Home » Aree, In evidenza, Sistemi sanitari internazionali

La classifica dei sistemi sanitari europei, secondo l’EHCI

Inserito da on 16 marzo 2015 – 10:272 commenti

EHCIMiriam Levi

L’Euro Health Consumer Index (EHCI) 2014 mette a confronto le performance dei sistemi sanitari europei, partendo dal punto di vista del paziente/consumatore. I sistemi “Bismarck”, come Olanda e Germania, continuano a superare quelli “Beveridge”, come Italia e Regno Unito. Tuttavia, mettendo a confronto i primi 5 Paesi Bismarck con i primi 5 Paesi Beveridge, a fronte di una spesa sanitaria pro capite molto più elevata, i risultati di salute conseguiti dai sistemi Bismarck risultano essere di poco superiori a quelli dei sistemi Beveridge.


Il 27 Gennaio scorso è stato pubblicato l’Euro Health Consumer Index (EHCI) 2014, l’ottavo studio realizzato dalla società svedese Health Consumer Powerhouse (HCP), che dal 2005 mette a confronto le performance dei sistemi sanitari europei, partendo dal punto di vista del paziente/consumatore (vedi post). Scopo di questo processo di benchmarking è mettere a disposizione dei diversi Paesi gli strumenti per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria offerta, così da migliorare, in ultima analisi, la salute delle popolazioni, fornendo agli utenti, da cui deve necessariamente provenire la spinta ad attuare le necessarie riforme, il modo per poter agilmente accedere alle informazioni circa le politiche sanitarie, la qualità dei servizi erogati e i risultati in termini di salute dei sistemi sanitari dei diversi Paesi Europei.

Nel primo studio del 2005, attraverso l’utilizzo di 20 indicatori, furono valutate le performance di 12 Paesi. Nel confronto di quest’anno, oltre a tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea, sono inclusi la Norvegia, la Svizzera, la Repubblica di Macedonia, l’Albania, l’Islanda, la Serbia, il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina; per la creazione dell’EHCI 2014 sono stati selezionati 48 indicatori (7 in più rispetto al 2013 e 16 in più rispetto al 2012) suddivisi in sei aree valutative: l’area “Diritti e informazione dei pazienti” consta di 12 indicatori, l’area relativa all’ “Accessibilità – tempi di attesa per ricevere trattamenti” di 6 indicatori, l’area dei “Risultati di salute” e “Gamma e accessibilità dei servizi offerti” comprendono entrambe 8 indicatori, mentre le aree della “Prevenzione” e dei “Prodotti farmaceutici” constano entrambe di 7 indicatori. Ciascun area ha inoltre un peso relativo (Tabella 1). La descrizione dei singoli indicatori, suddivisi per area valutata, è riportata alle pp. 52-58 del report. La valutazione delle prestazioni dei sistemi sanitari nazionali è stata condotta utilizzando una scala numerica da 1 a 3 per ciascun indicatore.

Tabella 1. Peso relativo di ciascun area valutativa

Area di valutazione Peso relativo (Massimo punteggio totale)
Diritti e Informazione dei pazienti 150
Accessibilità – tempi di attesa 225
Risultati di salute 250
Gamma e accessibilità dei servizi offerti 150
Prevenzione 125
Prodotti farmaceutici 100
Punteggio totale 1000

Risultati

Dal rapporto sono emersi diversi punti molto interessanti. La buona notizia è che, malgrado le misure di austerità finanziaria introdotte per il perdurare della crisi economica che ha portato a forti restrizioni alla crescita della spesa sanitaria, l’assistenza sanitaria continua a produrre risultati sempre più positivi. I tassi di sopravvivenza per malattie cardiovascolari e tumori sono in aumento e la mortalità infantile continua a ridursi, particolarmente nelle Repubbliche Baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania), che pure sono state gravemente colpite dalla crisi finanziaria. La nota negativa è rappresentata dall’aumento dell’equity gap, già evidenziato dall’EHCI 2013, tra paesi più o meno abbienti. In cima alla classifica (Figura 1), con ben 898 punti totali su un massimo di 1000, troviamo ancora i Paesi Bassi, che tornano ad avere un ampio distacco, pari a 43 punti, rispetto al secondo classificato, la Svizzera (nel 2013 la Svizzera fu distaccata di soli 19 punti, nel 2012 la Danimarca, allora seconda, fu distaccata di 50 punti). Da quando è stato istituito questo confronto, infatti, i Paesi Bassi occupano sistematicamente una delle prime tre posizioni, e sembrano non presentare alcuna pecca, fatta eccezione per i tempi di attesa per i quali, in teoria, esiste ancora un certo margine di miglioramento, e lo scarso impegno nei confronti della lotta al fumo di tabacco e alla sedentarietà. La medaglia di bronzo va alla Norvegia (851 punti). In totale, i nove Stati che ottengono un ottimo punteggio, superiore a 800 punti, sono tutti Paesi dell’Europa Occidentale: dal quarto al nono posto troviamo Finlandia, Danimarca, Belgio, Islanda, Lussemburgo e Germania. Seguono poi, nel secondo blocco, Austria, Francia e Svezia. Solo nel terzo gruppo, nettamente distanziato dal secondo, cominciano a comparire i Paesi dell’Europa Centro-Orientale e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Figura 1. Classifica dei sistemi sanitari secondo l’EHCI 2014

Cliccare sull'immagine per ingrandirla

Cliccare sull’immagine per ingrandirla

Fonte: Health Consumer Powerhouse. Euro Health Consumer Index (EHCI) – Report 2014  (pag. 26) [PDF: 5,8 Mb]

Bismarck batte Beveridge. Il paradigma “Bismarck batte Beveridge”, già evidenziato nelle precedenti edizioni dell’EHCI, si è ormai consolidato: i sistemi basati sulle assicurazioni sociali obbligatorie continuano a superare, in quanto a performance, quelli come l’Italia, il Regno Unito e la Spagna, basati sui servizi sanitari nazionali. Tuttavia, vale la pena sottolineare come, mettendo a confronto i primi 5 Paesi Bismarck con i primi 5 Paesi Beveridge (Tabella 2), a fronte di una spesa sanitaria pro capite molto più elevata, i risultati di salute conseguiti dai sistemi Bismarck siano di poco superiori a quelli dei sistemi Beveridge.

 Tabella 2. Sistemi Bismarck e Beveridge a confronto

# Paese Tempi di attesa Risultati di salute Spesa sanitaria pro capite ($)*
1 Paesi Bassi 188 240 5.384,62
2 Svizzera 225 229 6.062,1
8 Lussemburgo 188 219 6.340,62
9 Germania 188 229 4.616,98
10 Austria 200 177 5.065,06
  Media Bismarck 197,8 218,8 5.493,88
3 Norvegia 138 240 5.970,32
4 Finlandia 175 219 3.544,66
5 Danimarca 200 198 4.719,76
7 Islanda 163 198 3.495,86
12 Svezia 88 219 4.157,78
  Media Beveridge 152,8 214,4 4.377,676

Italia e Spagna verso il privato. Il problema della corruzione

Per quanto riguarda Spagna e Italia, rispettivamente al 19° e al 22° posto della graduatoria, è evidenziata l’importanza sempre maggiore del settore privato, a complemento, per quanti se lo possono permettere, dei servizi offerti dalla Sanità Pubblica, e viene ribadito (già era stato fatto presente nelle precedenti edizioni) come la qualità dell’assistenza sia fortemente distribuita a macchia di leopardo. Il punteggio intermedio ottenuto in molti ambiti dai sistemi sanitari, sia in Italia che in Spagna, deriva infatti dalla media tra punteggi molto elevati conseguiti in alcune regioni e risultati insufficienti ottenuti in altre. In Tabella 3 sono riportati i Paesi posizionatisi in cima alla classifica per ciascuna area tematica.

I Paesi che hanno guadagnato più punti rispetto alle edizioni precedenti sono stati la Repubblica di Macedonia, balzata dal 27° al 16° posto in un anno – nessun altro Stato in precedenza era mai salito di così tante posizioni – grazie, in particolare, alla pressoché totale abolizione delle liste di attesa, seguita all’introduzione di un sistema elettronico di prenotazione in tempo reale, e il Portogallo, che dalla 25° posizione nel 2012 si è ritrovato alla 16° nel 2013 e si è piazzato alla 13° nel 2014, subito davanti al Regno Unito. I miglioramenti fatti dai sistemi sanitari di questi due Stati dimostrano che il prodotto interno lordo pro capite non è l’unico fattore in gioco per il conseguimento di buoni risultati. Scende tuttavia di posizioni il Paese in cui la spesa sanitaria pro capite ha subito la più grave riduzione in questi anni di crisi, ovvero la Grecia, che, passata dal 22° nel 2012 al 25° posto nel 2013, si ritrova quest’anno alla ventottesima posizione. Non si può fare a meno di notare come tra i Paesi più poveri finiti in fondo alla classifica EHCI 2014 siano compresi 7 tra i 10 Paesi Balcanici (in cui viene conteggiata anche la Slovenia), ovvero Bosnia-Erzegovina, Romania, Montenegro Serbia, Albania, Bulgaria e Grecia. Il livello di povertà, come rilevato da “Transparency International”, un’associazione internazionale che ha per scopo la prevenzione e il contrasto alle diverse forme di corruzione, è strettamente correlato (R=81%) ad alti livelli di corruzione. In questo punto del report, a pag. 13, viene purtroppo menzionato anche il nostro Paese, che, assieme alla Grecia, rappresentano un’eccezione a questo assioma: in entrambi si registrano infatti livelli di corruzione maggiori rispetto a quanto atteso sulla base dei valori del PIL pro capite.

Tabella 3. Paesi classificatisi primi in graduatoria per ciascuna area valutativa

AREA VALUTATIVA 1° IN CLASSIFICA Punteggio ottenuto Massimo punteggio conseguibile
1. Diritti e informazione dei pazienti Paesi Bassi 146 150
2. Accessibilità Belgio, Svizzera 225 225
3. Risultati di salute Paesi Bassi, Norvegia 240 250
4. Gamma e accessibilità dei servizi offerti Paesi Bassi, Svezia 150 150
5. Prevenzione Islanda, Norvegia, Spagna, Svezia 107 125
6. Prodotti farmaceutici Finlandia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito 86 100

La classifica aggiustata per costo/benefico

Misurando i risultati in rapporto alle risorse impiegate, ovvero dividendo i punteggi EHCI per la radice quadrata della spesa sanitaria pro capite aggiustata per il potere d’acquisto, la classifica cambia (Figura 2) e salgono ai primi posti Paesi con spesa sanitaria relativamente bassa ma buone performance, e Repubblica di Macedonia, Estonia e Albania occupano così le prime tre posizioni.

Figura 2. Classifica aggiustata per costo/beneficio

 

Cliccare sull'immagine per ingrandirla

Cliccare sull’immagine per ingrandirla

La posizione dell’Italia

Nell’area “Risultati di salute”, il punteggio ottenuto dall’Italia corrisponde al punteggio medio dei 37 Paesi valutati: 167. Un buon punteggio è stato ottenuto nell’area “Prevenzione” (95 vs 83); il punteggio conseguito nell’area “Diritti e Informazione dei pazienti”, 104, è appena sotto la media (106). Decisamente inferiori alla media, invece, i punteggi totalizzati nelle aree “Accessibilità- tempi di attesa” (138 vs 150), “Gamma e accessibilità dei servizi offerti” (88 vs 102) e “Prodotti farmaceutici” (57 vs 65).

Risorse

Health Consumer Powerhouse. Euro Health Consumer Index (EHCI) – Report 2014. [PDF: 5,8 Mb]

Tag:, , ,

2 commenti »

  • limp yao ha detto:

    Salve, io vivo in Paesi Bassi da qualche anno, ho avuto (purtroppo)bisogno dei servizi sanitari Olandesi. E sono nettamente inferiori a quelli italiani, chiarisco che provengo dal nord Italia, da una citta’ dove la sanita’(in Veneto) e’ ottima. Qui in Olanda sono certamente veloci e puntuali, semplicemente perche’ non ti curano adeguatamente. I medici sono impreparati e sotto numero. Gli ospedali vuoti perche’ti mandano a casa al massimo in due giorni. Nel caso mio, dopo un gravissimo infarto sono stato dimesso dopo 36 ore, con questa motivazione: “noi non possiamo fare nulla piu’di cosi”. Il ritorno a casa una tragedia. Conil cuore ridotto del -75% di funzionalita’sono dovuto andare a casa. Non hanno nemmeno chiesto se avevo bisogno di assistenza. Non potevo nemmeno alzarmi dal letto per giorni. Se fossi stato da solo sarei rimasto senza la minima assistenza. Casi ch sono successi. Il fatto e’che nascondono bene i loro disservizi. I giornali raramente ne parlano. Un dato oggetivo, gli olandesi vivono due anni e mezzo in meno degli italiani. Inoltre conosco molti che vanno all’estero per curarsi e quando sono stati in Italia sono rimasti sopresi che al pronto soccorso ti fanno la flebo. Qui al pronto soccorso ti chiedono loro cosa pensi di avere e di quali medicine pensi di aver bisogno. Certo che i tempi di attesa sono bassi, manco ti guardano i medici, compilano un questionario per l’assicurazione e tu devi avere quella malattia compresa nei parametri del questionario, devi!.
    Se per caso avessi un sintomo extra non compreso, ti dicono che non e’possibile avere quel sintomo in quella determinata prognosi fatta sul questionario. Un paracetamol e via!
    Vale lo stesso discorso per i reati. La piu’ bassa percentuale d’europa. Ovvio! non ci sono poliziotti, non fanno controlli, non arrestano nessuno. Cosi tribunali vuoti carceri vuote, il tutto per il bilancio dello Stato. Non fatevi ingannare dai dati pubblicati, sono (come si usa oggi) fakenews.
    La verita’non la saprete mai dai giornali ne dai mezzi di informazione. Sono tutti dati fasulli.
    L’esperienza personale: voto ospedale di Verona 9- ospedale VU di Amserdam 4.
    Ed io sono l’ultimo a difendere il sistema italiano, ma la sanita’del nord Italia e’un chilometro sopra molte realta’europee. Saluti.

    • GeertWilders4president ha detto:

      Infatti dell’italia si è parlato di macchia di leopardo in questo articolo.
      Mi lascia perplessa quello che scrivi. Non esiste nulla che possa esser peggio dell’italia (paesi islamici a parte)

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, o trackback dal tuo sito. È anche possibile Comments Feed via RSS.

Sii gentile. Keep it clean. Rimani in argomento. No spam.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo è un Gravatar-enabled weblog. Per ottenere il tuo globalmente riconosciute-avatar, registri prego a Gravatar.

Pin It on Pinterest