Salute globale. Locale

Beatrice Sgorbissa

Un’autentica Salute globale deve diventare sempre più locale, prendendosi cura delle popolazioni che studia. È urgente che questo dibattito raggiunga le istituzioni e il mondo della ricerca anche nel nostro Paese.

Per una Salute che sia effettivamente Globale, la ricostruzione delle sue fondamenta deve prevedere un’analisi approfondita delle reali cause che ostacolano il raggiungimento universale della salute, con un approccio intersezionale e multidisciplinare che svisceri le contraddizioni della nostra contemporaneità, a partire dal neoliberismo, dal neocolonialismo, dalla disparità di genere, alla crisi ambientale, fino a meccanismi complessi come il filantrocapitalismo e il biocapitalismo. [27,28] Non si può parlare di una Salute davvero Globale senza un processo di (auto)analisi e (auto)critica. [4,5,6,7] E affinché tutto questo non si traduca in cambiamenti di facciata, è fondamentale che la salute come diritto umano torni al centro dei dibattiti e degli obiettivi globali, processo che non è raggiungibile senza un adeguato focus sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e l’equità. [3,5]  Nella prospettiva di un cambio di rotta, adottare nelle policies interne strategie di diversità e inclusione (Diversity and Inclusion strategies) non basta. Strumenti come work-team trainings, sondaggi sulle esperienze lavorative, workshop sull’inclusione, assunzioni simboliche ed enfatizzazione dei colleghi appartenenti alle minoranze, rischiano di essere solo metafore: soluzioni di facciata con la funzione di “assolvere” lo stesso sistema dalla sua “white guilt” invece che produrre effettivi cambiamenti alla radice. La Diversity and Inclusion deve essere integrata all’interno delle politiche e delle istituzioni assieme a veri cambiamenti strutturali che favoriscano il raggiungimento di posizione strategiche da parte di voci davvero diverse e che questi possano prendere parte in modo pro attivo ai processi decisionali. [3,4,5]

Sono state proposte delle roadmap per orientare organizzazioni e istituzioni con l’obiettivo di convertire la retorica in riforme effettive e per evitare che la leadership della Global Health sfugga alle proprie responsabilità. Nella Tabella seguente, tratta dal un recente articolo pubblicato su BMJ Global Health, sono indicati alcuni esempi di modalità che perpetuano le diseguaglianze e le necessarie contromisure per superarle[6].

L’argomento però è delicato e serve un approccio che coinvolga non solo l’ambito sanitario ma anche economico, politico, culturale e ambientale. Infatti, un altro articolo mette in guardia dal rischio che le proposte di riforma si trasformino anch’esse in metafore, soprattutto se utilizzano strumenti di audit e metriche costruiti da e per il sistema stesso e finalizzati a non sovvertirlo davvero.[2] Riformare può anche significare ricostruire qualcosa che, in fondo, rimane sempre uguale. [6,7] Diverse critiche sono state mosse allo stesso movimento di decolonizzazione della salute globale definendolo un grande movimento in stile white-washing (riprendendo il concetto di green washing, neologismo inglese che generalmente viene tradotto come ecologismo di facciata o ambientalismo di facciata). [29]

Come ci immaginiamo dunque il futuro della salute globale? Seye Abimbola, capo editore del BMJ Global Health, prova a dare una risposta: “Nella terra promessa che immaginiamo, la salute globale accademica sembra molto diversa. Lo squilibrio all’interno delle partnership tra HCI (High Income Countries) e LMIC (Low and Middle Income Countries) è un ricordo del passato. I giornali sono stati trasformati. Le piattaforme di conoscenza sono ora decentralizzate e democratizzate. Riviste occidentali non più esclusive e ad alto impatto ora esistono in una moltitudine di luoghi di riferimento, la maggior parte dei quali ora ha sede nel Sud del mondo. Nel nostro mondo reinventato, la mentalità tradizionale nella salute globale, ovvero l’esperienza che fluisce dagli HIC agli LMIC, è un ricordo del passato. Molte istituzioni accademiche del Sud del mondo sono influenti quanto quelle del Nord del mondo, con la chiara missione di servire le persone svantaggiate in entrambi i contesti. Non c’è dipendenza, solo apprendimento reciproco. I tirocinanti degli HIC sono desiderosi di studiare la salute globale nei LMIC per imparare direttamente da esperti che sono più vicini ai problemi e più vicini alle soluzioni. I titoli di studio in salute globale sono accessibili a coloro che ne hanno più bisogno e vengono insegnati da coloro che sono in prima linea. Si tratta di un mondo diverso. Le segnalazioni di razzismo nelle organizzazioni sanitarie globali sono un ricordo del passato. Queste organizzazioni non sono più istituzioni guidate dai bianchi e dominate dai bianchi provenienti dai HIC, ma hanno riorientato i loro interventi per essere più vicine e responsabili nei confronti delle persone che servono. Sono gestiti da persone che sono vicine rispetto ai problemi locali e la conoscenza locale assume la preminenza. Governate in modo inclusivo e reattivo, queste organizzazioni ora si concentrano sui cambiamenti strutturali.  Piuttosto che vedere la salute globale come beneficenza, cercano di spingere per la salute come un diritto umano fondamentale, a livello locale e globale”.[4]

Alla luce di quanto abbiamo visto sembra più urgente che mai che il dibattito raggiunga le istituzioni e il mondo della ricerca anche nel nostro panorama nazionale. La Salute Globale nella nostra contemporaneità dovrebbe fare i conti con tutto questo per definirsi davvero tale. La sfida è guardare ad un concetto di salute che già preveda una dimensione globale, senza accezioni distorte, dando valore ai contesti locali e riconoscendone la ricchezza, affinchè essi diventino paradigmi da considerare, su cui riflettere, da cui partire per intavolare una discussione che sia davvero collettiva e alla pari.

“To make global health truly global is to make global health truly local”. S.Abimbola 

Beatrice Sgorbissa, Specializzanda di Igiene e Medicina Preventiva, Università di Padova.
Co-Fondatrice di Strada SiCura

Leggi anche la prima parte di questo post – “Salute Globale. Coloniale

Bibliografia

  1. Seye Abimbola. On the meaning of global health and the role of global health journals. International Health 2018; 10(2):63–65 https://doi.org/10.1093/inthealth/ihy010
  2. Eichbaum QG, Adams LV, Evert J, Ho MJ, Semali IA, van Schalkwyk SC. Decolonizing Global Health Education: Rethinking Institutional Partnerships and Approaches. Acad Med. 2021 Mar 1;96(3):329-335. doi: 10.1097/ACM.0000000000003473
  3. Hirsch LA. Is it possible to decolonise global health institutions? Lancet. 2021 Jan 16;397(10270):189-190. doi: 10.1016/S0140-6736(20)32763-X. PMID: 33453772.
  4. Abimbola S, Pai M. Will global health survive its decolonisation? Lancet. 2020 Nov 21;396(10263):1627-1628. doi: 10.1016/S0140-6736(20)32417-X.
  5. Besson EK. Confronting whiteness and decolonising global health institutions. Lancet. 2021 Jun 19;397(10292):2328-2329. doi: 10.1016/S0140-6736(21)01321-0
  6. Khan M, Abimbola S, Aloudat T, Capobianco E, Hawkes S, Rahman-Shepherd A. Decolonising global health in 2021: a roadmap to move from rhetoric to reform. BMJ Glob Health. 2021 Mar;6(3):e005604.
  7. Büyüm AM, Kenney C, Koris A, Mkumba L, Raveendran Y. Decolonising global health: if not now, when? BMJ Glob Health. 2020 Aug;5(8):e003394. doi: 10.1136/bmjgh-2020-003394.
  8. Global Health 50/50 Report
  9. Felix Willuweit. De-constructing the ‘White Saviour Syndrome’: A Manifestation of Neo-Imperialism. E International Relations, 13.07.2020
  10. Daniel Reynolds. Racism Is a Health Crisis. Why Aren’t We Treating It Like One? Healthline, 23.06.2020
  11. Decolonization of knowledge, epistemicide, participatory research and higher education – Budd L. Hall, Rajesh Tandon – Co-Holders, UNESCO Chair in Community-Based Research and Social Responsibility in Higher Education, School of Public Administration, University of Victoria, Canada and the Society for Participatory Research in Asia – Research for all – 2017
  12.  Svadzian A, Vasquez NA, Abimbola S, Pai M. Global health degrees: at what cost? BMJ Glob Health. 2020 Aug;5(8):e003310. doi: 10.1136/bmjgh-2020-003310.
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