La lezione di Adriano Cattaneo

Maurizio Bonati

Conoscere, comprendere e adoperarsi per il bene comune. Tre azioni interconnesse, da mantenere, implementare e migliorare nel tempo. È il messaggio lasciato da Adriano e lo spirito che si è respirato lo scorso maggio nell’incontro al Cuamm di Padova.

Formare, valutare, proteggere: queste le parole chiave dell’incontro svoltosi al Cuamm di Padova per ricordare Adriano Cattaneo, [1] con una introduzione affettiva di Rino Scuccato che con Adriano aveva condiviso una lunga esperienza mozambicana. [2] Termini che potrebbero essere declinati in conoscere, comprendere e adoperarsi per il bene comune. Tre azioni interconnesse, da mantenere, implementare e migliorare nel tempo. Azioni da condividere: l’essenza della cooperazione. È il messaggio lasciato da Adriano e lo spirito che si è respirato nell’incontro di Padova.

Formazione-conoscenza

Affrontare con spirito critico, con curiosità, in modo diffuso e appropriato i temi dell’equità, della difesa della dignità e della vita degli uomini, di denunciare le disuguaglianze della salute e adoperarsi per ridurle in Italia e nel mondo necessita di una specifica, dedicata, aggiornata e continua formazione. Attingendo a “splendori e miserie del gioco del calcio” Claudio Beltramello ha sottolineato come la qualità della formazione sia associata alla qualità del lavoro svolto: una delle caratteristiche delle attività del Cuamm sin dalla sua fondazione nel 1950. Formare cooperanti e volontari internazionali, progettisti e funzionari della cooperazione decentrata, studenti universitari e laureati, professionisti sanitari, anche della salute globale è un processo continuo essenziale per il diritto alla salute per tutti e in particolare quando si opera nei Paesi a risorse limitate. La promozione dell’(in)formazione nel campo della Salute Globale è caratterizzata dalla produzione di materiale e percorsi formativi a partire dal primo corso di Erice del 2001, “una fucina di idee”, come ha ricordato Gavino Maciocco, [3], per continuare con la costituzione dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale nel 2002 e la produzione di quattro rapporti, [4] e l’attività di coinvolgimento degli studenti e specializzandi molti dei quali sono diventati cooperanti. [5]

Valutazione-comprensione

Nel 1988 Adriano Cattaneo aveva scritto, e il Cuamm pubblicato, La valutazione dei programmi di cooperazione sanitaria. Manuale di auto-apprendimento. “Un testo che, senza esagerare, ha fatto storia e ha accompagnato la formazione di intere generazioni di medici e cooperanti”, come ha ricordato Giovanni Putuoto, responsabile programmazione e Ricerca operativa del Cuamm. Uno strumento all’avanguardia se si pensa che solo nel 2023 l’Agenzia Italiana allo Sviluppo ha prodotto un proprio manuale di riferimento. [6] L’attività di valutazione di un progetto è complementare all’attività sul campo ed essenziale per misurare l’efficacia, migliorare l’intervento e accompagnare la messa a regime dei risultati positivi. Valutare è quindi parte della ricerca operativa svolta da una organizzazione di cooperazione allo sviluppo e deve essere parte integrante del piano strategico.

Fare ricerca, significa studiare e conoscere a fondo i contesti in cui si opera, adottare un metodo critico del lavoro, individuare le buone pratiche basandosi sulle evidenze scientifiche, e significa anche assicurare una accountability precisa all’operato. È un fare cooperazione di qualità, in rete con le comunità scientifiche internazionali per ridurre le disuguaglianze con e nei i Paesi con scarse risorse e garantire i diritti, non solo quello della salute, per tutti. Principi che caratterizzano da sempre l’operato del Cuamm testimoniati anche con le pubblicazioni scientifiche, a garanzia di una valutazione indipendente dell’attività svolta, e anche con la partecipazione (formazione) dei giovani cooperanti. [7] Lavorare per lo sviluppo altrui, ma anche proprio, implica che si attivino anche iniziative di advocacy che accompagnino alla autonomia e indipendenza elemento essenziale, non solo nella valutazione di un progetto, ma già nella sua stesura e realizzazione. Sguardi e percorsi ancora poco investigati, ma importanti per entrambe le parti (donatori-cooperanti e beneficiari), un aspetto dell’etica del dono. Succede spesso che la qualità e il tipo di intervento che viene organizzato lontano, rappresenti anche un bisogno locale. Ma è forse più “semplice” realizzarlo in Africa che non in Italia, come ha detto Giorgio Tamburlini nel corso dell’incontro. Un aspetto della reciprocità, della condivisione dei risultati che sarebbe utile riprendere.

Proteggere-adoperarsi per il bene comune

Tra le tante azioni di “protezione” volte allo star bene l’attenzione è stata posta sulla protezione, la promozione e il sostegno all’allattamento al seno. Patti Rundall che dal 1980, insieme ai partner dell’IBFAN (International Baby Food Action Network), è impegnata a costruire reti di collaborazione che aiutino i Paesi a introdurre controlli giuridicamente vincolanti basati sul Codice internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno e sulle risoluzioni dell’Assemblea mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha sottolineato quanto i conflitti di interesse hanno condizionato, e condizioni tutt’oggi, le politiche, la ricerca, la formazione e i sistemi sanitari. [8] Un tema trasversale che ha accomunato il suo lavoro e quello di Adriano Cattaneo, incentrato sull’adozione e il rafforzamento della legislazione dell’Unione europea sugli alimenti per l’infanzia e sul miglioramento degli standard commerciali globali. Un’azione di “protezione” essenziale perché a livello mondiale i tassi di allattamento esclusivo al seno e la sua durata sono inferiori a quanto raccomandato dalla Strategia globale sull’alimentazione. Nei Paesi con scarse risorse, ciò è associato a un elevato numero di decessi e malattie infantili evitabili. Un maggiore livello di protezione, promozione e sostegno all’allattamento al seno potrebbe prevenire la morte di circa 1,3 milioni di bambini all’anno e ridurre significativamente le sofferenze individuali e sociali correlate allo scarso allattamento esclusivo al seno. Gli interventi non dovrebbero essere attuati isolatamente, ma nell’ambito di un programma integrato e intersettoriale, con un approccio partecipativo che tenga conto delle caratteristiche culturali locali. La mancanza di volontà politica è probabilmente il fattore più importante associato a un’inadeguata protezione, promozione e sostegno all’allattamento al seno.

Considerazioni e indicazioni del lavoro svolto da Adriano Cattaneo (anche con la moglie Sofia Quintero-Romero) [9] come professionista, cooperante, militante… un “buono”, che si è adoperato per il bene comune, come ha ricordato don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm.

La salute è un bene comune essenziale (un diritto), ma non è l’unico. Il diritto alla giustizia, al vivere in condizioni di stabilità e sicurezza rappresenta un insieme di condizioni sociali un altro bene essenziale: la pace. La pace va insegnata: in famiglia, a scuola, ovunque. Bisogna essere educati alla pace (formazione-valutazione-proteggere). Come la salute anche la pace è un diritto largamente disatteso. Sono molteplici i conflitti che si sovrappongono e che continuano a verificarsi e sono 52 i Paesi in cui il livello di conflitto è grave in considerazione della mortalità, del pericolo per i civili, della diffusione geografica e della frammentazione dei gruppi armati. Il trauma della guerra persiste nel tempo e cronicizza; donne e bambini sono le prime vittime. [10] Promuovere e tutelare la salute delle popolazioni più fragili, adoperarsi per la formazione delle risorse umane dedicate, nella ricerca e divulgazione scientifica e nell’affermazione del diritto umano fondamentale della salute per tutti vuole dire adoperarsi anche per la pace.

Non è stato (solo) un incontro commemorativo quello di Padova. È stata anche l’occasione per (ri)condividere scelte, impegni e valori, salutandosi sereni e determinati («Non siate tristi. Continuate in ciò che è giusto» Alexander Langer). [11]

Maurizio Bonati, direttore di Ricerca&Pratica, Milano

 

Bibliografia

  1. Tamburlini G. Scritto per Adriano Cattaneo. Saluteinternazionale.it, 15 dicembre 2025. https://www.saluteinternazionale.info/2025/12/scritto-per-adriano-cattaneo/
  2. Scuccato R. La deviazione di rotta. Memorie dal Mozambico (1979-1994). Torino, L’Harmattan Italia, 2006.
  3. Maciocco G. La formazione in salute globale. Saluteinternazionale.it, 26 febbraio 2014. https://www.saluteinternazionale.info/2014/02/la-formazione-in-salute-globale/
  4. Maciocco G, Cattaneo A (a cura di). Salute gòobale e aiuti allo sviluppo. Diritti, ideologie, inganni. 3° Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla salute Globale. Pisa, Edizioni ETS, 2008.
  5. Calgaro S, Borellini M, Seni AHA, Tirzi MC, Gimo AMD, Cebola BR, Putoto G, Trevisanuto D. Neonatal Intensive Care Unit Evacuation and Care During a Natural Disaster: The Experience of Cyclone Idai in Beira, Mozambique. Front Pediatr. 2020; 8:584281.
  6. Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Manuale operativo per il monitoraggio delle iniziative di Cooperazione allo Sviluppo. Roma, 2023. https://www.aics.gov.it/wp-content/uploads/2023/05/Manuale-Monitoraggio-002.pdf
  7. Tognon F, Sevalie S, Gassimu J, Sesay J, Hann K, Sheku M, Bearse E, Di Gennaro F, Marotta C, Pellizzer G, Putoto G, Lado M, Franke MF, Dibba Y, Gevao S, Beynon F, Mesman AW. Seroprevalence of hepatitis B and hepatitis C among blood donors in Sierra Leone: A multi-year retrospective study. Int J Infect Dis. 2020; 99:102-107.
  8. Rundall P, Arendt M. An Interview With Patti Rundall: A Passionate Activist, Full of Energy! J Hum Lact. 2021; 37:19-26.
  9. Cattaneo A, Quintero-Romero S. Protection, promotion and support of breastfeeding in low-income countries. Semin Fetal Neonatal Med. 2006; 11:48-53.
  10. Bonati M. Il cronico trauma della guerra. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore, 2024.
  11. Raveggi A. Continuate in ciò che è giusto: Storia di Alexander Langer. Milano, Bompiani, 2025.

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