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Articoli taggati con: Salute e mercato

Il caso Tamiflu e la reputazione di Big Pharma

19 giugno 2017 – 09:41 |

Gavino Maciocco

L’OMS ha declassato il farmaco contro l’influenza oseltamivir (Tamiflu della Roche) all’interno della lista dei farmaci essenziali perché una revisione delle prove ha notevolmente ridotto, quasi annullato, i vantaggi della sua utilizzazione. Ma nel 2009, al tempo della pandemia influenzale A/H1N1, la stessa OMS ne raccomandava l’uso. La Tamiflu Story è una brutta storia fatta di conflitti d’interessi, di opacità e di manipolazione dei dati scientifici a scopo commerciale, di comportamenti elusivi, al limite della complicità da parte di istituzioni scientifiche e di controllo. Ma è anche una bella storia per chi si è battuto per anni nella ricerca della verità.

Il Piano Nazionale della Cronicità e l’anomalia lombarda

29 maggio 2017 – 10:40 |

Gavino Maciocco
La sanità d’iniziativa lombarda è del tutto anomala: basata su tariffe e risparmio, su competizione e mercato, sulla presenza opzionale dei medici di medicina generale, sull’assenza di efficaci interventi di prevenzione e di supporto all’autocura. Il tutto avviene in un contesto privo della infrastruttura fondamentale e irrinunciabile in ogni seria strategia di gestione delle malattie croniche: il distretto e l’organizzazione delle cure primarie. L’affossamento di questa infrastruttura, avvenuto diversi anni fa, è una sorta di “peccato capitale” della sanità lombarda. Un peccato da cui non si può essere assolti dando vita a un surrogato debole e improprio: il Centro Servizi.

Sanità lombarda e cronicità. Riforma confusa, con metodo

24 maggio 2017 – 10:36 |

Aldo Gazzetti

La sanità lombarda sembra evolversi, espandersi e mutarsi nei propositi e nei tempi a seconda delle reazioni e delle pressioni dei vari stakeholders. Alcuni hanno definito tutto questo una riforma confusa ma in questa apparente confusione c’è del metodo. E’ un disegno complesso e strategico che va compreso in tutti i numerosi aspetti: nella maggiore Regione Italiana cambia radicalmente il sistema organizzativo di offerta e gestione della sanità, controllato per larga parte da entità private. A queste la Regione delega ed assegna le funzioni di programmazione, committenza ed erogazione diretta ed indiretta per il 30% della popolazione classificata come affetta da malattie croniche e grande consumatrici di servizi.

Coca Cola e giornalisti scientifici

15 maggio 2017 – 10:14 | Un commento

Adriano Cattaneo

Alla Coca Cola, evidentemente, non bastava il fatto che medici e ricercatori piegassero la scienza agli interessi della ditta. Bisognava che qualcuno usasse i risultati della “ricerca” per inondare di messaggi il pubblico. Chi meglio dei giornalisti? Un articolo del BMJ svela ora come la ditta abbia segretamente finanziato conferenze per giornalisti in alcune sedi universitarie degli Stati Uniti per stimolare la disseminazione di articoli favorevoli alle bibite zuccherate.

Lombardia. I malati cronici al miglior offerente

18 aprile 2017 – 11:32 | 2 commenti

Aldo Gazzetti e Gianluigi Trianni

In Lombardia è scoccata l’ora della privatizzazione completa delle cure primarie e della medicina d’iniziativa. L’assistenza di un milione e mezzo di pazienti cronici gravi viene data in appalto a un nucleo ristretto di gestori, per lo più privati. Di qui la concorrenza tra filiere aziendali di servizi sanitari a cui viene assegnata per un periodo annuale la gestione quasi totale del malato cronico. Quale la libertà di scelta del paziente? Quale il ruolo del medico di medicina generale?

In basso e a sinistra (ci sta il cuore)

3 aprile 2017 – 10:13 |

Marianna Parisotto

In basso e a sinistra ci sta il cuore, dicono le zapatiste e i zapatisti, il luogo da cui è possibile reinventare il nostro mondo, per costruirne uno che sappia accogliere i tanti mo(n)di possibili. A San Cristobal de las Casas nel Chiapas si è recentemente tenuto un incontro tra zapatiste/i e ricercatori scientifici. La necessità di riappropriarsi dei saperi, della produzione della conoscenza e del suo uso al servizio dell’umanità e della vita degna.

La salute non si vende, si difende!

29 marzo 2017 – 09:37 |

A cura di Chiara Bodini

In Italia e in tutta Europa ci si mobilita verso il 7 aprile, giornata contro la commercializzazione della salute e la privatizzazione della sanità. Per contrastare questa deriva, è necessario creare un fronte ampio di mobilitazione tra tutte le persone e le organizzazioni che difendono una sanità pubblica di qualità, solidale, gratuita e universale, al fine di tutelare la salute contrastando la sua mercificazione.

L’incerto futuro dell’OMS

1 marzo 2017 – 12:43 |

Nicoletta Dentico

Almeno 135 paesi membri dell’Oms hanno incorporato il diritto costituzionale alla salute, nel nord e nel sud del mondo. Eppure, attualmente è difficile intravedere questo tipo di narrazione nelle stanze dell’Oms: prevale il discorso della health security – il contenimento dei virus, con potenziali tentazioni di “neocolonialismo sanitario”-, dell’azione in ottica di emergenza, insomma un approccio interventista d’urgenza a tutto campo.

Epatite C, AIFA e Licenza Obbligatoria

20 febbraio 2017 – 09:37 | 3 commenti

Gavino Maciocco

“Se non accetteranno di ridurre i prezzi potremmo arrivare a chiedere al governo come estrema ratio l’applicazione degli accordi internazionali Trips del 2006, che in caso di emergenze di salute pubblica consentono agli Stati il ricorso alla licenza obbligatoria”, parola di AIFA, che sembra aver perso la pazienza di fronte alle pretese di Gilead (dopo avergli concesso tanto). Nel frattempo nulla si muove nell’assistenza ai pazienti. Il diritto alla cura per centinaia di migliaia di persone è ancora negato.

Chi salverà il Servizio sanitario inglese?

16 febbraio 2017 – 09:56 | Un commento

Gavino Maciocco

La crisi di questi giorni si manifesta con il più classico segnale del fallimento del sistema: ospedali che non riescono a ricevere i malati, dipartimenti di emergenza che scoppiano, chirurgia di elezione sospesa a tempo indeterminato (compresa quella oncologica), chiusura dei reparti di maternità. La reazione della premier Theresa May è stata quella di incolpare i medici di famiglia, accusandoli di non lavorare il fine settimana e minacciandoli di ritorsioni economiche.

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