<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti per SaluteInternazionale</title>
	<atom:link href="http://www.saluteinternazionale.info/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.saluteinternazionale.info</link>
	<description>Riflessioni e approfondimenti per una salute globale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 12:41:24 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
	<item>
		<title>Commenti su I sette vizi e le sette virtù della Copertura Sanitaria Universale di Giovanni Barbagli</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/05/i-sette-vizi-e-le-sette-virtu-della-copertura-sanitaria-universale/comment-page-1/#comment-3922</link>
		<dc:creator>Giovanni Barbagli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 12:41:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8675#comment-3922</guid>
		<description><![CDATA[Impossibile non concordare con l&#039;analisi che fa l&#039;articolo sulla sostenibilità del SSN, ma purtroppo anche di fronte alla evidenza dei numeri sia la politica in generale sia molti commentatori alimentano teorie che vanno nella direzione di ulteriori tagli al SSN e anche a quello regionale toscana. Possiamo provare ad opporci culturalmente e socialmente ? Stiamo organizzando come ANPAS una riflessione regionale con altri soggetti ( es. Emergency) per sotenere le prerogative del Servizio Sanitario Pubblico ( universalismo,centralità della persona,caratteristica pubblica), Se siete d&#039;accordo fatemelo sapere per darvi ulteriori informazioni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Impossibile non concordare con l&#8217;analisi che fa l&#8217;articolo sulla sostenibilità del SSN, ma purtroppo anche di fronte alla evidenza dei numeri sia la politica in generale sia molti commentatori alimentano teorie che vanno nella direzione di ulteriori tagli al SSN e anche a quello regionale toscana. Possiamo provare ad opporci culturalmente e socialmente ? Stiamo organizzando come ANPAS una riflessione regionale con altri soggetti ( es. Emergency) per sotenere le prerogative del Servizio Sanitario Pubblico ( universalismo,centralità della persona,caratteristica pubblica), Se siete d&#8217;accordo fatemelo sapere per darvi ulteriori informazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su I sette vizi e le sette virtù della Copertura Sanitaria Universale di Gennaro Tortorella</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/05/i-sette-vizi-e-le-sette-virtu-della-copertura-sanitaria-universale/comment-page-1/#comment-3921</link>
		<dc:creator>Gennaro Tortorella</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:36:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8675#comment-3921</guid>
		<description><![CDATA[Giovanni,
questi vizi e virtù mi sembrano alquanto realistici, come mi auguro che siano pieni di motiv-azione i vostri ambiziosi obbiettivi prossimi di carattere sanitario-umanistico. Gennaro Tortorella]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni,<br />
questi vizi e virtù mi sembrano alquanto realistici, come mi auguro che siano pieni di motiv-azione i vostri ambiziosi obbiettivi prossimi di carattere sanitario-umanistico. Gennaro Tortorella</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su A Cuba si può di Roberto Caluri</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/02/a-cuba-si-puo/comment-page-1/#comment-3918</link>
		<dc:creator>Roberto Caluri</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 16:38:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8369#comment-3918</guid>
		<description><![CDATA[Che orrore l&#039;ideologia che guida i giudizi,è un BIAS che permea molti articoli di questo sito. 
Sia che si tratti del neoliberismo del turbocapitalismo folle della scuola di Chicago,  sia che si tratti del comunismo,una ideologia orrenda che si è sempre tradotta nel controllo dell&#039;economia e della società nelle mani di pochissime persone o dittatori.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che orrore l&#8217;ideologia che guida i giudizi,è un BIAS che permea molti articoli di questo sito.<br />
Sia che si tratti del neoliberismo del turbocapitalismo folle della scuola di Chicago,  sia che si tratti del comunismo,una ideologia orrenda che si è sempre tradotta nel controllo dell&#8217;economia e della società nelle mani di pochissime persone o dittatori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fare di più non significa fare meglio di sandra Vernero</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/05/fare-di-piu-non-significa-fare-meglio/comment-page-1/#comment-3916</link>
		<dc:creator>sandra Vernero</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 08:58:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8664#comment-3916</guid>
		<description><![CDATA[Da due anni stiamo affrontando questi temi all&#039;interno di Slow Medicine, movimento per una medicina sobria, rispettosa e giusta, aperto ai professionisti e anche a pazienti e cittadini. Il progetto Fare di più non significa fare meglio è nato da Slow Medicine e ne rispecchia i principi. La configurazione di Slow Medicine è quella di una rete, che può connettere altri mvimenti e altre associazioni che ne condividono l&#039;orientamento.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da due anni stiamo affrontando questi temi all&#8217;interno di Slow Medicine, movimento per una medicina sobria, rispettosa e giusta, aperto ai professionisti e anche a pazienti e cittadini. Il progetto Fare di più non significa fare meglio è nato da Slow Medicine e ne rispecchia i principi. La configurazione di Slow Medicine è quella di una rete, che può connettere altri mvimenti e altre associazioni che ne condividono l&#8217;orientamento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sulla cattiva strada di michele grandolfo</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/04/sulla-cattiva-strada/comment-page-1/#comment-3910</link>
		<dc:creator>michele grandolfo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 19:41:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8594#comment-3910</guid>
		<description><![CDATA[Se non si parte dal fatto che gli interventi preventivi-diagnostico-terapeutici inappropriati o inutili costano più del 30% della spesa sanitaria e che quindi è su questo aspetto che è urgente agire, non si va da nessuna parte. o meglio (peggio) si va verso la privatizzazione con la spesa sanitaria che raddoppia e con indicatori di salute che peggiorano (USA docet). I ticket sono un imbroglio perché scaricano sui cittadini le responsabilità dei professionisti (anche attraverso il contributo, sollecitato, dei mass-media). Credo che un buon rapporto comunicativo medico-paziente/cittadino possa risolvere richieste che vengono avanzate perché qualcuno le ha prospettate. Non credo sia difficile dissuadere sulla opportunutà di una TAC non necessaria quando si ragiona sul rischio di radiazioni che sono da 100 a 1000 volte quelle di una radiografia. Parlare con le persone è obbligatorio, non è una opzione. I professionisti dovrebbero rifiutarsi di partecipare a congressi, convegni, simposi, seminari sponsorizzati dalle industrie. i professionisti dovrebbero impedire che i loro ordini professionali li organizzino. I professionisti dovrebbero pretendere che i loro ordini professionali stimolino la formazione universitaria aggiornata sulla base delle prove scientifiche. I professionisti dovrebbero pretendere la valutazione continua della qualità, unico strumento non solo per valutare l&#039;efficacia nella pratica degli interventi e per avere indicazioni per l&#039;aggiornamento professionale ma anche, promuovendo il progresso della conoscenza, per validare i risultati dei trial clinici e degli altri studi su cui fonda la EBM e le linee guida degne di questo nome a cui fanno riferimento. e sappiamo bene dalla ampia letteratura internazionale i limiti metodologici fino alle alterazioni truffaldine delle sperimentazioni cliniche organizzate secondo la logica del &quot;me too drug&quot; e dell&#039;invenzione delle malattie (ultimo esempio clamoroso è la vergogna del DSM). Anche le comunità, che con le tasse finanziano il sistema (che quindi smettiamola di dire che è gratuito, è pagato in anticipo rispetto al rischio!) devono essere aiutate a sviluppare la public health literacy per essere valida stakeholder (la riforma 833/78 per questo trasferisce l&#039;autorità sanitaria al sindaco e lo mette alla presidenza della conferenza sanitaria locale). Con i ticket si rischia di pagare due per prendere meno di uno, dove il meno è la patologia iatrogena, con ulteriore aumento dei costi. Come si può criticare una donna che chiede di fare un Pap test ogni anno invece che ogni tre anni (come raccomandato universalmente e specificamente dalla commissione oncologica nasionale) quando in una trasmissione di Elisir di alcuni anni fa il prof. Veronesi, dopo essere stato Ministro della Salute e membro della commissione oncologica nazionale, a una domanda esplicita rispose che la frequenza doveva essere una volta all&#039;anno? con quella risposta è stato deleggittimato il servizio sanitario nazionale e favorito l&#039;attività privata (con minore garanzia di qualità).
Dove sono le basi scientifiche per giustificare la priorità della vaccinazione contro l&#039;HPV (che ci costa almeno 80 milioni di euro l&#039;anno?)? Tanto per fare un esempio, e se ne potrebbero fare molti altri, a partire dall&#039;uso dell&#039;anestesia generale nell&#039;interruzione volontaria di gravidanza (che ci costa in più almeno 150 milioni l&#039;anno). Solo con le risorse citate si potrebbero finanziare i consultori familiari riqualificandoli e potenziandoli secondo quanto raccomanda il Progetto Obiettivo Materno Infantile. La promozione della salute, intesa secondo la Carta di Ottawa (1986) è lo strumento applicato con strategia adeguata (come raccomanda il POMI) che promuove competenze e consapevolezze delle persone e delle comunità tali da resistere alle lusinghe delle magnifiche sorti e progressive delle mirabolanti &quot;scoperte&quot; delle biotecnologie (ben vengano nei rari casi in cui sono utili). Quando e dove vengono chiamate in causa le responsabilità dirigenziali per la non integrazione dei servizi e l&#039;ottimizzazione dell&#039;usio delle risorse? Quando e dove vengono chiamate in causa le responsabilità gestionali dei direttori generali? Certo, senza la continua valutazione della qualità con opportuni indicatori di processo, di risultato e di esito è la notte in cui tutti i gatti sono neri e gli scassinatori sono all&#039;opera. E non si illudano gli abbienti, se i valori degli indicatori di salute sono differenziati per livello sociale possono stare certi che il livello della loro salute è inferiore rispetto a quello che sarebbe se venissero ridotte o annullate le differenze. Qui sta la ragione (anche della loro esistenza) dei servizi sanitari universali: se funzionano bene, e la legge 833/78 mette a disposizione tutti gli strumenti (se tutti vengono messi all&#039;opera) perché funzionino bene, il vantaggio è per tutti. Per questo la salute è un bene comune.
La carità non può surrogare il sevizio sanitario nazionale, può eventualmente aiutare per il miglior funzionamento del sistema.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non si parte dal fatto che gli interventi preventivi-diagnostico-terapeutici inappropriati o inutili costano più del 30% della spesa sanitaria e che quindi è su questo aspetto che è urgente agire, non si va da nessuna parte. o meglio (peggio) si va verso la privatizzazione con la spesa sanitaria che raddoppia e con indicatori di salute che peggiorano (USA docet). I ticket sono un imbroglio perché scaricano sui cittadini le responsabilità dei professionisti (anche attraverso il contributo, sollecitato, dei mass-media). Credo che un buon rapporto comunicativo medico-paziente/cittadino possa risolvere richieste che vengono avanzate perché qualcuno le ha prospettate. Non credo sia difficile dissuadere sulla opportunutà di una TAC non necessaria quando si ragiona sul rischio di radiazioni che sono da 100 a 1000 volte quelle di una radiografia. Parlare con le persone è obbligatorio, non è una opzione. I professionisti dovrebbero rifiutarsi di partecipare a congressi, convegni, simposi, seminari sponsorizzati dalle industrie. i professionisti dovrebbero impedire che i loro ordini professionali li organizzino. I professionisti dovrebbero pretendere che i loro ordini professionali stimolino la formazione universitaria aggiornata sulla base delle prove scientifiche. I professionisti dovrebbero pretendere la valutazione continua della qualità, unico strumento non solo per valutare l&#8217;efficacia nella pratica degli interventi e per avere indicazioni per l&#8217;aggiornamento professionale ma anche, promuovendo il progresso della conoscenza, per validare i risultati dei trial clinici e degli altri studi su cui fonda la EBM e le linee guida degne di questo nome a cui fanno riferimento. e sappiamo bene dalla ampia letteratura internazionale i limiti metodologici fino alle alterazioni truffaldine delle sperimentazioni cliniche organizzate secondo la logica del &#8220;me too drug&#8221; e dell&#8217;invenzione delle malattie (ultimo esempio clamoroso è la vergogna del DSM). Anche le comunità, che con le tasse finanziano il sistema (che quindi smettiamola di dire che è gratuito, è pagato in anticipo rispetto al rischio!) devono essere aiutate a sviluppare la public health literacy per essere valida stakeholder (la riforma 833/78 per questo trasferisce l&#8217;autorità sanitaria al sindaco e lo mette alla presidenza della conferenza sanitaria locale). Con i ticket si rischia di pagare due per prendere meno di uno, dove il meno è la patologia iatrogena, con ulteriore aumento dei costi. Come si può criticare una donna che chiede di fare un Pap test ogni anno invece che ogni tre anni (come raccomandato universalmente e specificamente dalla commissione oncologica nasionale) quando in una trasmissione di Elisir di alcuni anni fa il prof. Veronesi, dopo essere stato Ministro della Salute e membro della commissione oncologica nazionale, a una domanda esplicita rispose che la frequenza doveva essere una volta all&#8217;anno? con quella risposta è stato deleggittimato il servizio sanitario nazionale e favorito l&#8217;attività privata (con minore garanzia di qualità).<br />
Dove sono le basi scientifiche per giustificare la priorità della vaccinazione contro l&#8217;HPV (che ci costa almeno 80 milioni di euro l&#8217;anno?)? Tanto per fare un esempio, e se ne potrebbero fare molti altri, a partire dall&#8217;uso dell&#8217;anestesia generale nell&#8217;interruzione volontaria di gravidanza (che ci costa in più almeno 150 milioni l&#8217;anno). Solo con le risorse citate si potrebbero finanziare i consultori familiari riqualificandoli e potenziandoli secondo quanto raccomanda il Progetto Obiettivo Materno Infantile. La promozione della salute, intesa secondo la Carta di Ottawa (1986) è lo strumento applicato con strategia adeguata (come raccomanda il POMI) che promuove competenze e consapevolezze delle persone e delle comunità tali da resistere alle lusinghe delle magnifiche sorti e progressive delle mirabolanti &#8220;scoperte&#8221; delle biotecnologie (ben vengano nei rari casi in cui sono utili). Quando e dove vengono chiamate in causa le responsabilità dirigenziali per la non integrazione dei servizi e l&#8217;ottimizzazione dell&#8217;usio delle risorse? Quando e dove vengono chiamate in causa le responsabilità gestionali dei direttori generali? Certo, senza la continua valutazione della qualità con opportuni indicatori di processo, di risultato e di esito è la notte in cui tutti i gatti sono neri e gli scassinatori sono all&#8217;opera. E non si illudano gli abbienti, se i valori degli indicatori di salute sono differenziati per livello sociale possono stare certi che il livello della loro salute è inferiore rispetto a quello che sarebbe se venissero ridotte o annullate le differenze. Qui sta la ragione (anche della loro esistenza) dei servizi sanitari universali: se funzionano bene, e la legge 833/78 mette a disposizione tutti gli strumenti (se tutti vengono messi all&#8217;opera) perché funzionino bene, il vantaggio è per tutti. Per questo la salute è un bene comune.<br />
La carità non può surrogare il sevizio sanitario nazionale, può eventualmente aiutare per il miglior funzionamento del sistema.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fare di più non significa fare meglio di sandra Vernero</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/05/fare-di-piu-non-significa-fare-meglio/comment-page-1/#comment-3908</link>
		<dc:creator>sandra Vernero</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 20:32:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8664#comment-3908</guid>
		<description><![CDATA[Per ridurre il contenzioso è fondamentale migliorare la relazione tra medici e pazienti e la qualità dell&#039;informazione a pazienti e cittadini. E d&#039;altra parte è sempre più evidente che il sovrautilizzo di test e trattamenti inappropriati non è solo uno spreco ma è un errore che provoca danni ai pazienti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per ridurre il contenzioso è fondamentale migliorare la relazione tra medici e pazienti e la qualità dell&#8217;informazione a pazienti e cittadini. E d&#8217;altra parte è sempre più evidente che il sovrautilizzo di test e trattamenti inappropriati non è solo uno spreco ma è un errore che provoca danni ai pazienti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fare di più non significa fare meglio di Michele Grandolfo</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/05/fare-di-piu-non-significa-fare-meglio/comment-page-1/#comment-3906</link>
		<dc:creator>Michele Grandolfo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 11:07:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8664#comment-3906</guid>
		<description><![CDATA[L&#039;articolo riporta l&#039;entità dei costi dell&#039;inappropriatezza, stimati tra il 20 e il 40 percento. L&#039;inappropriatezza rischia di aumentare per lo sviluppo di biotecnologie sempre più costose difficilmente validabili nella loro efficacia non fosse altro per i pesanti condizionamenti dei metodi (dai trial clinici in giù) per farlo, oltre che per la estrema limitazione dei contesti di ricerca. E i pesanti condizionamenti sono anche presenti nella diffusione delle &quot;nuove conoscenze&quot; da parte di &quot;esperti&quot; al servizio dei produttori.
Peraltro c&#039;è una pressione indecorosa a medicalizzare ogni aspetto della vita per creare un mercato sempre più ampio.
In tale prospettiva si può essere certi che sistemi sanitari pubblici universali siano economicamente insostenibili. Non è quindi la disponibilità di servizi e di prestazioni di per sé il corrispettivo delle tasse che la comunità mette a disposizione per finanziare il sistema sanitario, quanto piuttosto la qualità della salute. Non è difficile comprendere che non c&#039;è solo il paradosso che fare di più non necessariamente significa fare meglio, il vero paradosso è fare troppo e non fare abbastanza.

L&#039;affermazione che la medicina non sia una scienza esatta lascia sgomenti. Un metodo scientifico è tale solo se permette di arrivare a conclusioni la cui probabilità di essere sbagliate , assunto lo specifico contesto sperimentale, è calcolata e quindi nota. Non esiste, quindi, una disciplina scientifica che si possa definire esatta. Paradossalmente, nel campo della medicina l&#039;approccio del taumaturgo (per la comprensione storica del termine consiglio Marc Bloch: I re taumaturghi) si basa su un modello biomedico di salute e su una autoreferenzialità assoluta: se le cose vanno bene è merito mio, se vanno male è il corso della natura o è colpa del malato.
L&#039;autoreferenzialità sta nell&#039;essere il professionista contemporaneamente a) traduttore in domanda di un bisogno percepito di salute ( con l&#039;invenzione delle malattie non c&#039;è nemmeno da attendere l&#039;esposizione di un bisogno di salute), b) fornitore diretto o indiretto della soluzione, c) decisore dell&#039;efficacia nel senso prima detto.
Anche assumendo un modello biomedico di salute è evidente il livello di approssimazione delle conoscenze che da un decennio all&#039;altro cambiano anche radicalmente. Se poi, più correttamente, si assume un modello sociale di salute, il livello di approssimazione aumenta. 
Il punto è che non è teoricamente possibile valutare a livello individuale l&#039;efficacia del trattamento preventivo-diagnostico-terapeutico per l&#039;indisponibilità della prova controfattuale, avendo a che fare con modelli vitali, quindi irreversibili. Quanto si osserva dopo l&#039;intervento può essere dovuto allo stesso, indipendente dallo stesso o nonostante lo stesso intervento.
Dal che si apre una prospettiva di profonda alternativa quando si da valore all&#039;effetto placebo, come espressione dell&#039;attivazione delle risorse interne della persona.
Se a livello individuale niente si può dire riguardo l&#039;efficacia, nella comunità si può valutare con opportuni indicatori la salute della comunità stessa (anche per questo si può considerare la salute un bene comune, lo è perché la salute di una persona dipende dalla salute di tutte le altre). E&#039; interessante osservare che se i valori degli indicatori selezionati sono diversi per condizione sociale si può concludere che il sistema sanitario non sta lavorando in modo ottimale e opportuni indicatori permetteranno di ipotizzare i punti di debolezza. In effetti i sistemi sanitari pubblici universali hanno ragione di essere se sono in grado di ridurre gli effetti sulla salute delle disuguaglianze sociali.
Se la salute è &quot;misurabile&quot; la conoscenza dello stato di salute è di pertinenza anche della comunità (public health literacy), condizione perché la comunità stessa con le sue espressioni organizzate e istituzionali possa agire efficacemente come portatrice di interessi. In tal senso si comprende la lungimiranza della legge 833/78 che sposta l&#039;autorità sanitaria dall&#039;ufficiale sanitario al Sindaco e lo indica come presidente della Conferenza sanitaria locale, organo consultivo della ASL.
La stessa legge riconosce il ruolo cruciale degli osservatori epidemiologici regionali coordinati da quello nazionale (ISS) e stabilisce il varo per legge dei piani sanitari nazionali. Questi tre aspetti sono stati sistematicamente elusi e tale elusione è la causa della degenerazione del sistema.
La legge di riforma inoltre vedeva nella promozione della salute la chiave di volta per la sostenibilità del sistema stesso, e la sua caratteristica portante. Ma la promozione della salute acquisisce significato nella prospettiva della Carta di Ottawa (1886) che la definisce in ultima istanza come l&#039;insieme delle attività finalizzate ad aumentare la capacità di controllo autonomo del proprio stato di salute da parte della persona e della comunità. Si propone una definizione più realistica e dinamica della salute in cui gli attori principali sono la persona e la comunità. Gli iniziali differenziali di salute e gli iniziali differenziali di competenze di partenza hanno come fattori esplicativi le condizioni sociali. Le persone e le comunità a più alto rischio sono anche quelle &quot;più difficili da raggiungere&quot; nell&#039;attivazione del processo di promozione della salute che, partendo dallo stimolo a riflettere, ripensare i vissuti quotidiani e la memoria storica della comunità, fa emergere, promuove, valorizza, sostiene e protegge le competenze per la gestione autonoma del proprio stato, anche in termini di capacità di &quot;cercare salute&quot;. 
Persone e comunità competenti e consapevoli oppongono resistenza alle lusinghe delle magnifiche sorti e progressive e sono alleate delle professionalità che hanno rispetto di sé nel momento che si impegnano continuamente a valutare la qualità, riconoscendo gli errori fecondi, mettendo in discussione i modelli operativi, la qualità professionale e, in ultimo, i paradigmi epistemologici a fondamento dei modelli operativi.
E&#039; da tener presente che in alternativa assumendo un modello operativo basato sul paternalismo direttivo si ha a che fare con la mortificazione dell&#039;espressione di competenza, fondamentale perché si accettino misure preventive, diagnostiche, terapeutiche non fondate sulle prove scientifiche. L’esempio della medicalizzazione della nascita è in tal senso paradigmatico, perché si propone in una situazione di prevalente fisiologia, in cui è fondamentale far emergere, promuovere, sostenere e proteggere le competenze della madre e della persona che nasce: la medicalizzazione mortifica tali competenze, con effetti disastrosi a breve, medio e lungo termine.
 In ultimo, l&#039;incertezza delle conoscenze, inevitabile se scientifiche, deve essere presente nella consapevolezza della persona e del professionista per l&#039;attivazione del processo decisionale in cui il peso da dare alle varie alternative in gioco spetta solamente alla persona.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo riporta l&#8217;entità dei costi dell&#8217;inappropriatezza, stimati tra il 20 e il 40 percento. L&#8217;inappropriatezza rischia di aumentare per lo sviluppo di biotecnologie sempre più costose difficilmente validabili nella loro efficacia non fosse altro per i pesanti condizionamenti dei metodi (dai trial clinici in giù) per farlo, oltre che per la estrema limitazione dei contesti di ricerca. E i pesanti condizionamenti sono anche presenti nella diffusione delle &#8220;nuove conoscenze&#8221; da parte di &#8220;esperti&#8221; al servizio dei produttori.<br />
Peraltro c&#8217;è una pressione indecorosa a medicalizzare ogni aspetto della vita per creare un mercato sempre più ampio.<br />
In tale prospettiva si può essere certi che sistemi sanitari pubblici universali siano economicamente insostenibili. Non è quindi la disponibilità di servizi e di prestazioni di per sé il corrispettivo delle tasse che la comunità mette a disposizione per finanziare il sistema sanitario, quanto piuttosto la qualità della salute. Non è difficile comprendere che non c&#8217;è solo il paradosso che fare di più non necessariamente significa fare meglio, il vero paradosso è fare troppo e non fare abbastanza.</p>
<p>L&#8217;affermazione che la medicina non sia una scienza esatta lascia sgomenti. Un metodo scientifico è tale solo se permette di arrivare a conclusioni la cui probabilità di essere sbagliate , assunto lo specifico contesto sperimentale, è calcolata e quindi nota. Non esiste, quindi, una disciplina scientifica che si possa definire esatta. Paradossalmente, nel campo della medicina l&#8217;approccio del taumaturgo (per la comprensione storica del termine consiglio Marc Bloch: I re taumaturghi) si basa su un modello biomedico di salute e su una autoreferenzialità assoluta: se le cose vanno bene è merito mio, se vanno male è il corso della natura o è colpa del malato.<br />
L&#8217;autoreferenzialità sta nell&#8217;essere il professionista contemporaneamente a) traduttore in domanda di un bisogno percepito di salute ( con l&#8217;invenzione delle malattie non c&#8217;è nemmeno da attendere l&#8217;esposizione di un bisogno di salute), b) fornitore diretto o indiretto della soluzione, c) decisore dell&#8217;efficacia nel senso prima detto.<br />
Anche assumendo un modello biomedico di salute è evidente il livello di approssimazione delle conoscenze che da un decennio all&#8217;altro cambiano anche radicalmente. Se poi, più correttamente, si assume un modello sociale di salute, il livello di approssimazione aumenta.<br />
Il punto è che non è teoricamente possibile valutare a livello individuale l&#8217;efficacia del trattamento preventivo-diagnostico-terapeutico per l&#8217;indisponibilità della prova controfattuale, avendo a che fare con modelli vitali, quindi irreversibili. Quanto si osserva dopo l&#8217;intervento può essere dovuto allo stesso, indipendente dallo stesso o nonostante lo stesso intervento.<br />
Dal che si apre una prospettiva di profonda alternativa quando si da valore all&#8217;effetto placebo, come espressione dell&#8217;attivazione delle risorse interne della persona.<br />
Se a livello individuale niente si può dire riguardo l&#8217;efficacia, nella comunità si può valutare con opportuni indicatori la salute della comunità stessa (anche per questo si può considerare la salute un bene comune, lo è perché la salute di una persona dipende dalla salute di tutte le altre). E&#8217; interessante osservare che se i valori degli indicatori selezionati sono diversi per condizione sociale si può concludere che il sistema sanitario non sta lavorando in modo ottimale e opportuni indicatori permetteranno di ipotizzare i punti di debolezza. In effetti i sistemi sanitari pubblici universali hanno ragione di essere se sono in grado di ridurre gli effetti sulla salute delle disuguaglianze sociali.<br />
Se la salute è &#8220;misurabile&#8221; la conoscenza dello stato di salute è di pertinenza anche della comunità (public health literacy), condizione perché la comunità stessa con le sue espressioni organizzate e istituzionali possa agire efficacemente come portatrice di interessi. In tal senso si comprende la lungimiranza della legge 833/78 che sposta l&#8217;autorità sanitaria dall&#8217;ufficiale sanitario al Sindaco e lo indica come presidente della Conferenza sanitaria locale, organo consultivo della ASL.<br />
La stessa legge riconosce il ruolo cruciale degli osservatori epidemiologici regionali coordinati da quello nazionale (ISS) e stabilisce il varo per legge dei piani sanitari nazionali. Questi tre aspetti sono stati sistematicamente elusi e tale elusione è la causa della degenerazione del sistema.<br />
La legge di riforma inoltre vedeva nella promozione della salute la chiave di volta per la sostenibilità del sistema stesso, e la sua caratteristica portante. Ma la promozione della salute acquisisce significato nella prospettiva della Carta di Ottawa (1886) che la definisce in ultima istanza come l&#8217;insieme delle attività finalizzate ad aumentare la capacità di controllo autonomo del proprio stato di salute da parte della persona e della comunità. Si propone una definizione più realistica e dinamica della salute in cui gli attori principali sono la persona e la comunità. Gli iniziali differenziali di salute e gli iniziali differenziali di competenze di partenza hanno come fattori esplicativi le condizioni sociali. Le persone e le comunità a più alto rischio sono anche quelle &#8220;più difficili da raggiungere&#8221; nell&#8217;attivazione del processo di promozione della salute che, partendo dallo stimolo a riflettere, ripensare i vissuti quotidiani e la memoria storica della comunità, fa emergere, promuove, valorizza, sostiene e protegge le competenze per la gestione autonoma del proprio stato, anche in termini di capacità di &#8220;cercare salute&#8221;.<br />
Persone e comunità competenti e consapevoli oppongono resistenza alle lusinghe delle magnifiche sorti e progressive e sono alleate delle professionalità che hanno rispetto di sé nel momento che si impegnano continuamente a valutare la qualità, riconoscendo gli errori fecondi, mettendo in discussione i modelli operativi, la qualità professionale e, in ultimo, i paradigmi epistemologici a fondamento dei modelli operativi.<br />
E&#8217; da tener presente che in alternativa assumendo un modello operativo basato sul paternalismo direttivo si ha a che fare con la mortificazione dell&#8217;espressione di competenza, fondamentale perché si accettino misure preventive, diagnostiche, terapeutiche non fondate sulle prove scientifiche. L’esempio della medicalizzazione della nascita è in tal senso paradigmatico, perché si propone in una situazione di prevalente fisiologia, in cui è fondamentale far emergere, promuovere, sostenere e proteggere le competenze della madre e della persona che nasce: la medicalizzazione mortifica tali competenze, con effetti disastrosi a breve, medio e lungo termine.<br />
 In ultimo, l&#8217;incertezza delle conoscenze, inevitabile se scientifiche, deve essere presente nella consapevolezza della persona e del professionista per l&#8217;attivazione del processo decisionale in cui il peso da dare alle varie alternative in gioco spetta solamente alla persona.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fare di più non significa fare meglio di Armando Muzzi</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/05/fare-di-piu-non-significa-fare-meglio/comment-page-1/#comment-3905</link>
		<dc:creator>Armando Muzzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 06:56:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8664#comment-3905</guid>
		<description><![CDATA[Mi chiedo come si pone questa lodevole iniziativa (per la verità già presente nel movimento EBM e linee guida &quot;scientifiche&quot;) nei confronti della montante interessamento alla responsabilità professionale. Basta osservare il crescente numero di corsi per il personale sanitario dedicato al risk management, rispetto a quelli per ridurre le pratiche superflue, sollecitato da forti interessi economici (assicurazioni) con l&#039;aiuto della Magistratura (esente da responsabilità e con minore EB decision making). Un risk management inteso come contrasto ai rischi più dei professionisti che dei pazienti. 
Armando Muzzi]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo come si pone questa lodevole iniziativa (per la verità già presente nel movimento EBM e linee guida &#8220;scientifiche&#8221;) nei confronti della montante interessamento alla responsabilità professionale. Basta osservare il crescente numero di corsi per il personale sanitario dedicato al risk management, rispetto a quelli per ridurre le pratiche superflue, sollecitato da forti interessi economici (assicurazioni) con l&#8217;aiuto della Magistratura (esente da responsabilità e con minore EB decision making). Un risk management inteso come contrasto ai rischi più dei professionisti che dei pazienti.<br />
Armando Muzzi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fare di più non significa fare meglio di Nick Sandro Miranda</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/05/fare-di-piu-non-significa-fare-meglio/comment-page-1/#comment-3904</link>
		<dc:creator>Nick Sandro Miranda</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 07:43:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8664#comment-3904</guid>
		<description><![CDATA[Una ottima iniziativa che punta all&#039;acculturamento dei cittadini, dei medici e delle istituzioni e che ci ricorda che la medicina non è una scienza esatta ma  un&#039;arte di mimesi scientifica. Siccome morire è un destino ma ammalarsi spesso non lo è, occorrerebbe anche ri-scoprire Giulio Alfredo Maccacaro e la riforma sanitaria del &#039;78 cominciando a pensare ad una efficace campagna di prevenzione primaria che agisca sui determinanti della salute: ambiente, stili di vita e fattori socio economici.In altre parole, agire sulla domanda piuttosto che sull&#039;offerta.
Nick Sandro Miranda]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una ottima iniziativa che punta all&#8217;acculturamento dei cittadini, dei medici e delle istituzioni e che ci ricorda che la medicina non è una scienza esatta ma  un&#8217;arte di mimesi scientifica. Siccome morire è un destino ma ammalarsi spesso non lo è, occorrerebbe anche ri-scoprire Giulio Alfredo Maccacaro e la riforma sanitaria del &#8217;78 cominciando a pensare ad una efficace campagna di prevenzione primaria che agisca sui determinanti della salute: ambiente, stili di vita e fattori socio economici.In altre parole, agire sulla domanda piuttosto che sull&#8217;offerta.<br />
Nick Sandro Miranda</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fare di più non significa fare meglio di Stanio Loria</title>
		<link>http://www.saluteinternazionale.info/2013/05/fare-di-piu-non-significa-fare-meglio/comment-page-1/#comment-3901</link>
		<dc:creator>Stanio Loria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 09:36:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saluteinternazionale.info/?p=8664#comment-3901</guid>
		<description><![CDATA[La lettura di questo articolo mi convince che è in corso una seconda svolta epidemiologica e che, dopo il passaggio dall&#039;eziologia infettiva a quella cronico-degenerativa, si sta ora aggiungendo una patologia sociale in cui i fattori di rischio, sempre determinati dal modello di sviluppo capitalistico, vengono costruiti ad arte da una parte &quot;deviata&quot; della organizzazione sanitaria e alimentati dal conflitto d&#039;interesse e dalla corruzione.
Questa iniziativa mi pare importante perché, oltre ad avere un importante impatto economico, attraverso la messa al bando di pratiche futili, capaci di bruciare risorse per il pubblico ed utili solo a generare profitti per il privato, mi pare soprattutto orientata a informare e sensibilizzare medici e cittadini e a uniformarli in un comune interesse che, volto alla salvaguardia del SSN dal tracollo economico, di fatto tutela la professionalità dei medici e la salute dei cittadini.
Una valenza importantissima ha il coinvolgimento delle Società Scientifiche che, per troppo tempo abbandonate alle suggestioni del mercato e dell&#039;Industria, hanno ora l&#039;occasione di portare il loro decisivo contributo per rifondare la scienza medica, riaffermando con autorevolezza il primato della salute sul profitto.
Grazie agli autori.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La lettura di questo articolo mi convince che è in corso una seconda svolta epidemiologica e che, dopo il passaggio dall&#8217;eziologia infettiva a quella cronico-degenerativa, si sta ora aggiungendo una patologia sociale in cui i fattori di rischio, sempre determinati dal modello di sviluppo capitalistico, vengono costruiti ad arte da una parte &#8220;deviata&#8221; della organizzazione sanitaria e alimentati dal conflitto d&#8217;interesse e dalla corruzione.<br />
Questa iniziativa mi pare importante perché, oltre ad avere un importante impatto economico, attraverso la messa al bando di pratiche futili, capaci di bruciare risorse per il pubblico ed utili solo a generare profitti per il privato, mi pare soprattutto orientata a informare e sensibilizzare medici e cittadini e a uniformarli in un comune interesse che, volto alla salvaguardia del SSN dal tracollo economico, di fatto tutela la professionalità dei medici e la salute dei cittadini.<br />
Una valenza importantissima ha il coinvolgimento delle Società Scientifiche che, per troppo tempo abbandonate alle suggestioni del mercato e dell&#8217;Industria, hanno ora l&#8217;occasione di portare il loro decisivo contributo per rifondare la scienza medica, riaffermando con autorevolezza il primato della salute sul profitto.<br />
Grazie agli autori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
