Il progetto Torino Street Care 

Attività a favore di migranti e sanzatetto per le strade di Torino e cintura dove oltre al tampone sono state assicurate visite, medicazioni, coperte, minestra e bevande calde.

Sara ha 12 anni, due grandi occhi neri e una bellissima pelle olivastra. Si siede senza paura al tavolo di accettazione tranquillizzando la mamma e rispondendo con un lieve accento piemontese “Marocco” alla domanda nazionalità. Sara è solo una delle tante minori che sono rientrate nel Progetto Torino Street Care (TSC 2.0) con cui l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Omceo) di Torino e le Associazioni Rainbow for Africa, Comitato Collaborazione Medica-Amref, Camminare Insieme, World Friends e Danish Refugee Council hanno deciso di prendere in carico della sorveglianza epidemiologica dell’infezione da SARS-CoV-2, effettuando tamponi rapidi sulla popolazione più fragile di Torino e dell’Area Metropolitana.

Si tratta di una popolazione variegata, composta da migranti soli ed altri in nuclei familiari talvolta numerosi, da assistiti delle Caritas, frequentatori di mense e dormitori religiosi e laici, clochard sempre meno benvoluti in centro città (che offre oltre 10 km di portici e negozi con telecamere di sorveglianza ed illuminazione che quindi rendono più sicuro il loro stare in strada), da migranti che tentano di attraversare il confine sui sentieri alpini della val Susa e vengono respinti dalla Gendarmeria francese. Sono persone che non hanno mai fatto richiesta per assistenza sanitaria (iscrizione al servizio sanitario nazionale pur avendone diritto o ai centri ISI – informazione salute immigrati) oppure hanno difficoltà ad utilizzare il servizio sanitario per problemi di lingua, di orario, di genere del medico.

Viene quindi offerta assistenza ad una popolazione che molto spesso è isolata in enclaves di simili nella povertà e uguali nella disperazione. Quando a fine novembre la commissione Solidarietà dell’Omceo di Torino ha cominciato a discutere dell’opportunità di attuare una sorveglianza sanitaria su queste persone, c’è stata un’immediata reazione di sostegno e supporto da parte della Presidenza che ha esercitato tutto il peso della sua moral suasion sugli organi regionali ottenendo la collaborazione dei più alti vertici. Così, semplificando al massimo la burocrazia, i medici e gli infermieri delle associazioni coinvolte coordinate da R4A hanno cominciato da metà dicembre l’attività di tamponamento con test antigenici rapidi nell’ambito di un protocollo in cui sono stati concordati test molecolari in caso di positività, previo caricamento dell’informazione sulla piattaforma regionale COVID, isolamento fiduciario in strutture messe a disposizione da ASL e Comune (Covid Hotel Golden Palace poi alla RSA Piccola Mole) o nelle sedi informali in cui si trovavano alcuni assistiti quando gli spazi erano idonei.

Dall’inizio dell’attività di TSC 2.0 (dicembre 2020), i teams misti hanno effettuato interventi di screening presso :

  • Spazio popolare Neruda
  • Centro antiviolenza E.M.M.A.
  • Gruppo Abele Dormitorio via Pacini
  • Camminare Insieme
  • Mensa Sacro Cuore
  • Fondazione difesa dei fanciulli
  • Caritas Bussoleno
  • Casa del Quartiere di via Morgari

Attività itinerante notturna per le strade di Torino e cintura dove oltre al tampone sono state assicurate visite, medicazioni, coperte, minestra e bevande calde.

Sono stati effettuati controlli su oltre 500 persone (40% italiane, 20% stranieri comunitari e 40% stranieri extracomunitari) sottoposte a tampone rapido (e molecolare in caso di positività) e ripetendo un test di controllo a distanza di 7-10 gg sui positivi.

Suddivisione degli interventi per fasce di età

0-1 1-5 5-15 15-30 30-50 50-70 70-80 80-90 >90 Dato mancante
1 9 19 108 204 85 39 2 1 23

Il team ha utilizzato le strutture mobili (minivan e clinica mobile) di Rainbow4Africa e gli ambulatori di Camminare Insieme. I volontari impiegati (in ogni uscita il gruppo di lavoro comprende 6-8 persone tra medici, infermieri e logisti) si occupano di effettuare la registrazione delle persone, sia su registro e modulo di referto cartaceo che su tablet per raccolta dati informatizzata, di eseguire il tampone e processarlo, di refertare il risultato (referto sempre firmato da un medico) e di comunicarlo al soggetto. In caso di positività il referto viene registrato in piattaforma regionale (per l’accesso alla quale alcuni medici volontari sono stati accreditati) per conseguente test molecolare.

Nessuna persona ha posto problemi per la registrazione dei propri dati, essendo stato spiegato che il segreto professionale è alla base delle nostre iniziative e che vige comunque il divieto di segnalazione.

Durante tale attività sono state eseguite anche prestazioni mediche vere e proprie nei confronti di persone presenti nelle strutture con visita ed eventuale distribuzione di farmaci: medicare un piede diabetico o una ferita, risistemare una terapia, somministrare un antidolorifico, indicare la sede dei centri ISI o del Consultorio Familiare. A volte il consiglio richiesto non è sanitario, ma sociale, legale o burocratico… e allora si gira il quesito ai mediatori del Danish Refugees Council. È capitato anche che alcuni volontari di R4A tornassero poi in una delle sedi dove sono stati effettuati i tamponi per offrire cura ad un’altra popolazione fragile, i gatti, anche alcuni di loro in precarie condizioni di salute.

Le attività di soccorso e supporto sono state estese alle notti del fine settimana, da  fine dicembre a oggi con distribuzione di bevande calde, minestra, abiti e coperte ai clochard in strada, medicazioni, farmaci e visite, anche con l’obiettivo di raggiungere la necessaria confidenza per poter  proporre anche a  loro  il tampone rapido: sono stati distribuite oltre 100 coperte e 400 pasti caldi cucinati da volontari con cibo acquistato e altro ricevuto dalle sentinelle dei rifiuti che ogni sabato raccolgono l’invenduto dai mercati e lo distribuiscono a chi si presenta a ritirarlo, in un circolo virtuoso di solidarietà ed ecologia. La prima fase sperimentale ha visto la partecipazione di volontari sanitari di (70%) Camminare Insieme (20 %) CCM (5%) World Friends (5%) e non sanitari, Rainbow4Africa (70%) Camminare Insieme (10%) Danish Refugee Council (20%) per i  non sanitari.

Dal momento di inizio della distribuzione dei vaccini, il progetto, in accordo con l’Ordine e le associazioni coinvolte, si è messo a disposizione anche come soggetto vaccinatore. Quindi i volontari hanno partecipato ai corsi per vaccinatore presso le strutture dell’ASL Città di Torino (circa 50 medici e infermieri hanno finora partecipato alla formazione) chiedendo per contro la possibilità che fossero sottoposti a vaccino tutti quei volontari che per motivi di età (pensionati) o di impiego in luogo di lavoro diverso dal SSN non ne avevano ancora avuto diritto. Abbiamo ottenuto per questi volontari lo stesso trattamento degli operatori.

In accordo con la Presidenza dell’Ordine il raggio di azione di TSC è allargato all’area metropolitana in modo da poter rispondere anche a eventuali emergenze serali notturne in sedi decentrate onde evitare concentrazioni di persone non controllate in strutture di accoglienza temporanea per emergenza freddo e soccorso migranti in alta Val Susa.

Per ogni comunicazione o richiesta informazioni inerente al Progetto si prega di scrivere a

torino.street.care@gmail.com oppure mail@rainbow4africa.org

 

 

 

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