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Articoli di Redazione SI

I 70 anni del NHS

28 maggio 2018 – 09:06 | Un commento

Gavino Maciocco

L’istituzione National Health Service avvenuta nel 1948 è stata una fondamentale svolta nel concetto di salute (un “diritto universale”) e di assistenza sanitaria (“un servizio sanitario onnicomprensivo volto a garantire il miglioramento della salute fisica e psichica delle persone attraverso gli interventi di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie”). Molti sistemi sanitari lo hanno emulato, tra cui il nostro. 70 anni di storia che raccontano le profonde trasformazioni che sono avvenute negli ultimi decenni, con una forte spinta verso la privatizzazione  dei servizi, mentre rimane (per ora) pubblico il sistema di finanziamento, basato – come all’origine – sulla fiscalità generale.

Il futuro della salute in Africa Sub-Sahariana

23 maggio 2018 – 10:07 |

Adriano Cattaneo

Il rapporto pubblicato da Lancet rappresenta un importante punto di partenza se si vuole discutere su cosa fare per migliorare lo stato di salute nei paesi dell’Africa Sub-Sahariana. L’analisi dei problemi è buona e completa, più discutibili sono le proposte sul che fare, compresa la possibilità di raggiungere gli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile per il 2030. Ma vi è una base dalla quale chi è disposto a dare un contributo può partire. Tenendo presente che qualsiasi intervento deve poi essere calato in realtà locali che sono molto variabili, sia tra paesi che all’interno dei paesi, e dovrà quindi essere adattato in un’ottica di sistema complesso.

Come migliorare (davvero) l’assistenza sanitaria

21 maggio 2018 – 09:29 | 2 commenti

Gavino Maciocco
Nessun altro sistema è così complesso come quello sanitario. Un sistema complesso non cambia perché qualcuno concepisce e quindi impone una soluzione progettata allo scopo. I meccanismi top down, come le pesanti ristrutturazioni organizzative, l’introduzione di nuove regole e di più stringenti indicatori di performance sono destinati al fallimento. Il messaggio chiave è che il cambiamento è accettato quando le persone sono coinvolte nelle decisioni e nelle attività che li riguardano, ma resistono quando il cambiamento viene imposto da altri. Il cambiamento imposto dalla politica non ha mai lo stesso peso del cambiamento clinicamente guidato.

Il Def sei tu. Chi può levarti di più?

16 maggio 2018 – 09:45 | Un commento

Marco Geddes

Il Documento di Economia e Finanza (Def) certifica il definanziamento del servizio sanitario nazionale, non perché si prevede che la crescita di spesa sarà eccessiva (anzi, sarà irrisoria), ma perché, in assenza di adeguate politiche finanziarie e fiscali, tale comparto è stato utilizzato e sarà utilizzato, in un diffuso silenzio delle forze politiche e sindacali, quale bancomat per ridurre la spesa pubblica e il debito pubblico. Il futuro ci descrive come un paese fin troppo parsimonioso nel settore sanitario, con un indebolimento del sistema pubblico non nella speranza, ma nella volontà di fare spazio a forme alternative di finanziamento intermediato, meno eque e più onerose per le famiglie.

Malattie tropicali neglette e farmaci essenziali

14 maggio 2018 – 09:46 |

Andrea Angheben
In Italia, benché vi sia un numero non trascurabile di immigrati e una certa parte delle malattie tropicali neglette possa colpire anche un viaggiatore all’estero, un espatriato o persino cittadini che non sono usciti dal territorio nazionale – si pensi ad esempio alla strongiloidiasi, particolarmente comune nella popolazione anziana nel nord Italia -, non abbiamo a disposizione la gran parte dei farmaci riconosciuti come essenziali dall’OMS per il trattamento di queste patologie.

L’uso ottimale delle risorse. Una questione etica

9 maggio 2018 – 10:09 |

Chiara Bertoncello, Alessandra Buja

Se il consumo di risorse è sproporzionato rispetto al beneficio, ciò che ne risulta è un male arrecato ad altri pazienti ed alla comunità. Se ad esempio la scelta viene operata tra due trattamenti egualmente efficaci e l’operatore preferisce quello più costoso, sottrae risorse che potrebbero essere utilizzate per altri pazienti in quello stesso contesto od in altri. Nel ventunesimo secolo, i medici hanno una responsabilità nei confronti della popolazione che servono, nei confronti dei pazienti che non vedono come di quelli per i quali sono stati chiamati come medico di riferimento o consulente.

Presentazione del libro La salute sostenibile. Firenze, 23.05.2018

7 maggio 2018 – 15:01 |

La salute sostenibile. Perché possiamo permetterci un Servizio sanitario equo ed efficace Marco Geddes da Filicaia

Presentazione del libro
Mercoledì 23 Maggio 2018 ore 17:00
Auditorium Cassa di Risparmio di Firenze via Folco Portinari 5, Firenze

La spesa sanitaria USA a confronto

7 maggio 2018 – 10:25 |

Marco Geddes

Il confronto è fra gli USA e altri dieci paesi, Australia, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera e UK. Un elemento richiamato dagli editoriali del Jama è l’elevata spesa statunitense nelle fasi iniziali e terminali della vita. Negli Usa la percentuale di nati pre termine era del 12,3% nel 2004 a confronto del’8,0% in Canada e tale differenza è sostanzialmente stabile; ciò comporta (o giustifica) un tasso di posti letto in unità di cure intensive neonatale del 33,7 x 10.000 nati vivi in Usa a fronte di 16 x 10.000 in Canada.

Costi e reali benefici dei nuovi farmaci oncologici

3 maggio 2018 – 14:53 |

Andrea Lopes Pegna

Anche se non esiste alcun consenso su questo dilemma etico, l’unica risposta che sembra assolutamente inaccettabile è che il farmaco non mostri “mai” un suo beneficio; eppure è stato evidenziato che dei 23 farmaci che sembravano mostrare un qualche miglioramento di sopravvivenza, ben 11, cioè il 48%, non hanno avuto neppure la modesta definizione di farmaco dal “beneficio clinicamente significativo”.

Vi azzopperemo tutti! La campagna di gambizzazione contro la protesta palestinese.

2 maggio 2018 – 06:56 |

Angelo Stefanini

Dal 30 marzo, nella Striscia di Gaza ha luogo ogni venerdì una mobilitazione popolare senza precedenti, chiamata la Grande Marcia per il Ritorno. Come risposta, il governo israeliano schiera sul confine decine di cecchini che sparano sulla folla proiettili veri. Dai “mezzi tradizionali”, come gas lacrimogeni e pallottole rivestite di gomma per disperdere le proteste, si è passati alla pratica di “mirare a ginocchia, femori o organi vitali”. Come la vecchia pratica dell’esercito di spezzare le braccia ai giovani lanciatori di pietre durante la Prima Intifada, la nuova tattica di “sparare per azzoppare“ indica l’intento di prendere di mira bersagli ben precisi tra i dimostranti distruggendo i loro arti inferiori per minare la resistenza della società palestinese. Sparare alle gambe come forma di tortura.

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