Per Gaza e la Cisgiordania la campagna Oxfam «Copyright Palestina»
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- 14 Luglio 2026
I diritti non si negoziano, non possono essere sospesi o concessi, o sono di tutti o non sono di nessuno. Da questo principio molto semplice, che dovrebbe costituire le fondamenta della cooperazione e del diritto internazionale, prende le mosse la campagna di Oxfam Italia intitolata Copyright Palestina – tutti i diritti riservati. Dopo quasi tre anni di genocidio a Gaza si contano oltre 73mila morti, di cui più di mille uccisi dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco lo scorso ottobre. A causa del blocco degli aiuti umanitari «oltre due milioni di persone sopravvivono rinchiuse nel 35% della Striscia, con meno di 6 litri d’acqua pulita al giorno, il 77% della popolazione soffre di grave insicurezza alimentare, inclusi 132mila bambini sotto i cinque anni. Altissimo il rischio di nuove epidemie dovute a caldo, disidratazione e continue infestazioni di topi e insetti», denuncia il comitato di lancio della campagna.
L’obiettivo dell’ong è riportare al centro del dibattito l’autodeterminazione dei palestinesi, scavalcata sia dal piano genocidario e di annessione israeliano, che dagli attori – come il Board of Peace voluto dal presidente Usa Donald Trump – che «escludono i palestinesi da qualsiasi processo decisionale.
Il mandato della risoluzione Onu 2803 rimane assolutamente insoddisfatto», spiega Paolo Pezzati, portavoce di Oxfam Italia per le crisi umanitarie. La campagna si sviluppa su tre direttrici, con specifiche richieste rivolte al governo italiano: innanzitutto di esercitare una pressione concreta su Tel Aviv per consentire «il pieno accesso umanitario» nella Striscia, tanto degli aiuti quanto del personale, «e l’operatività senza limitazioni delle organizzazioni», recita il comunicato. In secondo luogo un piano per la fine dell’occupazione dei Territori Palestinesi, attraverso il divieto di commercio con gli insediamenti illegali, già contenuto in una proposta di legge avanzata da Oxfam e firmata dai principali volti del campo largo. In prima fila Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Angelo Bonelli. Ad accompagnare il divieto, la campagna chiede una pressione su Israele per il ritiro dai Territori Occupati, un processo di ricostruzione che interessi Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est che «includa il popolo palestinese» come protagonista. A questo proposito, la via da percorrere richiesta da Oxfam è il «riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato palestinese, non come atto formale» ma accompagnato da un piano che ne salvaguardi i diritti, «compreso quello al ritorno dei rifugiati, come affermato dalla Risoluzione 194 delle Nazioni Unite».
Il punto fondamentale su cui insiste l’ong è l’impunità assoluta di cui gode Israele: lo stato ebraico non ha infatti ancora subito ripercussioni o sanzioni, nonostante un procedimento in corso per genocidio presso la Corte internazionale di Giustizia, due mandati d’arresto emessi dalla Corte penale internazionale per il premier Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità, e il pronunciamento della corte internazionale di Giustizia sull’illegalità dell’occupazione dei Territori Palestinesi.
Oltre a Gaza, anche la situazione in Cisgiordania peggiora ogni giorno di più: «la violenza cresce e c’è un’impennata degli sfollamenti, con una media di 17 persone al giorno, dovuta a demolizioni e attacchi dei coloni. Tutto questo va ricondotto al senso di impunità di cui il governo israeliano gode e ha goduto per decenni», spiega ancora Paolo Pezzati al manifesto. «La situazione politica in Italia rimane complicata, con la grandissima mobilitazione dello scorso autunno non siamo riusciti a produrre cambiamenti sulla linea del nostro governo, ma questo non deve demoralizzare la società civile e le organizzazioni. È una battaglia che va fatta per il popolo palestinese e per noi, i diritti se non vengono garantiti per qualcuno sono a rischio per tutti», conclude Pezzati.
Le iniziative per promuovere la campagna partono già da oggi con una presenza di Oxfam in qualità di charity partner al Mengo Festival, e proseguiranno per tutta l’estate e verso l’autunno con la partecipazione al tour del gruppo Modena City Ramblers.





