Trump si ritira dall’OMS. Ma non troppo.

In un articolo pubblicato il 17 febbraio 2026 sul Guardian (1), Devi Sridhar scrive che Donald Trump è tenace. Infatti, durante il suo primo mandato presidenziale, il 6 luglio 2020 ha ritirato gli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dando il necessario preavviso di un anno. Poco dopo, Joe Biden è stato eletto e ha revocato questo ordine esecutivo pochi giorni dopo il suo insediamento, ripristinando il sostegno degli Stati Uniti all’agenzia il 20 gennaio 2021. Mentre molti speravano che la questione fosse chiusa, Trump è tornato alla carica nel suo secondo mandato e ha immediatamente firmato un ordine esecutivo di ritiro il 20 gennaio 2025.

Ciò significa che, sepolta dalle notizie relative ad altri caos legati a Trump, alla fine del mese scorso gli Stati Uniti hanno formalmente lasciato l’OMS. È solo la seconda volta nella storia dell’agenzia che una grande potenza se ne va. Nel 1949, durante la guerra fredda, l’URSS si ritirò citando l’insoddisfazione per l’influenza degli Stati Uniti sull’organizzazione. Nel 1956, con le preoccupazioni per la sorveglianza e la diffusione delle malattie, l’URSS si reinserì nel sistema delle Nazioni Unite.

Le giustificazioni di Trump per l’uscita dall’OMS sono simili agli attacchi di Nigel Farage all’agenzia. In primo luogo, l’OMS avrebbe costretto i paesi al lockdown durante la pandemia di Covid-19. Questo non ha senso. L’OMS è un organismo composto dagli Stati membri che non ha alcuna autorità legale per imporre lockdown, misure di sanità pubblica nazionali o costringere i paesi a fare qualcosa che non vogliono. I lockdown sono stati decisioni prese dai governi nazionali, e solo da loro.

Un’altra affermazione di Trump è che l’OMS non è indipendente. L’articolo del Guardian ritiene piuttosto che l’OMS sia troppo indipendente ed è per questo che viene punita.

Quando l’organizzazione è stata spinta ad allinearsi alle posizioni di Maga sui legami tra vaccini e autismo, sul paracetamolo in gravidanza e l’autismo, nonché sul negazionismo del cambiamento climatico, l’agenzia ha ribattuto che ciò non era scientificamente accurato, ed è stata rimproverata. L’OMS ha anche respinto le pressioni di Israele affinché rimanesse in silenzio sul genocidio di Gaza e sulla distruzione degli ospedali, e quelle della Russia sulla guerra in Ucraina. Per mantenere la credibilità al di là dei brevi cicli politici, l’OMS deve rimanere scientificamente indipendente, anche se ciò le costa il favore di alcuni leader.

È bizzarro vedere il governo degli Stati Uniti attaccare proprio l’agenzia di cui è stato l’artefice e il sostenitore per anni. L’intero sistema delle Nazioni Unite si basava sull’idea che la cooperazione tra i paesi potesse prevenire catastrofi collettive come la Seconda guerra mondiale. La leadership degli Stati Uniti è stata fondamentale nelle campagne globali contro il vaiolo, la poliomielite, l’HIV/AIDS e la riduzione della mortalità infantile. Anche dal punto di vista finanziario, gli Stati Uniti sono stati i principali contributori dell’OMS, attraverso contributi obbligatori e finanziamenti volontari legati a programmi specifici. Prima di Trump, la leadership degli Stati Uniti nella sanità globale era stata bipartisan e sostenuta dall’opinione pubblica, dal Fondo globale per la lotta contro l’HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria (promosso da Bill Clinton) e dal Piano di emergenza del Presidente per la lotta contro l’AIDS (promosso da George W. Bush) alla risposta di Barack Obama all’epidemia di Ebola nell’Africa occidentale.

Fortunatamente, l’OMS ha avviato riforme finanziarie che le consentono di dipendere meno dai finanziamenti statunitensi e di mantenere le sue funzioni fondamentali. L’agenzia si è assicurata l’85% dei finanziamenti necessari per il bilancio 2026/27 ed è fiduciosa di poter raccogliere il restante 15%. Ciò lascia comunque un vuoto di leadership nella sanità globale, che l’UE e paesi chiave come la Germania stanno cercando di colmare nella speranza di mantenere vivo il multilateralismo.

Inoltre Cina e la Russia rafforzano i loro legami bilaterali con i paesi a basso reddito, collegando gli aiuti sanitari globali alla loro influenza. E abbiamo minacce sanitarie come la variante H5N1 dell’influenza aviaria, la resistenza agli antimicrobici e le continue epidemie che richiedono una rapida condivisione delle informazioni e una risposta coordinata.

Il governo degli Stati Uniti ne è consapevole. Da diverse fonti risulta che il team di Trump continua a collaborare con l’agenzia in privato, mentre la critica pubblicamente. Questo fa comodo alla sua base Maga, che ha bisogno di un nemico straniero da attaccare, garantendo al contempo che gli Stati Uniti dispongano delle informazioni globali necessarie sui rischi sanitari detenute dall’OMS. Ancora una volta, Trump dice una cosa in pubblico e ne fa un’altra in privato. In un altro momento in cui “il re è nudo”, la verità è che il governo degli Stati Uniti dipende dall’OMS più di quanto sia il contrario.

1) Devi Sridhar. Trump has pulled the US out of the World Health Organization – here’s why that’s sheer hypocrisy: the Guardian, 17 February 2026.

 

 

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