I No Kings dopo il referendum: «Primarie? Non ci interessa parlare di leader»
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- 27 Marzo 2026
Presentata la manifestazione nazionale di sabato 28 marzo: «Saremo centinaia di migliaia, contro guerre e sovranismo»
«Dopo quello che è successo al referendum, tutto ci serve tranne che parlare di leadership del centrosinistra». Il messaggio che i No Kings affidano alla politica istituzionale, presentando le due giornate del prossimo fine settimana, non potrebbe essere più chiaro. Il movimento che da mesi, prima che si potesse sospettare di ritrovarsi a Roma con Meloni in difficoltà e blindata dentro Palazzo Chigi, sta organizzando l’opposizione a tutti i re di questo tempo ha presente la novità e la forza della massa critica che si è manifestata con il No alla riforma della giustizia della destra. Ma per questo non ha intenzione di farsi imbrigliare in discussioni tra segreterie di partiti e alchimie sugli assetti elettorali. Perché, dicono, semplicemente non è il momento.
Al contrario, adesso bisogna invadere le piazze, diffondere capillarmente una nuova forma della politica, allargare la base sociale di chi si oppone a sovranismi, guerre, autoritarismo. «Di fronte al risultato del referendum, con la vittoria dovuta a una mobilitazione di popolo, il dibattito sulla leadership che vediamo adesso intorno al campo largo è riduttivo e insufficiente rispetto a quello che è successo – conferma Luca Blasi nel corso della conferenza stampa ospitata nella sede della Fnsi – Bisogna parlare di temi e programmi, di salario minino e di finanziamenti non alle armi, ma alla sanità e all’istruzione. Sono tutti temi che porteremo in piazza.
Essere No Kings è questo: combattere un’idea sbagliata della politica che pensa alla leadership invece che ai processi collettivi».
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