Medicina dei viaggi e crisi climatica

A cura del collettivo Climate Care

Oltre ad analizzare i nuovi rischi a carico dei viaggiatori, l’articolo si  sofferma su un aspetto speculare ma altrettanto importante, ovvero la potenziale minaccia che i viaggi possono rappresentare per la salute di habitat ed ecosistemi.

La medicina dei viaggi da sempre si pone come principale obiettivo quello di promuovere e proteggere la salute dei viaggiatori, a beneficio degli individui che affrontano il viaggio e delle comunità con cui i viaggiatori interagiscono. Sebbene l’obiettivo principale di questa disciplina medica sia rimasto immutato, i metodi e le strategie per raggiungerlo hanno subito notevoli evoluzioni nel corso del tempo. L’emporiatria* ha una storia ricca e complessa, e gli specialisti del settore hanno progressivamente adattato le loro pratiche ai contesti in continuo mutamento. Nelle ultime decadi, chi lavora nel contesto della medicina dei viaggi ha iniziato a fare i conti con cambiamenti estremamente rapidi e radicali legati al dispiegarsi di una crisi ecologica senza precedenti che sta determinando stravolgimenti in ogni ambito della società. Questi mutamenti richiedono una riflessione critica su come adeguare la medicina dei viaggi alle nuove sfide del nostro tempo.

Una riflessione importante riguarda la riconsiderazione dei rischi di viaggio alla luce del cambiamento climatico e delle sue ripercussioni. Possiamo citare alcuni esempi. Il report Lancet Countdown on health and climate change del 2023 mostra che la mortalità nelle persone over 65 per cause correlate alla temperatura è aumentata dell’85% rispetto alla decade 1990-2000 e le morti correlate a calore aumenteranno del 370% entro il 2050 (1). I rischi legati all’aumento delle temperature riguarderanno ovviamente anche chi viaggia in determinate parti del mondo (2). La World Meteorological Organization (WMO) avverte invece del fatto che eventi meteorologici estremi diventano sempre più numerosi, imprevedibili e intensi, causando danni enormi in tutti i continenti (3). L’innalzamento progressivo del livello dei mari aumenta i rischi e in alcuni casi può arrivare a mettere in discussione la stessa sopravvivenza di alcuni habitat e territori, tra cui città costiere e piccole isole (4). Questi fenomeni, oltre ad alterare i profili di rischio legati al viaggio, possono determinare modifiche negli stessi pattern di viaggio, alimentando fenomeni come il “last chance tourism” da un lato, e imponendo migrazioni forzate dall’altro. Infine, le alterazioni climatiche e ambientali stanno determinando importanti modifiche allo scenario epidemiologico globale, alterando la diffusione e trasmissione di alcune malattie infettive (ri)emergenti (5).

Oltre ad analizzare i nuovi rischi a carico dei viaggiatori, in questo articolo vorremmo anche soffermarci su un aspetto speculare ma altrettanto importante, ovvero la potenziale minaccia che i viaggi possono rappresentare per la salute di habitat ed ecosistemi. In una revisione del 2023, Khatib mette in luce quali siano i principali fattori che contribuiscono a determinare l’impatto ambientale delle attività legate ai viaggi (6):

  • Trasporti: il settore dei trasporti è quello che incide maggiormente nel determinare la pesante impronta carbonica dei viaggi, con un gradiente che attraversa tutto lo spettro della mobilità (aviazione civile, automobili private, mezzi pubblici, fig.1). In costante crescita, si prevede che entro il 2025 le emissioni derivanti dai trasporti costituiranno il 12% del totale delle emissioni globali.
  • Consumi e sprechi alimentari: il settore alimentare rappresenta uno dei maggiori contributori alle emissioni globali di gas climalteranti in generale. Le scelte alimentari effettuate durante un viaggio spesso portano a moltiplicare l’impatto negativo, poiché le persone tendono a concedersi di più o a indulgere maggiormente agli sprechi mentre si trovano all’estero o in vacanza.
  • Alloggi: le strutture ricettive possono rappresentare una notevole fonte di emissioni, soprattutto se caratterizzate da elementi quali basso efficientamento energetico o uso intensivo di climatizzatori. Inoltre, la costruzione di nuove strutture alberghiere o infrastrutture per il turismo può aggravare i danni ambientali legati a deforestazione, consumo di suolo e distruzione di habitat naturali.
  • Turismo: tra le molteplici motivazioni che spingono gli individui a viaggiare, il turismo rappresenta una tra le attività a più alta intensità di emissioni. Il settore turistico arriva a determinare l’8% delle emissioni globali di CO2, attraverso il contributo di tutte le attività che vi si legano (trasporti, cibo, alloggi, acquisto di souvenir). La maggior parte di queste emissioni risulta essere a carico di visitatori provenienti da paesi ad alto reddito, ma spesso le conseguenze più deleterie si manifestano nei paesi a basso reddito, destinazioni frequenti del turismo internazionale.

Figura 1  Impatto ambientale dei mezzi di trasporto. Fonte: Agenzia Europea dell’Ambientehttps://www.eea.europa.eu/it/pressroom/infografica/emissioni-di-anidride-carbonica-prodotte/view

Sulla base di queste considerazioni, l’attività di consulenza all’interno degli ambulatori della medicina dei viaggi può essere ripensata in almeno due modi rilevanti. In primis dovrebbero essere discussi durante il colloquio tutti i nuovi rischi derivanti dal mutato contesto ambientale (eventi meteo estremi, ondate di calore, inquinamento, malattie infettive). In secondo luogo è possibile trasformare il colloquio in un momento di empowerment per i viaggiatori che consenta loro di effettuare scelte più sostenibili, basate sulla consapevolezza della propria impronta ecologica, nonché sulla capacità di misurarla e ridurla.  Dunque, sulla falsariga degli elementi evidenziati da Aisha Khatib, è possibile immaginare un colloquio che prenda sistematicamente in considerazione tutti i temi rilevati.

La scelta del mezzo di trasporto da utilizzare durante un viaggio dovrebbe tendere a favorire quelli che generano la minore quantità di CO2 per passeggero/chilometro. Durante il colloquio, è utile esaminare i vantaggi connessi alle pratiche di mobilità sostenibile, che comprendono non solo un minor impatto ambientale, ma anche benefici fisici e psicologici. La discussione su questo argomento può essere arricchita con l’uso di strumenti facilmente reperibili online come Eco Passenger (7), che forniscono una stima dell’impatto ambientale del percorso da effettuare a seconda del mezzo di trasporto scelto.Il tema delle scelte alimentari, normalmente affrontato per dare ai viaggiatori strumenti per la prevenzione delle malattie trasmesse da alimenti, potrebbe essere ampliato, per considerare anche il ruolo delle scelte dietetiche nell’influenzare sia il nostro benessere personale che quello del pianeta (Fig.2) (8), cercando di orientare le preferenze verso una dieta climatariana (9). Discutere la scelta delle strutture presso cui alloggiare può essere un’opportunità per sensibilizzare i viaggiatori e fornire loro gli strumenti per valutare aspetti come l’accessibilità, i collegamenti con i trasporti pubblici, l’adozione di pratiche sostenibili in termini di produzione e consumo di energia, pulizia, gestione dei rifiuti e produzione alimentare, nonché l’interazione con l’economia e la comunità locale. Si può anche suggerire di prediligere alloggi dotati di certificazioni ambientali riconosciute.

Il colloquio pre-viaggio può essere inoltre un buon momento per introdurre i viaggiatori al concetto di One Health (10), affrontando il tema delle interazioni con flora e fauna locali e del complesso e delicato equilibrio esistente tra attività umane (tra cui quelle turistiche), ecosistemi selvatici e il rischio di zoonosi (11). Infine il tema dell’acquisto di souvenir o oggettistica in generale può essere lo spunto per trattare argomenti quali iperconsumo, gestione dei rifiuti, inquinamento da plastiche e loro conseguenze, nonché  per incoraggiare l’adozione di uno stile di vita maggiormente orientato al minimalismo (12).

Figura 2: Salute individuale e salute planetaria, il ruolo della dieta.

È importante notare che le tematiche appena menzionate si concentrano sulle azioni e le scelte di vita del singolo individuo. Tuttavia, un approccio esclusivamente centrato sulle azioni individuali non solo risulta insufficiente, ma può anche essere controproducente se non inserito in un contesto più ampio. Focalizzarsi eccessivamente o unicamente sulle decisioni personali può infatti celare il ruolo cruciale  di quelli che sono i fattori strutturali e sistemici responsabili dell’emergenza climatica, limitando così la possibilità dei singoli di influenzarli efficacemente. Come scrive Kohei Saito,  “le azioni individuali funzionano come le indulgenze cattoliche, permettendoci di sfuggire alle pene della nostra coscienza attraverso il consumismo e di distogliere lo sguardo dal pericolo che ci circonda” (13). La tendenza a sovrastimare l’importanza delle azioni individuali è un fenomeno psicologico ben documentato da numerosi studi nel campo delle scienze cognitive (14). Oggi, l’enfasi esagerata sulla responsabilità individuale è spesso vista come una forma di greenwashing o addirittura di negazionismo climatico (15). È fondamentale quindi che durante il colloquio si dia adeguato spazio per discutere l’importanza delle scelte collettive nel modellare il contesto sociale, normativo e politico in cui le azioni individuali si inseriscono. I viaggiatori che aspirano a un vero stile di vita eco-sostenibile dovrebbero quindi non solo adottare pratiche individuali responsabili, ma anche partecipare attivamente allo sforzo collettivo per una transizione ecologica equa. Questo può avvenire attraverso il sostegno a iniziative e movimenti ambientalisti, nonché l’appoggio a rappresentanti e decisori politici impegnati nella salvaguardia dell’ecosistema (16).

Ripensato in queste modalità, il colloquio nell’ambulatorio di medicina dei viaggi diventa un’occasione di empowerment per i viaggiatori ma anche un’opportunità per gli operatori sanitari di fare advocacy in favore dell’azione climatica, per fornire al viaggiatore strumenti e informazioni per tutelare la propria salute e quella del pianeta, per ammodernare lo strumentario a disposizione dei nostri servizi di emporiatria adeguandolo all’attuale contesto.

Collettivo Climate Care (Telegram: https://t.me/climate_care)

Andrea Ubiali, Bologna

Paola Perrone, Bologna

Michela Stillo, Bologna

Elena Bovolenta, Bologna

Giulia Masetti, Bologna

 

Nota*:  Emporiatria (dal greco emporos, viaggiatore per commercio) è la disciplina che si occupa della salute dei viaggiatori

 

Bibliografia

  • The 2023 report of the Lancet Countdown on health and climate change: the imperative for a health-centred response in a world facing irreversible harms – The Lancet. Accessed November 22, 2023. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(23)01859-7/fulltext
  • Yezli S, Ehaideb S, Yassin Y, Alotaibi B, Bouchama A. Escalating climate-related health risks for Hajj pilgrims to Mecca. J Travel Med. 2024 Mar 8:taae042. doi: 10.1093/jtm/taae042. Epub ahead of print. PMID: 38457640.
  • https://wmo.int/news/media-centre/2023-shatters-climate-records-major-impacts
  • Ohenhen LO, Shirzaei M, Ojha C, Sherpa SF, Nicholls RJ. Disappearing cities on US coasts. 2024 Mar;627(8002):108-115. doi: 10.1038/s41586-024-07038-3. Epub 2024 Mar 6. PMID: 38448695; PMCID: PMC10917664
  • Ubiali A. La terza transizione epidemiologica. https://www.saluteinternazionale.info/2024/03/la-terza-transizione-epidemiologica/
  • Khatib AN. Climate Change and Travel: Harmonizing to Abate Impact. Curr Infect Dis Rep. 2023;25(4):77-85. doi: 10.1007/s11908-023-00799-4. Epub 2023 Mar 1. PMID: 36987459; PMCID: PMC9975868.
  • ecopassenger.org
  • Shah UA, Merlo G. Personal and Planetary Health—The Connection With Dietary Choices. 2023;329(21):1823–1824. doi:10.1001/jama.2023.6118
  • Dixon KA, Michelsen MK, Carpenter CL. Modern Diets and the Health of Our Planet: An Investigation into the Environmental Impacts of Food Choices. 2023 Jan 30;15(3):692. doi: 10.3390/nu15030692. PMID: 36771398; PMCID: PMC9919910.
  • Pitt SJ, Gunn A. The One Health Concept. Br J Biomed Sci. 2024 Feb 15;81:12366. doi: 10.3389/bjbs.2024.12366. PMID: 38434675; PMCID: PMC10902059.)
  • Esposito MM, Turku S, Lehrfield L, Shoman A. The Impact of Human Activities on Zoonotic Infection Transmissions. 2023; 13(10):1646. https://doi.org/10.3390/ani13101646
  • Jackson, T. (2005). Motivating sustainable consumption: A review of evidence on consumer behaviour and behavioural change. A report to the Sustainable Development Research Network. University of Surrey.
  • Kohei Saito. The Green New Deal Is the Opiate of the Masses
    https://www.thenation.com/article/economy/degrowth-communism-green-new-deal/
  • N Chater, G Loewenstein. The i-frame and the s-frame: How focusing on individual-level solutions has led behavioral public policy astray. Behavioral and Brain Sciences
  • Avishay Artsy. A climate scientist on how to recognize the new climate change denial. https://www.vox.com/climate/23885799/climate-change-denial-fossil-fuel-companies-exxon-mobil
  • How five crucial elections in 2024 could shape climate action for decades https://www.nature.com/articles/d41586-024-00642-3

 

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