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Articoli in Migrazioni e salute

Trasformare le sfide della migrazione in opportunità

23 aprile 2018 – 08:50 |

A cura di Norina Wendy Di Blasio

Che ruolo spetta ai media del definire la percezione pubblica dei migranti? Quanto pesa la mancanza di una narrativa basata sull’evidenza sulla mancanza di soluzioni adeguate ed efficaci per gestire le sfide della migrazione? Basta davvero questa percezione pubblica negativa a condizionare le agende dei decisori politici? Quali sono gli ingredienti per un’efficace evidence-based policy-making? Cosa significa costruire un approccio interculturale alla salute? “Migration: turning challenges into opportunities”: trenta oratori, tra ricercatori, professionisti, responsabili politici, rappresentanti delle Ong, giornalisti, cittadini dei paesi terzi riuniti insieme presso lo Spazio Europa a Roma per condividere idee ed esperienze utili ad arrivare a raccomandazioni in grado di guidare le agende politiche sul tema della migrazione.

Bilinguismo e famiglie multiculturali in Italia

11 aprile 2018 – 09:05 | Un commento

Davide Bruno

Parlare le lingue che ci appartengono ci permette di trovare le parole per raccontare le nostre storie. Ci permette di rispondere a chi vorrebbe costruire e far circolare storie diverse da quelle che viviamo, basate sul razzismo, sull’intolleranza e sul pregiudizio. Ci permette, inoltre, di raccontare un mondo in cui ciascuno può finalmente trovare il proprio posto, più accogliente, più creativo e, infine, più umano. L’importanza della trasmissione della lingua materna sia per i figli dei migranti, sia per i figli delle cosiddette “coppie miste”, al fine di permettere loro l’accesso ad una rete di affiliazioni multipla e plurale.

Perché la psichiatria transculturale è pop

5 marzo 2018 – 08:44 |

Norina Di Blasio

Come si pongono i sistemi sanitari internazionali di fronte alla grande sfida della salute dei migranti?  Siamo in grado di dare a infermieri e operatori sanitari nell’ambito della salute mentale strumenti nuovi? Il disagio mentale comincia così ad aver un corrispettivo economico che serve a rendere la psichiatria culturale più rilevante. “Non parliamo più di una dimensione esotica, dal sapore antropologico, della riflessione psichiatrica, ma siamo in un orizzonte culturale in cui è centrale l’obiettivo dell’integrazione e dell’ibridazione delle culture”. Intervista a Jaswant Guzder dell’Università di Montréal.

La sfida dell’etnopsichiatria

8 gennaio 2018 – 09:02 |

Gavino Maciocco

Chi giunge da altri mondi ci costringe a cambiare continuamente il nostro punto di vista, e a mettere in discussione le nostre teorie e le nostre pratiche, date spesso per consolidate e universalmente valide. I migranti ci costringono a decentrarci e a mettere in discussione quanto diamo per scontato: la nostra organizzazione sociale, i nostri modelli di famiglia, di educazione, le categorie di genere, maschile e femminile, cosa è bene per i bambini, cosa si suppone non lo sia, come gli individui si costruiscono, fino a arrivare ai nostri stessi sistemi di cura e di presa in carico della sofferenza.

Migranti. La lotteria dell’accoglienza in Italia

10 dicembre 2017 – 22:33 |

Giovanna Tizzi

Nato come sistema rispondente ad una logica emergenziale e per una permanenza di breve e brevissimo periodo, il sistema dei Centri di Accoglienza Straordinari (CAS) è oggi attraversato da profonde storture, tra cui una tempistica lunga (si protrae per anni) e un’accoglienza senza integrazione. Ciò determina che in molti passaggi chiave del loro percorso, i migranti partecipino, inconsapevolmente, a delle lotterie dell’asilo e dell’accoglienza che determinano in modo casuale il loro destino e le loro condizioni di vita immediate e di medio periodo. Il Rapporto Oxfam.

Dossier Immigrazione 2017. Dati e Politiche

2 novembre 2017 – 10:27 |

Salvatore Geraci

Il fenomeno migratorio rappresenta per il sistema sanitario una sfida sempre aperta, non solo in termini di quantificazione e analisi dei bisogni, ma soprattutto nell’ottica di un’adeguata organizzazione dei servizi. Nella fase storica attuale, infatti, la principale esigenza è quella di superare la parcellizzazione e l’estemporaneità delle soluzioni adottate nei diversi contesti regionali e locali, per approdare a pratiche di sanità pubblica e a modalità assistenziali basate sulle migliori evidenze scientifiche e improntate all’appropriatezza, all’efficienza e all’equità.

Il sonno della ragione genera mostri (a proposito di migrazioni)

16 ottobre 2017 – 09:42 |

Emilio Di Maria

Stabilire corridoi umanitari rimane una forma di intervento ineludibile. Perciò esprimiamo gratitudine e solidarietà con le organizzazioni che hanno scelto di avvicinare le frontiere, anziché allontanarle. Citiamo la comunità di Sant’Egidio e la Federazione delle Chiese evangeliche, Chiese valdesi e metodiste, che hanno allestito con “Mediterranean Hope” corridoi umanitari con i campi profughi in medio oriente. E citiamo Medici Senza frontiere che in un editoriale recentemente pubblicato su Lancet ci ricordano che “La medicina umanitaria è molto più che un esercizio tecnico”.

Le migrazioni e i muri dentro di noi

28 settembre 2017 – 10:05 | 2 commenti

Gavino Maciocco

Abbiamo criminalizzato i soccorritori che salvavano chi stava morendo in mare. Abbiamo fatto finire in minoranza il sentimento umanitario. Abbiamo eretto un muro nel Mediterraneo per impedire lo sbarco dei profughi dall’Africa. Ma nel frattempo sotto i nostri occhi sta mutando lo stesso concetto di libertà, che si privatizza in un nuovo egoismo sociale: sono libero non in quanto sono nel pieno esercizio dei miei diritti di cittadino, ma al contrario sono libero semplicemente perché liberato da ogni dovere sociale, da ogni vincolo con gli altri, da ogni prospettiva comune.

Se il sentimento umanitario finisce in minoranza

1 settembre 2017 – 09:59 | Un commento

Gavino Maciocco

“Avverto i miei lettori: tutti coloro che non si inseriscono nella canea anti immigrazione e contro le Ong saranno soli. In questo momento l’odio verso le Ong e verso gli immigrati non ha pari, magari le mafie avessero avuto contro tutto questo impegno e questa solerzia” (Roberto Saviano, Repubblica, 5 agosto 2017). “Di questa estate italiana resterà una svolta nel senso comune dominante, dove per la prima volta il sentimento umanitario è finito in minoranza. E ciò peserà sul futuro (Ezio Mauro, Repubblica, 9 agosto 2017).

L’orgoglio di sentirsi ugandese

27 luglio 2017 – 10:00 | 5 commenti

Gavino Maciocco

“Ripenso a un momento bellissimo che ogni giorno si ripete presso il centro di raccolta di Koluba, dove i rifugiati, dopo aver ricevuto un pasto caldo, vengono sottoposti a un controllo medico e ricevono un lotto di terra. Ogni mattina un rappresentante dell’ufficio del primo ministro ugandese prende in mano un microfono e si rivolge a loro con un sorriso schietto. «Siete arrivati qui per garantire la sicurezza dei vostri figli», dichiara. «Loro rappresentano la speranza e il futuro. È nostro desiderio che qui, nella vostra nuova casa, voi possiate realizzare i sogni e le aspirazioni dei vostri figli. Benvenuti in Uganda»”.

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