Scritto per Adriano Cattaneo
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- 15 Dicembre 2025
Giorgio Tamburlini
Caro Adriano, hai lasciato un mondo molto diverso da come lo avresti voluto. Inevitabilmente ci chiediamo: la tua perdita, oltre che scavare in tanti di noi un vuoto affettivo e professionale, è forse anche un altro segno di un’epoca che si dissolve così come gli ideali che l’hanno segnata? Non credo.
“ nella nostra mentecuore il suo insegnamento, sempre” (anonima)
Care lettrici e cari lettori di SI, eccovi un post atipico, che non tratta di un tema ma di una persona, e attraverso la sua storia tocca la stessa ragion d’essere di Salute internazionale, e un po’ anche quella di voi tutti. Questa persona è Adriano Cattaneo, che ci ha lasciato sabato 6 dicembre per le conseguenze gravissime di una caduta in bici probabilmente causata, in lui provetto cicloamatore, da un episodio ischemico che gli ha fatto perdere l’equilibrio. Dopo due mesi di ospedalizzazione, tra la speranza di una lunga riabilitazione che l’avrebbe, forse, portato a una minima autonomia, e il susseguirsi di complicazioni respiratorie e polmonari, un’ultima di queste, forse da lui invocata, ce lo ha portato via. Adriano è uno di quelli grazie ai quali è venuta alla luce, nel 2009 e grazie ai quali vive, Salute Internazionale. Come blog tematico ma anche come idea, pratica, ramo di vita per molti.
Non pretendo, pur se amico e compagno di tante vicende professionali e di vita di Adriano, di essere capace di raccontarne bene il percorso. Ci provo, con il desiderio di raccontare un itinerario di ideali e passioni che è stato e in parte ancora è quello di tanti di noi,
soprattutto dei più anziani, quelli che, guidati da Gavino, hanno dato vita a queste pagine, e prima di queste all’OISG, e, prima ancora, ciascuno in luoghi, istituzioni e modi diversi, a tanto altro. Con una finalità comune, quella di dare una mano a far sì che la salute sia, nei principi e nella pratica, un diritto di tutti.
Ancora studente in medicina, Adriano conosce il CUAMM e, tramite questo, come giovane chirurgo, svolge la sua prima missione in Kenya, dove rimane fino al 1978. Dopo le prime esperienze cliniche sente il bisogno di “alzare il tiro”, di rafforzare le proprie competenze di Medicina Tropicale e Salute pubblica. Frequenta tra l’80 e l’81 un Master alla London School of Hygiene and Tropical Medicine, dove conosce Sofia – che diventerà la sua compagna e la madre di Carlo e di Giulia, nati entrambi in Mozambico. E’ qui infatti che Adriano ricopre nuovi e più ampi ruoli: medico generale, poi epidemiologo e uomo di sanità pubblica, lavorando prima per il Ministero della Salute locale e poi come esperto della Direzione per la Cooperazione Internazionale del Ministro degli Affari Esteri (MAE) italiano.
Lo incontro per la prima volta quando il MAE me lo affianca – era il 1986 – come profondo conoscitore del sistema di salute e più in generale della situazione locale, per delineare un vasto progetto di cooperazione nel campo materno-infantile in Mozambico – allora da poco indipendente e impegnato in un conflitto tra il governo del FRELIMO e la guerriglia RENAMO sostenuta dal Sudafrica allora sotto il regime dell’apartheid. Ho quindi modo di conoscerlo come solido, preciso, rigoroso, attento al contesto politico e culturale, e sempre pronto all’ ironia. Manteniamo i contatti mentre lui e Sofia, lasciato il Mozambico, sono impegnati in attività di cooperazione in campo sanitario in Nicaragua e ci si ritrova infine a Ginevra, all’inizio degli anni ’90, nelle stanze del Dipartimento OMS che si occupa di salute di donne e bambini, allora diretto da Jim Tulloch, dove sia Adriano che Sofia sono impegnati nei programmi per il sostegno all’allattamento, per la nutrizione, per il controllo delle malattie diarroiche e respiratorie, e dove sta per nascere, dalla integrazione di tutti questi programmi, l’innovativo programma Integrated Management of Childhood Ilness (IMCI). Il ruolo di Adriano è ormai consolidato come esperto sviluppatore di linee guida, di moduli di formazione, di modalità di raccolta e analisi di dati ai fini del monitoraggio e della valutazione di programmi. Già negli anni africani Adriano aveva dedicato tempo ed esperienza alla produzione di un Manuale di Valutazione dei Programmi di Cooperazione, scritto per il CUAMM, in tempi in cui la parola valutazione non era certo la buzz word che poi è diventata. Questo del monitoraggio e valutazione è un interesse e impegno che Adriano poi porrà in tutte le cose di cui si è occupato, dando una mano a raccogliere dati in modo sistematico e attendibile, ad analizzarli, a trarne indicazioni per singole specifiche pratiche e per l’impostazione dei programmi in generale. Creata, proprio sulla base dell’esperienza in Mozambico e del lavoro con i programmi OMS, un’Unità di Salute Internazionale presso l’IRCCS Burlo Garofolo, che viene riconosciuta come Collaborating Center dell’OMS, penso a Adriano come figura fondamentale per svilupparne le attività e gli chiedo di affiancarmi nell’impresa. Adriano accetta, accontentandosi di un contratto ancora precario e non particolarmente ricco, a testimonianza della priorità data sempre e comunque a quanto riteneva meritevole di impegno.
Si impegna qui nella ricerca operativa, internazionale e multicentrica, sulla Kangaroo care, lavoro che poi culminerà nell’incontro internazionale sul tema tenuto a Trieste nel 2016, che organizza e coordina in prima persona. Lavora alla pubblicazione periodica di una rivista (The Kangaroo – Archives for Maternal and Child Health) che raccoglie e commenta quanto di più rilevante per la pratica di interventi e programmi di salute globale e che, in epoche in cui non esisteva ancora la possibilità di trovare rapidamente le informazioni in rete, fa circolare conoscenza e riflessioni. Si dedica a programmi nazionali e internazionali sull’allattamento e più in generale sulla nutrizione, in collaborazione ancora con organizzazioni internazionali tra le quali in primo luogo l’IBFAN. Contribuisce a importanti iniziative di formazione, tra le quali il Master in salute materno-infantile presso l’IMIP di Recife, in Brasile, a cui collabora per oltre un decennio. Ma, al di là degli eventi programmati, la sua è una attività di formazione anche informale, continua e dedicata, fatta di mille scambi con tanti che chiedono consigli e indirizzi. Raggiunta l’età della pensione, continua a lavorare per diverse reti esperte, sia in salute globale che soprattutto a due temi a lui molto cari, quello dell’allattamento e quello dell’indipendenza dagli interessi commerciali, dando vita alla rete “No grazie, pago io” impegnata nello svelare e combattere l’influenza dei gruppi commerciali sugli alimenti per l’infanzia, sui farmaci e altri dispositivi medici, e sui percorsi di formazione professionale.
Nel 2001 aveva contribuito a dare vita all’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) che raccoglie un gruppo di donne e uomini impegnati in programmi internazionali a vario titolo e in varie istituzioni nazionale e internazionali (https://www.educationglobalhealth.eu/it/oisg/l-osservatorio). L’OISG pubblica 4 manuali sulla salute globale e trova poi una sorta di emanazione proprio nel blog Salute Internazionale.
Ovunque porta rigore metodologico, acume critico, passione, e ironia. E’ sempre molto disponibile per dare consigli e indirizzi. Tra le tante testimonianze arrivate in questi giorni, eccone una: “Adriano ha contribuito a creare uno spazio di discussione, un movimento di interesse e impegno verso la salute pubblica nel contesto italiano e internazionale. Ho letto tanto di quello che ha scritto, è stato bello discutere e scambiare idee con lui…”. Quest’ultimo ricordo, che viene dalla generazione successiva alla nostra, porta qualche pensiero più ampio. Viviamo tempi che, se difficili per le prospettive globali in generale – conflitti, clima, pandemie – lo sono in particolare per il concetto stesso di cooperazione internazionale. I fondi, multilaterali e bilaterali, sono tagliati drasticamente. I concetti stessi di bene comune, di salute come diritto universale, di rapporti basati sulla collaborazione tra popoli e paesi sono messi in crisi da politiche basate sul prevalere degli interessi commerciali sui diritti delle persone, sulla ricerca del potere come dominio piuttosto che come buon governo, sulla legge del più forte piuttosto che sul diritto internazionale. Lo stesso impegno nella ricerca e nella conoscenza è a volte misconosciuto, o considerato solo se si traduce in tecnologia utili al profitto, o al dominio dell’uomo sull’uomo.
Caro Adriano, hai lasciato un mondo molto diverso da come lo avresti voluto. Inevitabilmente ci chiediamo: la tua perdita, oltre che scavare in tanti di noi un vuoto affettivo e professionale, è forse anche un altro segno di un’epoca che si dissolve così come gli ideali che l’hanno segnata? Non credo. Centinaia di giovani partono ancora con il CUAMM, come hai fatto tu più di 50 anni fa, si impegnano con tante altre organizzazioni nazionali e internazionali, per dare una mano a curare, mettere al sicuro, creare spazi, opportunità e istituzioni di formazione, portare avanti programmi.
Migliaia di professionisti della salute e di volontari operano in Italia e altrove in omaggio a quello spirito di solidarietà e di avventura che ha mosso te e tanti di noi. Siamo, credo, e forse sono tutti, oggi, meno ingenui di allora: probabilmente dobbiamo esserlo. Ma attorno a noi vediamo, ogni giorno, quella passione, quel significato, che tu hai così tanto contribuito ad alimentare. Integro, lucido, persistente e sorridente, ci sarai sempre anche tu.
Alcuni, tra gli oltre 150 contributi scientifici che ci ha lasciato:
Cattaneo A. Manuale di valutazione dei programmi di cooperazione sanitaria, Cuamm Padova 1978.
Cattaneo A, Davanzo R, Worku B, et al. Kangaroo mother care for low birthweight infants: a randomized controlled trial in different settings. Acta Paediatr. 1998 Sep;87(9):976-85.
Cattaneo A, Davanzo R, Uxa F, Tamburlini G. Recommendations for the implementation of Kangaroo Mother Care for low birthweight infants. International Network on Kangaroo Mother Care. Acta Paediatr. 1998 Apr;87(4):440-5.
Amone J, Asio S, Cattaneo A, Kweyatulira AK, Macaluso A, Maciocco G et al. User fees in private non-for-profit hospitals in Uganda: a survey and intervention for equity. International Journal for Equity in Health. 2005, 4:6. Open Access
Maciocco G e Cattaneo A (a cura di) Salute globale e aiuti allo sviluppo: diritti, ideologie, inganni. 3° Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale. Edizioni ETS, 2008.
Cattaneo A, Dey T, Mialon M, et al. Healthcare professionals, breast milk substitutes and corporate sponsorship BMJ Paediatrics Open 2023;7:1–2.






Ringrazio Giorgio per aver saputo ricostruire con grande sensibilità l’impegno instancabile di Adriano nel promuovere la salute pubblica. Chiunque abbia avuto il privilegio e il piacere di conoscerlo e frequentarlo custodisce ricordi personali che intrecciano l’Adriano professionista con la sua straordinaria statura umana.
Ricordo in particolare una settimana trascorsa a casa di Sofia e Adriano a Trieste, all’inizio dell’estate, in occasione di un corso di formazione alla SISSA: le lunghe chiacchierate e le discussioni amabili durante le serate in giardino, sotto il grande fico. Indimenticabile il baccalà alla vicentina con la polenta, come solo lui sapeva prepararlo, negli incontri invernali. Credo che anche la cucina fosse per lui un modo di trasmettere il suo amore per il prossimo.
Caro Adriano, i ricordi, come gli insegnamenti, sono tanti e li conserverò con gratitudine nel mio cuore. Ci mancherai. Speriamo di saper continuare a fare bene anche senza la tua guida.
Serena
Grazie Giorgio per questo tuo ricordo di Adriano, fuori da ogni retorica, pieno di ricordi, pregnanza storica, emozioni umane.
I giorni passano e questa dipartita di Adriano, in qualche modo, si fa più pesante. Perché non era quello il modo. Non era ancora il momento. C’erano diverse cose da fare, ancora, con lui accanto, in presenza. Come ha scritto Serena, chiunque abbia conosciuto Adriano e Sofia sa bene che parlare di salute era parlare della vita, della loro aspirazione esistenziale più profonda. Aspirazione umana, e di coppia. Impossibile scindere le cose. Umanità rara: nel prodigarsi per le cose di lavoro, nella condivisione delle esperienze e conoscenze. Senza la minima saccenteria. Al contrario, con aperta mitezza ed umile fermezza. E la apertura di chi sa l’accoglienza vera, senza fronzoli, in amicizia.
I giorni passano e sento che mi manchi Adriano in questo mondo che – scrive Giorgio giustamente – è molto, molto diverso da come tu lo avresti voluto, avendoci lavorato per decenni a renderlo migliore. Ma non possiamo non continuare a sentirti con noi, tra noi, nel nostro impegno. Tu resti, in una presenza “altra”, che adesso è compito nostro conquistarci, per non sentirci troppo soli.
Ciao, Adriano.
Ciao Adriano, le persone a cui hai insegnato qualcosa di fondamentale sono molto più numerose di quelle che sono riuscite a ringraziarti. Me fra queste. Con pudica vergogna lo faccio ora. Che la terra ti sia lieve, maestro umile, e che la solitudine lo sia per Sofia, che abbraccio.
enzo