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Articoli in Aree

Il cancro delle donne. Una sfida per l’equità e la salute globale (II parte)

21 febbraio 2018 – 08:43 |

Chiara Milani e Gino Sartor
I cancri della mammella e della cervice uterina sono i cancri più comuni nelle donne che vivono nei paesi a basso e medio reddito, dove le opportunità per la prevenzione e la diagnosi precoce sono poche ed evidenziano enormi diseguaglianze nella salute globale. Le strategie di contrasto includono la comprensione dei determinanti sociali di salute, il coinvolgimento della comunità, delle risorse locali e dei sistemi sanitari, l’empowerment della donna, il potenziamento dei servizi per la salute materno-infantile e infine una maggiore formazione dei professionisti sanitari sulle opportunità di prevenzione e di diagnosi precoce. Investire nella salute delle ragazze e delle donne è un investimento nello sviluppo delle nazioni e del loro futuro.

Il cancro delle donne. Una sfida per l’equità e la salute globale (I parte)

19 febbraio 2018 – 14:53 |

Martina Donzellini e Diana Paolini

Il cancro della mammella e della cervice uterina sono la principale minaccia per la salute delle donne globalmente, particolarmente nei paesi a basso e medio reddito. Nonostante l’evidenza che il cancro della cervice è in diminuzione in alcune parti del mondo e che la sopravvivenza nelle donne affette da cancro della mammella è migliorata, troppe donne muoiono a causa di questi due tumori. Le donne che vivono nei paesi a basso e medio reddito hanno più alti carichi di queste malattie, minore accesso alle cure, si presentano con stadi più avanzati della malattia e hanno maggiori probabilità di morirne rispetto alle donne che vivono nei paesi a reddito più alto.

Gli studenti di medicina e la salute dei migranti

14 febbraio 2018 – 09:03 |

Andrea Berti, Federica Viola, Costanza Pagan, Emilio Emma, Carlo Zanotti e Jacopo Sarti

L’attività del medico, in qualunque settore si svolga, non può essere asettica ma calibrata sulle persone, le quali per loro natura sono diverse per genere, condizioni socio economiche, culturali, etnico-geografiche. Il medico deve acquisire sensibilità su questi aspetti per poter fornire la migliore assistenza possibile. “Credevo di vedere le famose patologie ‘dei migranti’ ma alla fine ho capito che il rapporto con questo tipo di pazienti deve essere molto incentrato sulla persona e meno sulla patologia”. Il progetto “Esperienze in Cure Primarie” a Ferrara.

Morire con grazia

12 febbraio 2018 – 09:31 |

Alfredo Zuppiroli
Riflessioni sul libro di Sandro Spinsanti “Morire in braccio alle Grazie”. A Spinsanti preme parlare delle scelte che siamo chiamati a fare riguardo alla nostra salute e alla nostra vita, tanto più meritevoli di attenzione quanto più si fanno fragili e incerte con il progredire degli anni, delle malattie, delle disabilità. È in questo tempo che le “Grazie” del mito ci possono aiutare nel dare senso alla nostra esistenza.

Health literacy e sanità pubblica

7 febbraio 2018 – 11:53 |

Chiara Lorini, Guglielmo Bonaccorsi
Un’organizzazione sanitaria si può definire health-literate se: Assicura un facile accesso alle informazioni e ai servizi sanitari e fornisce supporto alla “navigazione” all’interno della propria struttura. Progetta e utilizza immagini, video, contenuti multimediali facili da comprendere ed utilizzare. Utilizza l’health literacy nelle situazioni ad alto rischio (i.e. trasferimenti interni o dimissioni ospedaliere verso residenze sanitarie a minor complessità o verso il domicilio, trasferimenti ad altri istituti, comunicazioni e informazioni sull’utilizzo di farmaci). Comunica chiaramente che cosa viene offerto dal servizio sanitario e quali sono invece i costi a carico del cittadino.

Conversando con il Dome

5 febbraio 2018 – 07:43 |

Andrea Gardini

Da sempre Gianfranco Domenighetti, economista e sociologo, era schierato con la verità sempre mutevole, evolutiva, della letteratura scientifica in campo sanitario, interpretata dalla sua mente brillante orientata a progettare i servizi sanitari per la salute del Canton Ticino, di cui è stato direttore per moltissimi anni, ed a risolverne, con ragionevolezza, i molti problemi. Per questo si rivolgeva continuamente ai cittadini, ai pazienti, desideroso di conoscere le loro esperienze, i loro bisogni, i loro valori, la loro conoscenza sulla medicina, sulla salute, sulla cura…

Quale è l’efficacia delle politiche alcologiche?

31 gennaio 2018 – 10:17 |

Allaman Allamani, Fabio Voller e Francesco Cipriani

Sulla base di studi recenti sull’efficacia delle misure per il controllo dei consumi di bevande alcoliche e delle conseguenze ad essi associate, l’indicazione di un’unica lista di politiche alcologiche valida per tutti i paesi non appare fondata su evidenze scientifiche. Infatti l’efficacia di tali misure risulta variare, anche notevolmente, secondo i paesi. Ciò può essere spiegato con l’effetto preponderante che i fattori socioculturali ed economici hanno sui cambiamenti.

Se l’1% si prende tutto

29 gennaio 2018 – 10:40 | 4 commenti

Gavino Maciocco

Viviamo in un mondo dove un gruppo minuscolo di individui incredibilmente ricchi può esercitare un controllo spropositato sulla vita economica e politica della comunità globale. Nell’ultimo anno c’è stato il più grande aumento di miliardari nella storia: uno in più ogni due giorni. In 12 mesi i miliardari hanno incrementato la loro ricchezza di 762 miliardi di dollari. L’82% della nuova ricchezza creata nel mondo è finita nelle tasche dell’1% più ricco della popolazione, mentre neanche un centesimo di dollaro è andato al 50% più povero.

Spesa sanitaria e salute. Il caso inglese

24 gennaio 2018 – 22:51 |

Andrea Bucci, Fabrizio Toscano e Davide Golinelli

In Inghilterra la spesa sanitaria pubblica è passata da una crescita del 3.8% tra il 2001 e il 2009 ad una tasso di crescita dello 0,4% tra il 2010 e il 2014. La spesa sociale è addirittura diminuita dell’1,2% tra il 2010 e il 2014, a fronte di un incremento medio del 3,2% negli anni 2001-2009. Dati che fanno il paio con l’andamento dei tassi di mortalità in Inghilterra, dal momento che il numero di morti è diminuito dello 0,77% tra il 2001 e il 2010, ma aumentato dello 0,87% tra il 2011 e il 2014.

Questo grasso grasso mondo

22 gennaio 2018 – 10:45 |

Adriano Cattaneo

Tra le bambine e le adolescenti, la prevalenza globale di obesità era di 0,7% nel 1975, aumentata a 5,6% nel 2016. Tra i maschi della stessa età, la prevalenza di obesità è passata da 0,9% a 7,8% nello stesso periodo. Gli autori stimano che nel 2016 c’erano circa 124 milioni di bambini e adolescenti obesi nel mondo. Bambini e adolescenti sono più suscettibili degli adulti al marketing degli alimenti, il che rende la riduzione della loro esposizione ai cibi obesogenici necessaria se si vuole proteggerli dai conseguenti danni.

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