Assalto alla Flotilla in mare aperto, le vele sfidano Israele
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- 19 Maggio 2026
La Global Sumud Flotilla si trova sotto attacco israeliano dalle nove di ieri mattina. Fino al momento di andare in stampa, gli incursori della marina di Tel Aviv erano riusciti a intercettare 42 imbarcazioni con oltre 150 persone a bordo (almeno 12 italiane). Un’azione molto simile a quella condotta lo scorso 29-30 aprile al largo di Creta, che portò all’abbordaggio di 22 barche e al sequestro di 181 attivisti.
ANCHE IERI, esattamente come venti giorni fa, l’esercito israeliano avrebbe messo in campo ben quattro fregate da guerra e una nave cargo militare, sulla quale verranno rinchiusi gli attivisti man mano che saranno arrestati a bordo delle loro imbarcazioni. Con una mezza dozzina di gommoni d’assalto, gli incursori della Shayetet 13 hanno preso il controllo dei vari mezzi della Sumud, manomettendone i comandi e catturandone l’equipaggio. In più occasioni, i militari hanno puntato contro gli attivisti disarmati i loro fucili da guerra, mentre alcune delle fregate si sono pericolosamente avvicinate ai velieri prima che questi venissero assaltati.
L’attacco è avvenuto ancora una volta in piene acque internazionali, a ben 250 miglia dalle coste di Gaza (la Flotilla era salpata dalla Turchia appena domenica mattina e solo da poche ore aveva abbandonato le acque territoriali di Ankara). Stavolta l’assalto è avvenuto durante il giorno: «Una circostanza – sottolineano i portavoce del movimento – che dimostra come Israele agisca ormai nella più totale impunità, e senza più mostrare alcuno scrupolo». Tra gli attivisti fatti prigionieri c’è anche Margaret Connolly, sorella della presidente irlandese Catherine. Fino a ieri sera era ancora in viaggio l’unico parlamentare italiano a bordo, Dario Carotenuto: «Qui intorno ci sono le navi della marina israeliana che stanno cercando di braccarci», ha detto nel pomeriggio a RadioRai.
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