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18 aprile 2018 – 08:55 | Un commento

Elena Rubatto e Giorgio Sessa

Il Medico di Famiglia, in Portogallo come in Brasile, è un dipendente statale che garantisce l’assistenza longitudinale al cittadino,  occupandosi delle cure prenatali, della pediatria, della gestione delle cronicità  e delle cure palliative primarie. Per garantire la continuità di cura e il clima di fiducia tra i membri del team, l’orario lavorativo comprende diverse ore di riunione multidisciplinare con finalità differenziate: discussione di casi clinici, organizzazione del lavoro, formazione. La cronaca del laboratorio “Le Cure Primarie nel XXI secolo”.

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Innovazione e management

Innovazioni organizzative, tecnologiche e gestionali nei sistemi sanitari

Migrazioni e salute

Le migrazioni attraverso le condizioni di salute dei migranti

Salute globale

La salute “senza confini” in un mondo globalizzato e interdipendente

Sistemi sanitari internazionali

Come affrontano la questione sanitaria i diversi paesi del mondo

Formazione in salute globale

Pensare e agire la salute per generare cambiamenti

Perché la psichiatria transculturale è pop

5 marzo 2018 – 08:44 |

Norina Di Blasio

Come si pongono i sistemi sanitari internazionali di fronte alla grande sfida della salute dei migranti?  Siamo in grado di dare a infermieri e operatori sanitari nell’ambito della salute mentale strumenti nuovi? Il disagio mentale comincia così ad aver un corrispettivo economico che serve a rendere la psichiatria culturale più rilevante. “Non parliamo più di una dimensione esotica, dal sapore antropologico, della riflessione psichiatrica, ma siamo in un orizzonte culturale in cui è centrale l’obiettivo dell’integrazione e dell’ibridazione delle culture”. Intervista a Jaswant Guzder dell’Università di Montréal.

Biotestamento e cure palliative tra End of life e late life

28 febbraio 2018 – 10:07 | Un commento

Giacomo Galletti con Francesca Collini e Alfredo Zuppiroli

Le cure palliative soffrono di un errato inquadramento: troppi, anche tra i medici, le considerano confinate solo alla terapia del dolore, alle malattie neoplastiche, solo agli ultimi giorni di vita. Passare dal concetto di “end of life”, il fine vita, a quello di “late life”, significa allargare il nostro sguardo ad una vita condotta sempre più spesso in condizioni di fragilità, di cronicità, pur non ancora di terminalità.

Il servizio sanitario conta

26 febbraio 2018 – 10:06 | 6 commenti

Gavino Maciocco

La storia delle malattie croniche ci dice che la differenza tra la vita e la morte sta nella possibilità di accedere a servizi preventivi e di diagnosi precoce, e a cure di qualità. La differenza la fa un sistema sanitario universalistico che garantisce a tutti l’accesso all’assistenza sanitaria senza barriere economiche, geografiche o culturali. Il servizio sanitario conta. Ma quanto conterà in Italia nel futuro? Data la straordinaria pulsione del centro(-sinistra) di accodarsi alle politiche della destra, conviene guardare cosa bolle in pentola in quella parte politica per capire cosa potrebbe capitare alla sanità italiana dopo il 4 marzo.

Il cancro delle donne. Una sfida per l’equità e la salute globale (II parte)

21 febbraio 2018 – 08:43 |

Chiara Milani e Gino Sartor
I cancri della mammella e della cervice uterina sono i cancri più comuni nelle donne che vivono nei paesi a basso e medio reddito, dove le opportunità per la prevenzione e la diagnosi precoce sono poche ed evidenziano enormi diseguaglianze nella salute globale. Le strategie di contrasto includono la comprensione dei determinanti sociali di salute, il coinvolgimento della comunità, delle risorse locali e dei sistemi sanitari, l’empowerment della donna, il potenziamento dei servizi per la salute materno-infantile e infine una maggiore formazione dei professionisti sanitari sulle opportunità di prevenzione e di diagnosi precoce. Investire nella salute delle ragazze e delle donne è un investimento nello sviluppo delle nazioni e del loro futuro.

Il cancro delle donne. Una sfida per l’equità e la salute globale (I parte)

19 febbraio 2018 – 14:53 |

Martina Donzellini e Diana Paolini

Il cancro della mammella e della cervice uterina sono la principale minaccia per la salute delle donne globalmente, particolarmente nei paesi a basso e medio reddito. Nonostante l’evidenza che il cancro della cervice è in diminuzione in alcune parti del mondo e che la sopravvivenza nelle donne affette da cancro della mammella è migliorata, troppe donne muoiono a causa di questi due tumori. Le donne che vivono nei paesi a basso e medio reddito hanno più alti carichi di queste malattie, minore accesso alle cure, si presentano con stadi più avanzati della malattia e hanno maggiori probabilità di morirne rispetto alle donne che vivono nei paesi a reddito più alto.

Giornata Internazionale sulla Migrazione: trasformare le sfide in opportunità, Roma, 13 marzo 2018

15 febbraio 2018 – 13:19 |

Giornata Internazionale sulla Migrazione: trasformare le sfide in opportunità, Roma, 13 marzo 2018
Si terrà a Roma martedì 13 Marzo 2018 il Workshop di apprendimento reciproco “Migrazione: trasformare le sfide in opportunità”.
 
Per maggiori dettagli vedere il Programma …

Gli studenti di medicina e la salute dei migranti

14 febbraio 2018 – 09:03 |

Andrea Berti, Federica Viola, Costanza Pagan, Emilio Emma, Carlo Zanotti e Jacopo Sarti

L’attività del medico, in qualunque settore si svolga, non può essere asettica ma calibrata sulle persone, le quali per loro natura sono diverse per genere, condizioni socio economiche, culturali, etnico-geografiche. Il medico deve acquisire sensibilità su questi aspetti per poter fornire la migliore assistenza possibile. “Credevo di vedere le famose patologie ‘dei migranti’ ma alla fine ho capito che il rapporto con questo tipo di pazienti deve essere molto incentrato sulla persona e meno sulla patologia”. Il progetto “Esperienze in Cure Primarie” a Ferrara.

Morire con grazia

12 febbraio 2018 – 09:31 | Un commento

Alfredo Zuppiroli
Riflessioni sul libro di Sandro Spinsanti “Morire in braccio alle Grazie”. A Spinsanti preme parlare delle scelte che siamo chiamati a fare riguardo alla nostra salute e alla nostra vita, tanto più meritevoli di attenzione quanto più si fanno fragili e incerte con il progredire degli anni, delle malattie, delle disabilità. È in questo tempo che le “Grazie” del mito ci possono aiutare nel dare senso alla nostra esistenza.

Health literacy e sanità pubblica

7 febbraio 2018 – 11:53 |

Chiara Lorini, Guglielmo Bonaccorsi
Un’organizzazione sanitaria si può definire health-literate se: Assicura un facile accesso alle informazioni e ai servizi sanitari e fornisce supporto alla “navigazione” all’interno della propria struttura. Progetta e utilizza immagini, video, contenuti multimediali facili da comprendere ed utilizzare. Utilizza l’health literacy nelle situazioni ad alto rischio (i.e. trasferimenti interni o dimissioni ospedaliere verso residenze sanitarie a minor complessità o verso il domicilio, trasferimenti ad altri istituti, comunicazioni e informazioni sull’utilizzo di farmaci). Comunica chiaramente che cosa viene offerto dal servizio sanitario e quali sono invece i costi a carico del cittadino.

Conversando con il Dome

5 febbraio 2018 – 07:43 |

Andrea Gardini

Da sempre Gianfranco Domenighetti, economista e sociologo, era schierato con la verità sempre mutevole, evolutiva, della letteratura scientifica in campo sanitario, interpretata dalla sua mente brillante orientata a progettare i servizi sanitari per la salute del Canton Ticino, di cui è stato direttore per moltissimi anni, ed a risolverne, con ragionevolezza, i molti problemi. Per questo si rivolgeva continuamente ai cittadini, ai pazienti, desideroso di conoscere le loro esperienze, i loro bisogni, i loro valori, la loro conoscenza sulla medicina, sulla salute, sulla cura…

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