Maurizio Bonati ci ha lasciati. Quanto ci mancherà.

Maurizio Bonati, già Direttore del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Direttore della rivista Ricerca e Pratica, collaboratore di Scienza in Rete, socio fondatore del CSB, ci ha improvvisamente e inaspettatamente lasciato.

Ricercatore, attivista per i Diritti Umani e in particolare di quelli dell’infanzia, costruttore e animatore di mille progetti in Italia dedicati ai bambini e alla loro salute. Ricordiamo le sue ultime imprese, condivise con Antonio Clavenna, lo studio di coorte (coorte Nascita) sui bambini e il loro sviluppo che ancora oggi produce utili conoscenze, e quello sui processi di transizione della cura del bambino con patologia cronica. E ricordiamo il libro “Nascere e crescere in Italia” centrato sulla salute materno infantile, dimenticata, e che invece dovrebbe invece trovarsi al centro di un discorso di investimenti e programmazione. Autore di centinaia di pubblicazioni su riviste italiane e internazionali, con un’attenzione al rigore scientifico ma anche alla divulgazione e all’indipendenza di chi scrive e si occupa di salute. Citiamo, perché attiene proprio al tema che più lo angosciava ultimamente e cioè quello dei bambini che perdono la vita e soffrono per azioni di guerra, e tra questa quella più drammatica che riguarda i bambini di Gaza, il suo articolo “Child mortality following armed conflict: how long does it take to reduce to pre-conflict level?” pubblicato su BMJ Paediatrics Open (2025;9:e003379) rivista del cui advisory board faceva parte e il suo libro del Pensiero Scientifico Editore “ Il cronico trauma della guerra, donne e bambini le prime vittime”.

Tra le sue passioni c’era anche quella del cinema e lo ha fatto parlando dei bambini autistici (lo faceva spesso) in una rassegna: “Attraverso lo schermo Cinema e autismo in età evolutiva”. L’autismo, diceva, è un modo diverso di percepire il mondo. Per comunicare con chi è in questa condizione è necessario cambiare attitudine e linguaggio, modificare il proprio sguardo, per vedere “attraverso lo schermo”.

Grazie a Federica Zanetto, menzioniamo un passaggio conclusivo di uno degli ultimi pezzi, scritto assieme a Gianni Tognoni, suo primo mentore, e pubblicato su Volerelaluna:

….costruire un programma comune condiviso, per raggiungere “la salute per tutti”. Un impegno che coniughi la salute ai diritti umani e alla giustizia sociale per rendere universalmente accessibili i servizi sanitari essenziali. Un impegno politico, sociale e professionale, individuale e istituzionale, nell’area della salute e della sanità, del sociale e del sanitario, dello star bene e meglio (welfare) nell’ambiente di vita e di lavoro. Un impegno oneroso e ambizioso come tutti quelli volti alla garanzia dei diritti umani, dei diritti di una collettività e non solo e tanto quelli di singoli individui”.

Una delle ultime piccole-grandi opere di Maurizio Bonati è stato un post su Salute internazionale dedicato a Adriano Cattaneo, che pure ci ha lasciato alcuni mesi fa e con cui aveva condiviso molte iniziative, tra le quali quella (“No grazie, pago io”) per contrastare l’influenza degli interessi commerciali nell’azione e nella formazione dei medici.  Singolare coincidenza, la perdita così ravvicinata di due amici e compagni di imprese, che per diversi aspetti possiamo ricordare con concetti simili: rigore e impegno, e, come scrive la nostra Chiara di Francesco, “una voce forte e sempre preparata, mai sguaiata ma decisa”. Una voce che ci ha insegnato che il senso della professione non è quello a volte afinalistico di stare a guardare, ma di essere vicino ai bisogni, alla ricerca del bene.

Nel suo recente libro la “La Stella che più brilla in cielo”, Martino, tre anni e mezzo, dopo aver ascoltato una fiaba in cui un personaggio muore, domanda alla madre: “Ma anche tu mamma devi morire?”. Domande spontanee e profonde, che colgono impreparati gli adulti. Maurizio ci lascia un messaggio: non esistono risposte perfette, ma è possibile offrire ai più piccoli verità e ascolto, strumenti essenziali per crescere con fiducia e consapevolezza. Un libro dedicato a genitori, nonni ed educatori, per affrontare con sensibilità uno dei temi più complessi dell’esistenza; ma, caro Maurizio, questo messaggio lo lasci anche a noi ora che sei in cielo: rimani qui per tutto quello che hai dato e continuerai a dare.

E alla fine di ogni suo messaggio non mancava mai la parola “Avanti!”. E avanti andremo, caro Mau.

Giorgio Tamburlini, Federico Marchetti

 

 

 

Un commento

  1. Non ci posso credere! Maurizio dopo Adriano, non me ne faccio una ragione. Due pilastri, diversi ma entrambi necessari a sorreggere una cultura della ricerca e della salute pubblica in Italia e nel mondo.

    Quanto ci mancherà! Hai ragione da vendere Gavino. Insopportabilmente, ci mancherà!

    Nicoletta

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