I crimini di Trump a Minneapolis. L’Ice uccide di nuovo

Alle 9 del mattino del 24 gennaio a Minneapolis, agenti federali hanno sparato ancora, uccidendo un uomo e scatenando la protesta di centinaia di persone, in una città che in 17 giorni ha visto tre sparatorie contro civili, due delle quali mortali. L’uomo ucciso è stato identificato come Alex Jeffrey Pretti, un infermiere residente a Minneapolis, con una fedina penale che riportava soltanto alcune multe per divieto di sosta.

LA NOTIZIA SI È DIFFUSA SUBITO tramite un video ripreso da un passante e pubblicato sui social media, nel quale si vede un gruppo di agenti tentare di immobilizzare un uomo su un marciapiede. Mentre l’uomo è a terra, uno degli agenti lo colpisce con un oggetto. Poi si sente uno sparo, seguito da una raffica di colpi. Secondo un’analisi del New York Times, sarebbero stati sparati almeno dieci colpi in cinque secondi.

.LA PRIMA REAZIONE è arrivata dal governatore del Minnesota, Tim Walz: «Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo un’altra orribile sparatoria da parte di agenti federali – ha scritto su X -. Il Minnesota ne ha abbastanza. È disgustoso. Il presidente deve porre fine a questa operazione. Migliaia di agenti violenti e inesperti devono andare via dal Minnesota. Subito».

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