Home » Aree, Prima pagina, Salute globale

Non temo l’omeopatia in sé, ma l’omeopata che è in me

Inserito da on 14 giugno 2017 – 10:252 commenti

Pier Luigi Lopalco

Se l’omeopatia riscuote tanto successo in una quota consistente di medici, sono tanti i medici che basano le loro scelte terapeutiche su metodi non scientifici. Spingendosi più oltre, sono ancora molti i medici che ritengono la medicina, più che una scienza, una pratica a metà fra l’arte e l’artigianato. Ed è proprio in questa cultura che l’omeopatia trova terreno fertile.


L’omeopatia è una pseudoscienza, cioè una pratica medica fondata su una teoria mai verificata (la teoria dei simili) e su pratiche empiriche, tramandate all’interno di un gruppo di cultori, di cui non si è mai dimostrata alcuna efficacia clinica. Se si cerca di approfondire la conoscenza sulle pratiche omeopatiche si scopre che:

  1. all’interno di un rimedio omeopatico non è presente alcun principio attivo e quindi è composto da acqua ed eccipienti;
  2. se si scambiano a caso le etichette di un gruppo di prodotti omeopatici, per stessa ammissione dei produttori, non c’è modo di rimetterle a posto: non esiste un metodo analitico che possa riconoscere il contenuto delle provette;
  3. tutti gli studi clinici controllati condotti con metodo scientifico hanno dimostrato che l’effetto dei prodotti omeopatici è identico al placebo. Insomma, se ci fidiamo di quello che dice la scienza, un rimedio omeopatico è completamente inutile.

Ne deriva dunque che, se l’omeopatia riscuote tanto successo in una quota consistente di medici, sono tanti i medici che basano le loro scelte terapeutiche su metodi non scientifici. Spingendosi più oltre, sono ancora molti i medici che ritengono la medicina, più che una scienza, una pratica a metà fra l’arte e l’artigianato. Ed è proprio in questa cultura che l’omeopatia trova terreno fertile: il medico omeopata non deve seguire sterili linee guida basate sulle evidenze, ma può esprimere tutto il proprio talento adattando e personalizzando la terapia su ogni singolo paziente.

La prova dell’efficacia? “Io la uso da tanto tempo e i miei pazienti sono molto soddisfatti”. Anche perché (altro elemento di successo) un rimedio omeopatico, non avendo alcun effetto terapeutico, non procura neanche, nella stragrande maggioranza dei casi, eventi avversi. Spesso la stessa sospensione di una terapia farmacologica (magari sbagliata e inutile) comporta automaticamente un miglioramento. Perché, allora, prendersela tanto con l’omeopatia? I casi di pazienti danneggiati perché, a causa delle terapie omeopatiche, sono stati privati di cure efficaci o addirittura salvavita sono rari, anche se deprecabili. In fondo, possono rientrare a tutti gli effetti fra i casi di malpractice e come tali perseguibili sia dall’Ordine professionale che dalla magistratura ordinaria. Il danno certamente lo si fa al portafoglio del paziente che spende soldi per acquistare fiale o granuli fatti di acqua, zucchero ed eccipienti. E non è poco: la spesa per rimedi omeopatici è stimata in Italia fra i 250 ed i 400 milioni di euro l’anno, quasi pari – per intenderci – al costo legato all’introduzione delle nuove vaccinazioni del tanto discusso Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale. Visto che si tratta di spesa privata, però, è tollerata. Per questi motivi, le società scientifiche, le comunità accademiche, gli stessi ordini professionali hanno sempre in fondo accettato la compresenza di pratiche che hanno addirittura assunto il ruolo di “complementari” alla medicina ufficiale, ammettendone implicitamente un ruolo terapeutico.

Ma se l’omeopatia in sé non desta grandi preoccupazioni, a preoccupare invece dovrebbe essere l’atteggiamento anti-scientifico che è alla base del suo successo e che è assai diffuso fra i medici, omeopati e non. Il medico omeopata che sostiene candidamente “Io la uso da tanto tempo perché ho toccato con mano la sua efficacia” ed evita accuratamente di fare una ricerca su Pubmed per leggere le numerose revisioni sistematiche che ne provano la totale infondatezza scientifica, si comporta allo stesso modo di quei medici che prescrivono antibiotici quando non servono. O che dicono “non sono contrario alle vaccinazioni, ma…”. Insomma che hanno poca dimestichezza con la medicina basata sulle evidenze (EBM). È un problema culturale molto profondo in una classe medica che, anche per questo motivo, perde progressivamente autorevolezza e strizza assai spesso l’occhio a pratiche alternative richieste da un’utenza sempre meno abituata ad accettare disturbi o patologie, che non richiederebbero nessun intervento medico, senza ricorrere a terapie per quanto possano essere farlocche. A questo problema culturale bisogna rimediare riaffermando i principi della scienza. Ricominciando dai corsi di laurea e di specializzazione, dove l’EBM non trova posto se non in pochi casi esemplari. Rivedendo profondamente il sistema della formazione continua, basata oggi esclusivamente su eventi formativi accreditati soprattutto sulla base di criteri formali.

Non temo dunque l’omeopatia in sé, ma mi terrorizza l’omeopata che si nasconde dentro ognuno di noi. Si, lo ammetto, anche io sono stato tentato, dopo un febbrone che non va via dopo tre o quattro giorni a prendere una bella dose di antibiotici, alla faccia di linee guida ed evidenze scientifiche. Per evitarlo, ogni volta, incrocio lo sguardo con quello severo di Sir Archie Cochrane che mi osserva dalla fotografia che ho sulla scrivania del mio studio e aspetto pazientemente che la malattia, di sicura eziologia virale, faccia il suo corso e la febbre svanisca senza farmaci.

Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene, Università di Pisa.

 

 

Tag:,

2 commenti »

  • marina.montezemolo ha detto:

    sono d’accordo,mi fa effetto pensare che un tempo i colleghi che si dichiaravano omeopati facessero gruppo a sé,ora invece accade tutto questo ed è un grosso danno per la classe medica.Grazie Prof.Lo Palco.
    Marina Montezemolo

  • Giuseppe Ponsetti ha detto:

    Sono incondizionatamente d’accordo. Occorre anche una seria riforma della pratica dei medici di base: pratica ospedaliera, aggiornamento obbligatorio e controllato, studi associati e attrezzati per piccoli interventi aperti anche sabato e domenica ecc.. In questo modo penso ci sarebbe qualche omeopata in memo.

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, o trackback dal tuo sito. È anche possibile Comments Feed via RSS.

Sii gentile. Keep it clean. Rimani in argomento. No spam.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo è un Gravatar-enabled weblog. Per ottenere il tuo globalmente riconosciute-avatar, registri prego a Gravatar.

Pin It on Pinterest