Fakir non doveva morire. “Qualora il soggetto mostri segni di malessere, la presa dovrà essere allentata immediatamente”

“Ci sono immagini che informano e immagini che accusano. E poi ci sono immagini che sospendono ogni giudizio, perché costringono prima di tutto a guardare. Il video della morte di Abderrahim Fakir appartiene a quest’ultima tipologia. Cinque minuti e venti secondi in cui il tempo sembra dilatarsi fino all’insopportabile. Non è un filmato spettacolare: è quasi immobile. Ed è proprio questa immobilità a inquietare. C’è una grammatica spietata nella morte in diretta, un’estetica del vuoto che il piccolo schermo o il display di uno smartphone restituiscono con gelida nitidezza. Il video di Bologna non è soltanto la documentazione di una tragedia; è la rappresentazione visiva di una metamorfosi irreversibileil passaggio istantaneo e brutale dalla vita al nulla.

Colpisce la lentezza quasi decontestualizzata dei gesti: il corpo di Abderrahim Fakir è bloccato a terra, prono sull’asfalto rovente, soffocato dal peso dell’intervento e dal torpore del caldo estivo. Attorno a lui, l’azione si muove al rallentatore. Gli agenti immobilizzano, i soccorritori assistono, un passante aiuta a bloccare le caviglie, mentre le urla «Basta, aiuto!» sfumano progressivamente nel silenzio.

È la stessa sintassi visiva che abbiamo imparato a conoscere Oltreoceano, con le immagini shock delle operazioni dell’Ice o del fermo di George Floyd: l’uso del corpo delle forze dell’ordine come peso, la contenzione meccanica che si trasforma in trappola mortale”.

Dall’articolo “Fakir e la morte in diretta sullo smartphone” di Aldo Grasso sul Corriere della Sera

Sempre sul Corriere si legge:

Ma una circolare del Viminale di maggio 2026 raccomanda che nelle fasi di contenimento a terra «qualora il soggetto mostri segni di malessere, la presa dovrà essere allentata immediatamente, posizionandolo su un fianco e verificando che sia nella condizione di respirare».

Sono state rispettate queste raccomandazioni? Come quella che non vadano prolungate «la posizione di decubito prono e la compressione del torace per i rischi al sistema cardiaco e respiratorio».

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Sostieni Salute Internazionale

Salute Internazionale è un sito di informazione indipendente. Da 15 anni ci occupiamo di sanità per fare avanzare la causa della buona salute per tutti. Per continuare abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Leggi di più