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La salute globale. Determinanti sociali e disuguaglianze

Inserito da on 17 ottobre 2014 – 12:06Lascia un commento

saluteGlobaleGavino Maciocco e Francesca Santomauro

Il libro – estensione e aggiornamento del corso online “Salute globale e equità nella salute” – è stato scritto a quattro mani, ma le impronte, e le orme, che vi si potrebbero trovare sono tante di più. Impronte e orme depositate su un percorso abbastanza lungo in cui ognuno, come singolo o più spesso come organizzazione o istituzione, ha fornito idee, raccolto letteratura, elaborato concetti, fatto ricerca, scritto contributi originali, partecipato alle discussioni, promosso e sostenuto progetti. Il libro è impregnato di tutto ciò e senza tutto ciò non sarebbe stato neanche pensato.


(Dall’Introduzione del volume)

Quando il tasso di rendimento del capitale supera regolarmente il tasso di crescita del prodotto e del reddito – come accadde fino al XIX secolo e come rischia di accadere di nuovo nel XXI – il capitalismo produce automaticamente disuguaglianze insostenibili, arbitrarie, che rimettono in questione dalle fondamenta i valori meritocratici sui quali si reggono le nostre società democratiche. (…) Ma i trend economici non sono atti di Dio. L’azione politica ha nel passato corretto terribili diseguaglianze e può farlo ancora.

Thomas Piketty[1]

Questo libro[2] è stato scritto a quattro mani, ma le impronte, e le orme, che si potrebbero trovare sul libro sono tante di più. Tante che è impossibile enumerarle, perfino ricordarle, tutte.

Impronte e orme depositate su un percorso abbastanza lungo in cui ognuno, come singolo o più spesso come organizzazione o istituzione, ha fornito idee, raccolto letteratura, elaborato concetti, fatto ricerca, scritto contributi originali, partecipato alle discussioni, promosso e sostenuto progetti. Il libro è impregnato di tutto ciò e senza tutto ciò non sarebbe stato neanche pensato. E’ quindi necessario ricordare le tappe di questo percorso, che è anche un’impresa collettiva portata avanti negli anni con tenacia e passione.

Nel marzo 2001 si tenne a Erice (TP), presso il Centro Ettore Majorana, un corso residenziale organizzato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Firenze e promosso dalla Società Italiana d’Igiene (SItI) – Flussi migratori e politiche per la salute – che si concluse con una Dichiarazione rivolta alla società civile e alla comunità scientifica, elaborata e sottoscritta da operatori sanitari, ricercatori, docenti universitari provenienti da diverse realtà (Roma, Milano, Genova, Padova, Trieste, Bari, Catania, Palermo, Firenze), rappresentanti del volontariato (Medici senza Frontiere, Cuamm di Padova, Caritas di Roma, Naga di Milano) e di altre società scientifiche (come la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni), e di cui riportiamo alcuni brani.

“Mai come oggi l’Umanità soffre per così ampie e crescenti disuguaglianze nel reddito e nella salute. Eppure non sono lontani gli anni in cui l’Umanità sembrava incamminarsi in una strada di maggiore giustizia tra i popoli e di realizzazione dei principi solennemente enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948). Tra questi anche il diritto alla salute. Poco più di 20 anni orsono l’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciava la campagna per la “Salute per tutti entro il 2000” e riaffermava che “la salute – come stato di benessere fisico, sociale e mentale e non solo come assenza di malattia e infermità – è un diritto fondamentale dell’uomo e l’accesso a un livello più alto di salute è un obiettivo sociale estremamente importante” (Conferenza di Alma Ata, 1978). Il percorso verso una maggiore giustizia tra i popoli e verso una globalizzazione dei diritti sembra essersi interrotto. La globalizzazione dei nostri giorni è quella della finanza e dell’economia. Non è un caso che la Banca Mondiale abbia di fatto sostituito l’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’indicare – e in certi casi imporre – le linee di politica sanitaria internazionale, che sono quelle della sanità a pagamento, delle privatizzazioni dei servizi e delle assicurazioni: in una parola della salute come bene di consumo, a disposizione di chi vuole, ma soprattutto di chi ha i mezzi per acquistarla”. (…) “La comunità scientifica – ed in particolare coloro che hanno il compito di produrre cultura, formazione e ricerca – ha il dovere di affrontare in modo diffuso e sistematico i temi dell’equità, dello sviluppo sostenibile, della difesa della dignità e della vita degli uomini. Emerge sempre più forte la necessità di studi approfonditi, di valutazioni indipendenti, di una trasmissione estesa delle informazioni e delle conoscenze e pertanto la Scuola e l’Università non possono più a lungo sottrarsi a questo compito”.

Il documento fu condiviso da tutti i partecipanti. La prima firma quella di Giovanni Berlinguer, a cui è dedicato questo libro, che tenne nell’occasione la lezione magistrale.

Quell’incontro ebbe uno straordinario effetto catalitico. Di lì a poco si costituì l’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG), di cui gran parte dei fondatori erano stati relatori al Corso di Erice (tra questi, appunto, G. Berlinguer). Dal 2004 l’OISG pubblicherà periodicamente un Rapporto sulla salute globale (il 5° è uscito nel 2013). La nascita dell’OISG favorì l’avvio di alcuni corsi accademici sulla salute globale. Si trattava di attività didattiche elettive (cioè complementari) per lo più svolte all’interno della Facoltà di medicina, con contenuti variabili da sede a sede.

Il progetto Equal Opportunities for Health: action for development ha rappresentato un forte stimolo sia all’estensione geografica delle attività formative all’interno delle varie università, sia nella definizione condivisa dei contenuti della materia. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, avviato nel 2007 e proseguito fino al 2014, si poneva l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura del diritto alla salute – della salute per tutti – nell’ ambiente accademico e all’interno della società civile. Aveva come capofila l’organizzazione non governativa di Padova Medici con l’Africa – Cuamm e vedeva la partecipazione di numerosi partner italiani e europei. I partner italiani erano OISG, le università di Bologna e Firenze e Il Segretariato Italiano Studenti in Medicina , storica organizzazione che raccoglie gli studenti di medicina di tutta Italia.

I primi passi del progetto furono quelli di disegnare la mappa delle attività didattiche accademiche che nei vari atenei facevano riferimento alla Salute globale e predisporre gli elementi basilari dell’offerta formativa, facendo tesoro delle esperienze italiane in corso e di ciò che maturava in numerose realtà internazionali, soprattutto anglosassoni. Fu così elaborato il curriculum standard, un programma didattico basato su cinque moduli corrispondenti ai seguenti argomenti.1) Salute, determinanti e diseguaglianze nella salute, 2) L’origine e lo sviluppo dei sistemi sanitari, la salute come diritto umano; 3) Salute, sviluppo e globalizzazione; 4) Migrazioni e salute; 5) Cooperazione sanitaria internazionale. Un punto cruciale per la diffusione dell’insegnamento della salute globale è stato quello della formazione dei formatori. Grazie a ciò è stato possibile coinvolgere altri docenti e avviare corsi di salute globale in nuove sedi universitarie. Complessivamente, al 2014, sono 26 le università italiane in grado di programmare e svolgere corsi di salute globale.

La naturale conseguenza di questo fiorire d’iniziative è stata la costituzione della Rete Italiana per l’Insegnamento della Salute Globale (RIISG), un network nazionale che comprende istituzioni accademiche, società scientifiche e professionali, organizzazioni non governative, associazioni, gruppi e singoli individui impegnati nella formazione in salute globale, sia a livello universitario che di società civile. Principio fondante della RIISG è quello della coerenza rispetto all’approccio di salute globale sia nel metodo di lavoro, fondato sulla piena partecipazione di tutti i membri, che nelle attività didattiche, centrate sullo studente, aperte alla multidisciplinarietà, orientate all’integrazione tra formazione teorica e attività pratica sul campo.

Questo libro ha un precursore: il corso online, a libero accesso, “Salute globale e equità nella salute”, curato dagli stessi autori del libro. Il progetto Equal Opportunities for Health ne finanziò la prima edizione (2009), composta di quattro moduli (il quarto, Migrazioni e salute, con la collaborazione di Maurizio Marceca e Salvatore Geraci). Un’edizione successiva (2011), aggiornata e arricchita di 3 nuovi moduli fu finanziata dalla Regione Toscana. E’ interessante notare che i 7 moduli del corso online (i 5 moduli “classici” descritti in precedenza + altri 2, Malattie croniche e Cambiamenti climatici) corrispondono ai sette capitoli del libro. Corso online e libro sono simili nei titoli dei capitoli, ma molto diversi nella struttura editoriale, nei contenuti e nelle modalità di apprendimento. Per certi versi i due strumenti didattici si possono considerare complementari, anche se il libro è più recente e quindi più aggiornato. Per aggiornamenti continui si può seguire il sito web Saluteinternazionale.info.

I ringraziamenti infine. Abbiamo già detto all’inizio che questo libro non sarebbe stato neppure pensato in assenza di un impegno collettivo di tantissimi soggetti. A tutti loro indistintamente va il nostro debito di riconoscenza.

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Questo libro è dedicato

A Giovanni Berlinguer, medico, professore e maestro di sanità pubblica, storico della sanità e dell’assistenza, presidente del comitato nazionale di bioetica, rappresentante italiano presso la commissione OMS sui determinanti sociali di salute, pubblicista instancabile, politico e parlamentare.

Il ricavato dei diritti d’autore di questo volume è interamente devoluto all’organizzazione non governativa Medici con l’Africa Cuamm per finanziare progetti di cooperazione sanitaria internazionale.

Bibliografia

  1. Piketty T. Capital in the Twenty-First Century. The Belknap Press of Harvard University Press, 2014. p. 1.
  2. Maciocco G, Santomauro F. La salute globale. Determinanti sociali e disuguaglianze. Roma: Carocci Faber,  2014, pag. 270.

 

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