Secondo l’OMS, il conflitto aggrava la crisi sanitaria in tutto il Medio Oriente.
- 0
- 797
- 2 Min
- |
- 26 Marzo 2026
A oltre dieci giorni dall’inizio dell’ultima escalation del conflitto in Medio Oriente, i sistemi sanitari di tutta la regione sono sotto pressione a causa dell’aumento dei feriti e degli sfollamenti, dei continui attacchi alle strutture sanitarie e del crescente rischio per la salute pubblica.
Le autorità sanitarie nazionali iraniane segnalano oltre 1300 decessi e 9000 feriti, mentre in Libano si registrano almeno 570 decessi e oltre 1400 feriti. In Israele, le autorità riportano 15 decessi e 2142 feriti.
Allo stesso tempo, il conflitto sta compromettendo proprio i servizi destinati a salvare vite umane. In Iran, l’OMS ha verificato 18 attacchi contro strutture sanitarie dal 28 febbraio, che hanno causato 8 morti tra gli operatori sanitari. Nello stesso periodo in Libano, 25 attacchi contro strutture sanitarie hanno provocato 16 morti e 29 feriti. Questi attacchi non solo costano vite umane, ma privano le comunità dell’assistenza sanitaria nel momento del bisogno. Gli operatori sanitari, i pazienti e le strutture sanitarie devono essere sempre protetti dal diritto internazionale umanitario.
Oltre all’impatto immediato, il conflitto sta creando rischi più ampi per la salute pubblica. Le stime attuali indicano che oltre 100.000 persone in Iran si sono trasferite in altre zone del Paese a causa dell’insicurezza, e fino a 700.000 persone sono state sfollate internamente in Libano, molte delle quali vivono in rifugi collettivi sovraffollati in condizioni sanitarie precarie, con accesso limitato ad acqua potabile, servizi igienico-sanitari e igiene. Queste condizioni aumentano il rischio di infezioni respiratorie, malattie diarroiche e altre malattie trasmissibili, soprattutto per le fasce di popolazione più vulnerabili, come donne e bambini.
Anche i rischi ambientali sono motivo di crescente preoccupazione. In Iran, gli incendi di petrolio e il fumo proveniente dalle infrastrutture danneggiate hanno esposto le comunità vicine a inquinanti tossici che possono causare problemi respiratori, irritazioni agli occhi e alla pelle, nonché la contaminazione di acqua e alimenti.
Leggi tutto su OMS





