Covid-19. Regioni a confronto

Maurizio Marangolo e Marisa De Rosa

L’isolamento domiciliare con assistenza praticata dai servizi territoriali è stato molto forte in Veneto, discretamente applicato in Emilia-Romagna, poco o nulla applicato, all’inizio soprattutto, in Lombardia.

Il virus Sars-Cov-2, agente patogeno della Covid19, si è abbattuto sull’Italia ed in particolare sul Nord Italia con la furia di un ciclone, causando morti, mettendo in crisi il sistema sanitario, mobilitando tutte le forze disponibili della Protezione Civile, imponendo restrizioni drastiche della mobilità delle persone, incidendo pesantemente sugli assetti economici di un vasto territorio particolarmente produttivo.

A distanza ormai di più di due mesi dall’esordio di questa epidemia è possibile iniziare ad analizzare una discreta mole di dati per cercare di capire di più su un fenomeno che non ha precedenti e che ha trovato la Nazione, le Nazioni in verità, assolutamente impreparate. In particolare ci sono degli interrogativi cui oggi è difficile dare delle risposte ma che è auspicabile in un futuro quanto mai prossimo possano trovare adeguati riscontri che saranno certamente utili per future, non auspicabili, analoghe situazioni.

In questa analisi prenderemo in considerazione l’andamento della tipologia dei ricoveri e di alcuni grossolani risultati nelle tre Regioni che, a tutt’oggi, hanno fatto registrare la maggiore incidenza della malattia: la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna. Per quanto riguarda il Piemonte, che ultimamente ha fatto registrare un’impennata e nel numero di contagi e in quello dei decessi, l’elaborazione dei dati sarà oggetto di un prossimo studio.  I dati che fanno parte di questa semplice analisi sono quelli forniti dalla Protezione Civile e reperibili nel relativo sito internet, le elaborazioni che l’Istituto Superiore di Sanità produce con aggiornamenti periodici e i dati ISTAT sulla popolazione italiana.

Le differenti tipologie d’intervento

Iniziando dal contesto, appare evidente, dai dati forniti dall’ISTAT per i primi mesi del 2020 e riportati in Tabella 1, come la Lombardia, fra le tre regioni, sia la più popolata, con la maggiore densità di popolazione, con tasso di mortalità ed indice di vecchiaia più basso.

Tabella 1. Dati ISTAT relativi alle tre regioni prese in esame

Regione N° Abitanti Densità Km2 Età media Tasso Mortalità 0/00 Indice di Vecchiaia %
Lombardia 10,04 M 422 44,7 aa 9,9 165,5
Veneto 4,905 M 267 45,1 aa 10 172,1
Emilia-Romagna 4,453 M 199 45,7 aa 11,2 182,6

 

Con tutto ciò la Lombardia all’ultima rilevazione presa in esame, quella del 25-04-2020, risulta di gran lunga la regione più colpita delle tre, con una media giornaliera di pazienti positivi al coronavirus presi in carico a partire dal 2 marzo 2020 in Terapia Intensiva, Ricovero Ordinario con sintomi, e Isolamento Domiciliare) pari a 19.286, quando Veneto ed Emilia Romagna fanno registrare rispettivamente 5.782 e 7.757 casi (Tabella 2). Di un certo interesse risulta l’analisi delle tipologie di ricovero adottate dalle tre Regioni nello stesso intervallo di tempo esaminato. Questi andamenti vengono esposti in grafico nelle tre figure (1-3) sotto riportate.

Figure 1,2,3. Presa in carico dei pazienti rispettivamente in Terapia Intensiva, Ricovero Ordinario e Isolamento Domiciliare. I dati sono espressi come valori percentuali riferiti al numero totale delle prese in carico per ogni singola regione. Dati ricavati dagli aggiornamenti forniti dalla Protezione Civile

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.