se lei, anziché interessarsi a chi sono io, si prendesse la briga di verificare quanto da me affermato (di cui mi prendo la piena responsabilità), ed a commentare su quello.

            Sapere chi sono io non aggiungerebbe niente di utile alle mie affermazioni.

            A meno che non voglia fare anche lei come altri sgradevoli scientisti incontrati in passato che, non sapendo più che pesci pigliare, screditano i dati presentati usando il vecchio “trucchetto” di screditare colui che li presenta (per esempio dicendo che, non essendo un medico, non ha ne’ competenze nel settore ne’ voce in capitolo).

            Comunque guardi, come si dice nell’ambiente pallavolistico, “gliela alzo”. Così che se lei vuole, “ha solo da schiacciarla”. Il mio settore di specializzazione non è la medicina.
            Ma potrei anche essere Paperino in persona. Non importerebbe. Non sono io quello da screditare (con nome e cognome), ma, volendo, sono le mie affermazione che andrebbero smentite.
            Thor (figlio di Odino)

          2. @Thor: allora io sono scientista (ateo scientista per la precisione) e ho fiducia pressoché incondizionata nella scienza.
            Ma quando qùest’ultima diviene pesantemente condizionata da fortissimi interessi politici/economici (e la medicina ne é il caso sicuramente piu ecclatante) cessa automaticamente da essere considerata come tale.

  6. Peccato che ra decenni raccoglieremo le conseguenze delle campagne denigratorie sui vaccini. Successe in Giappone per l’antipertossica decenni fa, è successo recentemente per il morbillo dopo la truffa Wakefield, è successo per la polio……Genitori fidatevi del vostro pediatra e tenete conto che essere genitori è molto difficile. Tirare su bene un figlio è difficile e vuol dire: educazione con il nostro comportamento, educarlo ai pericoli della vita (incidenti) e della società, alcol, droghe, al comportamento corretto e giusto. Spero che molti che fanno una gran campagna contro i vaccini siano altrettanto attenti a queste cose. Vedo tanti genitori impallati sulle pappine nei primi mesi e poi concedere patatine fritte e grassi e hamburgere negli anni successivi. Parliamo di questo e poi anche dei vaccini. Dubbi?? Guardatevi ingiro e guardate i giovani ad una rave party: magari i genitori hanno discusso per ore se fare o non fare qual vaccino. Veleni???? I principali sono molto democratici e sono nell’aria che respiriamo, nel cibo che mangiamo e nella vita polemica che a volte alimentiamo

  7. tutte queste sedicenti teorie tese a demonizzare i vaccini non spiegano la scomparsa del vaiolo, la quasi totale scomparsa della polio (sabin rinunciò al brevetto e ad enormi guadagni perchè il vaccino potesse essere accessibile)inoltre i vaccini costano pochissimo a fronte di cure costosissime ed esclusivamente palliative delle stesse malattie…quindi un interesse economico e bello sostanzioso c’è

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