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Articoli taggati con: Cure primarie

Il Piano Nazionale della Cronicità e l’anomalia lombarda

29 maggio 2017 – 10:40 |

Gavino Maciocco
La sanità d’iniziativa lombarda è del tutto anomala: basata su tariffe e risparmio, su competizione e mercato, sulla presenza opzionale dei medici di medicina generale, sull’assenza di efficaci interventi di prevenzione e di supporto all’autocura. Il tutto avviene in un contesto privo della infrastruttura fondamentale e irrinunciabile in ogni seria strategia di gestione delle malattie croniche: il distretto e l’organizzazione delle cure primarie. L’affossamento di questa infrastruttura, avvenuto diversi anni fa, è una sorta di “peccato capitale” della sanità lombarda. Un peccato da cui non si può essere assolti dando vita a un surrogato debole e improprio: il Centro Servizi.

Sanità lombarda e cronicità. Riforma confusa, con metodo

24 maggio 2017 – 10:36 |

Aldo Gazzetti

La sanità lombarda sembra evolversi, espandersi e mutarsi nei propositi e nei tempi a seconda delle reazioni e delle pressioni dei vari stakeholders. Alcuni hanno definito tutto questo una riforma confusa ma in questa apparente confusione c’è del metodo. E’ un disegno complesso e strategico che va compreso in tutti i numerosi aspetti: nella maggiore Regione Italiana cambia radicalmente il sistema organizzativo di offerta e gestione della sanità, controllato per larga parte da entità private. A queste la Regione delega ed assegna le funzioni di programmazione, committenza ed erogazione diretta ed indiretta per il 30% della popolazione classificata come affetta da malattie croniche e grande consumatrici di servizi.

Lombardia. I malati cronici al miglior offerente

18 aprile 2017 – 11:32 | 2 commenti

Aldo Gazzetti e Gianluigi Trianni

In Lombardia è scoccata l’ora della privatizzazione completa delle cure primarie e della medicina d’iniziativa. L’assistenza di un milione e mezzo di pazienti cronici gravi viene data in appalto a un nucleo ristretto di gestori, per lo più privati. Di qui la concorrenza tra filiere aziendali di servizi sanitari a cui viene assegnata per un periodo annuale la gestione quasi totale del malato cronico. Quale la libertà di scelta del paziente? Quale il ruolo del medico di medicina generale?

Quando la copertura non basta. La qualità dell’assistenza al parto nei paesi a basso reddito

10 aprile 2017 – 07:21 |

Manuela Straneo, Piera Fogliati e Pierlorenzo Fantozzi

Un appello pubblicato sul Lancet invita a una maggior attenzione alla qualità dell’assistenza al parto per le donne più vulnerabili in Tanzania: l’accesso ai servizi è fondamentale, ma si deve garantire qualità delle cure per evitare morti neonatali e materne. Quale il volume ottimale di parti all’anno in una struttura sanitaria rurale? Quale il miglior compromesso tra distanza da percorrere e qualità dei servizi, per poter offrire un’assistenza al parto adeguata alle donne più svantaggiate?

Medici di famiglia Senza Frontiere. Un’esperienza in Africa

6 marzo 2017 – 10:39 | Un commento

Cacciottella L, Bernardi A, D’Agostino F, Fascendini M, Montanari A, Locatelli F, Bertini M.

L’obiettivo del progetto è di esporre il medico di medicina generale in formazione a contesti diversi, in cui le priorità e le risorse sanitarie non sono quelle occidentali, per sensibilizzarlo sui temi della salute globale e sull’importanza di perseguire l’equità e l’universalità dei servizi e di consentirgli di familiarizzare con i contesti di provenienza dei migranti, per favorire lo sviluppo di competenze culturali che agevoleranno la relazione con il paziente straniero in Italia.

Sanità di iniziativa in Toscana

6 febbraio 2017 – 12:18 |

Lorenzo Roti, Sandra Gostinicchi, Irene Bellini

La sanità d’iniziativa, declinata attraverso il Chronic Care Model, ha dimostrato di essere uno strumento efficace nella gestione delle malattie croniche, prevenendo l’aggravamento delle patologie, riducendo il ricorso ai ricoveri ospedalieri e gli accessi al pronto soccorso. In Toscana – dove più della metà della popolazione è assistita con questo modello – sta per entrare in vigore un nuovo approccio, non più basato sulle singole patologie, ma sulla stratificazione dei bisogni assistenziali e sul rischio cardiovascolare.

Come integrare ospedale e territorio. Con la Casa della salute.

3 ottobre 2016 – 14:21 |

Giancarlo Casolo

Con questo lavoro, silenzioso, poco visibile ho recuperato le motivazioni che talora in ospedale è difficile mantenere. I pazienti e i loro familiari manifestano soddisfazione, il medico di famiglia ottiene un sostegno diagnostico-terapeutico che consente di condividere scelte, talora anche difficili ma fondamentali. Sicuramente sono stati ridotti ricoveri e prestazioni non necessarie, ma soprattutto credo che stiamo assolvendo a uno dei più alti compiti che la nostra professione ci chiede: quello della cura del paziente e non solo del suo cuore.

Il percorso di formazione specifica in medicina generale in Italia

8 febbraio 2016 – 07:30 | 2 commenti

Gruppo Medicina Generale RIISG: Laura Cuccuru, Viviana Forte, Gianluca Marini, Alessandro Mereu, Agostino Panajia, Nicola Pecora, Giovanni Volpe.

Questo è il primo di una serie di articoli che verranno proposti dal gruppo di ricerca indipendente sulla formazione in medicina generale nato nella Rete Italiana Insegnamento Salute Globale (RIISG). Il gruppo nasce spinto dal desiderio di indagare la qualità, le problematicità, le esperienze formative dei corsisti, dei tutor, dei docenti e dei coordinatori che partecipano o hanno partecipato ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG) in Italia.

Sanità di iniziativa in Toscana

19 novembre 2015 – 10:05 |

Irene Bellini e Paolo Francesconi

Uno studio effettuato su pazienti diabetici e cardiopatici assistiti con Chronic Care Model ha evidenziato una significativa riduzione della mortalità rispetto a un gruppo di controllo assistito in modo convenzionale. Con la sanità d’iniziativa migliora l’assistenza, migliora la soddisfazione dei pazienti, migliorano anche gli indicatori di processo, ma aumenta anche il tasso di ospedalizzazione: un esito non previsto, ma che ha le sue spiegazioni.

Progetto InNov@FIMMG. È questa l’innovazione dei medici di famiglia?

13 ottobre 2015 – 15:03 | Un commento

Alice Cicognani, Viviana Forte e Cecilia Francini

Si prende un modello noto e collaudato, come il Chronic Care Model. Lo si utilizza, molto parzialmente, per una sola malattia, con la sponsorizzazione di una ditta farmaceutica. E questa la chiamano innovazione? E i medici che partecipano sono consapevoli di essere parte attiva della relazione intrinsecamente conflittuale e insidiosa tra professionisti sanitari e industria farmaceutica?

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