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Articoli taggati con: Prevenzione

La metropolitana urbana pedonale. Per una vita attiva e sana

6 Febbraio 2019 – 10:10 | Un commento

Luciano Rizzi

Il percorso, ad anello, è lungo circa 6 km  perché la maggior parte delle persone in salute riesce a fare la camminata veloce alla velocità di 6 km/ora e per 1 ora.   Il percorso diventa una metropolitana urbana pedonale tramite le stazioni (per salire e scendere dal binario), identificate nei punti riconoscibili dai residenti e baricentriche di zone ad alta densità abitativa.  Il progetto punta alla ricerca dell’empowerment collettivo piuttosto che dell’empowerment individuale, perché l’empowerment collettivo si è dimostrato, come la letteratura riferisce, più efficace nel raggiungere cambiamenti comportamentali al riguardo dell’inattività fisica delle persone.

L’attività fisica nel mondo  

4 Febbraio 2019 – 09:32 |

Gino Sartor

La maggiore prevalenza di insufficiente attività fisica nei Paesi ad alto reddito fa emergere la necessità di politiche volte a favorire il trasporto non motorizzato, ad esempio tramite la costruzione di infrastrutture ciclabili o pedonali, o la promozione dello sport nel tempo libero. In secondo luogo, la più alta prevalenza di insufficiente attività tra le donne può essere indice da un lato di una carenza di luoghi sicuri ed accessibili dove praticare attività fisica, dall’altro di norme e tradizioni sociali e culturali.

I limiti dello screening per il tumore al seno

17 Dicembre 2018 – 11:02 |

Andrea Maurizzi

Sottoponendo 2000 donne a screening mammografico regolare è possibile prevenire una morte, ma allo stesso tempo 10 donne verranno sottoposte ad accertamenti, interventi e terapie inutili, con effetti collaterali e aumento relativo della mortalità per cause cardiovascolari e per altri tumori. La mammografia permette quindi di trattare tempestivamente e con interventi meno estesi i tumori a stadi precoci, ma circa un terzo di questi non avrebbero necessitato di quel tipo di trattamento. I falsi allarmi e lo stress. La necessità di rivedere le strategie.

O salute in tutte le politiche, o nulla

22 Ottobre 2018 – 09:54 |

Giacomo Galletti

I fattori di rischio per la salute si annidano un po’ ovunque, ma, soprattutto, costano. L’alimentazione malsana, l’inattività fisica, il fumo, l’alcol, ma anche l’inquinamento, la malattia mentale e altri comportamenti poco salutari sono fonti di costi. Questi, a quantificarli ad uno ad uno come fanno gli autori, scaricano sul servizio sanitario un ammontare di billions che, cumulandosi negli anni e senza adeguate coperture, potrebbe far saltare il banco delle coperture finanziarie di un sistema sanitario integro.

Muoversi per la vita

19 Marzo 2018 – 09:41 |

Adriano Cattaneo

Le persone che svolgono attività fisica moderata o intensa hanno mostrato una riduzione rispettivamente del 20% e del 35% della mortalità, oltre a una riduzione del 14% per i grandi eventi cardiovascolari, rispetto ai sedentari. Le riduzioni di mortalità ed incidenza di eventi cardiovascolari maggiori sono associate a qualsiasi tipo di attività fisica, sia essa legata al lavoro (in casa, sul luogo di lavoro, per trasporto attivo) o ad attività ricreative (camminare, correre, nuotare, pedalare, etc).

Intervento di contrasto della tubercolosi negli homeless

8 Marzo 2018 – 10:01 |

Massimo Valsecchi e Mariasole Migliorini

L’attuale sistema di contrasto alla tubercolosi si fonda sull’indagine epidemiologica dei casi di TB manifesta. Il limite di questa modalità di intervento è che viene persa la possibilità di anticipare la diagnosi (e di contrastare il contagio di altri soggetti) prima che la malattia evolva dalla fase latente a quella manifesta. Per ovviare a questo limite è stato attivato a Verona (dal 2013 al 2017) un intervento di medicina di iniziativa che ha cercato di individuare (e curare) i soggetti nella fase di tubercolosi latente spostando il momento della diagnosi dagli ambulatori della struttura pubblica alle mense gestite dalle organizzazioni religiose.

Il cancro delle donne. Una sfida per l’equità e la salute globale (II parte)

21 Febbraio 2018 – 08:43 |

Chiara Milani e Gino Sartor
I cancri della mammella e della cervice uterina sono i cancri più comuni nelle donne che vivono nei paesi a basso e medio reddito, dove le opportunità per la prevenzione e la diagnosi precoce sono poche ed evidenziano enormi diseguaglianze nella salute globale. Le strategie di contrasto includono la comprensione dei determinanti sociali di salute, il coinvolgimento della comunità, delle risorse locali e dei sistemi sanitari, l’empowerment della donna, il potenziamento dei servizi per la salute materno-infantile e infine una maggiore formazione dei professionisti sanitari sulle opportunità di prevenzione e di diagnosi precoce. Investire nella salute delle ragazze e delle donne è un investimento nello sviluppo delle nazioni e del loro futuro.

Health literacy e sanità pubblica

7 Febbraio 2018 – 11:53 |

Chiara Lorini, Guglielmo Bonaccorsi
Un’organizzazione sanitaria si può definire health-literate se: Assicura un facile accesso alle informazioni e ai servizi sanitari e fornisce supporto alla “navigazione” all’interno della propria struttura. Progetta e utilizza immagini, video, contenuti multimediali facili da comprendere ed utilizzare. Utilizza l’health literacy nelle situazioni ad alto rischio (i.e. trasferimenti interni o dimissioni ospedaliere verso residenze sanitarie a minor complessità o verso il domicilio, trasferimenti ad altri istituti, comunicazioni e informazioni sull’utilizzo di farmaci). Comunica chiaramente che cosa viene offerto dal servizio sanitario e quali sono invece i costi a carico del cittadino.

Quale è l’efficacia delle politiche alcologiche?

31 Gennaio 2018 – 10:17 |

Allaman Allamani, Fabio Voller e Francesco Cipriani

Sulla base di studi recenti sull’efficacia delle misure per il controllo dei consumi di bevande alcoliche e delle conseguenze ad essi associate, l’indicazione di un’unica lista di politiche alcologiche valida per tutti i paesi non appare fondata su evidenze scientifiche. Infatti l’efficacia di tali misure risulta variare, anche notevolmente, secondo i paesi. Ciò può essere spiegato con l’effetto preponderante che i fattori socioculturali ed economici hanno sui cambiamenti.

Screening del tumore polmonare. A che punto siamo?

18 Gennaio 2018 – 13:11 | Un commento

Andrea Lopes Pegna
I convincenti risultati del più ampio studio svolto negli USA hanno determinato un netto cambiamento a favore dello screening con Tac a basso dosaggio (LDCT), che è stato così considerato un mezzo efficace di riduzione della mortalità per cancro del polmone anche da parte del mondo scientifico che in precedenza era scettico riguardo a questa metodica. Così nel giro di appena due anni lo screening con LDCT è diventato parte delle raccomandazioni delle principali linee guida delle organizzazioni scientifiche nord americane. Ma ci sono ancora diverse sfide da superare per poter iniziare lo screening.

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