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Articoli in Salute globale

Chirurgia (in)sicura in Africa

6 giugno 2018 – 10:38 |

Enrico Tagliaferri
In Africa sub-Sahariana molti sono gli ostacoli all’accesso ad una chirurgia sicura: la scarsità di personale qualificato e infrastrutture, le distanze, la mancanza di mezzi di trasporto, i costi del ricovero e degli interventi. Le operazioni in regime di urgenza sono il 57% mentre in studi condotti in paesi ad alto reddito viene riportata una percentuale del 25%, a testimonianza delle difficoltà dei pazienti nell’accedere tempestivamente ai servizi sanitari. Non è un problema solo africano poiché si stima che due terzi della popolazione mondiale non ha accesso ad una chirurgia tempestiva e sicura.

Il futuro della salute in Africa Sub-Sahariana

23 maggio 2018 – 10:07 |

Adriano Cattaneo

Il rapporto pubblicato da Lancet rappresenta un importante punto di partenza se si vuole discutere su cosa fare per migliorare lo stato di salute nei paesi dell’Africa Sub-Sahariana. L’analisi dei problemi è buona e completa, più discutibili sono le proposte sul che fare, compresa la possibilità di raggiungere gli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile per il 2030. Ma vi è una base dalla quale chi è disposto a dare un contributo può partire. Tenendo presente che qualsiasi intervento deve poi essere calato in realtà locali che sono molto variabili, sia tra paesi che all’interno dei paesi, e dovrà quindi essere adattato in un’ottica di sistema complesso.

Malattie tropicali neglette e farmaci essenziali

14 maggio 2018 – 09:46 |

Andrea Angheben
In Italia, benché vi sia un numero non trascurabile di immigrati e una certa parte delle malattie tropicali neglette possa colpire anche un viaggiatore all’estero, un espatriato o persino cittadini che non sono usciti dal territorio nazionale – si pensi ad esempio alla strongiloidiasi, particolarmente comune nella popolazione anziana nel nord Italia -, non abbiamo a disposizione la gran parte dei farmaci riconosciuti come essenziali dall’OMS per il trattamento di queste patologie.

Vi azzopperemo tutti! La campagna di gambizzazione contro la protesta palestinese.

2 maggio 2018 – 06:56 |

Angelo Stefanini

Dal 30 marzo, nella Striscia di Gaza ha luogo ogni venerdì una mobilitazione popolare senza precedenti, chiamata la Grande Marcia per il Ritorno. Come risposta, il governo israeliano schiera sul confine decine di cecchini che sparano sulla folla proiettili veri. Dai “mezzi tradizionali”, come gas lacrimogeni e pallottole rivestite di gomma per disperdere le proteste, si è passati alla pratica di “mirare a ginocchia, femori o organi vitali”. Come la vecchia pratica dell’esercito di spezzare le braccia ai giovani lanciatori di pietre durante la Prima Intifada, la nuova tattica di “sparare per azzoppare“ indica l’intento di prendere di mira bersagli ben precisi tra i dimostranti distruggendo i loro arti inferiori per minare la resistenza della società palestinese. Sparare alle gambe come forma di tortura.

Fumo negli occhi. La fondazione Smoke-free world non è credibile

15 aprile 2018 – 22:54 |

Lorenzo De Min

Philip Morris International (PMI), multinazionale leader mondiale nel settore del tabacco, ha di recente dato vita ad una fondazione il cui obiettivo dichiarato è quello di “costruire un mondo senza fumo”. Tale fondazione si dichiara indipendente e non influenzabile dall’industria del tabacco, sebbene sia direttamente finanziata proprio da PMI. La nuova strategia della multinazionale per “ripulire” la propria immagine ed influenzare l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

7 aprile 2018. Giornata europea di azione contro la commercializzazione della salute

6 aprile 2018 – 09:52 | Un commento

A cura di Chiara Bodini

In Italia, le azioni sono coordinate dalla campagna Dico32! Salute per tutte e tutti!, lanciata alla fine del 2017 da oltre 100 realtà nazionali, regionali e locali che condividono l’obiettivo della promozione e tutela della salute come diritto e non come merce. Il nome “Dico32!” rimanda sia alla Costituzione italiana, che all’Art. 32 definisce la salute “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, sia al ribaltamento del “dica 33” medico. Le iniziative di Milano, Bologna e Napoli.

I terribili costi dell’invasione dell’Iraq, 2003-2018. Per non dimenticare

21 marzo 2018 – 10:39 |

Angelo Stefanini

A quindici anni di distanza appaiono chiari gli effetti diretti e indiretti che la guerra in Iraq ha avuto su quell’area geo-politica e sul mondo intero. Anziché creare una democrazia liberale, la guerra ha incoraggiato le violenze dei jihadisti e infiammato il settarismo che mette gli arabi contro i curdi e gli sciiti contro i sunniti. I cristiani sono fuggiti o sono stati “ripuliti” da gran parte della regione. L’instabilità in Medio Oriente ha anche contribuito alla peggiore crisi dei rifugiati in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Come ammesso da Barak Obama “L’ISIS è una conseguenza diretta di Al Qaeda in Iraq, nata dalla nostra invasione”.

Muoversi per la vita

19 marzo 2018 – 09:41 |

Adriano Cattaneo

Le persone che svolgono attività fisica moderata o intensa hanno mostrato una riduzione rispettivamente del 20% e del 35% della mortalità, oltre a una riduzione del 14% per i grandi eventi cardiovascolari, rispetto ai sedentari. Le riduzioni di mortalità ed incidenza di eventi cardiovascolari maggiori sono associate a qualsiasi tipo di attività fisica, sia essa legata al lavoro (in casa, sul luogo di lavoro, per trasporto attivo) o ad attività ricreative (camminare, correre, nuotare, pedalare, etc).

Intervento di contrasto della tubercolosi negli homeless

8 marzo 2018 – 10:01 |

Massimo Valsecchi e Mariasole Migliorini

L’attuale sistema di contrasto alla tubercolosi si fonda sull’indagine epidemiologica dei casi di TB manifesta. Il limite di questa modalità di intervento è che viene persa la possibilità di anticipare la diagnosi (e di contrastare il contagio di altri soggetti) prima che la malattia evolva dalla fase latente a quella manifesta. Per ovviare a questo limite è stato attivato a Verona (dal 2013 al 2017) un intervento di medicina di iniziativa che ha cercato di individuare (e curare) i soggetti nella fase di tubercolosi latente spostando il momento della diagnosi dagli ambulatori della struttura pubblica alle mense gestite dalle organizzazioni religiose.

Il cancro delle donne. Una sfida per l’equità e la salute globale (II parte)

21 febbraio 2018 – 08:43 |

Chiara Milani e Gino Sartor
I cancri della mammella e della cervice uterina sono i cancri più comuni nelle donne che vivono nei paesi a basso e medio reddito, dove le opportunità per la prevenzione e la diagnosi precoce sono poche ed evidenziano enormi diseguaglianze nella salute globale. Le strategie di contrasto includono la comprensione dei determinanti sociali di salute, il coinvolgimento della comunità, delle risorse locali e dei sistemi sanitari, l’empowerment della donna, il potenziamento dei servizi per la salute materno-infantile e infine una maggiore formazione dei professionisti sanitari sulle opportunità di prevenzione e di diagnosi precoce. Investire nella salute delle ragazze e delle donne è un investimento nello sviluppo delle nazioni e del loro futuro.

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