The Lancet Global Health. Open access

globalhealthGavino Maciocco

Lancet ha avuto il merito non solo di riflettere in profondità sul concetto di salute globale, ma anche di fornire ai lettori, a getto continuo, una massa di articoli sul tema. Ora esce una rivista mensile, online, liberamente accessibile.


Molto si è scritto anche sull’accezione di salute globale, e in particolare sull’aggettivo “globale”.
Globale, perché i processi di globalizzazione che negli ultimi tre decenni hanno coinvolto l’economia, la finanza, le comunicazioni hanno interessato anche la salute sotto molteplici aspetti. Nella rapidità e intensità con cui si possono diffondere su scala planetaria i fattori di rischio delle malattie trasmissibili e anche di quelle non trasmissibili (vedi epidemia di obesità); nelle conseguenze legate allo sfruttamento delle risorse naturali e all’utilizzo delle  fonti energetiche da cui i cambiamenti climatici e le crisi alimentari e dell’acqua; nelle politiche sanitarie orientate al mercato e alla privatizzazione dei servizi, dietro l’impulso di istituzioni internazionali come Banca Mondiale e Organizzazione Mondiale del Commercio; nella spinta alla migrazione da una nazione all’altra, da un continente all’altro, di masse di popolazione, ivi compresi gli operatori sanitari.

Ma il termine globale non va inteso soltanto in termini geografici: globale anche in termini di complessità, di grandezza dei problemi e delle questioni che entrano in gioco nella genesi delle malattie e nelle strategie per la tutela della salute.  Così parlare di salute globale significa occuparsi dei determinanti sociali di salute, delle cause delle cause (economiche, politiche, ambientali, etc) delle malattie, e dei necessari interventi intersettoriali e multidisciplinari, così come indicato quasi profeticamente nella Dichiarazione di Alma Ata del 1978.

I contenuti concettuali di Global health attingono – come osserva un articolo di Lancet del 2009[1] – a due differenti, ma complementari, discipline: Public health e International health.

La Sanità pubblica nasce nel 19° secolo sotto la spinta di figure straordinarie come Farr, Chadwick, Virchow, Koch e  Pasteur che fondarono la nuova disciplina sulla base di quattro fattori:

  1. La scelta delle decisioni basata sui dati e sulle prove (statistiche vitali, sorveglianza delle epidemie, uso del laboratorio).
  2. L’attenzione concentrata sulle popolazioni piuttosto che sugli individui.
  3. L’obiettivo della giustizia sociale e dell’equità.
  4. L’enfasi sulla prevenzione piuttosto che sulla cura.

La Sanità internazionale si è sviluppata, più di recente, su due diverse direttrici:

  1. L’attenzione ai problemi sanitari dei paesi in via di sviluppo, vedi malattie infettive e tropicali,  tutela materno-infantile, nutrizione, approvvigionamento idrico.
  2. L’analisi comparata dei sistemi sanitari internazionali, delle loro organizzazioni, dei costi, dei risultati di salute.

La Salute globale è la fusione di queste due discipline che Lancet, nel citato articolo, così definisce:

“Global health is an area for study, research and practice that places a priority on improving health and achieving equity in health for all people worldwide. Global health emphasizes transnational health issues, determinants, and solutions; involves many disciplines within and beyond the health sciences and promotes interdisciplinary collaboration; and is a synthesis of population-based prevention with individual-level clinical care.”

Lancet ha avuto il merito non solo di riflettere in profondità sul concetto di salute globale, ma anche di fornire ai lettori, a getto continuo, una massa di articoli sul tema, in generale e su specifici aspetti: epidemiologia (es: burden of disease); bisogni della popolazione ( es: maternal and child care); sistemi sanitari (es: China).

A questo punto non poteva mancare una branca della rivista ad hoc (come Lancet aveva già fatto con oncologia, neurologia e malattie infettive) e così a giugno è stata lanciata una specifica pubblicazione online, The Lancet Global Health.

The Lancet Global Health è una rivista mensile, online, open access e quindi liberamente accessibile, un messaggio importante questo: per diffonderne la lettura a livello globale, sia in termini geografici che di gruppi di lettori (quindi con un  occhio di riguardo per gli studenti e i lettori dei paesi più poveri).  Interessante notare la singolare clausola. anche se la rivista è open access:

“All the articles remain the property of the authors, and  reuse by others is permitted under a variety of Creative Commons licences, from the most restrictive to the most liberal, according to authors’ own preferences”.

Il numero 1 di luglio 2013 contiene 4 articoli originali (e relativi commenti) di notevole interesse riguardanti anemie, ritardo di crescita intrauterino,  intervento di cataratta, cause di febbre non-malaria.

Bibliografia

  1. Koplan JP, et al. Towards a common definition of global health. Lancet 2009; 373: 1993–95

 

2 commenti

  1. tra i padri della sanità pubblica del secolo XIX hai dimenticato John Snow, che da un lato somministrava l’etere alla regina Vittoria durante i parti, dall’altro andava a intervistare le vecchiette che si abbeveravano alla pompa di Broad Street. Senza John Snow non avremmo sviluppato tutte le misure di incidenza, quelle che alla fin fine ci permettono di arrivare alle cause delle cause.

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