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20 settembre 2017 – 09:20 |

Giacomo Galletti

L’analisi delle banche dati della farmaceutica ha permesso di riscontrare come siano i deceduti – piuttosto che i sopravvissuti – ad utilizzare costantemente più farmaci, specialmente negli ultimi 6 mesi di vita. L’età del paziente in prossimità del decesso non avrebbe alcuna relazione con l’incremento dei trattamenti sostenuti nella vicinanza dell’ineluttabile. Confutare l’età come driver delle spesa sanitaria non è cosa banale, soprattutto perché tale operazione innesca tutta una serie di nuove considerazioni sulla mortalità nell’ambito delle previsioni di spesa.

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Innovazione e management

Innovazioni organizzative, tecnologiche e gestionali nei sistemi sanitari

Migrazioni e salute

Le migrazioni attraverso le condizioni di salute dei migranti

Salute globale

La salute “senza confini” in un mondo globalizzato e interdipendente

Sistemi sanitari internazionali

Come affrontano la questione sanitaria i diversi paesi del mondo

Formazione in salute globale

Pensare e agire la salute per generare cambiamenti

La sanità in Canada

12 luglio 2017 – 06:38 | Un commento

Chiara Milani

Altri paesi possono imparare molto dal Canada. La principale lezione è che un sistema sanitario pubblico troppo focalizzato sull’ospedale e sull’assistenza medica produrrà pochi risultati: anche aumentando in maniera massiccia la spesa non si risolveranno i problemi, a meno che non si introducano le riforme necessarie basate sull’integrazione dei servizi e sulla responsabilizzazione dei medici. In definitiva i medici devono diventare full partner del sistema, direttamente impegnati nel progettarne la direzione e pienamente impegnati nel migliorare l’accessibilità, la qualità e l’efficienza.

Attacco al capitale umano del SSN

10 luglio 2017 – 09:35 |

Orsola Baldacci, Angelo Barbato, Marzia Frateschi, Giordana Martinetti e Gian Piero Riboni.

Blocco del turnover e dei contratti, lavoro precario, esternalizzazione dei servizi. Tutto ciò ha comportato un grave peggioramento nella qualità dei servizi e una dequalificazione del personale.   Sovraccarico di lavoro, stress, burn-out e fatica cronica colpiscono sempre di più tutte le professioni d’aiuto, dagli operatori socio-sanitari di base fino ai dirigenti. Questa situazione acuisce la conflittualità e il rischio di errori, aumenta la spinta al contenzioso legale, alla medicina difensiva, alla burocratizzazione, impedisce il ricambio generazionale, lo scambio di esperienze e competenze.

Turchia. Repressione tra docenti e ricercatori

5 luglio 2017 – 09:59 | 3 commenti

Giorgio Tamburlini

L’operazione è iniziata nel gennaio 2016, quando oltre 2000 personalità della scienza e della cultura, tra i quali molti accademici, hanno sottoscritto una petizione (Academics for Peace) che chiedeva l’avvio di colloqui di pace tra il governo turco e le organizzazioni curde, e la presenza di osservatori internazionali nelle aree di conflitto.

L’agonia del Sud Sudan

3 luglio 2017 – 12:10 |

Chiara Scanagatta   

La popolazione è stremata dalle conseguenze della guerra su sicurezza, disponibilità alimentare, servizi. È una “Man Made Famine” la carestia che sta piegando il paese e che è dovuta più alle azioni umane che a calamità naturali. Dal 2013, tre milioni di sud sudanesi (1 ogni 4) hanno lasciato la propria casa, cercando rifugio soprattutto dentro i confini nazionali. Più di sette milioni sono le persone bisognose di assistenza umanitaria.

beFood: a scuola di prevenzione

28 giugno 2017 – 10:38 |

Sabina De Rosis, Elisa Palermo e Sabina Nuti

Il progetto “beFood, stili di vita a confronto” è un progetto innovativo di ricerca e di promozione della salute tra i giovani, costruito su un percorso di Alternanza Scuola-Lavoro. Si tratta di un’indagine tra gli adolescenti, che gli stessi adolescenti hanno validato e somministrato ai loro coetanei con lo scopo di studiare le preferenze dei giovani toscani non solo in fatto di alimentazione e attività fisica, ma anche di comunicazione ed informazione.  

La lezione di Jeremy Corbyn

26 giugno 2017 – 10:06 | Un commento

Gavino Maciocco

Corbyn ha trascinato i ragazzi prima ai comizi e poi alle urne. Ha votato il 66,4% degli under 35 contro il 43% del 2015 e il 63% ha preferito Corbyn; la registrazione alle liste elettorali ha avuto un picco nei giovanissimi, 246 mila contro i 137 mila di due anni fa. Numeri che hanno spinto l’affluenza totale al 68,74%, (32 milioni di elettori) più bassa solo del 1992. Nei seggi dove la partecipazione è salita del 5%, i laburisti hanno prevalso. Le città, i centri universitari sono color rosso Labour.

Il DL vaccini. I cittadini devono essere sudditi o sovrani?

21 giugno 2017 – 14:32 | 9 commenti

Nerina Dirindin
I genitori sui quali ricade la grande responsabilità di crescere le future generazioni meriterebbero, soprattutto quando nutrono dubbi e reticenze, più attenzione, più disponibilità al dialogo, anziché obblighi e sanzioni obiettivamente molto pesanti. La richiesta di una obbedienza cieca potrebbe almeno essere sostituita con la promozione di una obbedienza illuminata, consapevole e responsabile. Le debolezze e le incongruenze del DL vaccini rischiano di accrescere, anziché contenere, le esitazioni vaccinali, producendo un possibile effetto boomerang che non farà certo bene alla salute pubblica e al Paese.

Salvare la legge sul biotestamento

12 giugno 2017 – 09:30 | 29 commenti

Andrea Lopes Pegna

Questo finale di legislatura deve evitare di buttare all’aria i provvedimenti che attendono di essere varati da anni e che sono ormai vicinissimi alla meta. Soprattutto le leggi che riguardano i diritti dei cittadini, come quella sulla cittadinanza (Ius soli), ferma al Senato dalla fine del 2015, e quella sul biotestamento. Approvarle sarebbe un atto di responsabilità verso i cittadini, oltre che un segno di civiltà.

Una scuola che promuove diritti, promuove salute

7 giugno 2017 – 10:04 |

Sabina Tangerini, Franco Locatelli e Francesco Di Gennaro

La scuola non è un sistema chiuso e, con il moltiplicarsi delle esigenze e delle aspettative che la riguardano, negli ultimi anni è aumentato il contributo di nuovi soggetti alla proposta formativa ed educativa. Enti no-profit e ONG hanno iniziato a sviluppare, e nel migliore dei casi a co-progettare con i docenti, programmi che in vario modo si intersecano con gli obiettivi dei programmi di promozione della salute. È questo il caso dei progetti di educazione alla cittadinanza globale, all’intercultura e allo sviluppo sostenibile.

Vaccini. Una discussione oltre le ideologie

5 giugno 2017 – 10:50 | Un commento

A cura di Rete Sostenibilità e Salute
Non ci sono prove che la coercizione ottenga risultati migliori di altre misure di informazione credibile e ricerca del consenso e responsabilizzazione sociale. Prima di generalizzare ed estendere misure obbligatorie, inasprendo fratture sociali già in atto, sarebbe opportuno valutare i risultati comparativi tra Regioni che hanno o no vincolato la frequenza scolastica all’esecuzione di vaccinazioni, fatte salve pronte reintroduzioni dell’obbligo in realtà locali dove il monitoraggio mostrasse discesa dei tassi di copertura ai livelli indicati.

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