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18 gennaio 2017 – 11:20 |

Andrea Lopes Pegna

Per la natura sempre più speculativa e finanziaria dell’industria farmaceutica non sorprende che pesanti ombre accompagnino tutte le fasi di sviluppo dei farmaci antitumorali, dalla ricerca all’applicazione clinica. Irregolarità e abusi nel reclutamento dei pazienti, nella rappresentatività del campione, nella scelta degli “endpoints”, nella tempistica per ottenere la registrazione del farmaco, nell’uso del consenso informato al momento della cura. Decine di migliaia di euro all’anno per paziente per terapie che possono prolungare la vita del malato di tumore solo di poche settimane o di pochi mesi.

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Innovazione e management

Innovazioni organizzative, tecnologiche e gestionali nei sistemi sanitari

Migrazioni e salute

Le migrazioni attraverso le condizioni di salute dei migranti

Salute globale

La salute “senza confini” in un mondo globalizzato e interdipendente

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Pensare e agire la salute per generare cambiamenti

Epidemia di Ebola in Sierra Leone. La valutazione di un intervento

23 novembre 2016 – 10:08 |

Giovanni Putoto e Chiara Di Benedetto

Il lavoro sul campo è stato svolto tra il 2014 e il 2015, durante la fase drammatica della più grande epidemia di Ebola mai registrata, in cui si è lavorato da un lato al contenimento del virus e dall’altro si è mantenuto il funzionamento dei servizi sanitari di base, cosa non scontata in un contesto emergenziale. La preparazione del sistema sanitario a rispondere alle emergenze e la consapevolezza della popolazione giocano un ruolo vitale nel successo dell’intervento.

I muri anti-migranti

21 novembre 2016 – 11:19 |

Maurizio Murru

Uno degli aspetti più visibili e simbolicamente significativi dell’irrigidimento delle politiche nei confronti di migranti e rifugiati è la costruzione di muri e barriere fra uno stato e l’altro, che la storia ci dice essere iniqui e comunque non risolutivi. Oppure c’è ’idea di “delocalizzare” la difesa dei confini affidando a governi che non rispettano i diritti umani il compito di arginare le partenze dei loro cittadini e di accettare i rimpatri. Esistono alternative che non richiedono la rinuncia a valori e principi sui quali, ancora, si fonda la nostra convivenza civile.

Voto Trump e non mi vaccino

18 novembre 2016 – 09:39 | 3 commenti

Pier Luigi Lopalco

Se lo scetticismo vaccinale, nato sul web, viene alimentato perfino da forze politiche emergenti che raccolgono consensi sempre crescenti, allora l’impegno e le strategie da mettere in campo da parte della sanità pubblica devono essere di alto livello. Serve maggiore ricerca per disegnare strategie efficaci. Probabilmente bisognerà ripartire dalla scuola.

Io Daniel Blake

16 novembre 2016 – 09:27 |

Loretta De Nigris e Gavino Maciocco

Un film da non perdere. Ci si emoziona e ci si sdegna per il destino del protagonista, che passa della malattia all’indigenza e alla fine muore stritolato più dalle vessazioni subite che dalla malattia. Non un caso umano, ma un caso politico. Che inizia nel 2007, quando il New Labour di Tony Blair decide di riformare il welfare britannico – in particolare la sanità e la previdenza – attraverso l’iniezione di generose dosi di privato.

Le mamme canguro. Meglio di un’incubatrice

9 novembre 2016 – 11:22 |

Adriano Cattaneo
Il metodo della madre canguro è stato ideato verso la metà degli anni ’70 in Colombia per sopperire all’insufficienza di incubatrici nella gestione dei neonati pretermine. Si è però subito rivelato meglio di un’incubatrice …

Il fumo negli occhi

7 novembre 2016 – 09:49 | Un commento

Gavino Maciocco

Legge di bilancio in discussione al parlamento. Leggendo con attenzione gli articoli riguardanti la sanità si deduce che l’unico soggetto che ha ragione di brindare è l’industria farmaceutica. I casi “biosimilari” e “epatite C”. C’è più di un motivo per ritenere che nella scala delle priorità del governo vengano prima gli interessi delle lobby e dopo quelli dei cittadini.

Rifugiati: nessuno all’altezza della situazione?

3 novembre 2016 – 13:20 |

Maurizio Murru

La confusione fra “migranti”, “profughi” e “rifugiati” viene spesso usata strumentalmente per aggirare le leggi internazionali e offuscare le norme morali. È ovvio che non tutti i “migranti” abbiano i requisiti per essere considerati “rifugiati”. E’ altrettanto ovvio che è ben difficile stabilire chi sia un rifugiato e chi no senza un (lungo) processo di identificazione ed accertamento. Molte delle misure prese da molti paesi e molte che sono in preparazione, tendono ad espellere, o escludere, tutti i “migranti” o “profughi” o comunque li si voglia chiamare, in assenza di ogni procedura di identificazione ed accertamento.

Le recessioni fanno male alla salute

2 novembre 2016 – 10:24 | Un commento

Giacomo Galletti

Diventa sempre più necessario dotarsi di strumenti in grado di monitorare in modo tempestivo ed efficace la “tenuta” dei sistemi sanitari. Osservare che l’accesso alle prestazioni assistenziali essenziali sia garantito a tutti i cittadini, in modo equo e universale, è un’azione strategica, ed etica, per evitare che quello che resta del celebre pollo di Trilussa venga addentato dai soli pochi fortunati.

Governi e Big Sugar. La dolce vita

26 ottobre 2016 – 10:11 |

Adriano Cattaneo

Per molto tempo è stato il governo americano a difendere gli interessi dell’industria dello zucchero facendo pressioni sull’OMS per impedire risoluzioni che ne limitassero il consumo nella dieta. Negli ultimi anni anche il governo USA (Obama non è Bush) ha appoggiato le raccomandazioni dell’OMS. A obiettare sulle limitazioni del consumo di zucchero raccomandate dalla comunità internazionale è subentrato il governo italiano, con le affermazioni del Ministro Lorenzin: “Non è facendo questo tipo di divieti che noi costruiamo la cultura dell’alimentazione”.

Renzi & Big Tobacco

24 ottobre 2016 – 10:05 | 2 commenti

Angelo Stefanini

L’Italia è stata identificata dalla Philip Morris come finora l’unico paese occidentale tra i tre “mercati-chiave” su cui puntare, assieme a Indonesia e Russia. Investire nell’economia del tabacco, gettandosi tra le braccia letali di Big Tobacco, rappresenta una scelta politica molto grave di cui il governo non può ignorare le enormi implicazioni, a cominciare del suo impatto sulla salute. E l’industria del tabacco ringrazia con un’elargizione di 150 mila euro.

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