Migranti. La Cassazione svela tutte le falle del progetto Albania
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- 30 Giugno 2025
L’Ufficio massimario della Cassazione si espresso sul protocollo Italia-Albania.
Tra i vari aspetti la relazione sottolinea diversi punti di attrito potenziali, su cui in futuro potrebbe essere necessario l’intervento della Consulta. Rispetto all’articolo 3, uguaglianza davanti alla legge, perché il protocollo parla genericamente di «migranti» senza definire precisamente chi va trasferito in Albania: crea così una disparità di trattamento tra gli stranieri. Tale specificazione non è presente neanche nella legge di ratifica, si trova solo nelle procedure operative standard del Viminale e ciò può violare la riserva di legge dell’articolo 10 Costituzione, sul diritto di asilo. Che lì è formulato in modo particolarmente estensivo e prevede una serie di garanzie che il protocollo rischia di violare: il riferimento al «territorio della Repubblica» giustificherebbe il diritto dello straniero ad accedere nel territorio dello Stato, mentre Gjader si trova in un altro paese.
Ulteriori problemi possono sorgere rispetto all’articolo 13, inviolabilità della libertà personale, perché quando terminano gli effetti del titolo di trattenimento è materialmente impossibile rimettere subito la persona in libertà. L’attesa del trasporto in Italia crea una detenzione sine titulo, che può durare ore o addirittura giorni. C’è poi la questione del diritto di difesa, articolo 24, che oltre Adriatico è fortemente compromesso (per le modalità dell’udienza di convalida da remoto e le difficoltà a incontrare gli avvocati). Su questo pesa anche la riduzione dei tempi per il ricorso, abbattuti ad appena una settimana per tutte le procedure che riguardano Gjader.
Nota bene: la relazione dell’Ufficio del massimario non è un provvedimento che vincola i giudici della Corte, ma di una raccolta dei principali pareri della dottrina, l’insieme di elaborazioni teoriche che gli studiosi del diritto esprimono sulle questioni legali. Di fronte a novità normative, soprattutto se di grande rilevanza come il protocollo con Tirana, l’ufficio del massimario le riunisce a favore dei consiglieri della Cassazione, affinché abbiano una mappa con cui orientarsi.
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