Avviso ai Naviganti, di Lorenzo D’Agostino A BORDO DELLA SUMUD

In acque internazionali al largo di Creta, sulle barche arrivano nella notte interferenze, bombe sonore e incendiarie, gas urticanti

Mamma mia, here we go again. La musica degli Abba raschia le frequenze del canale radio usato dalla Global Sumud Flotilla, impedendo momentaneamente la comunicazione tra le quaranta barche della flotta umanitaria diretta a Gaza. L’attacco dei droni è appena iniziato. Il terzo e il più vasto da quando la missione è partita da Barcellona a fine agosto.

SONO PASSATE da poco le 23.30 e le barche navigano in acque internazionali. L’isola di Creta è alla vista. Da mezz’ora almeno un folto stormo di droni sorvola la flottiglia. I piccoli quadricotteri con luci rosse intermittenti sono ormai una presenza familiare, da tre notti sulle teste degli equipaggi che ormai non ci fanno quasi più caso. Ma stanotte sono di più e molto più bassi. E non si limitano più a osservare, ma attaccano. Il primo ordigno incendiario è sganciato contro il veliero Owhaila. L’equipaggio è composto da un collettivo di veterani pentiti dell’esercito degli Stati uniti, che non si fanno cogliere di sorpresa. Grazie a una traiettoria a zigzag riescono a evitare l’impatto.

 

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