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HIV e gli adolescenti del Mozambico

Inserito da on 10 ottobre 2018 – 09:51Lascia un commento

Liliana Praticò

Un terzo della popolazione mozambicana è costituito da adolescenti e rappresentano una categoria fragile della popolazione, in un contesto dove la prevalenza di HIV è tra le più alte al mondo. Medici con l’Africa Cuamm sostiene da alcuni anni a Beira degli ambulatori con servizi dedicati ai giovani tra i 10 e i 24 anni, offrendo un’assistenza sanitaria che include la salute riproduttiva e il trattamento per l’HIV.


Un paese giovane, ma fragile

Il Mozambico è il 9° paese più povero del mondo, che si estende per circa 2.800 km da nord a sud e conta 28,8 milioni di abitanti. Come paese socialista, il Mozambico ha un sistema sanitario sulla carta molto ben organizzato, completamente pubblico, che promuove l’accesso alle strutture sanitarie a tutti i livelli urbano, provinciale e rurale, come ospedali, unità sanitarie e cliniche mobili per le zone più remote.

Sono diversi i problemi però che impediscono un adeguato funzionamento del sistema sanitario: il Mozambico infatti conta poco più di 5 medici disponibili ogni 100.000 abitanti in un paese geograficamente molto esteso. A gravare la delicata situazione è anche la scarsa fiducia nella medicina convenzionale da parte della popolazione locale, le insufficienti risorse economiche disponibili per il sistema sanitario e la corruzione presente a vari livelli nella gestione del paese.

La speranza di vita alla nascita è di 59 anni e circa un terzo della popolazione è costituito da giovani e adolescenti di età compresa tra i 10 e i 24 anni. L’adolescenza di per sé rappresenta in qualunque parte del mondo la fase più critica per l’approccio alla salute riproduttiva, a maggior ragione dove non ci sono gli strumenti educativi e c’è scarso accesso agli strumenti di prevenzione. Tra le cause di mortalità maggiori tra i ragazzi in Mozambico, sicuramente l’AIDS è una delle più rilevanti. Il Mozambico infatti ha una prevalenza di HIV attuale del 13,2% e tuttora in aumento, con picchi in alcune zone fino al 26% della popolazione. L’assenza di una giusta informazione sui i rischi e la gravità delle malattie sessualmente trasmissibili è un problema ancora fortemente diffuso tra i giovani in Mozambico che non permette loro di conoscere il proprio status sanitario, ignorando così la possibile convivenza con la malattia. Secondo i dati Unicef, solo il 30% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni ha una conoscenza completa dei rischi legati all’HIV. Alla mancanza di educazione si aggiunge spesso l’impossibilità di eseguire il test diagnostico gratuito e di sottoporsi alla terapia per paura di subire l’allontanamento dalla comunità proprio a causa della malattia.

 

Un servizio sanitario dedicato agli adolescenti

Per cercare di ridurre il trend in crescita degli adolescenti affetti da HIV il governo del Mozambico alla fine degli anni ’90 ha dato il via ad un programma chiamato “Geração Biz(“busy generation”) per promuovere l’educazione alla salute riproduttiva per giovani e adolescenti. Il programma mira a coinvolgere giovani attivisti di tutto il paese formandoli a diventare Peer Educators nel campo della salute riproduttiva sia a livello comunitario e nelle scuole, sia nei centri di salute.  Accanto a queste attività di coinvolgimento dei giovani, il Ministero della Salute (MISAU) ha promosso la nascita di strutture specifiche per l’assistenza integrata degli adolescenti e giovani tra i 10 e 24 anni all’interno dei centri di salute, chiamati “SAAJ” (Serviço Amigo do Adolescente e Jovem). Essi sono veri e propri ambulatori con accesso gratuito e volontario, dove il personale appositamente preparato offre supporto e consulenze sulla salute riproduttiva; i giovani hanno così la possibilità di eseguire il test per la diagnosi dell’HIV a titolo gratuito e, in caso di positività, gli ambulatori mettono loro a disposizione la terapia e il supporto psicologico.

Contemporaneamente, il MISAU ha promosso nelle scuole e a livello comunitario la creazione di counselling corners, degli “spazi di consulenza” appositi dove l’adolescente può recarsi a chiedere informazioni ed eventualmente effettuare il test HIV: nel caso esso risulti positivo, il ragazzo viene accompagnato al centro di salute più vicino per ricevere un’adeguata assistenza sanitaria per il trattamento della malattia. Questi spazi dedicati ai giovani sono fondamentali per avvicinare i ragazzi alla presa di coscienza della propria salute e per ricevere supporto e aiuto nel proprio percorso di cura; la sieropositività infatti è causa di discriminazione anche nell’ambito familiare, il cui supporto sarebbe invece fondamentale per questi adolescenti, soprattutto quando devono affrontare un trattamento cronico per tutta la vita.

Una sensibilizzazione che parte dai giovani

Dal 2011 Medici con l’Africa Cuamm ha iniziato a supportare attivamente il MISAU in ambito di salute scolare e dell’adolescente nella città di Beira con l’obiettivo di unire gli sforzi per ridurre le malattie sessualmente trasmissibili all’interno del paese. Seconda città del Mozambico per numero di abitanti, Beira conta 16 centri di salute urbani; di questi, il Cuamm ne sostiene 7 con 6 SAAJ specifici per il trattamento dell’HIV, contribuendo all’implementazione delle attività cliniche e comunitarie.

A supporto del Cuamm nelle attività per gli adolescenti vi sono anche delle realtà attive locali, come le associazioni di giovani “Anandjira” e “AGS” (Associacao Geracao Saudavel). Il loro obiettivo è sensibilizzare i giovani sulla salute sessuale e riproduttiva e offrire loro la possibilità di effettuare il test HIV qualora desiderassero farlo.  Molti giovani infatti ignorano cosa sia l’HIV e soprattutto non sanno sono a conoscenza della possibilità di curare la malattia di avere una vita paragonabile a quella delle persone sieronegative.

Nello specifico, il Cuamm si occupa della formazione degli attivisti delle due associazioni per fornire loro gli strumenti necessari per entrare in contatto con l’adolescente durante le attività sul campo. Dall’inizio del progetto ad oggi sono stati formati poco più di 200 attivisti che in gran parte ora affiancano Medici con l’Africa Cuamm nelle attività a supporto dei SAAJ e della comunità. Nei SAAJ si danno i turni per accogliere gli adolescenti a fianco delle infermiere e di tutto il personale sanitario, facendo sensibilizzazione sulle tematiche di salute riproduttiva, dipendenze, HIV, malattie sessualmente trasmesse. Inoltre, forniscono counselling individuale e collettivo, convincono i ragazzi a testarsi e a non avere paura di fronte alla diagnosi, per poi sostenerli durante il percorso di cura con la terapia antiretrovirale al fine di mantenere un adeguato livello di ritenzione in trattamento.

Le Tabelle 1 e 2 mostrano il numero di ragazzi testati da agosto 2016 ad aprile 2018 e il numero dei pazienti risultati positivi al test per l’HIV nelle unità sanitarie dove opera Medici con l’Africa Cuamm e nelle comunità.

Tabella 1. Pazienti testati nei centri di salute – SAAJ (agosto 2016 – aprile 2018)

Pazienti testati nei centri di salute (agosto 2016 – aprile 2018)
TOTALE F M
TESTATI 27.682 18.312 9.370
HIV + 854 670 184
Prevalenza 3,1% 3,6% 2,0%

Tabella 2. Pazienti testati nelle comunità (agosto 2016 – aprile 2018)

Pazienti testati nelle comunità (agosto 2016 – aprile 2018)
TOTALE F M
TESTATI 3.939 1.844 2.095
HIV + 143 79 64
Prevalenza 3,6% 4,2% 3,0%

Notiamo come gli accessi ai SAAJ siano per la maggioranza di ragazze e giovani in gravidanza (Figura 1). Questo perché la gravidanza è un fattore che “avvicina” la giovane mamma al centro di salute: è più facile infatti che una ragazza raggiunga i SAAJ per controllare il proprio stato di salute e quella del feto, piuttosto che per avere informazioni sulla salute riproduttiva o per effettuare il test HIV.

Si noti come la prevalenza di HIV è del 7% tra le donne gravide rispetto al 3% delle altre adolescenti, a dimostrare che l’educazione sulla salute riproduttiva non solo deve includere la pianificazione familiare, ma anche la prevenzione dell’HIV.

 

Figura 1. Prevalenza di HIV tra le ragazze in gravidanza e non (luglio-dicembre 2017)

 

Cliccare sull’immagine per ingrandirla

 

 

La ritenzione e l’aderenza al SAAJ sono purtroppo uno dei problemi principali che il Cuamm deve affrontare, soprattutto quando l’adolescente non ha il supporto sufficiente da parte della propria famiglia e non ha esempi positivi da seguire. Molti giovani infatti abbandonano dopo pochi mesi la cura, molto spesso perché non sostenuti a sufficienza, o perché, in condizioni di salute apparentemente ottime, non ne sentono la necessità. Altre volte ancora, perché si vergognano della propria condizione e preferiscono ignorarla per non essere discriminati. La Figura 2 mostra la percentuale di abbandoni e di persone in trattamento su 4 dei 7 centri di salute dove il Cuamm lavora, attualizzata al mese di marzo 2018.

 

Figura 2. Pazienti in trattamento nei SAAJ (marzo 2018)

 

Questi sono i problemi che i giovani delle nostre associazioni si trovano ad affrontare giornalmente per aiutare gli adolescenti a rimanere in trattamento e il loro lavoro continua anche al di fuori dei SAAJ, cercando attivamente gli adolescenti che hanno abbandonato il trattamento fino nelle loro case e convincendoli a tornare in trattamento anche guadagnando l’appoggio familiare. In tutto questo i giovani attivisti non vengono lasciati da soli, ma sono supportati dal personale tecnico di Medici con l’Africa Cuamm e da un’altra associazione locale – la “Kuplumussana” – composta da mamme sieropositive alle quali il Cuamm ha fornito assistenza e ha reso possibile l’accesso al trattamento antiretrovirale. Molte di queste donne sono giunte ai centri di salute durante il periodo della gravidanza, ignare della propria sieropositività. Una volta scoperta la positività alla malattia, sono state accompagnate e sostenute nel processo di inizio e continuità della cura.

Nel 2006 queste donne hanno deciso di dare origine a una associazione con l’obiettivo di aiutarsi nel percorso di trattamento e allo stesso tempo aiutare le altre madri e gli adolescenti sieropositivi. La “Kuplumussana” attualmente conta 33 donne attive che supportano le attività dei centri di salute attraverso attività di counselling, sensibilizzazione e visite domiciliari per migliorare l’accesso alle cure e dunque la sopravvivenza degli adolescenti sieropositivi. Un’altra grossa fetta delle attività di Medici con l’Africa Cuamm si svolge a livello comunitario con l’obiettivo di aumentare l’afflusso di giovani ai centri di salute. Le attività comunitarie prevedono sessioni di sensibilizzazione tenute dagli attivisti sia nelle sedi delle associazioni sia negli health counselling corners nelle scuole. Attualmente il CUAMM dà il suo supporto a 5 scuole, assicurando la presenza quotidiana degli attivisti a disposizione degli studenti e a supporto dei professori.

Inoltre, ogni settimana gli attivisti danno sessioni di teatro nelle comunità di vari quartieri della città di Beira con l’intento di sensibilizzare il maggior numero possibile di persone sui temi legati all’HIV e la salute riproduttiva.

Dall’inizio del progetto ad oggi molte cose sono migliorate: circa ogni anno vengono testati per HIV più di 30.000 persone; anche l’aderenza al trattamento progressivamente sta migliorando passando da un 40% dell’inizio del progetto a quasi il 60% in alcuni centri di salute. Resta ancora molto da fare per sostenere gli adolescenti che si affacciano al mondo adulto, spesso senza gli adeguati strumenti per difendersi, ma il lavoro fatto fino ad oggi a Beira evidenzia l’importanza di garantire servizi sanitari dedicati ai più giovani.

Liliana Praticò, Medici con l’Africa Cuamm – Mozambico

 

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