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La salute dei migranti in Europa. Le strategie dell’OMS

Inserito da on 9 marzo 2017 – 10:27Lascia un commento

Flavia Sesti, Concetta Mirisola, Maurizio Marceca

Il principale obiettivo del Piano strategico è quello di prevenire le malattie e le morti premature delle persone che intraprendono percorsi migratori. Nel dettaglio, il documento è stato elaborato per rispondere alle esigenze di salute connesse al fenomeno migratorio, e in particolare, alla necessità di assicurare la disponibilità, l’accessibilità, l’accettabilità, la sostenibilità e la qualità dei servizi essenziali in ambienti di transito e di accoglienza. Si stima che nella Regione Europea dell’OMS siano presenti oltre 75 milioni di migranti, che costituiscono circa l’8,4% della popolazione europea.


Con la Risoluzione EUR/RC66/R6 del 13 settembre 2016 il Comitato Regionale Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità [OMS] ha adottato il Piano strategico e di azione per la Salute dei Rifugiati e dei Migranti nella Regione Europea dell’OMS[1].

Il Piano è stato approvato durante la 66 ͣ Sessione del Comitato Regionale Europeo dell’OMS, che si è tenuta a Copenaghen dal 12 al 15 settembre 2016, alla quale hanno preso parte i Ministri della salute e i rappresentanti dei 53 Stati membri della Regione europea dell’OMS.

Contesto

Si stima che nella Regione Europea dell’OMS siano presenti oltre 75 milioni di migranti, che costituiscono circa l’8,4% della popolazione europea e un terzo dei migranti a livello mondiale[2] e che nel 2015 siano entrati oltre 1 milione di rifugiati[3]. Inoltre l’UNHCR stima che oltre 3.700 persone siano morte o disperse nel Mar Mediterraneo nello stesso anno[4] e secondo il blog Fortresseurope sarebbero morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 4.273 persone soltanto nel 2015[5].

Considerata l’entità di tale fenomeno, nonché i suoi risvolti in termini di sanità pubblica, l’Ufficio Europeo dell’OMS ha rilevato la necessità di un’azione urgente e di una risposta concertata e coordinata basata sulla solidarietà tra gli Stati membri, senza la quale potrebbe verificarsi una crisi nei paesi di destinazione e di accoglienza.

Prospettive

Molte sfide sanitarie, sociali ed economiche associate alla migrazione sono il prodotto delle disuguaglianze globali. Pertanto, le azioni di contrasto che si concentrano esclusivamente sui paesi ospitanti appaiono meno efficaci di interventi e programmi integrati di sanità pubblica globali, interregionali e transfrontalieri.

Il Piano stabilisce che bisogna porre l’accento sugli approcci necessari per soddisfare le diverse esigenze dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, affrontando le necessità sanitarie, di breve e lungo periodo, nonché gli aspetti di sanità pubblica e i determinanti sociali della salute.

La crisi migratoria europea del 2015 ha dimostrato che la capacità di risposta dei singoli paesi è giunta al limite e che è necessario sviluppare la resilienza per sostenere i bisogni della migrazione: la situazione attuale rappresenta quindi un’opportunità non solo per far fronte alle esigenze di breve termine, ma anche per rafforzare i sistemi sanitari e la sanità pubblica nel lungo periodo.

Il Piano

Entrando maggiormente nel merito, il documento è frutto dell’impegno dell’Ufficio Europeo dell’OMS per la tutela della salute delle popolazioni migranti, tra cui il recente High-level Meeting sulla salute dei migranti e dei rifugiati [Roma, 23 e 24 novembre 2015], nell’ambito del quale è emersa la necessità di interventi di sanità pubblica, di breve e lungo periodo, volti a promuovere e a proteggere la salute fisica e mentale dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, così come quella delle comunità di accoglienza.

In particolare, il Piano richiama i principali documenti adottati in tale settore a livello internazionale e in particolare:

  • l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con particolare riferimento agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 3 “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età”, n. 5 “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze” e n. 10 “Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni”[6];
  • la risoluzione dell’Assemblea Mondiale dell’OMS WHA 61.17 del 24 maggio 2008 sulla salute dei migranti a cui ha seguito la Consultazione Globale sulla salute dei Migranti organizzata dall’OMS e dall’Organizzazione Internazionale per la Migrazione [OIM] e il governo spagnolo[7] nel 2010;
  • la risoluzione dell’Assemblea Mondiale dell’OMS WHA 62.14 del 22 maggio 2009 sulla riduzione delle disuguaglianze di salute attraverso azioni sui determinati sociali della salute[8];
  • la risoluzione del Comitato della Regione Europea dell’OMS EUR/RC52/R7 su povertà e salute[9].

Gli Obiettivi

Il principale obiettivo del Piano strategico è quello di prevenire le malattie e le morti premature delle persone che intraprendono percorsi migratori. Nel dettaglio, il documento è stato elaborato per rispondere alle esigenze di salute connesse al fenomeno migratorio, e in particolare, alla necessità di assicurare la disponibilità, l’accessibilità, l’accettabilità, la sostenibilità e la qualità dei servizi essenziali in ambienti di transito e di accoglienza.

Il Piano mira a garantire la messa in atto di una risposta nazionale e internazionale consolidata e coerente ai bisogni di salute delle popolazioni migranti e dei rifugiati nei paesi di transito e di destinazione, al fine di affrontare le sfide, a breve e a lungo termine, per la sanità pubblica e la salute dei migranti e dei rifugiati.

Lo stesso documento riconosce che il diritto e l’accesso ai servizi sanitari da parte dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati varia da paese a paese e sono determinati dal diritto nazionale. Pertanto, il Piano dichiara che verrà attuato tenendo conto delle specifiche nazionali e a tal riguardo riporta in allegato la lista delle definizioni dei principali termini del settore a partire da quello di ‘migrante’, nonché gli indicatori per misurare e comunicare i progressi sulla sua attuazione.

I Contenuti

Il Piano prevede nove aree strategiche e riporta per ciascuna il background, gli obiettivi e le azioni che i Paesi Membri e l’Ufficio Regionale dell’OMS dovrebbero mettere in atto.

Si riportano di seguito le aree strategiche e i singoli obiettivi:

AREA STRATEGICA 1: STABILIRE UN QUADRO PER UN’AZIONE COLLABORATIVA

L’obiettivo è rafforzare la collaborazione con e tra le agenzie e gli organismi delle Nazioni Unite, l’Unione europea e l’Unione economica eurasiatica, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e altre istituzioni, nazionali e internazionali, e le organizzazioni impegnate nel settore salute e migrazione. Tale collaborazione dovrebbe essere stabilita anche con il settore privato, le reti professionali e il mondo accademico.        

AREA STRATEGICA 2: FARE ADVOCACY PER IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI RIFUGIATI, DEI RICHIEDENTI ASILO E DEI MIGRANTI

L’obiettivo è fornire alle popolazioni informazioni accurate e veritiere sulle problematiche di salute dei migranti e dei rifugiati, per ridurre la discriminazione e la stigmatizzazione, eliminare le barriere all’assistenza sanitaria e offrire ai migranti, ai richiedenti asilo e ai rifugiati le condizioni necessarie per godere di una vita in buona salute. Ciò attraverso l’informazione sui loro diritti e i percorsi disponibili per rispondere ai bisogni di salute, oltre che all’informazione degli operatori sanitari e non sanitari.

AREA STRATEGICA 3: AFFRONTARE I DETERMINANTI SOCIALI DELLA SALUTE

L’obiettivo è stabilire un dialogo politico efficace sulla salute dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei migranti tra tutti gli attori, governativi e non, che conduca ad approcci efficaci del tipo “whole-of-government” e “whole-of-society”, sulla base di valori condivisi, delle evidenze e del dialogo politico multisettoriale.

AREA STRATEGICA 4: OTTENERE UNA PRONTEZZA D’INTERVENTO IN SANITÀ PUBBLICA E GARANTIRE UNA RISPOSTA EFFICACE

L’obiettivo è includere i bisogni di salute dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati nella pianificazione e nello sviluppo delle capacità e dei servizi sanitari pubblici e nell’elaborazione e attuazione delle politiche sanitarie nazionali, delle strategie e dei piani sulla base di “Health 2020. Un quadro politico Europeo e la strategia per il 21° secolo”.

AREA STRATEGICA 5: RAFFORZARE I SISTEMI SANITARI E LA LORO RESILIENZA

L’obiettivo è raggiungere un accordo sulle capacità del sistema sanitario di base necessarie per rispondere ai bisogni di salute dei migranti e dei rifugiati e, di breve e lungo periodo, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità. Ciò per fornire loro tutto il sostegno sanitario fondamentale nelle fasi iniziali della migrazione, per aiutarli a superare le difficoltà connesse all’arrivo in un nuovo contesto e a nuovi servizi sanitari e per offrirgli, con le risorse disponibili, tutti i servizi sanitari essenziali, necessari e appropriati.

AREA STRATEGICA 6: PREVENIRE LE MALATTIE TRASMISSIBILI

L’obiettivo è garantire le capacità necessarie per affrontare le malattie trasmissibili e tutte le altre minacce per la salute, così come un’efficace tutela della salute dei paesi di transito e di destinazione.

AREA STRATEGICA 7: PREVENIRE E RIDURRE I RISCHI LEGATI ALLE MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE

L’obiettivo è garantire che le esigenze dei migranti e dei rifugiati rientrino nelle strategie nazionali per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili.

AREA STRATEGICA 8: GARANTIRE SCREENING E VALUTAZIONI DI SALUTE ETICI ED EFFICACI

L’obiettivo è garantire che lo screening e gli esami obbligatori siano specifici per il rischio, basati sulle evidenze e tutelino i reali interessi dei rifugiati, dei richiedenti asilo, dei migranti e della popolazione ospitante. Tali esami dovrebbero essere eseguiti nell’ambito dell’assistenza sanitaria essenziale.

AREA STRATEGICA 9: MIGLIORARE L’INFORMAZIONE E LA COMUNICAZIONE IN AMBITO SANITARIO

L’obiettivo è garantire l’adeguatezza, la standardizzazione e la comparabilità della documentazione sulla salute dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, che dovrebbe esser messa a disposizione di questi gruppi di popolazione per facilitare l’accesso alle informazioni sulla salute e alle cure necessarie.

Nel complesso il Piano strategico e di azione rappresenta una utile cornice per orientare le eventuali iniziative a livello dei Paesi membri, non potendone purtroppo garantire né l’effettiva adozione né una adeguata armonizzazione.

Ciò nonostante è indubbio che le principali istituzioni sanitarie a livello europeo, a partire dall’OMS, stiano dimostrando negli ultimi anni una crescente attenzione e consapevolezza al tema della salute dei migranti. Un aspetto sicuramente critico è rappresentato dall’effettiva volontà e capacità dei governi nazionali – diversi dei quali stanno proponendo atteggiamenti di chiusura e di strumentalizzazione del fenomeno migratorio – di adottare politiche intersettoriali in grado di modulare in modo positivo i determinati sociali della salute. Ciò è tanto più vero se si considera che la salute rappresenta essa stessa un veicolo di integrazione delle generazioni attuali e future.

Come affermato da Michael Marmot nell’introdurre una serie di articoli recentemente apparsi sull’European Journal of Epidemiology:  “there are some politicians who would argue that to treat migrants well is simply to encourage others to come. Such a view argues, in effect, that individuals be treated as instruments of political policy. This view is immoral. It runs counter to medical ethics that state clearly that all individuals should be treated with dignity. One way to treat people with dignity is to understand and respond to health problems caused by their migrant status”[10].

 

Flavia Sesti, Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive Sapienza Università di Roma e Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà.

Concetta Mirisola, Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà.

Maurizio Marceca, Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive Sapienza Università di Roma e Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.

Bibliografia

  1. Strategy and action plan for refugee and migrant health in the WHO European Region Working document [PDF: 605 Kb]
  2. Trends in international migration, 2015. Population facts No. 2015/4 [PDF: 258 Kb]. New York: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division; 2015.
  3. A million refugees and migrants flee to Europe in 2015 [e-press release]. Geneva: United Nations High Commissioner for Refugees; 22 December 2015
  4. Refugees/Migrants Emergency Response – Mediterranean [website]. Geneva: United Nations High Commissioner for Refugees; 2016
  5. Blog fortresseurope 
  6. Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale il 25 settembre 2015 70/1. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
  7. World Health Assembly Resolution WHA 61.17 [PDF: 17 Kb]
  8. World Health Assembly Resolution WHA 62.14 [PDF: 34 Kb]
  9. Regional Committee for Europe Resolution EUR/RC52/R7 
  10. Marmot M. Society and health of migrants. Eur J Epidemiol (2016) 31: 639–641.
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