L’Europa quando sente parlare di accoglienza mette mano alla pistola

accoglienza_flussi_migratoriGavino Maciocco

Possiamo distruggere tutti i barconi che vogliamo, possiamo pure bombardare gli scafisti, ma questo non fermerà i crescenti flussi migratori dall’Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa. E – oltre ai facili discorsi demagogici – qualche parola di verità sulle radici di questi flussi andrebbe pronunciata.

La Repubblica di mercoledì 22 aprile. Titolo in alto a pagina 4. “Il pressing di Palazzo Chigi. Una coalizione europea per l’intervento armato, Italia pronta alla guida”. Sotto la vignetta di Ellekappa. “L’Europa verso un’operazione militare”, dice uno. “È fatta così, quando sente parlare di accoglienza mette mano alla pistola”, conclude l’altro.

Il piano europeo è vergognoso, afferma la Conferenza Episcopale Italiana. “Ancora una volta – ha denunciato monsignor Giancarlo Perego – si pensa di contrastare i trafficanti e non tutelare le persone attraverso i canali umanitari, un piano sociale europeo nei Paesi di arrivo dei profughi e migranti, la cooperazione locale”. “Parole come affondare, distruggere, respingere, senza che siano accompagnate da parole come tutelare, salvare, accogliere, non hanno prospettiva”. “L’aspetto importante è contrastare i trafficanti, come già faceva ‘Mare Nostrum’, ma al tempo stesso non dimenticare che ci sono vite da salvare. Se è vero che occorre un piano internazionale di intervento nel Nord Africa, deve essere di pace, di messa in sicurezza delle persone e di una collaborazione con tutte le realtà e le forze locali per combattere i trafficanti”.

Possiamo distruggere tutti i barconi che vogliamo, possiamo pure bombardare gli scafisti, ma questo non fermerà i crescenti flussi migratori dall’Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa. E – oltre ai facili discorsi demagogici – qualche parola di verità sulle radici di questi flussi andrebbe pronunciata, soprattutto per rispetto dei giovani che osservano disorientati le immani tragedie che scorrono tutti i giorni davanti ai loro occhi.

Come non parlare della guerra in Iraq, che ha destabilizzato un intera regione e – con le prigioni di Guantanamo e Abu Ghraib – ha suscitato montagne di odio. I frutti avvelenati di questa guerra sono sotto gli occhi di tutti, tra cui il disfacimento della Siria con milioni di vittime e di profughi.

Come non parlare della crescita delle immani disuguaglianze nel mondo e delle ripetute promesse dei paesi più ricchi di andare a aiutare i più poveri a casa loro, proprio per prevenire le tanto temute ondate di flussi migratori. Promesse regolarmente disattese dalla stragrande maggioranza dei paesi (l’Italia come sempre tra i peggiori), come si può osservare leggendo la pagina dell’OECD Development aid stable in 2014 but flows to poorest countries still falling. In particolare i grafici del documento dell’OCSE rivelano come gli aiuti ai paesi più poveri siano diminuiti e come l’obiettivo di destinare lo 0,7% del PIL a interventi di cooperazione e di lotta alla povertà sia largamente disatteso da paesi potenti come USA, Germania, Francia, Canada e Giappone (si salvano solo i paesi scandinavi e la Gran Bretagna).

Post scriptum a proposito di EXPO 2015 (e di respingimenti dei migranti)

Mentre a Milano tra qualche giorno si discuterà di cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, a Firenze da qualche tempo si discute sull’intenzione dell’amministrazione comunale di cessare la sovvenzione delle mense della Caritas, per la parte riguardante i non residenti (e gli stranieri, i migranti appunto, rappresentano la grande maggioranza degli utenti di queste mense).

2 commenti

  1. …Tutto quello che scrivi,da me, é assolutamente condivisibile!! Ma siamo due o tre,io ,te , Papa Francesco e pochi altri, in questa Italia dove tra l’altro bisogna stare attenti e parlarne sommessamente perché magari ci fanno passare per terroristi…??

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