A Francesca Albanese il Nobel per la pace, altro che la vergogna delle sanzioni Usa.
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- 11 Luglio 2025
Francesca Albanese è una funzionaria delle Nazioni Unite. Il 1º maggio 2022 è stata nominata Relatore Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967 per un mandato di tre anni, succedendo al canadese Michael Lynk. È la seconda persona italiana dopo Giorgio Giacomelli, nonché la prima donna, a ricoprire questo incarico.
Nel gennaio 2023 gli “instancabili sforzi di Albanese per proteggere i diritti umani nei Territori palestinesi occupati (OPT) e la sua consapevolezza delle allarmanti violazioni dei diritti palestinesi” sono stati elogiati in una dichiarazione da 116 organizzazioni per i diritti umani, organizzazioni della società civile, istituzioni accademiche e altri gruppi.[21] Nel febbraio 2023, un gruppo bipartisan di 18 membri del Congresso degli Stati Uniti si è espresso a favore della sostituzione di Albanese perché ha mostrato persistenti pregiudizi contro Israele.
Più recentemente il segretario di Stato Usa Marc Rubio ha affermato che quelli di Francesca Albanese sono «sforzi illegittimi e vergognosi di sollecitare un’azione della Corte penale internazionale contro funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani», e per questo ha messo sanzioni contro di lei.
Nel suo comunicato, la Segretaria Generale di Amnesty International Agnès Callamard risponde che: «Questo è un vergognoso e trasparente attacco ai principi fondamentali della giustizia internazionale. I relatori e le relatrici speciali non sono nominati per piacere ai governi o per avere popolarità ma per svolgere il loro mandato.»
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Firma la petizione che sostiene la nomina della Relatrice ONU per la Palestina.





