Obamacare. La riforma è salva

Gavino Maciocco

Il verdetto della Corte Suprema è giunto inaspettato perché lo schieramento dei giudici è di solito a favore dei repubblicani. Obama ha evitato una sconfitta catastrofica a pochi mesi dalle elezioni presidenziali.La riforma sanitaria di Barack Obama (Obamacare) è salva.  Ieri, 28 giugno, – dopo 3 mesi di esame – la Corte Suprema ha respinto il ricorso presentato da 26 stati (capofila la Florida) contro la parte della legge che obbliga tutti coloro che non godono di una copertura assicurativa pagata dal proprio datore di lavoro (e che non sono titolari di assicurazioni pubbliche) ad assicurarsi.  La tesi dei ricorrenti è che lo stato non può obbligare nessuno ad acquistare qualcosa, più estesamente lo stato non deve occuparsi di coperture assicurative private.

Il verdetto della Corte Suprema è giunto inaspettato perché lo schieramento dei giudici è di 5 a 4 a favore dei conservatori.  Nessuno si aspettava che il presidente della Corte – il conservatore John Roberts – si esprimesse a favore della legge approvata dal parlamento americano nel marzo 2010.  La motivazione scritta dallo stesso Roberts è che la multa inflitta a chi non si assicura va considerata una tassa e la Costituzione americana non impedisce allo stato di imporre delle tasse.

Detta multa sarà di 95 $ (o l’1% del reddito) nel 2014, di 325 $ (o il 2% del reddito) nel 2015, di 695 $ (o il 3,5% del reddito) nel 2016 (fino a un massimo di 2,085 $ l’anno).

Va ricordato che la stessa legge prevede sussidi alle famiglie (4 persone) con un reddito inferiore a 88.200 $; sussidi crescenti man mano che si scende nei livelli di reddito. Inoltre, il costo della polizza non dovrà superare il 9,5 del reddito (per i redditi più alti) o il 3% del reddito (per i redditi più bassi). Infine, la legge prevede l’iscrizione (gratuita) a Medicaid tutti coloro che hanno un reddito inferiore a 29,327 $ (per una famiglia di 4 persone). Ciò comporterà un incremento della copertura assicurativa di 16 milioni di persone.

Per i contenuti completi della riforma vedi Dossier Usa.

Obama può tirare un sospiro di sollievo perché la bocciatura della legge (il respingimento di quella parte avrebbe di fatto affondato l’intera riforma) sarebbe stato per lui un scacco pesantissimo, cancellando l’atto più significativo del suo mandato presidenziale a pochi mesi dalle elezioni politiche (novembre 2012). “È una vittoria per tutto il popolo americano – ha detto Obama commentando la sentenza -. La riforma sanitaria deve essere ora attuata pienamente e migliorata se possibile. Ma non si torna più indietro”

 

 

 

 

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