Allarme meningite. Tutti di corsa a vaccinarsi

Allarme meningitePier Luigi Lopalco

Negli ultimi mesi la segnalazione di diversi casi, anche mortali, di meningite da meningococco hanno creato un notevole allarme sociale. L’andamento di questa malattia infettiva é particolarmente bizzarro e sostanzialmente imprevedibile: spesso si manifesta in casi sporadici, altre volte in piccoli cluster epidemici. Riflessioni su costo-efficacia delle vaccinazioni, salute pubblica e protezione individuale.


I danni causati da un incendio sono imprevedibili, ma possono arrivare alla distruzione della casa e perfino alla morte dei suoi occupanti. Avere un estintore in casa certamente riduce drammaticamente il rischio di avere un incendio di gravi proporzioni. Il prezzo medio di un estintore per uso domestico sul mercato varia da 50 a 70 euro, a parte il costo di manutenzione e ricarica che deve essere previsto almeno ogni due anni. Considerando che un incendio è un evento raro ma può avere anche conseguenze molto gravi, ha senso raccomandare a tutti di avere un estintore in casa?

Se la domanda la poniamo a qualcuno che ha appena assistito ad un incendio o ha saputo della morte di qualcuno, a lui vicino, per colpa di un incendio o ha assistito ad una serie di notizie sui media dove si raccontava di morti a seguito di incendi domestici, la risposta è scontata: certamente si. Chiunque, reso consapevole del rischio, adotterebbe una misura preventiva ragionevolmente costosa, certamente efficace e priva di controindicazioni (a parte il fastidio di andarlo a comprare e trovare un posto in casa dove metterlo, il possesso di un estintore non crea troppi problemi). In assenza di allarme sociale e in mancanza di un richiamo da parte di una qualche autorità, difficilmente verrebbe in mente alla maggior parte di noi la necessità di possedere un estintore, tanto viene considerato lontano il rischio individuale di incendio.

Ebbene, credo che la metafora dell’incendio bene si adatti a quella di un rischio infettivo raro ma dagli esiti gravi. Negli ultimi mesi la segnalazione di diversi casi, anche mortali, di meningite da meningococco hanno creato un notevole allarme sociale. Dalla Toscana alla Puglia le segnalazioni di casi gravi di meningite sembra siano state più numerose dell’atteso. Dico “sembra” perché è necessario attendere i dati ufficiali per poter effettuare un confronto con quanto successo negli anni precedenti. Ma questo aspetto ha una importanza relativa; gli esperti sono concordi nell’affermare che l’andamento della meningite meningococcica è particolarmente bizzarro e sostanzialmente imprevedibile. Spesso si manifesta in casi sporadici, altre volte in piccoli cluster epidemici. In alcuni anni si registrano dei picchi, poi seguiti da una situazione di calma negli anni successivi. Insomma una malattia imprevedibile e tutto sommato rara. Per fortuna le forme batteriche da meningococco sono oggi tutte prevenibili da vaccino.

Come per altre vaccinazioni, però, esiste una certa resistenza da parte della opinione pubblica a vaccinarsi: a meno che non ci si trovi in presenza di “allarme meningite”. Solo allora ci si accorge che la malattia può essere prevenuta e si invocano le autorità competenti a muoversi con campagne di vaccinazione di massa. E qui entra in gioco la questione costo-efficacia.

Il vaccino contro il meningococco C è già inserito nel calendario dell’infanzia. In teoria bambini e giovani adolescenti dovrebbero essere vaccinati perché inseriti nel programma pubblico di vaccinazione (a meno che i genitori non abbiano a suo tempo rifiutato la vaccinazione). E gli altri? E cosa dire della protezione contro il meningococco B, disponibile da poco e ancora sotto questione se essere o meno inserito nel calendario dell’infanzia? Per ovvie ragioni economiche è difficile pensare che la sanità Pubblica offra tutti i vaccini a tutte le classi di età.

E qui torniamo al nostro caro estintore. È vero che è difficile immaginare lo Stato che compri un estintore e lo spedisca nelle case di tutti. La costo-efficacia di un tale intervento sarebbe certo sfavorevole. Ma posso immaginare lo Stato che si faccia promotore di una campagna di sensibilizzazione contro gli incendi domestici e faccia comprendere la necessità di avere un estintore in casa. Sono certo che vedremmo meno incendi in giro.

È compito della sanità Pubblica interrogarsi sulla costo-efficacia degli interventi. A fronte di un esborso di denaro pubblico é importante chiedersi quale sia il beneficio atteso. Nel caso di una malattia anche grave ma rara, spesso le analisi economiche non sono favorevoli. In questo caso però la promozione della protezione individuale é comunque un dovere della sanità Pubblica che, accanto ad un programma gratuito di vaccinazione di routine dei nuovi nati, potrebbe avviare campagne di sensibilizzazione o magari offerta del vaccino a tutte le fasce di popolazione considerate a rischio con qualche forma di co-pagamento.

Fammi vedere l’immagine di un incendio al telegiornale e corro a comperare l’estintore; ancor meglio se al supermercato posso avere uno sconto…

Pier Luigi Lopalco, Professore Associato di Igiene, Universitá di Bari, Head of Scientific Assessment Section, ECDC, Stoccolma

 

 

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