Se gli Usa si arrendono ai virus

Le recenti dichiarazioni del segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., di procedere alla chiusura dei programmi di ricerca e dei laboratori che si occupano di patogeni potenzialmente pandemici e ad alto rischio, sono decisioni che avranno una portata globale, non solo nazionale. In un contesto sanitario mondiale sempre più interconnesso, rinunciare alla ricerca sui virus ad alto rischio — come Ebola, Nipah o nuovi ceppi influenzali zoonotici — significa indebolire la prima linea di difesa della salute pubblica internazionale. Sembrerebbe che la decisione sia stata presa sulla base di una nuova certezza: che le pandemie e le epidemie non accadranno mai più. (…)

Nel tempo delle interdipendenze globali, chiudere i laboratori ed eliminare il capitale umano competente equivale a spegnere i fari mentre si naviga in acque tempestose. Se gli Stati Uniti scelgono di ritirarsi da questo fronte, l’Europa ha la responsabilità — e l’opportunità — di costruire una rete per proteggere l’umanità dalle minacce infettive che di certo arriveranno, in barba ai convincimenti dell’amministrazione americana.

Ascolta l’articolo di Ilaria Capua pubblicato sul Corriere della Sera

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