Home » Archivio per la Categoria

Articoli in Migrazioni e salute

Pugno duro sui migranti. Per una manciata di voti

12 aprile 2017 – 10:14 | Un commento

A cura di Gavino Maciocco

Per trovare consenso a buon mercato al giorno d’oggi la carta vincente sembra essere quella di prendersela con i migranti e con i più poveri. Con due Decreti legge – n. 13 e n. 14 – emanati lo scorso febbraio (e ora approvati dal Parlamento con la fiducia) il Governo mette in riga chi fugge da guerra e fame, nonchè chi mendica nelle città mettendo a repentaglio il decoro urbano. Ma molte associazioni – tra cui ASGI, Magistratura Democratica, SIMM, ARCI, Comunità di S. Egidio, ACLI, Oxfam, CGIL, CISL, UIL – si oppongono a ciò che a loro parere rappresenta un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese.

La salute dei migranti in Europa. Le strategie dell’OMS

9 marzo 2017 – 10:27 |

Flavia Sesti, Concetta Mirisola, Maurizio Marceca

Il principale obiettivo del Piano strategico è quello di prevenire le malattie e le morti premature delle persone che intraprendono percorsi migratori. Nel dettaglio, il documento è stato elaborato per rispondere alle esigenze di salute connesse al fenomeno migratorio, e in particolare, alla necessità di assicurare la disponibilità, l’accessibilità, l’accettabilità, la sostenibilità e la qualità dei servizi essenziali in ambienti di transito e di accoglienza. Si stima che nella Regione Europea dell’OMS siano presenti oltre 75 milioni di migranti, che costituiscono circa l’8,4% della popolazione europea.

I muri anti-migranti

21 novembre 2016 – 11:19 |

Maurizio Murru

Uno degli aspetti più visibili e simbolicamente significativi dell’irrigidimento delle politiche nei confronti di migranti e rifugiati è la costruzione di muri e barriere fra uno stato e l’altro, che la storia ci dice essere iniqui e comunque non risolutivi. Oppure c’è ’idea di “delocalizzare” la difesa dei confini affidando a governi che non rispettano i diritti umani il compito di arginare le partenze dei loro cittadini e di accettare i rimpatri. Esistono alternative che non richiedono la rinuncia a valori e principi sui quali, ancora, si fonda la nostra convivenza civile.

Rifugiati: nessuno all’altezza della situazione?

3 novembre 2016 – 13:20 |

Maurizio Murru

La confusione fra “migranti”, “profughi” e “rifugiati” viene spesso usata strumentalmente per aggirare le leggi internazionali e offuscare le norme morali. È ovvio che non tutti i “migranti” abbiano i requisiti per essere considerati “rifugiati”. E’ altrettanto ovvio che è ben difficile stabilire chi sia un rifugiato e chi no senza un (lungo) processo di identificazione ed accertamento. Molte delle misure prese da molti paesi e molte che sono in preparazione, tendono ad espellere, o escludere, tutti i “migranti” o “profughi” o comunque li si voglia chiamare, in assenza di ogni procedura di identificazione ed accertamento.

Domande e risposte di cura. La voce dei Vulnerabili

13 giugno 2016 – 12:04 |

Gaia Jacchetti e Marzia Ravazzini

Una ricerca per osservare il rapporto tra i soggetti vulnerabili e organizzazione sanitaria nel contesto urbano utilizzando “la visuale del paziente”, in accordo con la convinzione degli autori che, seppur vulnerabili, i pazienti siano pienamente titolati a partecipare attivamente alla gestione della propria condizione. I soggetti vulnerabili riportano un bisogno sanitario, cui si affianca immediatamente un bisogno di salute più ampio: senza lavoro, con abitazioni insicure, poco alfabetizzati, con famiglie frammentate e affetti lontani si muovono in cerca di cura sapendo che non possono “stare bene” altrimenti.

Salute e migrazione. La voce degli operatori

6 giugno 2016 – 09:53 |

Maurizio Marceca e Salvatore Geraci

La denuncia della SIMM (a Congresso a Torino): alcune Regioni non riconoscono i diritti degli immigrati, sanciti dalla legge: la tutela del minore, l’esenzione dal ticket per gli STP (Stranieri Temporaneamente Presenti), o la possibilità dell’iscrizione volontaria al SSN per alcuni gruppi di cittadini europei. Dal punto di vista sanitario l’attenzione continua a concentrarsi quasi esclusivamente sui presunti rischi di importazione di malattie infettive e non sui necessari interventi di tutela e prevenzione della salute fisica e psichica.

Ritardo nella diagnosi. Ritardi di sistema

21 marzo 2016 – 09:55 |

Vincenzo Bello

Ho recensito volentieri questo articolo di Health Affairs perché la mia tesi di laurea in Medicina e Chirurgia, discussa l’ottobre del 2015, verteva proprio sul ritardo nella diagnosi, nel caso specifico nella tubercolosi. L’ipotesi di partenza era che – anche sulla base di alcuni eventi che avevano trovato risonanza e anche allarme nella cronaca locale – ci fosse un eccessivo ritardo nella diagnosi di tubercolosi nella popolazione immigrata.

Rifugiati. Editoriali di Lancet e BMJ

16 settembre 2015 – 10:24 | Un commento

Gavino Maciocco

Le riviste mediche devono aiutare i professionisti a scoprire e ad affrontare i determinanti sociali e politici della salute nei paesi poveri e nelle aree di conflitto, e della piaga dell’esodo di milioni di persone. I risultati di salute migliorano sia affrontando le iniquità sociali e politiche che causano le migrazioni, sia rispondendo ai bisogni sanitari dopo la migrazione.

Malattie infettive e immigrazione: facciamo chiarezza

2 settembre 2015 – 10:13 | 2 commenti
immigrazione

Francesco Castelli, Salvatore Geraci, Stella Egidi

Il messaggio che costantemente passa tra l’opinione pubblica è quello di una “pericolosità sanitaria” dell’immigrato, in particolare di chi sbarca, un “untore” da cui difenderci e da bonificare: è evidente che il tema infettivologico, pur riconoscendo alcune situazioni particolari, non è il principale problema del fenomeno migratorio, anzi ci può “distrarre” da una reale attenzione all’accoglienza, alla tutela della salute in senso globale: pensiamo ai traumi psicologici di persone che scappano da guerre e privazioni, che possono aver subito torture e stupri, che hanno visto annegare parenti e amici.

Migrazione e salute: falsi miti e vere emergenze

29 luglio 2015 – 09:28 |
migrazione salute

Salvatore Geraci, Francesco Castelli, Stella Egidi

Le recenti iniziative amministrative di alcuni sindaci del litorale ligure offrono l’ennesima occasione per riflettere una volta di più su quanta poca conoscenza vi sia degli aspetti sanitari del fenomeno migratorio, e quanto invece si tenda a farne una lettura strumentale e imperniata su luoghi comuni e paranoie, piuttosto che sulle evidenze scientifiche e sullo stato dei fatti. Il vero problema non sembra dunque essere rappresentato dal rischio sanitario, ma dal modo in cui il fenomeno migratorio viene affrontato nel nostro paese.

Pin It on Pinterest