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Se il sentimento umanitario finisce in minoranza

Inserito da on 1 settembre 2017 – 09:59Un commento

Gavino Maciocco

“Avverto i miei lettori: tutti coloro che non si inseriscono nella canea anti immigrazione e contro le Ong saranno soli. In questo momento l’odio verso le Ong e verso gli immigrati non ha pari, magari le mafie avessero avuto contro tutto questo impegno e questa solerzia” (Roberto Saviano, Repubblica, 5 agosto 2017). “Di questa estate italiana resterà una svolta nel senso comune dominante, dove per la prima volta il sentimento umanitario è finito in minoranza. E ciò peserà sul futuro (Ezio Mauro, Repubblica, 9 agosto 2017).


 

Nessuno poteva immaginare che nel 2017, nel cuore della Toscana, a Pistoia, potesse accadere una cosa del genere: un gruppo di squadristi, appartenenti al movimento neo-fascista Forza Nuova, ha minacciato un parroco, don Massimo Biancalani, reo di aver dato ospitalità – e aver accompagnato in piscina – alcuni giovani migranti africani. Questa l’incredibile intimidazione: “Saremo presenti alla messa domenicale per vigilare sull’effettiva dottrina di don Biancalani”. Domenica scorsa, 27 agosto, la messa c’è stata, gli squadristi pure, con immancabili saluti romani, e c’era naturalmente don Biancalani, circondato dai ragazzi africani (tutti musulmani), da una grande folla e da tanta solidarietà. (Leggi qui)

Ma ripetiamo: com’è potuta accadere una cosa del genere? Passando oltretutto quasi inosservata, non suscitando lo sdegno e le reazioni che avrebbe meritato, complici s’intende il caldo torrido e l’atmosfera vacanziera. Ma non solo. C’è un problema di clima, non meteo ma politico, che consente questi rigurgiti di stampo fascista.

Il clima politico è quello ben descritto da Ezio Mauro nell’editoriale di Repubblica dello scorso 26 agosto, dal titolo “Se la povertà è una colpa.

“La questione di fondo, scrive E. Mauro, è che la povertà sta diventando una colpa, introiettata nella coscienza collettiva e nel codice politico dominante, così come il migrante si porta addosso il marchio dell’ultima mutazione del peccato originale: il peccato di origine” (…) “Il fatto è che questi esseri umani ridotti a massa contabile, senza mai riuscire a essere persone degne di una risposta umanitaria e ancor meno cittadini portatori di diritti, sono improvvisamente diventati merce politica oltremodo appetibile, in un mercato dei partiti e dei leader stremato, asfittico, afasico. Impossibilitati a essere soggetto politico in proprio, si trovano di colpo trasformati in oggetto della politica altrui, che vede qui, sui loro corpi reali e simbolici, le sue scorciatoie alla ricerca del consenso perduto. Contro di loro si può agire con qualsiasi mezzo, meglio se esemplare. Senza terra, senza diritti sono ormai senza diritto, i nuovi fuorilegge”.

E se i migranti e i poveri sono fuorilegge, fuorilegge – e quindi da combattere e denunciare – devono essere considerati anche coloro che li aiutano e gli prestano soccorso. Infatti puntualmente è arrivato l’attacco alle Organizzazioni non governative (Ong), come Medici Senza Frontiere (MSF), che da anni con le loro imbarcazioni (nell’ambito di interventi concordati col governo italiano, vedi operazione Triton) soccorrono nel Mediterraneo migliaia di esseri umani alla deriva. Gli attacchi sono partiti dalla Lega (Salvini: Affondare navi Ong) e dal Movimento 5 Stelle (Di Maio: Ong, taxi del Mediterraneo), a cui si è ben presto accodato (fiutata l’aria) il Partito Democratico (Renzi: Pugno di ferro contro le Ong).

Un’irresponsabile campagna di ostilità – affermano i rappresentanti delle principali Ong -, opportunisticamente alimentata da tanti esponenti politici e opinionisti, dovrebbe trovare nelle istituzioni una ferma opposizione, non un inaccettabile avallo“. Infatti il governo italiano avalla. Forte di una maggioranza tripartisan e in assenza di un’opposizione (la sinistra non pervenuta), il governo può finalmente dotare anche l’Italia di un suo “muro” a protezione dai “fuorilegge”, con due semplici mosse:

  1. Tagliare le vele alle Ong, impedendogli di fare il loro mestiere, attraverso l’imposizione di un inaccettabile codice di comportamento.
  2. Convincere i libici, a suon di dollari, a espandere le proprie acque territoriali a oltre un centinaio di miglia marine dalla costa (rispetto alle precedenti 12) limitando enormemente le possibilità d’intervento delle navi umanitarie. E non sono da escludere accordi sottobanco con le milizie libiche per bloccare le partenze dei migranti (vedi Backed by Italy).

A seguito di ciò anche Ong, come Save the children, che avevano obtorto collo accettato il codice, si ritirano, come già fatto da MSF, che il codice aveva respinto.

“Non potendo fermare le vittime prima che partano dai loro paesi, e non riuscendo a colpire i carnefici, si criminalizzano i soccorritori che salvano chi sta morendo in mare (Ezio Mauro, Repubblica, 9 agosto 2017 )”.
“Che ‘Dagli al samaritano‘ potesse diventare l’incitamento più diffuso nei media e in politica nel pieno dell’Occidente cristiano è davvero uno shock imprevisto (Marco Revelli, Manifesto, 5 agosto 2017)”.

Missione compiuta: gli sbarchi nei porti italiani ridotti quasi a zero, i soccorsi in mare idem. I morti nel Mediterraneo non si sa, perché uno degli obiettivi della missione era di azzerare non solo i soccorritori, ma anche i testimoni dei naufragi. Una cosa è invece certa: decine di migliaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni o – più semplicemente – dalla fame, provenienti da vari paesi africani e alla ricerca di un “asilo” e di una vita migliore si ritrovano intrappolate in Libia senza vie di scampo.

“Dietro la riduzione dei salvataggi in mare, ottenuta con il sostegno alle autorità libiche nella loro decisione di limitare l’area di intervento delle navi impegnate nel soccorso umanitario, si consuma una gravissima  e sistematica violazione dei diritti fondamentali delle persone: in mancanza di una via di accesso sicura e ‘legale’ all’Europa, si nega il diritto d’asilo a quanti, costretti  alla fuga dalla guerra e dalla fame, non sono messi in condizione di raggiungere i Paesi dove questo diritto possa essere esercitato; con il trattenimento nei centri di detenzione libici i migranti, scampati alle tragedie dei Paesi di provenienza, diventano vittime dei trattamenti inumani e degradanti che in questi luoghi abitualmente si praticano” (Mariarosaria Guglielmi, segretario generale di Magistratura Democratica).

La missione si è compiuta nel mese di agosto e forse non è un caso che si sia scelto questo periodo per innescare un’azione così anti-umanitaria, in stridente contrasto con la retorica dell’italica mediterranea solidarietà (del tipo “Fuocoammare“). Del resto si è scelto il pomeriggio del 14 agosto per annunciare il rientro dell’ambasciatore italiano al Cairo (“Una resa incondizionata“, secondo i genitori di Giulio Regeni), con implicite motivazioni geopolitiche che riguardano anche i rapporti con la Libia. E in una assolata giornata di agosto è avvenuto lo sgombero di rifugiati da un palazzo nel centro di Roma, con l’uso di idranti per disperdere persone inermi. A dimostrazione che il governo italiano non eccelle in umanità, e neppure in coraggio.

Il 28 agosto scorso si è tenuto a Parigi un summit sulle migrazioni: il progetto presentato da Macron prevede di bloccare il flusso dei migranti prima che raggiungano la Libia (in Niger e in Ciad) “con una presenza anche militare sul campo”. Lo stesso Macron, con la Merkel, ha fatto i complimenti all’Italia per le ultime mosse: “Siete stati perfetti”. Prima l’ordine di sbarrare i nostri porti ai migranti era venuto dal ministro degli esteri austriaco e dal primo ministro ungherese Orbàn.  Missione compiuta.

Gavino Maciocco, Gris (Gruppo regionale immigrazione e salute), Toscana.

Risorsa

Roberto Saviano. Le dieci bufale sui migranti. 

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Un commento »

  • marta billo ha detto:

    Il pensiero che mi viene in mente più spesso in questo periodo, assistendo al dilagare del razzismo e vedendo, seppure da lontano, le condizioni in cui sono ridotti altri esseri umani per il solo fatto di essere nati nel posto sbagliato, è che non possiamo rimanere indifferenti. Singolarmente indifferenti intendo, ciascuno di noi (quelli più sensibili) si indigna, si commuove, ne parla con la famiglia e gli amici…. ma poi trona alle proprie cose e non fa nulla.
    Azzardo un paragone, forse un po’ forte, ma mi viene in mente quello che succedeva durante le leggi razziali, tutti sapevano ma nessuno interveniva. Oggi tutti vediamo in televisione i morti in mare, tutti vediamo nelle nostre città immigrati che chiedono pochi spiccioli per mangiare, ma siamo di corsa per il lavoro, siamo in ritardo per un appuntamento, magari stiamo andando in libreria a comprare un libro sull’immigrazione o al cinema a vedere un film politicamente corretto. Ma di fatto non facciamo niente.
    Eppure questa situazione necessità di qualcuno che si metta a gridare di smetterla, di affrontare il problema mettendo al centro la persona, le persone che arrivano in cerca di una vita migliore.
    L’omissione è colpevole quanto la commissione…
    Ovviamente parlo principlamente per me, è una confessione, non un’accusa.
    Consiglio la lettura del libro di Claudio Magris “Non luogo a procedere”, esrpime meglio di me quello che intendo dire.

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