Africa e Aids. Il Papa e la letteratura scientifica

di Gavino Maciocco

909_popeafrica“L’epidemia di Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi”. Le parole del Papa pronunciate nel corso della sua visita in Africa hanno suscitato vaste reazioni e aspre critiche. Gli argomenti di Lancet e British Medical Journal.

Nella sua prima visita in Africa Papa Benedetto XVI, il 17 marzo, ha rilasciato un’intervista nel corso della quale, a proposito dell’epidemia di Aids, ha affermato che questa “non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi“. La frase (successivamente ritoccata nel bollettino ufficiale della Santa Sede: “non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema”) ha suscitato immediate critiche da parte di governi (Francia, Germania, Belgio, Spagna) e di vari organi di stampa, dal New York Times al Times.

La letteratura scientifica internazionale non ha ignorato le dichiarazioni del Papa.

Lancet gli ha dedicato un breve, caustico editoriale[1] (a partire dal titolo: “Redemption for the Pope?“) che si conclude così: “Quando qualunque persona influente, sia essa un leader religioso o politico, fa un’affermazione scientificamente falsa che può avere effetti devastanti sulla salute di milioni di persone, questa dovrebbe ritrattare o correggere la linea. In mancanza di ciò da parte di papa Benedetto, si tratterebbe di un immenso disservizio nei confronti della popolazione e di coloro che si occupano di salute pubblica, incluse le molte migliaia di cattolici che lavorano senza posa per cercare di prevenire la diffusione dell’Hiv nel mondo”.

La questione è trattata dal British Medical Journal (BMJ) in modo più articolato. Un articolo nelle News, “Le affermazioni del Papa che i preservativi aggravano il problema dell’Hiv/Aids si attirano un’ampia condanna”[2], e un commento dell’associate editor della rivista, Douglas Kamerow, “La posizione papale su preservativi e Hiv. Sarebbe una benedizione se Benedetto XVI smettesse di sostenere politiche che mettono in pericolo la salute delle persone più bisognose del mondo”[3].

Nel primo articolo si riportano le reazioni di governi, del mondo scientifico, di vari movimenti impegnati nella lotta contro l’Aids. Si cita infine uno studio indipendente sull’atteggiamento dei cattolici nei confronti dei preservativi, commissionato da un gruppo cattolico americano, “Catholics for Choice”[4] (in Risorse). L’affermazione “Usare il preservativo è a favore della vita (prolife) perché aiuta a salvare le vite umane evitando al diffusione dell’Aids” ha registrato il supporto del 59% degli intervistati in Ghana, del 90% in Messico, del 77% nelle Filippine, del 79% negli USA e dell’86% in Irlanda.

Il commento di D. Kamerow è ampio e affronta vari aspetti della questione, tra cui quello della monogamia, indicata dalla Chiesa, insieme all’astinenza, la via maestra per prevenire l’Aids. “Questa posizione, afferma l’autore, ignora la realtà della vita familiare in Africa sub-sahariana. Dove molta parte della diffusione dell’Hiv avviene all’interno, e non al di fuori, del matrimonio, da mariti infetti che hanno rapporti non protetti con le loro mogli. Se i preservativi non sono disponibili, queste donne sono costrette a fare la scelta “impossibile” tra rifiutare di avere rapporti sessuali con i propri mariti (rischiando di essere stuprate) e consentire di fare sesso (rischiando di rimanere infettate)”.

È ben nota la posizione della Chiesa contro il preservativo, afferma Kamerow, ma ci potrebbe essere una soluzione all’apparentemente irrisolvibile conflitto tra uso dei preservativi e prescrizioni religiose. La soluzione potrebbe essere nel separare le finalità preventive delle malattie dagli effetti contraccettivi. C’è un precedente al riguardo: molti medici e ospedali cattolici prescrivono contraccettivi orali non per evitare le gravidanze ma per trattare i disturbi mestruali. Al pari, conclude Kamerow, non sarebbe così traumatico da parte della Chiesa cattolica ammettere tacitamente l’uso del preservativo come parte di un ampio programma di prevenzione, per ridurre la diffusione dell’Hiv, anche se solo all’interno del matrimonio.

Risorse

BELDEN RUSSONELLO & STEWART. Catholic Attitudes on Condoms in the Prevention of HIV and AIDS. Analysis of a five-nation survey for Catholics for Choice. November 2007. [PDF: 308Kb]

Bibliografia

  1. Editorial. Redemption for the Pope? Lancet 2009; 373:1054
  2. Roehr B. Pope’s claims that condoms esacerbate HIV and AIDS problem attract wide condemnation. BMJ 2009; 338: 737.
  3. Kamerow D. The papal position on condoms and HIV. BMJ 2009; 338: 745.
  4. Catholic Attitudes on Condoms in the Prevention of HIV and AIDS. Analysis of a five-nation survey for Catholics for Choice. November 2007. [PDF: 308Kb]