Contraccezione d’emergenza. Persiste la disinformazione a danno degli utenti

emergenzaErsilia Sinisgalli

Negata la contraccezione d’emergenza al pronto soccorso dell’ospedale di Voghera adducendo motivazioni etiche e di coscienza. Levonorgestrel, non è un farmaco abortivo: agisce infatti inibendo o ritardando l’ovulazione. In molti paesi – dall’Australia alla Turchia, dalla Svezia, alla Svizzera, alla Spagna – è venduto come farmaco da banco, senza prescrizione medica.


È  di pochi giorni fa la notizia dell’ennesimo episodio di difficoltà nell’accesso alla prescrizione della contraccezione di emergenza, la cosiddetta “pillola del giorno dopo”. Durante la scorsa settimana, in due occasioni, un’infermiera del Pronto Soccorso dell’ospedale di Voghera ha di respinto due ventenni che si erano recate al presidio sanitario per ricevere la consulenza di un medico e la prescrizione del farmaco. L’episodio è arrivato all’attenzione della Direzione Sanitaria dell’azienda che ha già avviato un’inchiesta sull’accaduto. L’infermiera si è intanto giustificata adducendo motivazioni etiche e di coscienza[1].

Non è la prima volta, purtroppo, che vengono diffuse notizie sulle difficoltà riscontrate nell’ottenimento di una prescrizione di Levonorgestrel, il principio attivo contenuto nel farmaco in questione, registrato a livello internazionale come contraccettivo d’emergenza e non come farmaco abortivo: agisce infatti inibendo o ritardando l’ovulazione[2]. In accordo a questo, nel febbraio di quest’anno l’AIFA ne ha modificato la scheda tecnica, sostituendo la vecchia dicitura “il farmaco potrebbe anche impedire l’impianto” con “inibisce o ritarda l’ovulazione”[3] .

Non ci sono più quindi dubbi sulla non applicabilità dell’obiezione di coscienza alla prescrizione della pillola del giorno dopo: l’obiezione di coscienza è infatti normata dalla legge 194/78, art.9 comma 3, che recita “l’obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza, e non dall’assistenza antecedente e conseguente all’intervento”. Non è quindi prevista per la contraccezione. Sono quindi infondate e illegittime le motivazioni addotte dall’infermiera dell’episodio in questione.

In molti paesi del mondo – dall’Australia alla Turchia, dalla Svezia, alla Svizzera, alla Spagna –la contraccezione d’emergenza non richiede nemmeno la prescrizione medica ed il Levonorgestrel è venduto come farmaco da banco, dato il livello di sicurezza elevato e l’assenza di controindicazioni note. L’OMS lo inserisce infatti tra i contraccettivi della Classe 1 la cui prescrizione prescinde dalla diagnosi, cioè non occorre un controllo ginecologico[4]: Emergency contraceptive availability by country.

Destano molto stupore alcuni commenti apparsi sulla pagina Facebook di questo blog, sotto al post della notizia in questione: in particolare emerge come sia diffusa una concezione sbagliata dell’obiezione di coscienza e la non conoscenza dei meccanismi d’azione del farmaco.

La speranza è che nel giro di poco tempo risulti chiara a tutti, soprattutto agli operatori sanitari, la differenza tra contraccezione (tradizionale o d’emergenza) e interruzione di gravidanza: l’OMS nel 2013 ha inserito tra i diritti umani quello della donne a ricevere in tempi rapidi e opportuni la contraccezione d’emergenza[5]. Entrambe le prestazioni sono garantite per legge dal SSN e nessuna donna deve essere ostacolata nell’accesso a queste prestazioni per motivi illegittimi.

Ersilia Sinisgalli, specializzanda in Igiene e medicina preventiva. Università di Firenze.

Bibliografia

  1. Pavia, chiedono la pillola del giorno dopo: due ventenni respinte al pronto soccorso. Repubblica, 05.10.2014
  2. WHO. Emergency contraception. Fact sheet N°244. July 2012
  3. Pillola del giorno dopo. Sulla GU: “Non è un abortivo”. Pubblicata la nuova scheda tecnica. Quotidiano Sanità 07.02.2014
  4. WHO – Fact sheet on the safety of levonorgestrel-alone emergency contraceptive pills. WHO/RHR/HRP/10.06
  5. WHO. Ensuring human rights in the provision of contraceptive information and services. Guidance and reccomandations. March 13,2014.

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