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Articoli in Innovazione e management

Un’alternativa all’attuale DLvo sui Vaccini? Ecco la nostra proposta

10 luglio 2017 – 10:00 |

In un suo recente intervento, ripreso anche dal Quotidiano Sanità, il Professor Burioni ha sostenuto: “chi si oppone a questa legge deve proporre un’alternativa altrimenti ci scappa il morto”. Siamo d’accordo che sia utile essere costruttivi, ed ecco la nostra proposta, che in sostanza si può riassumere in cinque punti.

beFood: a scuola di prevenzione

28 giugno 2017 – 10:38 |

Sabina De Rosis, Elisa Palermo e Sabina Nuti

Il progetto “beFood, stili di vita a confronto” è un progetto innovativo di ricerca e di promozione della salute tra i giovani, costruito su un percorso di Alternanza Scuola-Lavoro. Si tratta di un’indagine tra gli adolescenti, che gli stessi adolescenti hanno validato e somministrato ai loro coetanei con lo scopo di studiare le preferenze dei giovani toscani non solo in fatto di alimentazione e attività fisica, ma anche di comunicazione ed informazione.  

Il Piano Nazionale della Cronicità e l’anomalia lombarda

29 maggio 2017 – 10:40 |

Gavino Maciocco
La sanità d’iniziativa lombarda è del tutto anomala: basata su tariffe e risparmio, su competizione e mercato, sulla presenza opzionale dei medici di medicina generale, sull’assenza di efficaci interventi di prevenzione e di supporto all’autocura. Il tutto avviene in un contesto privo della infrastruttura fondamentale e irrinunciabile in ogni seria strategia di gestione delle malattie croniche: il distretto e l’organizzazione delle cure primarie. L’affossamento di questa infrastruttura, avvenuto diversi anni fa, è una sorta di “peccato capitale” della sanità lombarda. Un peccato da cui non si può essere assolti dando vita a un surrogato debole e improprio: il Centro Servizi.

Sanità lombarda e cronicità. Riforma confusa, con metodo

24 maggio 2017 – 10:36 |

Aldo Gazzetti

La sanità lombarda sembra evolversi, espandersi e mutarsi nei propositi e nei tempi a seconda delle reazioni e delle pressioni dei vari stakeholders. Alcuni hanno definito tutto questo una riforma confusa ma in questa apparente confusione c’è del metodo. E’ un disegno complesso e strategico che va compreso in tutti i numerosi aspetti: nella maggiore Regione Italiana cambia radicalmente il sistema organizzativo di offerta e gestione della sanità, controllato per larga parte da entità private. A queste la Regione delega ed assegna le funzioni di programmazione, committenza ed erogazione diretta ed indiretta per il 30% della popolazione classificata come affetta da malattie croniche e grande consumatrici di servizi.

Libera professione intramoenia. A chi serve?   

5 maggio 2017 – 09:57 |

Marco Geddes

Ricercando sui siti aziendali di varie regioni si ottengono alcune eclatanti e frammentarie informazioni: l’ortopedico con uno stipendio di 55.000 € che guadagna in intramoenia 890.000 €; l’urologo che dichiara 748.841 € di cui 658.000 grazie all’ intramoenia; l’oculista con uno stipendio di 88.368 € e che incassa 1.039.863 € in intramoenia. Ma non si doveva mettere un tetto ai guadagni dei dipendenti pubblici? Non si doveva ricercare un corretto equilibrio fra attività istituzionali e attività in intramoenia?

Lombardia. I malati cronici al miglior offerente

18 aprile 2017 – 11:32 | 2 commenti

Aldo Gazzetti e Gianluigi Trianni

In Lombardia è scoccata l’ora della privatizzazione completa delle cure primarie e della medicina d’iniziativa. L’assistenza di un milione e mezzo di pazienti cronici gravi viene data in appalto a un nucleo ristretto di gestori, per lo più privati. Di qui la concorrenza tra filiere aziendali di servizi sanitari a cui viene assegnata per un periodo annuale la gestione quasi totale del malato cronico. Quale la libertà di scelta del paziente? Quale il ruolo del medico di medicina generale?

Sanità di iniziativa in Toscana

6 febbraio 2017 – 12:18 |

Lorenzo Roti, Sandra Gostinicchi, Irene Bellini

La sanità d’iniziativa, declinata attraverso il Chronic Care Model, ha dimostrato di essere uno strumento efficace nella gestione delle malattie croniche, prevenendo l’aggravamento delle patologie, riducendo il ricorso ai ricoveri ospedalieri e gli accessi al pronto soccorso. In Toscana – dove più della metà della popolazione è assistita con questo modello – sta per entrare in vigore un nuovo approccio, non più basato sulle singole patologie, ma sulla stratificazione dei bisogni assistenziali e sul rischio cardiovascolare.

Niente asilo senza vaccino. Sono guelfo o ghibellino?

23 gennaio 2017 – 10:52 | 5 commenti

Pier Luigi Lopalco

La scelta di porre un filtro per sancire un diritto/dovere sacrosanto, condiviso fra individuo e comunità qual è quello di vaccinare i nostri bambini, mi sembra ragionevole di fronte ad una seria minaccia, anche solo potenziale, per la salute pubblica. Non bisogna però pensare che questo da solo possa bastare a invertire la rotta. Bisognerà lavorare, e lavorare duro, per aumentare la fiducia dei nostri utenti e rompere tutti i meccanismi consci e inconsci che bloccano la decisione vaccinale di molti genitori di oggi.

Farmaci anticancro, sopravvivenza ed etica

18 gennaio 2017 – 11:20 |

Andrea Lopes Pegna

Per la natura sempre più speculativa e finanziaria dell’industria farmaceutica non sorprende che pesanti ombre accompagnino tutte le fasi di sviluppo dei farmaci antitumorali, dalla ricerca all’applicazione clinica. Irregolarità e abusi nel reclutamento dei pazienti, nella rappresentatività del campione, nella scelta degli “endpoints”, nella tempistica per ottenere la registrazione del farmaco, nell’uso del consenso informato al momento della cura. Decine di migliaia di euro all’anno per paziente per terapie che possono prolungare la vita del malato di tumore solo di poche settimane o di pochi mesi.

Merger Mania.  L’ossessione degli accorpamenti delle Asl

10 gennaio 2017 – 11:36 | 5 commenti

Marco Mariani, Anna Acampora, Gianfranco Damiani

Le evidenze empiriche di beneficio nella performance ed economicità dovute agli accorpamenti sono scarse e l’incremento della dimensione organizzativa produce una maggiore “distanza” tra vertice strategico e linee operative con conseguente aumento di costi di integrazione legati alla necessaria espansione delle funzioni di middle management.

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