“Profondo disagio”, 300 dipendenti della Farnesina chiedono a Tajani un cambio di rotta su Gaza

“Profondo disagio etico e professionale”: così un gruppo di 300 fra funzionari e dipendenti del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale ha redatto una lettera riservata per il ministro Antonio Tajani, chiedendo un profondo cambio di rotta nella posizione dell’Italia di fronte al conflitto israelo-palestinese.

Il documento che circola in via interna alla Farnesina esprime posizioni nette: parla come detto di “profondo disagio” nello svolgere attività che possano tradursi, anche indirettamente, in un avallo delle politiche del governo israeliano, accusato dalle Nazioni Unite e dalla Corte internazionale di giustizia di violazioni gravi del diritto internazionale e di atti qualificati come genocidio.

I firmatari ricordano il rapporto della Commissione d’inchiesta dell’Onu, che ha denunciato la distruzione sistematica delle infrastrutture civili a Gaza, il blocco degli aiuti umanitari, le uccisioni mirate di giornalisti e un numero di vittime senza precedenti. Sottolineano inoltre come in Cisgiordania siano ormai “sistematiche” le violenze e le spoliazioni da parte di gruppi di coloni, con il sostegno dell’esercito israeliano, in violazione delle norme internazionali.

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