Denatalità. Spopolamento drammatico ma la politica lo ignora
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- 19 Giugno 2025
Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si è detto molto preoccupato del declino demografico dell’Italia, nel corso dell’audizione dinanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto.
Se nascono sempre meno bambini e chiudiamo le frontiere agli immigrati, l’Italia non avrà più gambe per camminare né risorse per assicurare reddito e cure ai propri anziani (Corriere della sera del 21 giugno 2025)
Nel 2024, la fecondità è rimasta stabile al Centro rispetto all’anno precedente (1,12), ma il Mezzogiorno e il Nord hanno sperimentato una contrazione; in particolare, il Mezzogiorno ha raggiunto un nuovo punto di minimo (1,20), mentre il Nord si attesta a 1,19. Nel medio e lungo periodo, il calo della popolazione sarà generalizzato in tutte le ripartizioni territoriali, ma ben più sostenuto nelle regioni meridionali, tradizionale bacino di nascite e di famiglie più larghe. Proprio al Sud, specifica il ministro dell’Economia, la popolazione potrebbe calare di 3,4 milioni di abitanti entro il 2050 e di ben 7,9 milioni entro il 2080.
«Si tratta di un tema che tutta la classe politica ha presente, ma che tende deliberatamente ad accantonare» ha aggiunto il ministro dell’Economia, sottolineando che «non essendo il primo tema per nessuno, evidentemente poi non viene trattato».
Bella faccia tosta del ministro, Giorgetti, di un governo, Meloni, che deliberatamente accantona il problema della denatalità e si accanisce contro l’unica soluzione che può contribuire a risolvere il drammatico problema dello spopolamento dell’Italia e del rapido invecchiamento della sua popolazione: l’ingresso e l’integrazione di centinaia di migliaia di migranti: 10 milioni di immigrati netti entro il 2050.
Post aggiornato il giorno 21 giugno 2025, alle ore 12,34





