Egemonia dei brevetti e imperialismo vaccinale

Beatrice Sgorbissa

Questa pandemia ci ha fatto capire che la salute o è di tutti o non è di nessuno. Le conseguenze dell’esasperata reticenza nel garantire una copertura vaccinale a livello globale non si faranno attendere.

Il 6 Maggio, la stampa internazionale rilanciava le dichiarazioni del nuovo presidente degli Stati Uniti sul consenso alla sospensione dei brevetti dei vaccini anti Covid-19.[1] La notizia è stata accolta con grande entusiasmo dal direttore generale dell’OMS, che l’ha definito un passo strategico per accelerare la campagna vaccinale a livello mondiale.[2] L’Europa ha inizialmente reagito con scetticismo: in occasione del Social Summit Europeo di Porto si sono susseguite dichiarazioni caute ed evasive fino al NO della cancelliera Merkel e la corale opposizione di CEO e portavoce delle diverse aziende farmaceutiche.[3]

Le posizioni contrarie non stupiscono: in un mondo dominato dall’ideologia neoliberista, basata sul profitto e sulla competizione nel cosiddetto libero mercato, che in realtà porta alla formazione di monopoli, è sempre più evidente che le leggi di mercato, gli interessi finanziari e geopolitici scavalcano quelli della tutela alla salute globale, del benessere, dell’uguaglianza e dell’equità.
La pandemia da Covid-19 sembra averci insegnato poco: le risposte istituzionali per accelerare politiche di inclusione ed equità sanitaria a livello nazionale e globale sono state pressoché nulle, con qualche eccezione comunque non scevra da critiche[4]. Pensiamo ad esempio all’iniziativa COVAX, promossa dall’OMS ma patrocinata dalla fondazione privata di Bill e Melinda Gates e finanziata a titolo discrezionale da altri Stati, senza dubbio indispensabile, ma che nei meccanismi appare più come una concessione “assistenzialista”, piuttosto che una reale volontà di emancipare e autodeterminare altri stati, in piena aderenza a logiche neocolonialiste.[5,6,7]

La dichiarazione di Biden sulla sospensione dei brevetti appare a prima vista una voce fuori dal coro che sembra suggerire il cambio di rotta di una grande potenza capace di influenzare le dinamiche geopolitiche a livello globale. Le parole del Presidente USA sono arrivate poco dopo la riunione del 30 Aprile 2021 del TRIPS Council della WTO, in cui è stata nuovamente avanzata la proposta di sospendere la proprietà intellettuale sui vaccini. Proposta, non a caso, incoraggiata soprattutto da India e Sud Africa, due paesi noti per la diffusione di varianti del SarsCov2.[8,9,10]
Tuttavia, ad un’analisi più approfondita, Biden si dichiara solidale proprio nel momento in cui gli Stati Uniti hanno raggiunto quasi il 40% di copertura vaccinale completa[11],le restrizioni si stanno ammorbidendo e la macchina economica si rimette in moto. Questo coincide con la propaganda dell’America first, dove le esigenze di salute interne al paese sono già state soddisfatte e non sembra esserci imprevedibilità nell’andamento della campagna vaccinale grazie all’ingente scorta di dosi[12]. Ora che gli Americani sono al sicuro, anche l’apparato economico deve ripartire. E per questo, serve preservare l’asset di risorse che supportano gli interessi finanziari americani:  c’é bisogno infatti che i paesi a basso reddito escano al più presto dalla crisi pandemica per poter garantire il loro apporto all’impero economico occidentale.

Un altro esempio di come la questione del diritto vaccinale passi attraverso logiche neocolonialiste si ritrova nelle motivazioni che le aziende farmaceutiche e i capi di stato europei hanno inizialmente espresso riguardo la loro contrarietà alla sospensione della proprietà intellettuale. A loro detta, sarebbe praticamente impossibile per tutte le aziende al di fuori di quelle titolari del brevetto acquisire l’adeguato “know-how”, adottare e importare le stesse tecnologie, coordinare le fasi produttive e garantire prodotti di qualità.[13,14,15] Questa posizione è in linea con logiche di monopolio e gerarchie di potere basate su quel progresso (a sua volta garantito dal monopolio sulle risorse e sulla ricchezza) che alimenta una dicotomia ricco/povero, progredito/arretrato, capace/incapace, affidabile/inaffidabile.  Questa egemonia tecnologica, resa ad accesso esclusivo, si erge su decenni di sfruttamento delle risorse e politiche di sottomissione, concorrenza internazionale e capitalismo che hanno instaurato una supremazia occidentale anche in questo ambito.[16]

Case farmaceutiche e stati dichiarano inoltre che una strategia alternativa alla sospensione dei brevetti sarebbe la concessione della licenza dei brevetti attraverso accordi bilaterali aziende-stati (licenza volontaria). A oggi, sappiamo che gli accordi bilaterali con Paesi a reddito medio basso sono rarissimi e, ancora una volta, la modalità seguirebbe la direzione di una “concessione” da parte delle aziende attraverso accordi il cui obiettivo sarebbe di favorire il profitto, provocando uno sbilanciamento di potere a vantaggio delle aziende stesse. Gli accordi bilaterali inoltre sono difficili da immaginare per quei paesi che, a livello economico, si ritrovano di fatto impossibilitati a competere sul mercato a causa delle situazioni economiche e sociali interne (ad esempio i paesi dell’Africa subsahariana).[17,18]

Sulla scacchiera economica globale è in gioco la salute? La pandemia è un problema da gestire secondo le logiche dei mercati invece che secondo il principio di un diritto universale alla salute?
Nuove prospettive esistono, così come esistono modi per concretizzarle. Ciò che fa la differenza è la volontà di investire. Si parta da un cambio delle priorità e da una scelta consapevole di investimento delle risorse. Ad esempio, riconducendo le case farmaceutiche sotto un controllo statale (anche perché tutt’ora già largamente finanziate dagli Stati), rispettando le norme che già attualmente prevedono le sospensioni dei brevetti in condizioni di emergenza, mitigando lo strapotere liberale delle economie che si occupano di beni universali (es. ambito medico).
Si provi a inserire nelle pratiche della cooperazione internazionale (sanitaria e allo sviluppo) percorsi di formazione, rafforzamento, emancipazione e autonomia di imprese ed economie in via di sviluppo, con la finalità di raggiungere il benessere globale e non la competizione e il profitto, optando per modalità orizzontali, sostenibili, inclusive e respingendo quelle tradizionali, verticali, gerarchiche, suprematiste.

Intanto, il 21 Maggio 2021 si è tenuto a Roma il Global Health Summit nel quale, apparentemente, le dichiarazioni del presidente Draghi e della presidente Ursula Von der Lyen hanno suggerito una timida apertura verso azioni a favore di un accesso più equo e universale dei vaccini. Tuttavia, la Dichiarazione di Roma  è ancora molto lontana dal presentare un progetto concreto in termini di risposta concertata e globale alla pandemia, limitandosi a lunghi comunicati e pochissimi strumenti operativi da mettere in campo.[19] Non solo, le dichiarazioni congiunte evidenziano ancora una volta come lo sforzo per arrivare ad una copertura vaccinale globale debba passare per la difesa degli interessi delle aziende farmaceutiche: “L’Italia è aperta a questa idea [ndr: sospensione dei brevetti], in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche.” M. Draghi .[20]

La decisione è rimandata alla prossima assemblea dell’Organizzazione Mondiale del Commercio: infatti il prossimo ottobre il TRIPs Council della WTO dovrebbe riunirsi nuovamente per continuare il dibattito: sarà finalmente l’occasione per arrivare ad un verdetto? Questa pandemia ci ha fatto capire che la salute o è di tutti o non è di nessuno: le conseguenze dell’esasperata reticenza nel garantire una copertura vaccinale a livello globale non si faranno attendere.
Questo faciliterà le mutazioni del virus, generando nuove varianti, sempre più velocemente, rendendo sempre più difficile la produzione di vaccini a copertura multipla, con un dispendio di risorse umane ed economiche sempre maggiore ma, soprattutto, con un costo in termini di vite umane e benessere globale che non ha cifre, ma molti responsabili.

Beatrice Sgorbissa, Specializzanda Igiene e Medicina Preventiva – Università di Padova
Co-fondatrice di Strada SiCura.

 

Bibliografia

  1. Thomas Kaplan, Sheryl Gay Stolberg, Rebecca Robbins. Taking ‘Extraordinary Measures’, Biden backs suspending patents on vaccines. New York Times, 05.05.2021
  2. Who Director-General commends United States decision to support temporary waiver on intellectual property rights for COVID-19 vaccines. Media Team WHO 05.05.2021
  3. Edna Mohamed, Damien Gayle Jedidajah Otte “Merkel says vaccine patent waiver ‘not the solution’ – as it happened” – The Guardian, 09.09.2021
    Merkel says vaccine patent waiver ‘not the solution’ – as it happened | World news | The Guardian
  4. Salvatore Geraci, Alessandro Verona. Gli Invisibili e il Diritto al vaccino. Salute Internazionale, 29.03.2021
  5. Access to COVID-19 vaccines: looking beyond COVAX. The Lancet 13.03.2021
  6. Michael Safi, Ashley Kirk. Revealed: big shortfall in Covax Covid vaccine-sharing scheme. The Guardian, 22.04.2021
  7. The rocky road to universal COVID-19 vaccination. The Lancet Infectious Disease 14.05.2021
  8. Covid: US backs waiver on vaccine patents to boost supply. BBC News, 06.06.2021
  9. Policy Brief 92 The South Centre, April 2021
  10. Gavino Maciocco. Brevetti&Vaccini. La resa dei conti. Salute Internazionale, 01.03.2021
  11. Our World in Data: Covid 19 Vaccinations
  12. Noah Weiland, Rebecca Robbins. The US is sitting on tens of milions of vaccines doses the world needs. The New York Times, 11.03.2021
  13. Ann Danaya Usher. South Africa and India push for COVID19 patents ban. The Lancet,  05.12.2020
  14. Gareth Iacobucci. Covid-19: How will a waiver on vaccine patents affect global supply?   The BMJ, 10.05.2021
  15. Gregg Gonsalves, Gavin Yamey. The covid-19 vaccine patent waiver: a crucial step towards a “people’s vaccine. The BMJ Opinion, 10.05.2021
  16. Vincenzo Visco . Perché i veri liberali dovrebbero ribellarsi all’abuso dei brevetti. Il sole 24 ore, 09.04. 2021
  17. Krishna Prashad Asarya, Tirth Raj Ghimire, Supram Hosuru Subramanya..Access to and equitable distribution of COVID-19 vaccine in low-income countries | npj Vaccines. Nature, 14.04.2021
  18. David McAdams, Kaci Kennedy McDade . Incentivising wealthy nations to participate in the COVID-19 Vaccine Global Access Facility (COVAX): a game theory perspective. BMJ Global Health, 30.11.2020
  19. Kent Buse, Yogan Pilla The 2021 Rome Global Health Summit: a missed opportunity. The BMJ Opinion, 25.05.2021
  20. Riccardo Petrella, Roberto Morea, Roberto Musacchio G20-La Dichiarazione di Roma sulla salute. Un miscuglio di ipocrisia, cinismo ed indecenza. Il Manifesto, 24.05.2021

 

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