Suprematismo e colonizzazione: Leone condanna le radici della guerra

l viaggio africano Nell’ultima tappa, in Guinea Equatoriale, il pontefice parla di ingiustizia sociale e illusione del dominio. Nel nome di Francesco, morto esattamente un anno fa.

Nell’ultima tappa del suo lungo viaggio apostolico in Africa attraverso Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, papa Leone XIV torna a parlare di guerra e di ingiustizie sociali globali, ribadendo che la religione non deve essere utilizzata «per giustificare scelte e azioni di morte».

«Oggi l’esclusione è il nuovo volto dell’ingiustizia sociale, il divario tra una “piccola minoranza”, l’1% della popolazione, e la stragrande maggioranza si è ampliato in modo drammatico», ha detto Prevost, che ha denunciato «l’ingiusta ricchezza» e «l’illusione del dominio» recuperando l’affermazione centrale di Evangelii Gaudium, documento programmatico del pontificato di Bergoglio, di cui proprio ieri ricorreva il primo anniversario della morte: «Oggi dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della inequità, questa economia uccide».

PERCHÉ ANCHE SECONDO il papa nato a Chicago è l’economia il motore delle guerre, comprese quelle attuali. «La rapidissima evoluzione tecnologica cui stiamo assistendo ha accelerato una speculazione connessa al bisogno di materie prime, che sembra far dimenticare esigenze fondamentali come la salvaguardia del creato, i diritti delle comunità locali, la dignità del lavoro, la tutela della salute pubblica – ha detto Prevost – È infatti ancora più evidente oggi, rispetto ad alcuni anni fa, che la proliferazione dei conflitti armati ha tra i suoi principali moventi la colonizzazione di giacimenti petroliferi e minerari, senza riguardo al diritto internazionale e all’autodeterminazione dei popoli».

Ma «senza un cambio di passo nell’assunzione di responsabilità politica e senza rispetto delle istituzioni e degli accordi internazionali, il destino dell’umanità rischia di venire tragicamente compromesso». Quindi una nuova scomunica della legittimazione religiosa dei conflitti: il nome di Dio «non può essere profanato dalla volontà di dominio, dalla prepotenza e dalla discriminazione, soprattutto mai dev’essere invocato per giustificare scelte e azioni di morte».

Leggi tutto sul Manifesto

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Sostieni Salute Internazionale

Salute Internazionale è un sito di informazione indipendente. Da 15 anni ci occupiamo di sanità per fare avanzare la causa della buona salute per tutti. Per continuare abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Leggi di più