Gaza ha risvegliato i figli della generazione G8
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- 29 Settembre 2025
Sono nati da una generazione picchiata, brutalizzata, torturata e sconfitta. Non hanno maestri, solo ispirazione (da un articolo di Maurizio Maggiani)
“Non sono tra quelli che vedono in ciò che accade nelle coscienze della nuova generazione che ovunque ormai, e capillarmente, si sta rifiutando di assistere inane a ciò che accade in Palestina, l’albeggiare della rivoluzione; probabilmente sono troppo orbo per vederla la rivoluzione, anche se ho pur sempre riconosciuto un lupo a una qualche distanza. Eppure qualcosa di inaspettato sta pur accadendo e chi lo fa accadere sono i più giovani, i ragazzi di cui ci siamo sbarazzati ficcandoli nell’angolo del poliforme disagio e dell’opportuna fragilità, o in quello di una peculiare propensione alla stolidità asociale. Curiamoli, mettiamoli in riga e poi vediamo se ci possono tornare di una qualche utilità; bonus psicologo, rinforzo delle strutture correzionali, riordino dottrinale del sistema scolastico, e poi via a lavorare senza la puzza al naso. Questi ragazzi stanno facendo proprio quello che dà più fastidio, agiscono, e lo fanno per una ragione più che fastidiosa, si sono dotati a nostra insaputa di una coscienza morale, proprio ciò che per almeno una generazione si è alacremente operato per sopprimere, pervertendola con disprezzo in un neologismo, il buonismo.
Una rivolta morale la loro? un afflato prepolitico? E per questo votati alla resa quando al manganello si aggiungerà la bocciatura a scuola, destinati alla delusione al primo sporco accordo stipulato sulla testa di un popolo? Non li conosco, posso solo osservarli e ascoltarli, ma quando vedo sfilare assieme gli scout delle parrocchie e i comunisti rivoluzionari, ho scoperto che esistono anche loro, giovanissimi agit-prop di un’idea talmente antica da non poter che apparire loro avvolta nel mistero, quando li vedo sfilare a migliaia a Genova, nella vecchia, stanca Genova, non posso che ricordarmi della mia giovinezza, e di come la mia rivolta fosse sorgiva come la loro, e morale, Dio è morto nei campi di sterminio, nelle auto prese a rate, nei miti falsi della patria e dell’eroe, nell’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai con il torto….
Ricordate anche voi? La politica è venuta dopo e è venuta perché c’è stato chi, nella generazione che mi ha preceduto, ha avuto la saggezza di parlare e scrivere perché io capissi, la pazienza di ragionarci sopra con me, di contestarmi e di farsi contestare. Vogliamo chiamarli maestri? Per tornare a Genova, io quei ragazzi non li conosco, ma so chi sono. Sono i figli della generazione del G8, i figli di un’altra rivolta morale, una rivolta globale nonviolenta che si è data appuntamento a Genova per essere picchiata, brutalizzata, torturata e sconfitta”.
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