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Articoli taggati con: Salute e mercato

L’incerto futuro dell’OMS

1 marzo 2017 – 12:43 |

Nicoletta Dentico

Almeno 135 paesi membri dell’Oms hanno incorporato il diritto costituzionale alla salute, nel nord e nel sud del mondo. Eppure, attualmente è difficile intravedere questo tipo di narrazione nelle stanze dell’Oms: prevale il discorso della health security – il contenimento dei virus, con potenziali tentazioni di “neocolonialismo sanitario”-, dell’azione in ottica di emergenza, insomma un approccio interventista d’urgenza a tutto campo.

Epatite C, AIFA e Licenza Obbligatoria

20 febbraio 2017 – 09:37 | 3 commenti

Gavino Maciocco

“Se non accetteranno di ridurre i prezzi potremmo arrivare a chiedere al governo come estrema ratio l’applicazione degli accordi internazionali Trips del 2006, che in caso di emergenze di salute pubblica consentono agli Stati il ricorso alla licenza obbligatoria”, parola di AIFA, che sembra aver perso la pazienza di fronte alle pretese di Gilead (dopo avergli concesso tanto). Nel frattempo nulla si muove nell’assistenza ai pazienti. Il diritto alla cura per centinaia di migliaia di persone è ancora negato.

Chi salverà il Servizio sanitario inglese?

16 febbraio 2017 – 09:56 | Un commento

Gavino Maciocco

La crisi di questi giorni si manifesta con il più classico segnale del fallimento del sistema: ospedali che non riescono a ricevere i malati, dipartimenti di emergenza che scoppiano, chirurgia di elezione sospesa a tempo indeterminato (compresa quella oncologica), chiusura dei reparti di maternità. La reazione della premier Theresa May è stata quella di incolpare i medici di famiglia, accusandoli di non lavorare il fine settimana e minacciandoli di ritorsioni economiche.

Farmaci anticancro, sopravvivenza ed etica

18 gennaio 2017 – 11:20 |

Andrea Lopes Pegna

Per la natura sempre più speculativa e finanziaria dell’industria farmaceutica non sorprende che pesanti ombre accompagnino tutte le fasi di sviluppo dei farmaci antitumorali, dalla ricerca all’applicazione clinica. Irregolarità e abusi nel reclutamento dei pazienti, nella rappresentatività del campione, nella scelta degli “endpoints”, nella tempistica per ottenere la registrazione del farmaco, nell’uso del consenso informato al momento della cura. Decine di migliaia di euro all’anno per paziente per terapie che possono prolungare la vita del malato di tumore solo di poche settimane o di pochi mesi.

Io Daniel Blake

16 novembre 2016 – 09:27 |

Loretta De Nigris e Gavino Maciocco

Un film da non perdere. Ci si emoziona e ci si sdegna per il destino del protagonista, che passa della malattia all’indigenza e alla fine muore stritolato più dalle vessazioni subite che dalla malattia. Non un caso umano, ma un caso politico. Che inizia nel 2007, quando il New Labour di Tony Blair decide di riformare il welfare britannico – in particolare la sanità e la previdenza – attraverso l’iniezione di generose dosi di privato.

Governi e Big Sugar. La dolce vita

26 ottobre 2016 – 10:11 |

Adriano Cattaneo

Per molto tempo è stato il governo americano a difendere gli interessi dell’industria dello zucchero facendo pressioni sull’OMS per impedire risoluzioni che ne limitassero il consumo nella dieta. Negli ultimi anni anche il governo USA (Obama non è Bush) ha appoggiato le raccomandazioni dell’OMS. A obiettare sulle limitazioni del consumo di zucchero raccomandate dalla comunità internazionale è subentrato il governo italiano, con le affermazioni del Ministro Lorenzin: “Non è facendo questo tipo di divieti che noi costruiamo la cultura dell’alimentazione”.

Renzi & Big Tobacco

24 ottobre 2016 – 10:05 | 2 commenti

Angelo Stefanini

L’Italia è stata identificata dalla Philip Morris come finora l’unico paese occidentale tra i tre “mercati-chiave” su cui puntare, assieme a Indonesia e Russia. Investire nell’economia del tabacco, gettandosi tra le braccia letali di Big Tobacco, rappresenta una scelta politica molto grave di cui il governo non può ignorare le enormi implicazioni, a cominciare del suo impatto sulla salute. E l’industria del tabacco ringrazia con un’elargizione di 150 mila euro.

Epatite C. La latitanza della politica

30 settembre 2016 – 10:04 | 2 commenti
EpatiteCUnaPaziente

Gavino Maciocco

Un governo, come quello italiano, che pretende (e ottiene anche) il massimo della flessibilità rispetto alle regole europee per far quadrare il bilancio dello stato perché non usa la stessa determinazione per conseguire la stessa flessibilità (consentita dai trattati) riguardo ai brevetti farmaceutici? Quali pressioni sono state esercitate sul governo italiano perché sul caso dei farmaci contro l’epatite C prevalessero le logiche e gli interessi della finanza speculativa a scapito della salute della popolazione e delle finanze del servizio sanitario nazionale?

Epatite C. Prezzo dei farmaci, Ordini dei medici e Nazioni Unite

28 settembre 2016 – 09:41 | Un commento

Roberto Satolli

Il prezzo dei nuovi farmaci anti epatite C è imposto per ogni paese al livello più alto possibile per la ricchezza nazionale, in modo che risulti sostenibile solo a patto di curare una minoranza dei malati. In questo modo s’ingiunge un razionamento senza precedenti, che non solo viola l’uguaglianza davanti alla salute, ma costringe a usare i farmaci nei malati più gravi, che ne possono trarre poco beneficio; e aspettare che si aggravino quelli che potrebbero evitare i danni irreversibili al fegato. E non è un effetto indesiderato, ma voluto.

Epatite C. Licenza obbligatoria all’americana

8 settembre 2016 – 09:49 | 3 commenti

Gavino Maciocco

Cosa è giusto fare quando due diritti diventano inconciliabili: il diritto alla libera impresa e il diritto alla vita? Il caso Sofosbuvir/Gilead si applica perfettamente a questo dilemma. Negli USA esistono norme precise per risolverlo, limitando la proprietà di un brevetto quando questo è stato ottenuto con il contributo di fondi statali o quando sono preminenti i motivi di pubblica utilità. Ma queste norme non sono mai state applicate ai brevetti biomedici, a causa delle pressioni dell’industria farmaceutica sulla politica e sull’amministrazione. Così i cittadini americani sono doppiamente colpiti e beffati: 1. come contribuenti, perché hanno finanziato la ricerca del farmaco, 2. come pazienti, perché quel farmaco è costosissimo (molto più caro che in altri paesi) e viene drammaticamente razionato. Negli USA si è aperto il dibattito sulla più importante rivista di politica sanitaria. E in Italia?

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