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10 dicembre 2018 – 09:48 |

Antonio Panti

Ha fatto notevole scalpore la decisione dell’Ordine dei Medici di Bologna di radiare l’Assessore alla Sanità della Regione Emilia (per caso un medico) reo, a avviso del Consiglio, di favoreggiamento all’esercizio abusivo della professione per aver firmato una delibera della Giunta Regionale con la quale si affidavano a infermieri, ovviamente dopo il superamento di apposito corso, il soccorso su ambulanze del 118 nei casi previsti da appositi protocolli operativi approvati dalla Regione e sempre seguiti da un medico operante in centrale. Una decisione che in un paese normale avrebbe provocato l’immediato commissariamento dell’Ordine.

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Le migrazioni attraverso le condizioni di salute dei migranti

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La salute “senza confini” in un mondo globalizzato e interdipendente

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Come affrontano la questione sanitaria i diversi paesi del mondo

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Pensare e agire la salute per generare cambiamenti

Alma-Ata Declaration 2.0

29 ottobre 2018 – 10:29 | Un commento

Gavino Maciocco 

Non c’è dubbio che – come scrive The Lancet – la Primary Health Care (PHC) sia in crisi. Ma è anche vero che – malgrado l’ostilità della Banca Mondiale e dei “Mercati” – dove la PHC ha potuto esprimersi in diverse parti del mondo, perfino in alcune aree degli USA, ha prodotto migliori risultati di salute  e offerto un contributo decisivo nel ridurre le iniquità sociali nella salute. Per questo è importante che   l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2018 abbia riaffermato ad Astana i valori e i principi della Dichiarazione di Alma-Ata del 1978.  Non era affatto scontato, dato che quelle tendenze – la privatizzazione e la commercializzazione della salute –  sono tuttora in azione a tutti i livelli (anche nel nostro Paese).

I medici e il razzismo in medicina

24 ottobre 2018 – 10:31 |

Mattia Quargnolo

Molti professionisti, sinceramente devoti all’equità e alla giustizia, troveranno spiacevole e incredibile l’idea che loro stessi possano contribuire a sistematiche disparità di trattamento su base razziale. Ma la difficoltà ad accettare questi argomenti riflette una mancanza di conoscenza su come funzionino questi ubiqui processi cognitivi e a maggior ragione la questione dovrebbe essere affrontata con decisione.  La letteratura suggerisce che i bias razziali siano molto diffusi e che possano coesistere con dichiarazioni esplicite antirazziste e comportamenti di tolleranza e quindi influenzare il comportamento in una varietà di modi molto sottile e problematica.

O salute in tutte le politiche, o nulla

22 ottobre 2018 – 09:54 |

Giacomo Galletti

I fattori di rischio per la salute si annidano un po’ ovunque, ma, soprattutto, costano. L’alimentazione malsana, l’inattività fisica, il fumo, l’alcol, ma anche l’inquinamento, la malattia mentale e altri comportamenti poco salutari sono fonti di costi. Questi, a quantificarli ad uno ad uno come fanno gli autori, scaricano sul servizio sanitario un ammontare di billions che, cumulandosi negli anni e senza adeguate coperture, potrebbe far saltare il banco delle coperture finanziarie di un sistema sanitario integro.

La strada del Ruanda verso una copertura sanitaria universale

17 ottobre 2018 – 09:53 |

Maria Nannini

In Africa Sub Sahariana la maggioranza della popolazione non possiede ancora un’adeguata copertura sanitaria e il ricorso al pagamento diretto delle prestazioni mantiene alto il rischio di catastrofe finanziaria e impoverimento dovuto alle spese per la malattia. Il Ruanda rappresenta, in questo contesto, un’importante eccezione: in tempi recenti il paese ha infatti raggiunto una copertura assicurativa che garantisce protezione all’87% della popolazione nazionale. 

Il pendolo del regionalismo: ieri NO, oggi SI!

15 ottobre 2018 – 09:50 | Un commento

Marco Geddes

Molti politici, un po’ come l’avvocato Maralli (il cognato di Giamburrasca) che era un  libero pensatore in città e un bigotto in campagna, si adattano ai tempi, diventando oggi autonomisti mentre ieri erano, in occasione del referendum costituzionale, ferventi centralisti in tema di sanità. Ciò che manca è un dibattito serio sulle politiche sanitarie e sul regionalismo, con ipotesi che sappiano coniugare poteri e competenze regionali e un contestuale potenziamento di una governance nazionale.

A sud del Mediterraneo. L’accoglienza oltre i confini del mare. Genova, 16 ottobre 2018

12 ottobre 2018 – 09:18 |

A sud del Mediterraneo. L’accoglienza oltre i confini del mare
Inaugurazione del Corso in cooperazione internazionale allo sviluppo
Università di Genova
Martedì 16 ottobre 2018
I dettagli e le informazioni sul Leaflet [PDF: 732 Kb]
Per informazioni 
Emilio Di Maria: emilio.dimaria@unige.it
Ingresso libero fino ad …

HIV e gli adolescenti del Mozambico

10 ottobre 2018 – 09:51 |

Liliana Praticò

Un terzo della popolazione mozambicana è costituito da adolescenti e rappresentano una categoria fragile della popolazione, in un contesto dove la prevalenza di HIV è tra le più alte al mondo. Medici con l’Africa Cuamm sostiene da alcuni anni a Beira degli ambulatori con servizi dedicati ai giovani tra i 10 e i 24 anni, offrendo un’assistenza sanitaria che include la salute riproduttiva e il trattamento per l’HIV.

Lo spreco in sanità

8 ottobre 2018 – 09:38 |

Andrea Lopes Pegna

In un articolo “controcorrente” pubblicato sul New England Journal of Medicine si afferma che la caccia allo spreco, portata avanti con zelo missionario, rischia di oscurare la base complessa delle prove, perpetuando racconti semplicistici riguardo la dimensione, le cause e le soluzioni dello spreco. E se venisse fuori che dove si spende di più si hanno anche migliori risultati di salute? Il punto sull’overdiagnosis e sull’eccesso in ambito sanitario oggi.

Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza. La nota della SIMM

3 ottobre 2018 – 11:54 |

A cura della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni

Il decreto – afferma la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni – mira non solo a ridurre gli ingressi, ma anche a sfoltire le presenze di persone in attesa di esser ascoltate in commissione territoriale e poi di potersi muovere in Europa o restare legittimamente in Italia. Già il precedente pacchetto sicurezza andava contro i diritti umani poiché istituiva il reato di clandestinità punendo una condizione di nascita –l’essere straniero- invece che un crimine in quanto tale. Ora si vedono minate le garanzie di base di accoglienza e tutela.

La Cina in Africa. Fra cooperazione e neocolonialismo

30 settembre 2018 – 22:40 |

Maurizio Murru
La Belt and Road Initiative (BRI), la cosiddetta “Nuova via della seta”, lanciata nel 2013, è un pilastro della politica estera ed economica del Presidente Xi Jinping. Si tratta di una iniziativa ciclopica che mira a connettere una settantina di paesi in Asia, Africa ed Europa, con il 65% della popolazione mondiale, produttori di più del 30% del PIL globale e detentori del 75% delle riserve energetiche conosciute. Nel giugno 2017 è stata inaugurata la “Madaraka Express”, ferrovia che, per ora, unisce Nairobi a Mombasa. Una volta completata dovrebbe legare, con un percorso di quasi 3.000 chilometri, Kenya, Uganda, Tanzania, Rwanda, Burundi, Etiopia e Sud Sudan. Nei prossimi anni il peso della Cina in Africa è destinato a crescere. Le ambizioni cinesi sono impressionanti per la loro portata economica, geografica e cronologica.

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