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Articoli in Innovazione e management

Conversando con il Dome

5 febbraio 2018 – 07:43 |

Andrea Gardini

Da sempre Gianfranco Domenighetti, economista e sociologo, era schierato con la verità sempre mutevole, evolutiva, della letteratura scientifica in campo sanitario, interpretata dalla sua mente brillante orientata a progettare i servizi sanitari per la salute del Canton Ticino, di cui è stato direttore per moltissimi anni, ed a risolverne, con ragionevolezza, i molti problemi. Per questo si rivolgeva continuamente ai cittadini, ai pazienti, desideroso di conoscere le loro esperienze, i loro bisogni, i loro valori, la loro conoscenza sulla medicina, sulla salute, sulla cura…

Screening del tumore polmonare. A che punto siamo?

18 gennaio 2018 – 13:11 |

Andrea Lopes Pegna
I convincenti risultati del più ampio studio svolto negli USA hanno determinato un netto cambiamento a favore dello screening con Tac a basso dosaggio (LDCT), che è stato così considerato un mezzo efficace di riduzione della mortalità per cancro del polmone anche da parte del mondo scientifico che in precedenza era scettico riguardo a questa metodica. Così nel giro di appena due anni lo screening con LDCT è diventato parte delle raccomandazioni delle principali linee guida delle organizzazioni scientifiche nord americane. Ma ci sono ancora diverse sfide da superare per poter iniziare lo screening.

Dialogo su editoria scientifica e conflitto di interessi

13 dicembre 2017 – 09:05 |

Giacomo Galletti e Luca De Fiore

I conflitti d’interesse possono riguardare non soltanto il medico che scrive e il dirigente industriale, ma anche il collega che deve andare in cattedra o il presidente della società scientifica che deve pubblicare. La scrivania – o il computer – dell’editor è il teatro di dinamiche spesso sospette, sempre poco trasparenti, che raramente premiano il merito, che non di rado non promuovono la salute. Ma che non riguardano, purtroppo, solo i rapporti tra medici e industrie farmaceutiche.

Tutti pazzi per il Secondo Pilastro

6 dicembre 2017 – 09:34 | Un commento

Marco Geddes

C’è una straordinaria e inedita convergenza d’interesse sul Secondo pilastro di finanziamento dei servizi sanitari, basato su assicurazioni private e varie forme di welfare aziendale. Ma questo Secondo pilastro è veramente integrativo? È forse orientato sulla assistenza domiciliare, su cronicità e non autosufficienza, su attività di assistenza sociosanitaria con valenza territoriale? Non sembra. Una semplice lettura delle proposte assicurative e dei piani previsti nei diversi Fondi sanitari ci indica tutt’altro: un insieme di prestazioni, talora offerte con modalità inappropriate, largamente duplicative di quelle presenti nel Servizio sanitario nazionale.

Il medico che ti salva la vita

27 novembre 2017 – 08:55 | 2 commenti

Gavino Maciocco

I medici di famiglia di Jamaica Plain usano un metodo incrementale. Essi seguono la salute del paziente nel corso del tempo, anche dell’intera vita. Tutte le decisioni sono provvisorie e soggette a continui aggiustamenti. Affrontano un problema specifico di un paziente senza perdere di vista la sua vita personale, la sua storia familiare, la sua dieta, i suoi livelli di stress, e l’intrecciarsi di tutte queste cose. Questo significa che nella medicina il successo non è determinato da vittorie episodiche e momentanee, sebbene anche queste abbiano la loro importanza. È determinato da una serie di passaggi graduali che producono progressi duraturi.

Sanità e mercato in Lombardia. L’assalto alla diligenza

20 novembre 2017 – 05:54 | Un commento

Aldo Gazzetti e Angelo Barbato
L’operazione cronici della regione Lombardia è la via maestra per l’inserimento del capitale finanziario nel mercato della sanità, con un semplice stratagemma. Una multinazionale che possiede un piccolo centro diagnostico accreditato dalla Regione per una gamma limitata di prestazioni diagnostiche può essere riconosciuto come gestore di decine di migliaia di pazienti, purchè si doti di una struttura informativa e un centralino, dirottando i propri pazienti nei vari centri erogatori con cui ha stabilito accordi economici, in modo da controllare un’intera filiera di produzione ed erogazione di prestazioni diagnostiche e terapeutiche, ambulatoriali e ospedaliere.

Invecchiare spendendo e morire risparmiando

13 novembre 2017 – 09:36 |

Francesca Nisticò

Sarebbe utile analizzare l’invecchiamento non più solo come causa dell’incremento della spesa sanitaria ma anche come il suo risultato. I risultati ottenuti finora, in termini di calo dei tassi di mortalità, aumento dell’aspettativa di vita, sono stati raggiunti e mantenuti con dei costi; una riduzione di quest’ultimi, verosimilmente, potrebbe quindi avere come conseguenza un risparmio economico affiancato da una perdita di salute.

Per un Servizio sanitario nazionale efficace, equo e sostenibile

9 ottobre 2017 – 08:33 | 4 commenti

A cura di Libertà e Giustizia e Diritti a Sinistra

Battersi contro il definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) e per il rispetto dell’Articolo 32 della Costituzione (“La salute come diritto fondamentale”) significa anche sostenere un’altra basilare funzione del Ssn, quella di rassicurazione della popolazione: in caso di malattia nessuno dovrà rinunciare alle cure a causa dei costi e nessuno dovrà andare in rovina a causa di una malattia. In questo senso il Ssn rappresenta un irrinunciabile strumento di coesione sociale e di lotta contro le diseguaglianze.

La morte improvvisa nello sport. Serve la certificazione?

25 settembre 2017 – 10:44 |

Pierluigi Festa

Nonostante alcune giovani vite salvate, frutto non solo della certificazione obbligatoria, ma anche del progresso delle conoscenze scientifiche, il sistema posto in essere in Italia, presenta alcune incongruenze e rigidità che sono causa di inappropriatezza e di aggravio di costi per il Servizio sanitario nazionale e per le famiglie, e non risolvono del tutto il tragico evento della morte improvvisa. Le proposte e le soluzioni alternative.

Età, prossimità al decesso e spesa sanitaria

20 settembre 2017 – 09:20 | 2 commenti

Giacomo Galletti

L’analisi delle banche dati della farmaceutica ha permesso di riscontrare come siano i deceduti – piuttosto che i sopravvissuti – ad utilizzare costantemente più farmaci, specialmente negli ultimi 6 mesi di vita. L’età del paziente in prossimità del decesso non avrebbe alcuna relazione con l’incremento dei trattamenti sostenuti nella vicinanza dell’ineluttabile. Confutare l’età come driver delle spesa sanitaria non è cosa banale, soprattutto perché tale operazione innesca tutta una serie di nuove considerazioni sulla mortalità nell’ambito delle previsioni di spesa.

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